Estratto del documento

Il rilancio socio-economico-culturale nella società contemporanea

La trasformazione di una cascina posta nel comune di Romano di Lombardia in agriturismo-spa

Tesina esame di Stato

5° Geometri serale anno 2011/2012

Di Recanati Andrea

Indice generale

  1. Introduzione
  2. La Cascina Cappuccina, una corte lombarda del 1750
  3. La seconda Rivoluzione industriale
  4. Il verismo di Giovanni Verga
  5. Le Corbusier
  6. Urbanistica, il Piano regolatore generale
  7. Stima del valore di trasformazione
  8. Conclusione
  9. Bibliografia e sitografia

La Cascina Cappuccina, una corte lombarda del 1750

Le tipologie di cascine

La storia della cascina a corte

La seconda Rivoluzione industriale

Il fenomeno dell’urbanesimo

Il verismo di Giovanni Verga

Le Corbusier

Verso un’architettura (libro di architettura)

Tre richiami

Cinque punti fondamentali della nuova architettura

Urbanistica, il Piano regolatore generale

Caratteristiche

Contenuti principali

Procedura per l’entrata in vigore

Dal P.R.G. al P.G.T.

Il P.G.T. di Romano di Lombardia

Stima del valore di trasformazione

Parere di stima del fabbricato oggetto d’intervento

Conclusione

Bibliografia e sitografia

Allegati

Tavole di progetto

Progetto di un muro in cemento armato

1. Introduzione

Il mondo sta subendo una grave crisi economica. Il cuore di questa crisi è l’Europa e in Europa l’Italia è uno degli anelli più deboli. Ma perché l’Italia è al centro della crisi?

Tutto nasce da tre grandi problemi:

  • Il debito dello Stato;
  • Un governo poco credibile e incapace di approvare leggi che siano all’altezza della situazione in cui ci troviamo;
  • Il rallentamento della crescita economica.

Ma come possiamo fare per uscire da questa situazione? La risposta è una sola, serve un completo cambiamento di idee e di atteggiamenti che ci permetta di tornare all’altezza del mondo di oggi, serve un cambiamento socio-economico-culturale da parte della società contemporanea per riavviare la crescita economica.

Per sviluppare la tesina ho preso spunto da un articolo di giornale di Andrea Carandini pubblicato dal quotidiano La Repubblica, intitolato “Giovani, salvate la cultura”, che analizza le condizioni in cui si trova la società e la cultura in Italia nell’era post-industriale.

“Oggi contano soprattutto i beni immateriali della conoscenza, della comunicazione e della relazione ed essi valgono, non solamente per i livelli superiori, ma anche per quelli meno elevati della società …

… La cultura è diventata un bene comune. In questo il fare sempre più si interseca con il sapere e al comunicare, relegando in un secondo piano il lavoro pianificato e bruto …

… In questo contesto l’ambiente, il paesaggio, la storia, l’arte, i documenti, i libri e la produzione culturale rivestono un ruolo fondamentale per lo sviluppo della società e della personalità, per la maturazione della psiche e per il raggiungimento di una felicità durevole, che non si trova bramando solamente denaro, potere e sesso …

… Serve pertanto oggi molto più di un decreto per lo sviluppo. Occorre un cambiamento di usi, costumi e idee, che ci sollevi all’altezza del mondo di oggi, in cui i servizi svolgono un ruolo fondamentale, l’unico capace di sottrarsi alla concorrenza globale e che offra possibilità di crescita e di lavoro per i giovani.

È strano a dirsi, ma questa cultura che investe la totalità del reale e della vita, che torna al colere, cioè al coltivare e all’ambiente – terra, corpo, mente ed emozioni – non è solo il futuro ma anche un ritorno al passato pre-industriale. Infatti le città antiche, medievali e rinascimentali sono sempre state laboratori di risorse materiali e di creatività umana intrecciate fra loro. Il nostro nuovo ha il sapore degli avi.”

Ho pensato quindi di progettare una spa e un agriturismo all’interno della Cascina Cappuccina, sita nel comune di Romano di Lombardia, perché è inserita in un ambiente naturale, che promuova l’agricoltura locale e il turismo, mettendo a disposizione un edificio che porti benefici all’economia e alla società del territorio circostante.

Perciò questo fabbricato viene progettato puntando al rilancio dell’economia locale attraverso:

  • La valorizzazione dei prodotti tipici e la tutela del territorio;
  • Il recupero dei beni rurali e la diversificazione del reddito aziendale;
  • Creare una nuova meta turistica;
  • Offrire posti di lavoro ai giovani all’interno dell’attività.

