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La religione è la forza per andare avanti

Annarita Mariniello

Liceo delle Scienze Umane “A. Galizia”

Indirizzo Socio-Psico-Pedagogico

Anno scolastico 2013-14

Indice

  • Introduzione........................................................1
  • Diritto..............................................................2
  • Filosofia............................................................3
  • Metodologia..........................................................5
  • Pedagogia.............................................................6
  • Italiano..............................................................8
  • Inglese..............................................................12
  • Storia...............................................................14
  • Matematica...........................................................23
  • Latino...............................................................26

Introduzione

La religione è la forza per andare avanti

Sia in Oriente sia in Occidente, è possibile ravvisare un cammino che, nel corso dei secoli, ha portato l’umanità a incontrarsi progressivamente con la verità e a confrontarsi con essa. È un cammino che si è svolto entro l’orizzonte dell’autocoscienza personale: più l’uomo conosce la realtà e il mondo e più conosce se stesso nella sua unicità, mentre gli diventa sempre più impellente la domanda sul senso delle cose e della sua stessa esistenza.

Un semplice sguardo alla storia antica, d’altronde, mostra con chiarezza come in diverse parti della terra, segnate da culture differenti, sorgano nello stesso tempo le domande di fondo che caratterizzano il percorso dell’esistenza umana: chi sono? da dove vengo e dove vado? perché la presenza del male? cosa ci sarà dopo questa vita? Questi interrogativi sono presenti negli scritti sacri di Israele, ma compaiono anche nei Veda non meno che negli Avesta; li troviamo negli scritti di Confucio e Lao-Tze come pure nella predicazione dei Tirthankara e di Buddha. Sono domande che hanno la loro comune scaturigine nella richiesta di senso che da sempre urge nel cuore dell’uomo: dalla risposta a tali domande, infatti, dipende l’orientamento da imprimere all’esistenza.

In differenti modi e in diversi tempi l’uomo ha dimostrato di saper dare voce a questo suo intimo desiderio. La letteratura, la musica, la pittura, la scultura, l’architettura ed ogni altro prodotto della sua intelligenza creatrice sono diventati canali attraverso cui esprimere l’ansia della sua ricerca.

«Tutti gli uomini desiderano sapere» e oggetto proprio di questo desiderio è la verità. La stessa vita quotidiana mostra quanto ciascuno sia interessato a scoprire, oltre il semplice sentito dire, come stanno veramente le cose. L’uomo è l’unico essere in tutto il creato visibile che non solo è capace di sapere, ma sa anche di sapere, e per questo si interessa alla verità reale di ciò che gli appare.

Nessuno può essere sinceramente indifferente alla verità del suo sapere. Se scopre che è falso, lo rigetta; se può, invece, accertarne la verità, si sente appagato. E la lezione di sant’Agostino quando scrive: «Molti ho incontrato che volevano ingannare, ma che volesse farsi ingannare, nessuno».

È necessario, dunque, che i valori scelti e perseguiti con la propria vita siano veri, perché soltanto valori veri possono perfezionare la persona realizzandone la natura. Questa verità dei valori, l’uomo la trova non rinchiudendosi in se stesso ma aprendosi ad accoglierla anche nelle dimensioni che lo trascendono. E questa è una condizione necessaria perché ognuno diventi se stesso e cresca come persona adulta e matura. 1

Diritto

La libertà di religione

Uno Stato si definisce laico quando riconosce la libertà di religione non ammettendo discriminazioni fondate sulla diversità di fede religiosa in quanto non esprime preferenze.

Lo Stato confessionale riconosce una religione come sola religione dello Stato.

