Estratto del documento

“Bianco o nero o nero e bianco?”

(Africa: una questione sudafricana)

Vittoria Marchesini

Liceo artistico statale “N. Nani” – “U. Boccioni”

5° B sperimentale Michelangelo sez. disegno industriale A. S. 2012/2013

Ho avuto una grande opportunità l’estate scorsa: un viaggio di volontariato a Pretoria in Sudafrica.

Ciò ha suscitato in me una ricerca per capire meglio e di più ciò che sta dietro alla situazione passata, attuale e futura di quei popoli.

Ritengo quanto mai attuale l’importanza di capire la storia per studiarne le vie di uscita dai conflitti e dalle divergenze.

Ovviamente il mio sarà un “minuto” trattato, frutto di una piccola ricerca che coinvolge questi campi di studio:

  • Storia
  • Letteratura
  • Storia dell’arte
  • Inglese
  • Filosofia

Storia

La colonizzazione in Africa, da parte delle nazioni europee a partire dalla seconda metà del 1600, in cui si ebbe una vera e propria spartizione delle terre. I Paesi protagonisti furono soprattutto: Francia, Gran Bretagna, Belgio, Portogallo, Italia, Germania, Spagna e Olanda.

L’evoluzione delle colonizzazioni fu causa per l’Africa di differenti esiti. Il denominatore comune però per tutta l’Africa fu un traumatico risultato per i neri.

South Africa

Il Sud Africa ha raccolto di tutta questa storia l’esito peggiore, e ne paga tutt’ora le conseguenze. Si deve andare indietro nel tempo per capire come la storia degli uomini bianchi abbia influenzato tutto il percorso della vita di tutti in Sud Africa.

Non si può partire solo dalla fine della seconda guerra mondiale, perché sarebbe riduttivo. Quindi il mio accenno è doveroso nei confronti di quelle vite che sono state tormentate.

Un piccolissimo gruppo di conquistatori dopo il passaggio di Diaz a Città del Capo iniziò ad approdare a quel porto che meglio li avvicinava ai traffici con l’oriente. I primi ad avere quest’approdo furono i portoghesi.

Come si sa e come tutt’ora avviene, tutto si muove per ragioni di mercato e per ragioni di religione. Infatti quando Filippo secondo di Spagna, intorno al 1600, controlla anche il Portogallo, chiude il porto di Lisbona ai Paesi Bassi, nel tentativo di bloccare la ribellione protestante dei Paesi Bassi contro la dominazione cattolica, creandogli così un danno economico.

Il risultato di ciò fu la nascita della compagnia di Amsterdam che in breve portò un discreto numero di olandesi a colonizzare prima Città del Capo e poi il Sud Africa.

Gli Olandesi che furono i primi ad approdare erano di religione Calvinista, questo particolare si rivelerà importante ai fini della non integrazione tra bianchi e neri.

Ovviamente chi oggi si ritenga bianco in realtà nella propria storia ha parenti colorati, perché sappiamo per certo che i bianchi hanno avuto legittime nozze con Malgasce, con Asiatiche e con Africane.

Proprio perché gli Olandesi tendevano a cristianizzare gli abitanti di Città del Capo. Questa era la situazione che si presentava all’inizio delle colonizzazioni.

È opportuno fare un ulteriore passo avanti nel tempo per capire cosa alla fine del 1700 abbia spinto questi uomini a spostarsi all’interno del paese. Fu lo sbarco degli inglesi a Città del Capo, diretta conseguenza delle guerre Napoleoniche.

Città del Capo rimane sempre molto ambita per lo stesso motivo per cui ci erano approdati gli Olandesi. Per cui nel 1806 questa propaggine africana diventa colonia inglese.

Gli Olandesi, Trekkers, alla ricerca di una vita facile si erano spostati verso il nord cercando di occupare i terreni dei Bantù.

Quando pensiamo ai Bantù, ai boscimani oppure ai Xhosa dobbiamo dimenticare che queste popolazioni fossero primitive: si difendevano con le spade, non erano né piccoli, né pochi, né nomadi.

Resa difficile perciò la vita ai Trekkers, questi tentarono il ritorno a Città del Capo.

Quando diciamo “resa difficile”, dobbiamo pensare ad anni di guerre dove gli indigeni ci misero molti loro giovani, ci persero pure terreni oltre che al crearsi lì la nascita dello schiavismo.

Questo a grandi linee era la situazione che il Sud Africa presentava all’inizio del 1800. Diventato ormai il Sud Africa crocevia di una società multi-razziale in cui comparivano più etnie nere, più etnie bianche e asiatiche.

Fu la spartizione delle terre la causa delle lotte dilanianti e l’eccessivo imperialismo Britannico a fare in modo che nascessero le prime riserve per i neri.

Costretti a vivere in esigui territori, con l’intenzione di togliere gli aborigeni dalle loro terre, non da meno fu l’imperialismo Olandese.

Questi, esclusi dalle decisioni politiche britanniche, gli inglesi pagheranno un secolo e mezzo dopo questa scelta, ripresero la ricerca di terra sottraendola agli africani, ed entrarono dunque nel paese più a fondo.

Avide repubbliche boere, olandesi, accerchiate dall’impero britannico strinsero il nodo al collo agli africani.

Passano anni di alterne vicende tra gli inglesi e boeri e di tentativi politici.

Ma un evento si rivelerà determinante per la storia del Sud Africa: la scoperta dei diamanti.

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Sintesi

Sintesi questione sudafricana tesina

Ho avuto una grande opportunità l’estate scorsa: un viaggio di volontariato a Pretoria in Sudafrica.

Ciò ha suscitato in me una ricerca per capire meglio e di più ciò che sta dietro alla situazione passata, attuale e futura di quei popoli. Ho voluto riportare la mia esperienza nella mia tesina di maturità.

Ritengo quanto mai attuale l’importanza di capire la storia per studiarne le vie di uscita dai conflitti e dalle divergenze. Ovviamente il mio sarà una tesina frutto di una piccola ricerca che coinvolge questi campi di studio: Storia, Letteratura, Storia dell’arte, Inglese e Filosofia.

Collegamenti

Questione sudafricana tesina

Storia: Il regime dell'apartheid.

Italiano: "Occasione d'amore" di Nadine Gordimer.

Arte: Amedeo Modigliani.

Inglese: Picasso, Les demoiselles d'Avignon.

Filosofia: L'arte per Hegel.

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