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Calvino

Calvino l’aveva intuito già negli anni ’70 abbastanza tempestivamente, immaginando tra Le città invisibili Leonia, che «rifà se stessa tutti i giorni», producendo un’enorme massa di rifiuti.

“Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell’estremo crinale, immondezzai d’altre città, che anch’esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell’una e dell’altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.”

Saviano

I rifiuti sono il principale argomento del capitolo conclusivo, intitolato Terra dei fuochi, di Gomorra (2006) di Roberto Saviano. Il suo obiettivo è portare alla luce fatti e dinamiche – criminali, in questo caso – che normalmente rimangono occulti, almeno per il pubblico dei lettori estraneo alle indagini di polizia.

Un doppio livello che agisce anche sul piano lessicale: la parola “cancro”, ad esempio, è usata da Saviano tanto per definire metaforicamente la proliferazione criminale, quanto letteralmente per le malattie che colpiscono gli abitanti delle zone contaminate. L’esplicitazione costringe a ribaltare gli stereotipi della geografia ideologica dell’Italia contemporanea, annullando di fatto i confini superficiali tra nord e sud, tra regioni virtuose e viziose (Toscana o Lombardia, a dispetto della propaganda politica e del comune sentire localistico, non prospererebbero se alcune imprese del Centro Nord non smaltissero illegalmente parte dei loro rifiuti nel Sud attraverso le organizzazioni criminali), perfino tra Oriente e Occidente (tra Napoli e Hong Kong, ad esempio, legate da saldissimi vincoli di commercio illegale).

Produzione di rifiuti solidi urbani

La produzione media pro-capite di rifiuti urbani in UE nel 2010 è stata pari a 542 chilogrammi ad abitante. L’Italia è sotto la media europea con 536 chilogrammi ad abitante.

Dall’analisi della serie storica della produzione di rifiuti urbani (anni 1995, 2002 e 2009) si nota come essa sia aumentata in molti Paesi dell’UE compresa l’Italia, la Francia e la Danimarca. Viceversa, la Germania, la Spagna e il Regno Unito, nel 2009 hanno registrato una riduzione rispetto al 2002. Le ragioni di tale riduzione possono essere molteplici: per la Germania sicuramente ha contribuito l’implementazione di numerosi strumenti economici (come il divieto d’ingresso in discarica per certe tipologie di rifiuti urbani insieme al regime).

Modalità di gestione dei rifiuti solidi urbani nell’UE

Dal punto di vista della gestione dei rifiuti, nell’UE, si passa da Paesi che hanno uno smaltimento in discarica vicino allo zero (Germania, Paesi Bassi, Austria, Belgio, Svezia e Danimarca), a Paesi, come la Grecia, che arriva all’82% dei rifiuti trattati. La percentuale media di smaltimento in discarica per l’UE è pari, nel 2010, al 30%; l’Italia è sopra tale valore con uno smaltimento in discarica del 49%.

Rispetto agli altri Paesi dell’UE, l’Italia è tra quelli che inviano in discarica i più alti quantitativi di rifiuti urbani trattati. L’Italia è il leader europeo nell’industria del riciclo, in particolare per il riciclo dei metalli ferrosi, plastica, tessili.

Anche sul totale dei rifiuti, escludendo solo quelli minerali e vegetali, la Penisola con 37 milioni di tonnellate avviate a recupero, è il secondo Paese europeo per valore assoluto di recupero, appena dietro la Germania e ben sopra a Paesi come la Francia o la Gran Bretagna.

Nel settore della gestione dei rifiuti urbani, è invece in affanno e ciò conferma la debolezza delle politiche pubbliche: nel riciclaggio le percentuali sono 20% per l’Italia e 45% per la Germania; nel compostaggio e digestione anaerobica 13% per l’Italia e 17,2% per la Germania; incenerimento 18% per l’Italia e 38% per la Germania, trattamento in discarica 49% per l’Italia contro l’0,5% della Germania.

Il problema ecomafie

Costi che lievitano. Politiche che non solo sono ambientalmente, ma anche economicamente, insostenibili. Il Rapporto ricorda ad esempio come la Lombardia, con una raccolta differenziata al 47,4%, ha un costo di gestione dei rifiuti urbani per abitante (di 124,5 euro all’anno e un costo al chilogrammo di 24,65 centesimi di euro), mentre la Sicilia, con una differenziata del 7,3%, ha un costo più elevato per abitante (di 150,77 euro e al chilogrammo di 29,83 centesimi di euro).

Le multe di Bruxelles.

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Sintesi

Sintesi Rifiuti e Biodiesel tesina

Questa tesina maturità descrive i rifiuti e biodiesel. Gli argomenti trattati nella tesina sono i seguenti: in italiano Le città invisibili di Calvino, in Matematica la statistica (tabelle e frequenze), in organica la reazione e il meccanismo biodiesel, in Analisi l'analisi gascromatografica, in Laboratorio di organica i passaggi principali della preparazione biodiesel.

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Rifiuti e Biodiesel tesina

Italiano - Le città invisibili di Calvino. Matematica - La statistica (tabelle e frequenze). Organica - La reazione e il meccanismo biodiesel. Analisi - L'analisi gascromatografica. Laboratorio di organica - I passaggi principali della preparazione biodiesel.
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