Era confessionale il Regno d’Italia poiché nell’art. 1 dello Statuto Albertino si leggeva: “la religione cattolica apostolica e romana è la sola religione dello Stato”. Nei Patti Lateranensi firmati dallo Stato italiano e dalla Chiesa cattolica nel 1929 veniva ribadito che la religione cattolica apostolica romana era la sola religione dello Stato. Con il Concordato del 1984 si afferma che questo principio non è più in vigore. La Repubblica Italiana si può considerare uno Stato semi-laico, in quanto nell’art. 8 della Costituzione si afferma che: “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge, le confessioni religiose diverse da quella cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non devono contrastare l’ordinamento giuridico italiano”. La religione cattolica rimane la più seguita data la presenza del Papa. Oltre alla libertà di religione lo Stato Italiano riconosce la libertà di fede religiosa consistente nel diritto di ogni individuo di professare il proprio credo religioso: come dichiararsi ateo, pregare in direzione della Mecca per i musulmani o partecipare al battesimo collettivo per i Testimoni di Geova. La libertà di manifestazione del pensiero costituisce uno dei pilastri fondamentali di ogni ordinamento democratico, basato sul pluralismo ideologico. Ciò è previsto nell’art. 21 della Costituzione che garantisce che ogni soggetto ha la facoltà di esternare liberamente il proprio pensiero attraverso mezzi tra i quali la stampa, la televisione, la radio purché non si tratti di riti contrari al buon costume perciò sono vietati i riti che comportino violenze sessuali o meno nei confronti di persone o animali.

L’art. 21 si articola in una pluralità di diritti: di informare, di informarsi e di essere informati. 2

Filosofia

Søren Kierkegaard

Kierkegaard è il precursore del pre-esistenzialismo. Il padre commerciante, aveva sposato in seconde nozze la propria domestica. Søren fu l’ultimo di sette figli nacque il 5 maggio 1813 quando il padre aveva 56 anni e la madre 44. Per questo si definì “figlio della vecchiaia”. Il rapporto col padre e la famiglia è una “croce”. Non sposò Regina Olsen “perché Dio aveva la precedenza”. Più tardi Regina sposò un certo Shlegel ed ebbero un matrimonio felice. Ma Kierkegaard non la dimenticò continuò a sperare che l’opposizione del mondo di cui egli era vittima gli avrebbe conferito “un nuovo valore” agli occhi di Regina. Il suo pensiero era: “io sarò tuo, o ti sarà permesso di ferirmi nel più intimo della mia malinconia e nel mio rapporto a Dio così che, benché da te separato, tuttavia sarò tuo”. La sua filosofia è definita sperimentale che mette in primo piano la fede. Afferma che “la fede è un salto sia per chi è contemporaneo a Cristo sia per chi non lo è” inoltre dice che la verità cristiana è una verità da testimoniare. Egli analizza il singolo una categoria attraverso la quale devono passare il tempo, la storia e l’umanità. L’esistenza è il modo di essere del singolo. L’uomo quando capisce l’esistenza apprende che era semplice. L’esistenza è possibilità di cambiamento. La possibilità secondo gli uomini è la felicità. Uscendo da questa categoria si va nella perdizione e cade nell’angoscia, sentimento che l’uomo ha prima di porsi davanti a Dio. Il singolo quando si pone davanti a Dio accusa uno stato di malessere causato dalla folla che gli procura uno stato d’ansia. Negando Dio si annienta se stessi afferma Kierkegaard che “il disperato è il malato a morte”. Il “singolo” e la “fede” sono correlativi in quanto la fede costituisce il dato centrale dell’esistenza. La possibilità corrisponde al futuro poiché è certezza del tempo.

Le sue opere sono:

  • Il singolo davanti a Dio;
  • Aut-Aut;
  • La malattia mortale;
  • Scuola di cristianesimo;
  • Il concetto dell’angoscia;
  • Timore e tremore;

In “Aut-Aut” (i primi due) e in “Timore e Tremore” (l’ultimo) sono descritti i modi di concepire e vivere l’esistenza ed essenzialmente sono tre: 3

  1. La vita estetica (sono i piaceri che lo allontanano da Dio);
  2. La vita etica (l’individuo si sottopone ad una “forma” o ad un modello “universale” di comportamento, che implica, al posto del desiderio dell’“eccezionalità”, la scelta della “normalità”. Tuttavia, pur collocandosi su un piano più alto rispetto alla vita estetica, la vita etica è destinata anch’essa al fallimento);
  3. La vita religiosa (l’uomo si apre totalmente a Dio, riuscendo a vincere l’angoscia e la disperazione che lo costituiscono come uomo. Fra lo stadio etico e quello religioso esiste un abisso, incarnato dalla figura di Abramo). 4

Metodologia

Abraham Maslow

È noto per aver ideato una gerarchia dei bisogni umani, la cosiddetta piramide di Maslow.

