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Le ragioni dell’esistenza umana

L’ermetismo non può essere considerato una vera e propria corrente letteraria, ma piuttosto un atteggiamento assunto da un gruppo di poeti sotto il fascismo.

Si aveva il bisogno di parlare e di esprimere il proprio dissenso per quella realtà di imposizioni mascherata da feste e ricompense per i propri “sudditi”, rievocando la Versailles di Luigi XIV.

Questo bisogno c’era senz’altro, ma non era permesso esprimersi, o meglio, non era permesso essere espliciti: così nacque l’ermetismo, una poesia fatta di metafore e allusioni che lasciano interpretare senza dare alcuna prova dei propri pensieri contrastanti al regime.

Si ipotizza che il termine venne coniato per far riferimento a Ermes, messaggero e traduttore degli dei, per sottolineare la difficoltà nel trarre “il non detto” e il vero significato dalle poesie.

I poeti ermetici si distinguono per il loro ideale di una “poesia pura”, libera da ogni finalità pratica, essenziale, senza scopo educativo. Il tema centrale della poesia ermetica è il senso della solitudine disperata dell’uomo moderno, che ha perso fede nei suoi valori e non ha più certezze a cui aggrapparsi saldamente.

L’uomo vive in un mondo incomprensibile, sconvolto dalle guerre e offeso dalle dittature, perciò arriva ad avere una visione sfiduciata della vita, consapevole delle continue illusioni da cui è stato manipolato da sempre.

Ungaretti e la poesia pura

Si può definire Ungaretti il primo esponente dell’ermetismo, che diede inizio alla diffusione di questo stile coinvolgendo un gran numero di giovani intellettuali. La sua più celebre poesia è “Mattina”:

«M’illumino d’immenso».

Questa poesia è l’estremo risultato della ricerca della poesia ermetica, con una riduzione e una semplificazione del linguaggio. Con quel “Mi” il poeta sottolinea la propria presenza al fenomeno universale a cui si riferisce nella poesia, in cui l’individuo limitato si fonde con l’infinito.

Il significato concreto di questa metafora si riferisce alla differenza tra l’uomo del fascismo, che riconosce come individuo giusto solo il Duce, e l’individuo ermetico dalle ampie vedute, che riesce a raggiungere la libertà di esprimersi anche se gli viene impedito e arriva alla libertà dell’anima.

Montale e “I limoni”

Anche Montale è considerato uno dei più grandi ermetici, che diede e dà ancora spunto alla poesia più recente.

La sua rappresentazione del mondo si evince dalla poesia “I limoni”:

Ascoltami, i poeti laureati

«

si muovono soltanto fra le piante

dai nomi poco usati: bossi, ligustri o acanti.

Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi

fossi dove in pozzanghere

mezzo seccate agguantano i ragazzi

qualche sparuta anguilla:

le viuzze che seguono i ciglioni,

discendono tra i ciuffi delle canne

e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli

si spengono inghiottite dall’azzurro:

più chiaro si ascolta il susurro

dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,

e i sensi di quest’odore

che non sa staccarsi da terra

e piove in petto una dolcezza inquieta.

Qui delle divertite passioni

per miracolo tace la guerra,

qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza

ed è l’odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose

s’abbandonano e sembrano vicine

a tradire il loro ultimo segreto,

talora ci si aspetta

di scoprire uno sbaglio di Natura,

il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,

il filo da disbrogliare che finalmente ci metta

nel mezzo di una verità.

Lo sguardo fruga d’intorno,

la mente indaga, accorda, disunisce

nel profumo che dilaga

quando il giorno più languisce.

Sono i silenzi in cui si vede

in ogni ombra umana che si allontana

qualche disturbata Divinità.

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo

nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra

soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.

La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta

il tedio dell’inverno sulle case,

la luce si fa avara – amara l’anima.

Quando un giorno da un malchiuso portone

tra gli alberi di una corte

ci si mostrano i gialli dei limoni;

e il gelo del cuore si sfa,

e in petto ci scrosciano

le loro canzoni

le trombe d’oro della solarità. »

Questa poesia è costituita per lo più da endecasillabi e da versi liberi. Anche in essa è presente il poeta come protagonista, che rivendica il diritto di esistere come portavoce di una realtà povera, essenziale e autentica, contrapponendosi ai “Poeti laureati”.

