Tesina di III media di Ambra Damiani
Via Roncheto 80/2
34146 Trieste
Mail: ambradamiani@gmail.com
Scuola Media “Giuseppe Caprin” di Trieste
Classe III D
Argomento: razzismo
Argomenti delle materie correlate
Storia: razzismo scientifico e darwinismo sociale, con conseguenze ed effetti in Germania, Italia, Stati Uniti e Sud Africa.
Geografia: Repubblica Sudafricana.
Italiano: Primo Levi, “Se questo è un uomo”.
Uri Orlev, “L’isola in via degli Uccelli”.
Musica: Arnold Schönberg, espressionismo musicale, “Un sopravvissuto di Varsavia” 1.
Il razzismo
Il razzismo è quel complesso di manifestazioni di intolleranza espresse attraverso forme di disprezzo, di emarginazione, di violenza fino ad arrivare al genocidio nei confronti di individui o di gruppi appartenenti a comunità etniche diverse.
Il termine razzismo deriva dal latino generatio oppure ratio, con il significato di natura, qualità e ismo, con il significato di “classificazione” o “categorizzazione”.
Per cui il razzismo è un’ideologia che si fonda su un’arbitraria distinzione dell’uomo in razze e giustifica, di conseguenza, la supremazia di un’etnia sulle altre e la realizza attraverso politiche discriminatorie e persecutorie.
Razzismo scientifico e darwinismo sociale
Nel XIX secolo, infatti, cominciarono a diffondersi delle ideologie da parte di intellettuali, filosofi e scienziati dell’epoca secondo i quali la razza umana è costituita da razze diverse, ognuna a un grado diverso di evoluzione rispetto alle altre.
Venivano quindi ritenute alcune razze più evolute delle altre, rifacendosi, anche, alla teoria evoluzionistica di Charles Darwin dalla quale ebbe origine una corrente di pensiero definita darwinismo sociale.
Charles Darwin, nel suo libro “L’origine delle Specie” (1859), sosteneva che gli esseri viventi si evolvono nel tempo, cioè sono soggetti a cambiamenti.
A causare i cambiamenti e a renderli duraturi nel tempo è la lotta per la sopravvivenza, nella quale alcuni individui dotati di alcune caratteristiche favorevoli sopravvivono più facilmente di quelli che ne sono privi.
I caratteri adatti alla sopravvivenza si trasmettono geneticamente.
Si giunge così nel corso dei millenni alla comparsa di una nuova specie, questo processo fu chiamato da Darwin selezione naturale.
La validità scientifica dell’evoluzione delle specie viventi si limitava al campo della biologia, ma le teorie di Darwin furono applicate ai fenomeni sociali.
Secondo i sostenitori, infatti, di queste idee anche nella società umana vi è una selezione naturale in cui i più forti sono destinati a sottoporre i più deboli. 2
Questi fecero delle classificazioni delle razze applicando la classificazione propria della zoologia anche agli esseri umani.
In questa classificazione si ammisero graduatorie che presupponevano alcune “razze” come superiori per livello evolutivo e intellettivo rispetto alle altre.
In particolare arrivarono a considerare la cosiddetta “razza bianca” come superiore a tutte le altre e identificarono, all’interno della razza bianca, la razza ariana come il livello massimo raggiunto dall’evoluzione naturale della specie umana.
Secondo tale teoria, la razza ariana sarebbe la diretta discendente del popolo indoeuropeo, che in epoca preistorica viveva nella zona definita con l’espressione tedesca URHEIMAT (patria) PROTO INDOEUROPEA, corrispondente alla zona caucasica a nord del Mar Nero dalla quale poi migrarono ed andarono a popolare l’Europa e parte dell’Asia.
Tutta questa teoria viene definita razzismo scientifico perché si basava appunto su fondamenti scientifici, non solo su quelli di Darwin, ma di molti altri scienziati e studiosi come per esempio il francese Joseph de Gobineau, l’inglese Cecil Rhodes, il francese Jules Ferry.