Maslow afferma che il bisogno immediatamente successivo è quello che ci dà lo slancio e la forza per andare avanti. La motivazione è essenziale: l’uomo senza la spinta motivazionale rimane immobile nel cammino per la realizzazione di sé. Al primo livello della piramide troviamo i bisogni primari come bisogni fondamentali, come respirare, bere, mangiare, vestirsi ed avere un tetto dove vivere. Il secondo è relativo alla sicurezza come il bisogno di un rifugio, di tranquillità e di pace. Al terzo livello appartengono i bisogni relativi all’appartenenza di cui fanno parte il desiderio di avere amicizie, di far parte di un gruppo, di amare ed essere amati. Egli afferma che è strutturale negli esseri umani il bisogno di essere amati, di essere parte del gruppo. Generalmente la tendenza degli esseri umani al bisogno di affiliazione fa sì che noi cerchiamo la compagnia degli altri per attenuare l’ansia e la paura.

All’origine dell’attrazione interpersonale stanno una serie di meccanismi, a partire dall’idea che gli individui possono essere più o meno selettivi nel creare un legame sociale sulla base di principi fondamentali. Un legame sociale può nascere che gli altri gratificano i nostri bisogni. Il quarto livello si caratterizza nella stima di sé, come il bisogno di avere un’immagine positiva di sé stessi ed in generale di apprezzarsi e di essere apprezzati dagli altri. Nel quinto e ultimo livello si trovano i bisogni relativi alla realizzazione di sé stessi tra cui rientrano i desideri quali l’aspirazione a mettere in opera le proprie capacità ed esprimere la propria creatività.

Ciò che spinge l’uomo a soddisfare la piramide gerarchica dei bisogni, dal basso verso l’alto, è proprio la motivazione ad agire per ottenere, nel corso della vita, il benessere. 5

Pedagogia

Decroly

All’interno della cultura attivista, un cospicuo numero di studiosi si accosta alla pedagogia provenendo da studi di taglio scientifico (medicina soprattutto). Esemplari sono: i casi della Montessori che giunge ad occuparsi dei problemi educativi sulla base della sua esperienza clinica con ragazzi portatori di handicap, e di Claparède neuropsichiatra di professione. Si può affermare che tutto il complesso del profilo della “scuola attiva” costruisca i propri presupposti e le proprie metodologie innovative su una conoscenza avanzata e scientificamente attestata della vita psichica dell’educando, psicologia e pedagogia tendono sempre più a fondersi. In questo contesto un posto di rilievo lo occupa il belga Ovide Decroly (1871-1932) anch’egli di formazione neuropsichiatrica.

Fondò la Scuola dell’Ermitage divenuta nel tempo una delle istituzioni più importanti della nuova didattica. Egli scrisse: Verso la scuola rinnovata e la funzione di globalizzazione e l’insegnamento. Decroly intende la scuola come uno strumento per favorire l’adattamento del maggior numero di individui nella società. Tale fine potrà essere raggiunto soltanto attraverso un programma didattico così articolato:

  • Necessità di osservazione diretta;
  • Studio dei bisogni e dell’ambiente del fanciullo;
  • Rispetto delle inclinazioni personali e della provenienza sociale.

Decroly ipotizza un sistema di orientamento formativo che tenga conto dei “bisogni” fondamentali per la vita umana: quest’ultimi sono da interpretarsi come pulsioni biopsicologiche, come retaggi evolutivi e come codici simbolici in grado di “strutturare” il nostro rapporto con il mondo circostante. Essi sono riducibili a quattro:

  • Bisogno di nutrirsi;
  • Di lottare (ripararsi, coprirsi) contro le intemperie;
  • Di lavorare e agire attivamente.

A questi bisogni, secondo Decroly, corrispondono altrettanti interessi specifici ed evolutivamente fondamentali. Rifiuta la modalità della didattica tradizionale e si schiera in favore di un approccio formativo che si orienti sugli interessi, sui bisogni, sui sistemi simbolici dell’alunno stesso. La scuola provvederà:

  • Ad un ambiente in cui l’alunno possa concentrarsi alle attività pratico-sociali;
  • Una strutturazione delle attività scolastiche, in cui la chiave educativa ruota attorno ai “centri d’interesse”. 6

La concentrazione verso i “centri d’interesse” implica una didattica attiva orientata su:

  • L’osservazione ed esplorazione;
  • L’associazione dei fenomeni e degli oggetti a livello spaziale e temporale;
  • La cura dell’espressione linguistica;
  • L’intensificazione del lavoro manuale.

