Il razzismo
Italiano: “La capra”
Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d’erba, bagnata
dalla pioggia, belava.
Quell’uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.
In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.
.
Umberto Saba
Storia: “Stalin e Hitler: campi di sterminio”
Sono anni ormai che si tenta di comparare le azioni di due dei più grandi carnefici
della storia dell’umanità, basandosi sulla loro politica, sui crimini commessi e sui
motivi che li hanno spinti a tanta crudezza.
Hitler si presentava come colui che sarebbe stato in grado di risolvere la dura crisi
che attanagliava la Germania dopo la fine della Prima guerra mondiale.
Basava le sue azioni su una politica espansionistica e sul mito della razza ariana.
Simbolo del suo regime era proprio la svastica, o croce uncinata, in ricordo
dell’antica India, culla dei popoli ariani.
Influenzato dal Pangermanesimo di Fichte e dagli scritti sul “superuomo” di
Nietzsche, vedeva la razza tedesca come quella pura, a cui spettava il ruolo di
dominio su tutta l’Europa.
Iniziarono così vere e proprie persecuzioni verso gli ebrei, per il Führer, esponenti
di una razza inferiore colpevole in parte della crisi economica tedesca.
In pochi anni si passò dalla privazione della cittadinanza, dalla limitazione
nell’esercizio delle loro professioni e dall’impossibilità a contrarre matrimonio con
gli ariani (Leggi di Norimberga 1935), alla “soluzione finale” di sterminio degli
ebrei nel 1939.
In tanti hanno sempre creduto che i campi di concentramento siano nati con
Hitler, ma è risaputo che in Russia, Lenin e successivamente Stalin adoperavano
tale pratica ben prima della Guida tedesca.
Il sistema dei campi di lavoro punitivi appartiene alla storia sovietica sin dai tempi
di Lenin, che operò una dura repressione nei confronti di: clero, borghesia,
dissidenti e nobiltà. Dopo la sua morte il potere passò nelle mani di Stalin che,
non solo continuò la politica di repressione ma, addirittura, la rese più aspra.
Iniziarono repressioni contro tutti coloro osassero ribellarsi alla volontà di Stalin,
che operava delle epurazioni periodiche verso tutta la popolazione, compresi
comunisti e membri di alte classi sociali.
Alla fine si contarono più di 30 milioni di morti.
Latino: “Come trattare con gli schiavi”
Seneca, Epistulae ad Lucilium 47, 1-1
Materie e argomenti
- Italiano: "La capra" U. Saba.
- Latino: Epistulae ad Lucilium 47, 1-3 "come trattare con gli schiavi".
- Filosofia: Il pangermanesimo di Fichte.
- Storia: Hitler e Stalin a confronto e leggi di Norimberga.