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La scienza

Non solo empirismo

Gli inizi della scienza moderna

Il pensiero scientifico ha origini molto antiche anche se la scienza, come noi la intendiamo, nasce circa nel 1600 quando l’uomo comprende che le pure intuizioni teoriche si riducono spesso a puro lavoro retorico e al contempo la mancanza di basi teoriche in ambito tecnico limita lo sviluppo delle idee alla base della costruzione di nuovi macchinari.

Quindi si sente l’esigenza di conciliare tali aspetti della conoscenza.

Il metodo scientifico

Sulla base di tale ideale proprio in questo periodo Galileo Galilei propone il suo metodo per perseguire la conoscenza scientifica composto da tre elementi fondamentali:

  • Le sensate esperienze, cioè le esperienze dei sensi, quindi l’osservazione dei fenomeni.
  • Le necessarie dimostrazioni, ipotesi formulate mediante procedimenti logico-deduttivi di carattere matematico.
  • Il cimento o verifica, la messa alla prova delle affermazioni scientifiche attraverso procedure sperimentali.

Il ruolo sociale della scienza

Anche se il contributo maggiore per stabilire il ruolo della nuova scienza, per interpretare il valore e le possibilità di essa nella dimensione pratica, cioè sociale, viene dato da Francesco Bacone il quale ritiene che la scienza debba contribuire al miglioramento della società.

Il sapere si viene affermando come potenza e dominio sulla natura che a lungo termine comporta un risparmio di lavoro manuale e ingente ricchezza.

Il sapere è quindi fatto sociale, compito sociale e dovere sociale.

Tale ideale si affermerà sempre maggiormente nel corso della storia raggiungendo il picco massimo nel positivismo di fine ‘800 affermatosi a seguito della seconda rivoluzione industriale.

Positivismo

Positivo sta per:

  • Utile in contrapposizione all’inutile.
  • Preciso in contrapposizione al vago.
  • Razionale in opposizione al metafisico.

Tutto ciò che è positivo viene perseguito tramite il metodo scientifico che viene applicato in ogni ambito della conoscenza, anche in quello sociale, sempre con l’intento di migliorare la società.

Come in una sorta di processo incontrollato questo pensiero che ha origini baconiane, e che a partire dall’età illuminista ha contribuito al progresso, genera uno sviluppo in campo tecnico-sociale che a sua volta genera una maggior convinzione nel credere in tali ideali, così fino all’infinito.

Tanto che in Germania a partire dal principio di conservazione dell’energia si cercano di spiegare anche i fenomeni spirituali, considerandoli appunto come una forma differente della manifestazione di una stessa forza.

Ad ogni modo dimostrare i fenomeni spirituali a partire da dati concreti è ancora un’impresa ardua.

Spiritualismo

A seguito dell’impossibilità di spiegare i fenomeni spirituali mediante il metodo scientifico e a seguito dell’alienazione umana causata dalla società capitalistica, sviluppatasi come conseguenza degli ideali positivisti, si accusa il positivismo di non tener conto dell’aspetto umano e di non poter quindi fornire all’uomo una vera conoscenza, così come era già avvenuto in passato tra romanticismo e illuminismo.

In particolare Bergson, massimo esponente dello spiritualismo, inizia a differenziare il tempo della scienza da quello della coscienza attribuendo alla coscienza, all’arte e alla metafisica il carattere intuitivo e alla scienza il carattere razionale con tutti i limiti ad esso legati.

Questa concezione del sapere scientifico come puro empirismo e razionalità che induce l’uomo all’applicazione di un puro metodo e a non cogliere il vero senso della vita e con questo la felicità si afferma sempre con maggior forza nel corso della storia del pensiero in quanto anche gli scienziati stessi mettono in evidenza il solo aspetto empirico della scienza a discapito degli altri aspetti:

In associazioni come il circolo di Vienna si afferma il Neopositivismo, pensiero che ritiene significative solamente quelle proposizioni che possono essere sottoposte al test di verificabilità che si distinguono in proposizioni analitiche, che contengono in se stesse la propria verità (Tutte le mogli sono sposate), e proposizioni sintetiche, che sono verificabili solo empiricamente (Tutti i corvi sono neri).

In associazioni come la scuola di Francoforte si affermano i limiti della conoscenza scientifica e in particolare nella “Dialettica dell’Illuminismo” Horkheimer e Adorno criticano quella mentalità operativa e pratica che ha portato l’uomo a confidare nella ragione e nella sua capacità di ottenere il controllo della realtà e l’organizzazione scientifica del lavoro che ha accresciuto l’infelicità degli individui.

È corretto continuare a pensare la scienza in questi termini?