L’altra proposta di Decroly è l’ipotesi del “metodo globale” secondo cui il bambino possiede capacità di apprendimento percettivo cognitive del tutto specifiche: egli sa cogliere l’insieme indistinto delle cose e dei fenomeni e non le singole parti di esso. Questa percezione globale precede secondo Decroly l’analisi degli elementi che costituiscono il tutto. Questo metodo globale ha avuto una grande influenza sulle modalità educative del 900. 7

Italiano

Ungaretti

Giuseppe Ungaretti (1888-1970) è una delle voci più importanti della poesia del Novecento. Trascorre l’infanzia ad Alessandria d’Egitto e soggiorna per lunghi periodi in Francia e in Brasile, oltre che in Italia. Egli interpreta il bisogno di rinnovamento che permea la cultura d’inizio secolo elaborando una poetica originalissima che costituirà un punto di riferimento essenziale per le esperienze letterarie successive e per quella ermetica in particolare. Durante ha avuto modo di approfondire la conoscenza della poesia decadente e simbolista, da Baudelaire e Mallarmé, l’autore che più lo suggestiona esercitando su di lui un’influenza particolare. Frequenta gli ambienti dell’avanguardia, scrivendo anche versi in francese e conoscendo alcuni fra i maggiori artisti e scrittori: oltre ad Apollinaire, Picasso, Modigliani, De Chirico. Prende contatto con i principali esponenti del gruppo futurista fiorentino come Palazzeschi, Papini, Soffici grazie ai quali pubblica le sue prime poesie su “Lacerba”. Nel 1914 Ungaretti venne in Italia per partecipare con entusiasmo alla guerra. Arruolatosi come volontario in un reggimento della fanteria, è inviato a combattere sul Carso, in questo contesto prendono la loro forma le liriche pubblicate ad Udine con il titolo Il porto sepolto. Questi versi insieme ad altri del periodo successivo, appaiono in L’allegria. Dopo aver combattuto in Francia nel 1918 alla fine del conflitto ritorna a Parigi dove nel 1919 si sposa con Jeanne Dupoix. Si trasferisce a Roma, aderirà al fascismo, convinto che la dittatura potesse rafforzare quella solidarietà nazionale alla quale si era sentito a lungo escluso. Dal 1919 datano le poesie comprese poi nella raccolta Sentimento del tempo. Venne chiamato a ricoprire la cattedra la cattedra di Letteratura italiana presso l’Università di San Paolo in Brasile. Le vicende della Seconda guerra mondiale segnano il mutare di una nuova e dolorosa consapevolezza, preceduta da alcuni lutti familiari: la morte del fratello, la perdita del figlio. Da queste esperienze è profondamente segnata la prima raccolta poetica del dopoguerra, Il dolore alla quale seguiranno La terra promessa, Un grido e paesaggi e Il taccuino del vecchio.

L’allegria

La fase più interessante e “rivoluzionaria” della poetica ungarettiana coincide con i testi della raccolta L’allegria. Essa comprende rivedute e selezionate liriche già in parte pubblicate nei volumi Il porto sepolto e Allegria di naufragi.

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Sintesi

Introduzione religione, tesina

Sia in Oriente sia in Occidente, è possibile ravvisare un cammino che, nel corso dei secoli, ha portato l'umanità a incontrarsi progressivamente con la verità e a confrontarsi con essa. È un cammino che si è svolto entro l'orizzonte dell'autocoscienza personale: più l'uomo conosce la realtà e il mondo e più conosce se stesso nella sua unicità, mentre gli diventa sempre più impellente la domanda sul senso delle cose e della sua stessa esistenza.

Collegamenti

Religione, tesina

  • Diritto - la libertà di religione
  • Filosofia - Kierkegaard
  • Pedagogia - Decroly
  • Metodologia - I bisogni di Maslow
  • Italiano - Ungaretti
  • Inglese - Virginia Woolf
  • Storia - Usa - Urss: dalla prima guerra fredda alla "coesistenza pacifica"
  • Matematica - Gli asintoti
  • Latino - Agostino
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