ITI Francesco Severi Padova Tesina di maturità a.s. 2013/14 Carlo Salata cl 5SB I
La radio
Storia della radio dal fascismo ai giorni nostri
Progetto di un piccolo ricevitore FM JFET
ITI Francesco Severi Padova Tesina di maturità a.s. 2013/14 Carlo Salata cl 5SB
Indice
- Premessa pag. 3
- 1. Storia della radio pag. 4
- 1.1 EIAR pag. 4
- 1.2 La radio nel XX secolo pag. 5
- 1.3 La Digital radio pag. 6
- 1.4 La Web radio pag. 7
- 2. Come funziona un ricevitore di onde radio pag. 8
- 2.1 Le onde elettromagnetiche pag. 9
- 3. Il progetto pag. 10
- 3.1 Ricezione FM in superreazione pag. 10
- 3.2 Il circuito pag. 11
- 3.3 Analisi del circuito pag. 12
- 3.4 Messa a punto pag. 12
- 3.5 Foto della realizzazione pag. 13
- 4. Sitografia e bibliografia pag. 14
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ITI Francesco Severi Padova Tesina di maturità a.s. 2013/14 Carlo Salata cl 5SB
Premessa
Al giorno d’oggi per ascoltare le nostre stazioni radio preferite ci basta pigiare un tasto. Ciò che mi ha spinto ad approfondire un oggetto così comune come la radio è stato il mio interesse per l’elettronica unito a una buona dose di curiosità. Il mio obiettivo non è quello di scrivere la storia della radio dal suo inventore in poi, bensì è quello di sottolineare il ruolo della stessa durante gli eventi storici.
Nello svolgere questo approfondimento mi sono reso conto che molti argomenti trattati durante le lezioni in classe mi sono stati utili, se non indispensabili, per poter capire i meccanismi di funzionamento della radio; per esempio molto utile è stato aver affrontato le onde elettromagnetiche e la loro propagazione. I prerequisiti fondamentali per la comprensione di tutto il testo sono riassumibili in: conoscenze matematiche di analisi infinitesimale, applicazione e conoscenza delle leggi di Maxwell, dimestichezza con i componenti di un circuito oscillante, capacità di realizzazione pratica del circuito proposto.
L’approfondimento ha l’obiettivo di fare una descrizione del ruolo della radio nel corso degli eventi storici e più nel dettaglio di analizzare come funziona il circuito oscillante al suo interno. Il focus da me fatto riguarda in particolare il ricevitore FM, essendo l’oggetto più comune che noi utilizziamo. Ci tengo a precisare che la realizzazione del circuito è stata da me eseguita con scrupolo e rigore. Le foto scattate al circuito sono su breadboard, quindi ancora in fase di progettazione e, dato l’esiguo numero di componenti, è sufficiente montare il circuito su una millefori, con l’accortezza di utilizzare spezzoni di filo il più corti possibile. 3
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Storia della radio
1.1 EIAR
“Due forze allo stato nascente – due “giovinezze”, potremo dire – si manifestano nell’Italia degli anni ’20; e, incontrandosi in quel loro stadio iniziale, si giovano e si nuocciono vicendevolmente: sono il fascista e la radio”.
Mario Isnenghi, “Una radio in ogni villaggio”.
Quando il fascismo salì al potere, l’Italia non possedeva ancora una rete radiofonica di vaste dimensioni; non c’era ancora nessuna emittente che funzionasse continuamente e la radiofonia si poteva considerare in via sperimentale.
In Italia la radio divenne un mezzo di comunicazione di massa durante gli anni ’30, periodo del massimo consenso al fascismo. Nel gennaio del 1928 il governo concesse all’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) il monopolio di tutte le trasmissioni radio nella penisola italiana. Già nel 1930 ogni grande città aveva la sua emittente e, a partire dal 1933, i programmi più importanti erano trasmessi su scala nazionale. Nel 1935 il regime distribuì apparecchi radio anche nelle zone rurali per poter inserire i contadini nella rete del consenso nazionale. Per ampliare l’area di ascolto, che continuava a essere limitata al ceto medio urbano delle regioni centrosettentrionali, il governo fece installare numerosi apparecchi radio in tutte le sedi delle organizzazioni del partito, a cominciare dalle case del fascio, nelle scuole, negli uffici, nelle caserme, nei ritrovi pubblici. Per raggiungere i ceti contadini si creò persino un Ente radio rurale (ERR). Il diffondersi della radio nei luoghi pubblici assicurò al regime fascista ampie possibilità di pianificazione del consenso e di mobilitazione psicologica delle masse, come fu evidente durante la guerra d’Etiopia tra il 1935 e il 1936 e, qualche anno dopo, in occasione dell’intervento italiano nella guerra civile in Spagna. Il regime fascista, constatata l’efficienza di questi mezzi, mise sotto controllo da parte del ministero di stampa e propaganda anche l’EIAR.
Il 19 aprile 1933 iniziò l’ascolto collettivo della radio nelle scuole elementari. Il primo discorso che venne trasmesso fu questo: “L’ERR costituito dal governo fascista si propone di far giungere a tutte le scuole l’eco degli avvenimenti più notevoli e delle creazioni più geniali della vita nazionale. [..] Voi fanciulli d’Italia … sentirete la soddisfazione di servire l’Italia, di obbedire all’alto e sublime comando del Re e del Duce”. 4
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1.2 La radio nel XX secolo
La Prima Guerra Mondiale è stata il primo evento bellico durante il quale si usarono le onde radio come mezzo di comunicazione. I reparti militari dei vari Stati partecipanti al conflitto cercarono di dotarsi degli strumenti radio più all’avanguardia. Di conseguenza si aprì il mercato della radio che portò inevitabilmente alla nascita delle prime industrie. Queste ultime, infatti, furono tra le poche che grazie alla guerra si arricchirono e progredirono. Citando la frase del generale George Squier: “I progressi tecnologici raggiunti in meno di due anni durante la guerra sarebbero stati ottenuti in almeno dieci in condizioni normali”. Il più grande progresso tecnologico si ebbe nella produzione delle valvole termoioniche, le antenate dei nostri transistor, la cui produzione fu centuplicata tra il 1915 e il 1917. I progressi raggiunti dalla radiotecnica nel corso della Prima Guerra Mondiale furono fondamentali per la nascita delle prime stazioni radio commerciali degli anni Venti.
Nel periodo a cavallo delle due guerre mondiali il mondo delle radiotelecomunicazioni fece passi da gigante. Ormai la radio non trasmetteva più segnali telegrafici, bensì prese piede la trasmissione di suoni e parole. Durante la Seconda Guerra Mondiale la radio era diventata uno strumento fondamentale per lo scambio di informazioni.