I centri benessere sono veri e propri presidi medici a tutti gli effetti grazie alla loro effettiva efficacia. Cosa molto importante che favorisce il benessere nei centri è anche l’ambiente stesso, che riporta, in molti casi, a quell’ambiente romano antico, privo di inquinamento, salutare, dove si è in grado di ritrovare un equilibrio fisico e psicofisico che al giorno d’oggi è messo a dura prova, un ambiente che ai nostri giorni è raro trovare normalmente per le città. Gli attuali centri benessere hanno avuto origine in Italia e più precisamente nell’antica Roma intorno al V secolo, quando si iniziò a scoprire i primi benefici curativi delle acque termali. Nei secoli successivi i centri benessere si svilupparono sempre di più, sia dal punto di vista scientifico, che da quello strutturale, sia da quello sociale. Nell’antica Roma le terme erano strutture pubbliche, aperte a qualsiasi tipo di persona, indipendentemente dal ceto sociale. Le strutture erano talmente ampie e di lusso che erano in grado di ospitare biblioteche, stadi, solari, sale riunioni, botteghe di ogni genere, giardini e passeggiate, luoghi di scambi sociali, culturali e commerciali, e tutto decorato con pregiatissimi marmi e decorazioni. Le terme romane rappresentavano, quanto di più vicino possibile si può immaginare ad un centro benessere moderno. Oggi è cambiato il modo di vederlo, tanto che la maggior parte delle terme si possono definire hotel, agriturismi, oltre che normali centri benessere, proprio perché c’è l’idea di viaggi e vacanze in questi posti che conservano un raro e magnifico ambiente naturale.

L’agriturismo è un’attività produttiva costituita dalla fusione di un’attività agricola essenziale (la coltivazione e l’allevamento) e un’attività connessa (ricezione ed ospitalità).

È quindi un’attività mista che unisce un’attività del settore primario e una del settore terziario (il turismo). Le condizioni di applicabilità di questa forma di imprenditoria sono nel “Bel Paese” particolarmente favorevoli. Sono infatti molte le zone agricole di interesse turistico, in quanto ubicate in prossimità di litorali marini, di laghi, di fiumi, di parchi naturali, di montagne, di “città d’arte” o comunque in zone di particolare pregio ambientale.

Per attività agrituristica si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali. Rientrano fra le attività agrituristiche:

  1. Dare ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori;
  2. Somministrare pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di prodotti di aziende agricole della zona, ivi compresi i prodotti a carattere alcolico e super alcolico, con preferenza per i prodotti tipici e caratterizzati dai marchi DOP, IGP, IGT, DOC, DOCG o compresi nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali;
  3. Organizzare degustazioni di prodotti aziendali, ivi inclusi la mescita di vini;
  4. Organizzare, anche all’esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell’impresa, attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, nonché escursionistiche, anche per mezzo di convenzioni con gli enti locali, finalizzate alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale.

Sono considerati di propria produzione i cibi e le bevande prodotti, lavorati e trasformati nell’azienda agricola nonché quelli ricavati da materie prime dell’azienda agraria e ottenuti attraverso lavorazioni esterne.

Quindi questo intervento è mirato al sostegno e alla valorizzazione dell’attività agricola, fondamentale per il mantenimento delle risorse ambientali del nostro territorio e per la conservazione degli spazi rurali.

Le azioni sono indirizzate a consolidare ed espandere le attività produttive di qualità che costituiscono ricchezza ed opportunità per sviluppare l’economia delle aziende agricole e del settore agro-alimentare, salvaguardare l’ambiente e la salute del cittadino e creare possibili sinergie con un’offerta turistica di qualità.

Un’attenzione particolare è dedicata alla diffusione dell’educazione ambientale e alimentare presso i cittadini al fine di valorizzare e promuovere le produzioni locali e i siti ad essi collegati e creare un legame solido con il territorio.

2. La Cascina Cappuccina, una corte lombarda del 1750

La cascina a corte o più semplicemente cascina, è una struttura agricola tipica della Pianura Padana lombarda e in parte piemontese ed emiliana, dove si usa prevalentemente il termine di corte colonica.

Si tratta di una grossa fattoria al centro di un’azienda agricola di decine di ettari, normalmente almeno 40-50, ma a volte superiore ai 100 (nella Bassa Pianura irrigua le aziende delle Cascine hanno una dimensione media di 40-100 ettari).

In genere nell’Alta Pianura Asciutta le Cascine sono più piccole rispetto a quelle della Bassa Pianura Irrigua, di solito almeno la metà.

All’interno della Cascina sono presenti stalle, fienili, sili, granai, caseifici, pozzi-fontane, forni, magazzini, mulini ed abitazioni dei contadini riunite in un’unica struttura.

Tali strutture sono sparse in mezzo alla campagna, lontane qualche chilometro dai centri abitati e tra di loro.

La pianta di questa struttura è quadrangolare. Al suo centro è situata la corte (il cortile o aia), attorno al quale si trovano i vari edifici agricoli. La corte fa la funzione dell’aia.

Nelle cascine più grandi si possono incontrare anche due o tre corti (cortili); in tal caso sono dette “a corte multipla”.

In alcuni casi le cascine più grandi hanno anche il mulino, l’osteria, una piccola chiesa e a volte perfino una scuola.

Laddove sono più isolate, le cascine tendono ad assumere l’aspetto di “fortezze”, data la presenza di grosse mura perimetrali. Ci sono state anche cascine fortificate con fossati, ponti levatoi e torri.

Data la loro collocazione soprattutto in Lombardia, le cascine a corte sono state definite anche come cascine lombarde.