Karl Popper e l’epistemologia

In questo contesto storico, in cui la scienza ha grande rilevanza in ambito economico-sociale, ma allo stesso tempo è sottoposta a grandi critiche, che le obiettano il carattere puramente empirico, la riduzione a cosa dei fenomeni studiati e la loro incompleta comprensione tramite il metodo scientifico, nasce l’epistemologia, cioè la filosofia della scienza: filosofia che ha il compito di comprendere il modo di procedere della scienza e ciò che si cela in realtà dietro di essa, arrivando ad affermare che la scienza non è puro metodo ma una forma di pensiero che deve tener conto di vari aspetti della conoscenza.

Il maggior esponente di questa filosofia è Karl Popper il quale differenzia ciò che è scientifico da ciò che non lo è a partire da una nuova prospettiva.

Il tacchino induttivista

In primo luogo Popper si scaglia contro il metodo induttivo del circolo di Vienna riproponendo un racconto allegorico di Bertrand Russell:

«Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell’allevamento in cui era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino.

E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate.

Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un’inferenza induttiva come questa: “Mi danno il cibo alle 9 del mattino”. Questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato.»

Problemi-congetture-confutazioni

In secondo luogo Popper propone quello che ritiene essere lo schema di fondo dell’indagine scientifica, cioè il circolo virtuoso “problemi-congetture-confutazioni”:

I problemi sono sempre all’origine dell’indagine. Se l’uomo non avesse problemi da fronteggiare non avrebbe neppure bisogno di studiare, ricercare e elaborare soluzioni. I problemi non sono quindi un ostacolo, al contrario rappresentano il punto di partenza necessario da cui la scienza si sviluppa.

Infondo già Einstein aveva detto che la crisi è portatrice di progresso.

Le congetture sono ipotesi necessarie per risolvere i problemi, sono quindi alternative alle teorie consolidate.

In questa fase Popper reintroduce quel carattere che nella scienza viene sempre poco considerato cioè la creatività, che lascia spazio all’intuizione e all’immaginazione. Oltre che dall’intuito tali ipotesi possono essere mosse da miti e dottrine metafisiche. Questo è un altro aspetto fondamentale in quanto si riduce il divario tra scienza e dottrina metafisica.

In ultimo, ma non per importanza, tali ipotesi possono esser mosse dalla stessa storia, ed ecco che lo scienziato si fa portatore di una cultura che va oltre la sola applicazione di un metodo. In conclusione un’ipotesi può dirsi scientifica quando è falsificabile e questo è il punto forse più contrastato ma più interessante del pensiero popperiano.

Le confutazioni come abbiamo già potuto intuire non sono necessarie a confermare le ipotesi bensì a falsificarle, infatti la validità di un’ipotesi sarà sempre smentibile.

Tuttavia se ci troviamo davanti ad un’ipotesi difficile da smentire ma che ha i caratteri tali da potersi ritenere scientifica vuol dire che essa è ben corroborata, cioè si appresta bene nel descrivere la realtà studiata ed è più forte delle altre ipotesi. È quindi la falsificabilità che rende vantaggiosa una teoria o un’ipotesi e non la sua verificabilità.

Ovviamente un’ipotesi sarà tanto più scientifica quanto più sarà precisa, infatti all’aumentare della sua precisione essa può essere più facilmente smentita contribuendo al progresso. Quindi quanto più un’ipotesi è precisa tanto più può ritenersi scientifica.

Il modello

Siamo quindi arrivati al nocciolo della situazione. È bene ora soffermarci sulle congetture. Le congetture popperiane possono essere intese tanto come ipotesi quanto come teorie e alla base delle teorie e delle ipotesi troviamo solitamente un modello, lo stesso Lord Kelvin (William Thomson) affermava:

«Non sono soddisfatto fino a quando non riesco a farmi un modello di una cosa.

Se riesco a farmene uno allora la capisco.»

E proprio al modello sono state mosse le critiche maggiori degli oppositori della scienza:

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Sintesi

Introduzione Scienza - Non solo empirismo, tesina

La seguente tesina di maturità descrive la scienza. La tesina permette anche il collegamento con i seguenti argomenti: in Italiano Le cosmicomiche di Italo Calvino, in Latino Lucrezio e il De rerum natura ( tradotto da Odifreddi), in Inglese Flatland di Edwin Abbott, in Filosofia Popper e l'epistemologia, in Scienze la struttura del DNA, in Fisica l'effetto Meissner (in riferimento alla Golden slide n cui appare l'Hoverboard di ritorno al futuro) e in Arte Escher.

Collegamenti

Scienza - Non solo empirismo, tesina

Italiano - Le cosmicomiche di Italo Calvino. Latino - Lucrezio e il De rerum natura ( tradotto da Odifreddi). Inglese - Flatland di Edwin Abbott. Filosofia - Popper e l'epistemologia. Scienze - La struttura del DNA. Fisica - L'effetto Meissner (in riferimento alla golden slide n cui appare l'Hoverboard di ritorno al futuro). Arte - Escher. A cura di Ettore Egidi.
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