Con questa espressione fa riferimento a quei poeti come Gabriele D’Annunzio, adulatori del regime. Montale, al contrario, disapprova il regime dittatoriale fascista, tanto che firma il manifesto antifascista di Benedetto Croce.

Con il fare zoppicante dei suoi versi allude al suo continuo ricercare e rincorrere le cose povere e semplici della terra, dove i potenti e le loro idee non arrivano, per riuscire a trovare i segreti dell’esistenza umana.

Con i limoni rappresenta la realtà aspra ma allo stesso tempo viva e sgargiante che il poeta trova in questi sentieri inesplorati.

Quasimodo e il senso della vita

Un elemento che caratterizza l’ermetismo è il sottolineare l’immediatezza della vita, per alimentare quel senso di vuoto e di insensato che ha l’esistenza umana.

Una poesia che ancora oggi è simbolo di quel pensiero, che racchiude in sé tutti gli elementi elencati in precedenza in soli tre versi, è “Ed è subito sera” di Quasimodo, ermetico per eccellenza, dal linguaggio fluido e semplice:

«Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera.»

Il primo verso si riferisce all’insignificanza dell’uomo rispetto all’immensa grandezza della terra, a cui ci si deve abituare durante la prima parte della vita e che ci rende coscienti che non c’è un motivo preciso per cui siamo venuti alla luce; già questo contribuirà al senso di solitudine e irrisolutezza che in seguito ci affliggerà.

Nel secondo verso, appunto, affronta la fase della nostra esistenza in cui viviamo, conosciamo e facciamo esperienze nel mondo, scoprendo le cattiverie che l’uomo è in grado di commettere, portandoci a pensare così che nulla è bello veramente, nemmeno un raggio di sole che, invece di scaldarci e illuminarci, ci “trafigge”, cancellando in noi ogni speranza di un’esistenza migliore.

Il terzo verso, più corto, più immediato, va interpretato con la morte, dall’arrivo inaspettato, che dà un taglio a questa agonia, quasi come se il suo arrivo alleviasse il dolore della solitudine.

Come è evidente, l’ermetismo non ha fiducia nel mondo e nell’uomo, forse perché nato in seguito a una dimostrazione dell’ingiustizia di quest’ultimo, quale è il regime dittatoriale fascista.

Questa poesia si può riassumere in tre argomenti affrontati:

Solitudine, pena del vivere e morte

Il fascismo e la nascita dell’ermetismo

La causa della nascita di questo nuovo modo di fare poesia è il fascismo in Italia. Gli ermetici capirono fin da subito che non c’era niente di buono in quello che venne fatto nel primo periodo del fascismo e che era solamente una copertura per qualcosa di più grande.

Questo “qualcosa” era il legame che nacque tra Italia e Germania, o meglio tra Mussolini e Hitler.

Questa “amicizia” fu fatale. Questa “amicizia” portò guerra. Questa “amicizia” fece delle diversità un difetto e si mise l’obiettivo di eliminare quest’ultimo.

È il 2 settembre del 1938 e i signori, per routine, si recano a comprare il giornale. A chiare lettere, in grassetto, c’è il titolo: “Insegnanti e allievi giudei esclusi dalle scuole”.

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Sintesi

Introduzione Ragioni dell'esistenza umana tesina

Questa tesina di terza media descrive il tema relativo alle ragioni dell'esistenza umana. La tesina 3 media prende in analisi vari argomenti in relazione alle varie materie scolastiche studiate, come italiano l'ermetismo, Storia il fascismo, Geografia dittature e multinazionali in Cile, Scienze vulcanologia, Tecnologia l'energia geotermica, Francese Ben Jelloun e "L'islam expliqué aux jeunes", Inglese Audrey Hepburn, in Storia dell'arte L'urlo di Munch.

Collegamenti

Ragioni dell'esistenza umana tesina

Italiano - ermetismo. Storia-fascismo. Geografia- Dittature e multinazionali in Cile Scienze- Vulcanologia. Tecnologia-Energia geotermica. Francese-Ben jalloun, "L'islam expliquè aux jeunes". Inglese - Audrey Hepburn. Storia dell'arte- L'urlo di Munch.
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