Il nome della cascina deriva dal cognome del proprietario-fondatore dell’azienda agricola, o dal nome di qualche cappella, chiesa o monastero situato nelle vicinanze o nella cascina stessa.

Tipologie di cascine

Secondo la distribuzione degli edifici attorno alla corte (o alle corti) le cascine si dividono in quattro tipi:

  • A corte chiusa: gli edifici vanno a formare un complesso rettangolare;
  • A corte aperta: gli edifici vanno a formare un complesso rettangolare con lato aperto, senza edifici;
  • A edifici affiancati o separati: manca una vera e propria corte, anche se gli edifici sono gli stessi della cascina “classica”;
  • A corpo unico: vi è un unico edificio.

Ciascuna di queste strutture si è sviluppata in epoche diverse.

Storia della cascina a corte

I precursori storici della cascina a corte si trovano nella villa rustica romana e nella grangia cistercense medioevale.

Al X secolo risalgono le prime strutture agricole che hanno portato alla cascina a corte.

Le prime notizie di cascine (all’epoca dette “cassine”) risalgono al XIII secolo. La trasformazione delle antiche “cassine” alla struttura con le caratteristiche tipiche riscontrabili ai nostri giorni, avvenne fino al XVIII secolo.

La diffusione massima delle cascine avvenne tra il 1700 ed il 1800, epoca a cui risalgono la maggior parte degli edifici attuali. A partire dal 1750 circa infatti, in concomitanza dell’organizzazione capitalistica dell’agricoltura, le cascine si diffusero tantissimo in quanto la struttura stessa della Cascina era perfetta per la razionalizzazione della produzione.

Oggi le cascine più antiche risalgono al 1400-1500-1600. È infatti alla fine del XV secolo che nasce la Cascina così come la conosciamo oggi. In questo secolo avviene la trasformazione dell’allevamento bovino-equino trasmutante a quello stanziale.

Questa rivoluzione, avvenuta di pari passo con la diffusione delle marcite, ha fatto nascere la Cascina, una struttura sorta per far vivere assieme gli antichi allevatori, divenuti stanziali, ed i contadini che già vivevano accanto ai pascoli trasformati in marcite.

Quando vennero espropriati terreni agricoli alla Chiesa, vari monasteri si trasformarono in cascine (in Provincia di Milano ci sono vari esempi di questo fenomeno: Mirasole, Monluè, Selvanesco ecc…).

A partire dal 1900 esse sono state progressivamente abbandonate sia per effetto dell’abbandono delle campagne che ha caratterizzato il Novecento, sia perché i contadini ritennero più confortevole e sicuro vivere nei centri abitanti, piuttosto che in mezzo alla campagna.

Oggi, molte cascine sono state abbandonate o, a seguito dell’urbanizzazione, si son trasformate in parrocchie, scuole, edifici comunali, villette a schiera, ristoranti ed hotel, agriturismi o centri benessere. Tuttavia la loro presenza nelle campagne è ancora assai diffusa, anche se spesso le famiglie contadine preferiscono vivere nei centri abitati.

Spesso, se sono di una certa dimensione, le cascine hanno uno spaccio che vende al dettaglio direttamente al consumatore i prodotti dell’azienda, sono le cosiddette “farmers markets”.

All’inizio del 2008 le cascine con uno spaccio erano 101 nelle sole province di Milano e Lodi. Sempre nello stesso periodo, nella sola Provincia di Milano le cascine con un distributore automatico self-service di latte crudo appena munto erano 43.

3. La seconda Rivoluzione industriale

Nella seconda metà dell’Ottocento l’Europa occidentale estese e consolidò la propria presenza nel mondo.

Il suo prestigio si fondava sulla superiorità nel campo scientifico e tecnologico e sulla potenza industriale e capitalistica, rafforzato in seguito alla scoperta di nuove fonti di energia, all’utilizzo di nuovi sistemi di comunicazione e di trasporto e al dominio incontrastato del commercio mondiale.

Quindi si assistette a una serie di cambiamenti importanti, che mutarono la vita del continente. Le innovazioni non furono della stessa portata in tutti i paesi; tuttavia gli Europei avevano l’impressione di essere giunti ad una svolta.

La rivoluzione industriale è un processo di trasformazione economica che da un sistema agricolo-artigianale-commerciale porta ad un sistema industriale moderno caratterizzato dall’uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica, dall’utilizzo di nuove fonti energetiche, come petrolio ed elettricità, e dalla diffusione della fabbrica come principale luogo di produzione nel quale si concentrano i mezzi di produzione. Ne consegue un notevole incremento, quantitativo e qualitativo, delle capacità produttive di un paese.

Questa rivoluzione comporta una profonda ed irreversibile trasformazione che parte dal sistema economico fino a coinvolgere il sistema produttivo nel suo insieme e l’intero sistema sociale. L’apparizione della fabbrica e della macchina modifica i rapporti.

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Sintesi

Storia

Cascina a corte, seconda rivoluzione industriale;

Italiano

Verismo; Giovanni Verga;

Disegno e progettazione

Le Corbusier

Diritto - urbanistica

Romano di Lombardia;

Estimo

Stima del valore di trasformazione

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