Gobineau, autore del libro “Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane” pubblicato nel 1853, infatti, nel suo saggio sostiene la suddivisione delle razze umane in gialla, bianca e nera e le dispone in gerarchia secondo le caratteristiche fisiche e intellettuali, per sostenere la tesi della superiorità dei bianchi sui gialli e sui neri.
Per Gobineau, la razza bianca (e in particolare quella ariana) è superiore a quella gialla e nera ed è predestinata a dominare l’Europa nei secoli successivi.
Un suo seguace fu lo scrittore inglese Chamberlain.
Egli esaltò la razza ariana, considerandola pura soprattutto nel ceppo germanico e vedeva in Richard Wagner l’apostolo di questa razza pura. 3
Disegno tratto da un testo del 1857, allora ritenuto scientifico, che sosteneva la teoria che i neri fossero biologicamente intermedi tra i caucasici e lo scimpanzé.
Il razzismo scientifico e il darwinismo sociale giustificò quindi le sue due prime grandi conseguenze:
- Le leggi razziali in molte parti del mondo come in Germania, in Italia e negli Stati Uniti.
- Il colonialismo.
Le leggi razziali
Germania
Hitler stesso, nel suo libro Mein Kampf (La mia Battaglia), fece proprie le teorie del razzismo scientifico e fondò gran parte del suo programma sull’antisemitismo.
Nel 1935 il regime nazista, infatti, promulgò due leggi che discriminavano duramente gli ebrei tedeschi i quali furono privati di ogni diritto civile e venne loro proibito il matrimonio con i cittadini di sangue tedesco.
Gli ebrei cominciarono ad emigrare dalla Germania ma i Nazisti decisero di vietare l’emigrazione ebrea per evitare che i beni ebraici venissero trasferiti all’estero. Questi beni furono tutti depredati dai Nazisti.
La persecuzione nazista degli Ebrei si evolse tragicamente con i campi di concentramento dove venivano deportati oltre agli Ebrei, tutti gli oppositori del regime, ancora prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel corso della quale Hitler decise di procedere alla “soluzione finale” del problema ebraico, attraverso il completo annientamento del popolo, escogitando metodi per una fine rapida e scientifica. 4
Nei campi i prigionieri venivano asfissiati e in seguito cremati.
Alcuni lager erano attrezzati per l’assassinio di massa, come Auschwitz, in grado di eliminare fino a diecimila persone al giorno.
Questo sterminio durò fino all’arrivo delle truppe alleate.
Oltre sei milioni di Ebrei, uomini, donne, bambini, morirono nei lager e insieme a loro altre razze “inferiori” come gli zingari, i popoli slavi dell’Europa orientale.
Una coppia di sposi, lei tedesca e lui ebreo, umiliata pubblicamente per le vie di Cuxhaven, in Germania, nel 1933.
Adolf Wissel, La famiglia di contadini, 1939:
ogni quadro è un’occasione per ribadire la supremazia e i caratteri della razza ariana.
Prigionieri trasportati nei campi di concentramento. Bambini in un campo di concentramento. 5
Italia
Nel 1938 anche l’impero fascista promulgò leggi razziali simili a quelle naziste.
Furono lette per la prima volta il 18 settembre 1938 a Trieste da Benito Mussolini dal balcone del Municipio in occasione della sua visita alla città.
La legislazione antisemita comprendeva: il divieto di matrimonio tra italiani ed ebrei, il divieto per gli ebrei di avere alle proprie dipendenze domestici di razza ariana, il divieto per tutte le pubbliche amministrazioni, il divieto di trasferirsi in Italia a ebrei stranieri, il divieto di svolgere la professione di notaio e di giornalista e tutte le cosiddette professioni intellettuali, il divieto di iscrizione.
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- Storia: razzismo scientifico in diverse aree geografiche;
- Geografia: Repubblica Sudafricana;
- Italiano: Primo Levi (Se questo è un uomo), Uri Orlev (L’isola in via degli Uccelli);
- Musica: Arnold Schönberg (Un sopravvissuto di Varsavia).