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La psicologia
La psicologia è la scienza che studia il comportamento degli individui e i loro processi mentali. Tale studio riguarda le dinamiche interne dell'individuo, i rapporti che intercorrono tra quest'ultimo e l'ambiente, il comportamento umano ed i processi mentali che intercorrono tra gli stimoli sensoriali e le relative risposte.
Attualmente la psicologia è una disciplina composita, i cui metodi di ricerca vanno da quelli strettamente sperimentali (di laboratorio o sul campo) a quelli più etnograficamente orientati (ad esempio: alcuni approcci della psicologia culturale); da una dimensione strettamente individuale (ad esempio: studi di psicofisica, psicoterapia individuale, etc.), a metodi con una maggiore attenzione all'aspetto sociale e di gruppo (ad esempio: lo studio delle dinamiche psicologiche nelle organizzazioni, la psicologia del lavoro che impiega i cosiddetti "gruppi focali", etc.).
La psicologia si differenzia dalla psichiatria, in quanto quest'ultima è una disciplina medica, focalizzata specificatamente sull'intervento sanitario in merito ai disturbi psicopatologici, soprattutto tramite psicofarmaci.
Il termine "psicologia" deriva dal greco psyché (ψυχή) = spirito, anima e da logos (λόγος) = discorso, studio. Letteralmente la psicologia è quindi lo studio dello spirito o dell'anima.
La psicoanalisi
Unico elemento che, storicamente, collega la psicologia alla psichiatria, è la psicoanalisi, che nacque in ambito psichiatrico nei primi decenni del Novecento, grazie all'opera innovatrice di Sigmund Freud (1856-1939), un medico viennese. Per essere più precisi, non nacque dai laboratori di ricerca, ma ebbe origine dalla pratica clinica del trattamento di pazienti con disturbi di natura psicologica. Freud fu influenzato dalle idee di Brentano e, infatti, la sua concezione psicologica e i suoi metodi di studio non furono strettamente scientifici ma fondati sull'analisi dell'esperienza e sullo studio del linguaggio con il quale la descriviamo.
La vera rivoluzione che introdusse Freud nella psicologia fu la concezione dell'esistenza di una parte irrazionale e nascosta dello psichismo di ogni essere umano, che il medico viennese chiamò “inconscio”. Tutti i suoi lavori cercarono di trovare dei metodi e delle strategie per poter analizzare e portare a galla questa parte nascosta, ad esempio tramite l'interpretazione dei sogni. Queste nuove teorie e le tecniche derivate furono la base della psicoanalisi.
La nuova teoria freudiana ebbe una grande risonanza, e furono molti gli allievi che continuarono su questa via, o fondarono scuole autonome discostandosi dalle idee del maestro.
La psicologia dell'arbitro
Durante i corsi per arbitri, spesso si dice di applicare una regola non scritta, ma fondamentale: il buon senso.
Buon senso che può apparire nella forma populistica, ma che per gli addetti ai lavori si traduce in un comportamento “psicologico” da parte dell'arbitro.
Il tollerare alcune reazioni di giocatori non significa far finta di niente ma percepire le sensazioni e le tensioni del momento.
Solo leggere sfumature che però aiutano moltissimo per una ottima gestione della gara.
L'arbitro psicologo sarà anche abile ad osservare e tradurre la comunicazione non verbale: gesti, sguardi, movimenti del corpo sono solo alcuni dei numerosi ingredienti in una partita di calcio.
Ma psicologo anche per se stesso: tollerare la frustrazione in alcuni momenti della gara è come controllare la propria aggressività agonistica.
L'inconscio e il ruolo dell'arbitro
Ed è proprio qui che si può trovare un primo collegamento con la psicoanalisi freudiana: innanzitutto essa è una teoria dell'inconscio. Nell'indagine dell'attività mentale umana essa si rivolge soprattutto a quei fenomeni psichici che risiedono al di fuori della sfera della coscienza, in secondo luogo la psicoanalisi è una prassi psicoterapeutica. Nello specifico, come cura dei disturbi mentali e, all'origine, come cura dell'isteria e successivamente dei fenomeni psicopatologici chiamati nevrosi. In seguito, il suo uso è stato esteso allo studio e trattamento di altri tipi di psicopatologie.
La psicoanalisi nasce per curare determinati disturbi mentali indagando le dinamiche inconsce dell'individuo.
Un arbitro di calcio è portato a vivere 90 minuti di continue sollecitazioni a livello emotivo, nervoso e sensazionale; a lungo termine tutto ciò porta ad uno stato di inevitabile stress che necessita di essere studiato onde evitare danni di natura psicologica. Per prevenire è necessario dunque l'intervento di uno psicanalista (non a caso gli arbitri delle massime serie nazionali, durante i raduni, hanno a disposizione un medico specializzato in psichiatria, pronto ad aiutarli in qualsiasi caso).
L'analisi della prestazione e il metodo catartico
L'analisi approfondita della propria prestazione, al termine di una gara, è una routine che caratterizza ogni arbitro; anche inconsciamente ci si sofferma su ciò che di buono si è fatto, ma soprattutto, sui propri errori. Proprio questa seconda componente di analisi è dovuta al fatto che un direttore di gara non riesce a capacitarsi, nè tantomeno capire perché e da dove derivi il suo errore. La teoria del superamento dell'inconscio freudiana prevede che attraverso l'uso del cosiddetto metodo catartico, la mente del paziente, posto sotto ipnosi, ritorni allo stato in cui si trovava quando i sintomi si erano manifestati la prima volta (nel caso preso in considerazione, ci si riferisce al momento dell'errore commesso dall'arbitro).
L'evento risulta sempre collegato ad un'esperienza passata che è stata particolarmente traumatica per il paziente. Nel rivivere l'episodio, il forte impatto emotivo represso nella mente del paziente "esce fuori" ed i sintomi scompaiono. Ciò non avviene senza una viva espressione dell'intenso contenuto emotivo collegato all'esperienza traumatizzante.
Spesso all'episodio traumatico iniziale risultano collegati altri episodi successivi della vita del paziente, ognuno dei quali ha portato un suo contributo alla definizione dei sintomi presentati dal paziente stesso al momento della cura.
Le zone dell'inconscio
Freud divide l'inconscio in 2 zone:
- Insieme dei ricordi, che, pur essendo momentaneamente inconsci, possono, in virtù di uno sforzo dell'attenzione, divenire consci; tale è il Preconscio (se il soggetto vuole, con uno sforzo, può diventarne consapevole).
- Insieme di elementi psichici stabilmente inconsci, che sono mantenuti tali da una forza, chiamata “rimozione” che può venire superata solo con tecniche apposite.
Materie e argomenti
- Psicologia: Cenni e introduzione
- Filosofia: Freud, Kierkegaard, Bacone
- Fisica: Effetto Magnus (Bernoulli), moto parabolico
- Latino: Seneca
- Italiano: Bergson, Proust
- Inglese: Locke