Ordinamento professionale
Kelly Silva V°C – GA Maturità – 2012/2013
CASAREGIS
Tecnico delle Pubblicità e Gestioni Aziendali
Persuasione occulta
Pagina 1 Kelly Silva
Quinta - GA
2012 - 2013
Indice
- La pubblicità..........................................3
- Produttori e consumatori .....................................................................................................................3
- La pubblicità funziona sempre?............................................................................................................4
- Il dopoguerra – Nasce la società dei consumi.................................................4
- Le abitudini serali della famiglia cambiano............................................................................................5
- Pubblicità e inconscio.............................6
- Sigmund Freud – La scoperta dell’inconscio.........................................7
- L’emergere dell’inconscio: gli atti mancati.............................................................................................8
- Italo Svevo – La coscienza di Zeno...........9
- Types of advertising.............................11
- Webgrafia e Bibliografia.......................12
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La pubblicità
La pubblicità è una forma di comunicazione di massa a pagamento, attraverso la quale un’impresa presenta un prodotto per incrementarne le vendite.
Il ruolo della pubblicità è quello di spostare il consumatore dalla non conoscenza alla fase della conoscenza (scoperta dell’esistenza del prodotto), per portarlo poi alla comprensione (fase in cui egli dà un certo credito al prodotto) e successivamente alla preferenza (fase nella quale il consumatore si rende conto che un prodotto può offrire determinati benefici), per arrivare infine alla decisione di acquistare il prodotto.
Non Conoscenza Comprensione Preferenza Preferenza Decisione
Conoscenza
Il significato di pubblicità deriva dal latino “rendere pubblico”, invece il termine inglese originale advertising deriva dal verbo “to advertise” ovvero “promuovere, far conoscere”.
Questo afferma la sua definizione, cioè che la pubblicità è uno strumento unico che permette alle imprese di far conoscere i propri prodotti con lo scopo di incrementare le proprie vendite.
Le prime forme di pubblicità hanno radici molto antiche. Insegne e scritte pubblicitarie sono state rinvenute in diversi scavi archeologici. Con la diffusione della stampa gli annunci sono esclusivamente testuali e privi di immagini e soprattutto gratuite. Solo nel diciottesimo – diciannovesimo secolo diventeranno a pagamento.
Produttori e consumatori
Possiamo considerare la pubblicità attraverso due punti di vista: da una parte vi sono i produttori che, a causa della forte concorrenza, fanno a gara per promuovere la loro merce, mentre dall’altra parte c’è il consumatore che spesso non riesce, da solo, a valutare i pregi ed i difetti di quella merce e finisce quindi per seguire il proprio istinto che egli ingenuamente crede naturale e libero ma che in realtà è fortemente condizionato dai “suggerimenti” pubblicitari che è costretto anche involontariamente a subire.
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La pubblicità funziona sempre?
Spesso molti produttori e commercianti si chiedono se la pubblicità sia veramente utile per la vendita dei loro prodotti, ma nutrono un vago timore che se smettono di farla i loro concorrenti potrebbero trarne vantaggio. Altri, fanno pubblicità perché il pubblico abbia presente il loro nome. Altri perché rende più facile avere una buona distribuzione.
Un esempio recente è quello dell’iPad, prodotto dalla grande azienda tecnologica Apple.
Numerosi sono stati coloro che hanno fatto la fila dalla mattina presto davanti all’Apple Store di New York per accaparrarsi questo oggetto di alta tecnologia. Un servizio del Tg1 ha mostrato che le stesse persone che erano in coda per il prodotto non sapevano nemmeno a cosa servisse esattamente, ma erano lì a causa della grande curiosità suscitata dalla pubblicità che ne era stata fatta.
Il dopoguerra – Nasce la società dei consumi
Quando la gente è povera, i pochi soldi a disposizione sono quasi tutti assorbiti dalle spese indispensabili per vivere (per es. cibo, vestiario).
Ma nell’età del benessere un numero sempre maggiore di persone ebbe denaro sufficiente per procurarsi non più beni di prima necessità, come alimentari, ma anche beni di consumo durevoli, come elettrodomestici, automobili, oggetti d’arredamento, attrezzi per lo sport e per il tempo libero… Beni e servizi che in precedenza erano considerati un lusso.
Stava nascendo la società dei consumi, caratterizzata da una quantità numerosa di persone (consumatori), da cui proveniva una domanda crescente di beni e di servizi.
La società dei consumi è un fenomeno che continua anche oggi. Essa si regge su due pilastri fondamentali:
- La produzione di grandi quantità di merci poco costose e perfettamente identiche l’una all’altra;
- La pubblicità che crea i bisogni e spinge agli acquisti.
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Le abitudini serali della famiglia cambiano
Le novità della scienza e della tecnica trovavano rapida applicazione in oggetti d’uso quotidiano e trasformavano progressivamente la vita e le abitudini delle persone.
In molti casi la disponibilità d’energia elettrica permise la diffusione dei primi elettrodomestici, apparecchi funzionanti ad elettricità, che resero più comoda la vita delle famiglie.