Corso E.R.I.C.A
“ITC Francesco Viganò”
Merate
Il profumo
“Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi.”
(Il profumo di Patrick Süskind)
Alunna: Beretta Giulia
Anno scolastico: 2011/2012
Indice
- 1. Motivazione pag. 3
- 2. La creazione del profumo pag. 4
- 3. L'utilizzo del profumo nella storia pag. 6
- 4. Il profumo nella letteratura pag. 7
Charles Baudelaire: “Parfum exotique”
- Pag. 7
Oscar Wilde “The picture of Dorian Gray”
- Pag. 10
Gabriele D'Annunzio “La pioggia nel pineto”
- Pag. 11
- 5. Il profumo nell'arte pag. 15
Luigi Russolo “Profumo” pag. 15
- 1
- 6. Bibliografia pag. 18
Motivazione
Il termine profumo evoca indubbiamente la Francia. Nella storia francese il profumo ha rappresentato un concetto culturale variato a seconda di tempi e luoghi. Proprio per questo motivo, grazie ad uno stage lavorativo che ho affrontato in una famosa profumeria e museo del profumo di Parigi, ho potuto apprezzare e conoscere la vera storia del profumo, sotto diversi punti di vista.
Il profumo può essere, infatti, affrontato sotto diversi aspetti, in quanto la sua percezione è legata sia ad un processo chimico e fisiologico, sia ad un processo psicologico, mediante il quale ognuno di noi può dare un significato preciso ad ogni stimolo olfattivo, in base alle proprie esperienze.
A mio parere, infatti, niente sa emozionare più di un profumo in quanto può trasportarci in un mondo di sensazioni e ricordi.
Questa funzione emotiva è molto presente nella letteratura ma anche in alcune opere artistiche, per questo motivo ho deciso di analizzare la funzione del profumo in questo contesto. Gli artisti, da sempre, sanno cogliere gli aspetti più sensibili della vita e le emozioni, oltre a trasmettere i loro pensieri e sensazioni al pubblico. 2
La creazione del profumo
Diverse sono le tecniche utilizzate per creare un profumo.
Fondamentalmente, esistono 4 metodi di estrazione utilizzati per creare il profumo:
- La macerazione a caldo: è il metodo più antico, perché già presente all’epoca degli antichi Egizi e consiste nel deporre petali di fiori in grasso animale, che viene a sua volta riscaldato a bagnomaria. Il grasso saturo dei fiori viene poi lavato con l’alcol in un battitore, per ottenere l’essenza.
- La macerazione a freddo: è il metodo più utilizzato per trattare con fiori delicati come il gelsomino e consiste nello spalmare uno strato di grasso su un telaio di vetro posandoci a mano i fiori. L’operazione viene ripetuta quotidianamente durante il mese ed il grasso saturo viene lavato con l’alcol per estrarne l’essenza, pronta per diventare profumo.
- L’estrazione con solventi volatili: è un ottimo sostituto della macerazione a freddo per trattare i fiori più delicati, in quanto è più rapido e meno costoso. Il metodo consiste nella macerazione delle piante con alcuni solventi e successivamente si procede con il raffreddamento a -5° per ottenere l’essenza.
- La distillazione: è il metodo più conosciuto ed il più utilizzato nonostante abbia radici molto antiche, in quanto fu inventato dagli Arabi nel 300 a.C. I fiori vengono messi nella parte superiore dell’alambicco, e nella parte inferiore vi si mette l’acqua che viene portata ad ebollizione per far sì che il vapore faccia passare le particelle odoranti dei fiori nel collo da cigno per poi raffreddarsi nella serpentina. L’acqua e l’essenza ottenute da questo procedimento vengono poi raccolte nel vaso fiorentino.
Il profumo è un composto pregiato e per ottenerlo, oltre ad un’ottima lavorazione, sono necessarie enormi quantità di materia prima. Per ottenere un litro di essenza di rosa ci vogliono infatti circa 2/3 tonnellate di petali di rosa mentre per la lavanda ne “bastano” 600 kg.
La differenza tra profumo, eau de toilette, eau de parfum e colonia risiede proprio nella quantità di essenza impiegata.
- Il profumo contiene circa il 25% di essenza ed il resto è composto da alcol e acqua distillata.
- L’eau de parfum contiene il 15% di essenza.
- L’eau de toilette contiene il 10%.
- L’eau de cologne contiene solo il 5% e viene utilizzata per rinfrescarsi perché è un prodotto molto volatile.
Il profumo è composto da 20 a 250 essenze, chiamate anche note, le quali si suddividono in 3 tipi:
- Le note di testa: sono le più volatili, e composte da essenze fruttate.
- Le note di cuore: appaiono dopo qualche minuto, durano circa 4 ore e riguardano le note floreali.
- Le note di fondo: sono le più importanti perché fissano il profumo sulla pelle permettendogli di rimanere sulla pelle per ore e sono costituite da sostanze di origine animale come l’ambra.
L'utilizzo del profumo nella storia
Il profumo nasce nel 3000 a.C. ed è in Egitto che si iniziò a creare le prime essenze della profumeria. Il profumo all’epoca, però, non era liquido come si utilizza oggi, non esisteva ancora; erano per lo più pomate ed oli essenziali, per questo motivo i contenitori non avevano il tappo. A quel tempo il profumo aveva una connotazione mistica: gli Egizi bruciavano resine e essenze nei luoghi sacri, alla gloria degli dei, inoltre, i sacerdoti erano considerati i primi profumieri, in quanto preparavano gli oli essenziali per le festività. Come per gli antichi Egizi, anche per i Romani il profumo aveva una vocazione sacra. Infatti, la parola “profumo” viene dal latino “per fumum”, cioè attraverso il profumo, per questo il fumo degli oli essenziali serviva d’intermedio tra gli uomini e gli dei.
Anche i Greci sono un popolo di profumieri e furono i primi ad utilizzare i prodotti di origine animale nei profumi. Essi utilizzavano boccette di terracotta per conservare il prodotto che dedicavano agli dei. 4
Italiano: D'annunzio
Francese: Baudelaire
Inglese: Wilde
Arte: Russolo