Scuola Secondaria di I grado
“Guido Negri”
Cinto Euganeo
Tesina di classe terza
Ravazzolo Federico
Classe 3°E
Anno scolastico 2012/13 1
3. Musica
Il Jazz
2. Letteratura
Giuseppe
Ungaretti 1. Storia
“La Prima Guerra
Mondiale” 4. Arte
Le avanguardie
artistiche
6. Inglese 5. Geografia
Stars and Stripes “Gli Stati Uniti” 9. Tecnologia
Le strutture
resistenti
7. Scienze 8. Scienze motorie e
Il DNA sportive
I velocisti americani
Indice 2
1. Storia: la Prima Guerra Mondiale
pag. 4
2. Letteratura: Giuseppe Ungaretti
pag. 17
3. Musica: il Jazz
pag. 23
4. Arte: le avanguardie artistiche
pag. 26
5. Geografia: Stati Uniti d’America
pag. 29
6. Inglese: Stars an Stripes
pag. 35
7. Scienze: il DNA
pag. 37 3
8. S. motorie sportive: i velocisti americani
pag. 45
9. Tecnologia: le strutture resistenti
pag. 49
Fonti
pag. 52
1. Storia
La Prima Guerra Mondiale
Cause
Fra le grandi potenze europee esistevano grandi tensioni e forti rivalità, soprattutto per la spartizione dei territori in Asia e Africa:
- La rivalità tra l’Impero Tedesco, del kaiser Guglielmo II e la Terza Repubblica Francese, manifestatasi nella Guerra Franco-Prussiana (1870-71). Al termine di questa, la Germania aveva ottenuto il territorio dell’Alsazia-Lorena (dove erano situate importanti miniere di ferro e carbone).
- Il contrasto anglo-germanico, perché la corsa agli armamenti della Germania con la seguente costituzione di una potente flotta navale preoccupava il Regno Unito, del re Giorgio V.
- I fermenti nazionalistici nell’Impero austro-ungarico, fomentati da popolazioni italiane, ceche, slave, che cercavano l’indipendenza o il distacco dall’Impero.
- L’aggressività della Russia, dello zar Nicola II, nei Balcani, che andava incontro al desiderio austriaco di imporre il proprio dominio su quella zona.
- La corsa agli armamenti che fece riconvertire molte industrie.
Tutto ciò portò l’Europa a suddividersi in due schieramenti:
- Triplice Alleanza (20 maggio 1882): patto difensivo segreto siglato tra Impero Tedesco, Impero Austro-Ungarico e Regno d’Italia, promosso dal cancelliere tedesco O. V. Bismark per isolare la Francia. Prevedeva l’aiuto reciproco tra Italia e Germania, in caso di aggressione francese e la neutralità nel caso che uno dei firmanti fosse indotto a dichiarare guerra. Inoltre, se si fossero verificati mutamenti dello statu quo balcanico erano previsti compensi per l’Italia. Un altro punto garantiva la situazione in Africa Settentrionale.
- Triplice Intesa: accordo stipulato tra il 1904 e il 1907 tra Impero Russo, Impero Britannico e Terza Repubblica Francese, per contrastare la minaccia tedesca e sistemare le colonie. Prevedeva la divisione della Persia in due zone di influenza (una Inglese e una Russa), la cessione completa dell’Afghanistan alla Gran Bretagna e il riconoscimento dell’influenza russa in Turkestasn.
1914
Attentato di Sarajevo e scoppio della guerra
L’uccisione dei regnanti fra ‘800 e ‘900 in seguito ad atti di terrorismo era molto frequente, come lo zar Alessandro II ucciso nel 1881 e il re Umberto I, assassinato a Monza nel 1900.
L’erede al trono austriaco Francesco Ferdinando e la moglie Sofia furono vittime di un attentato a opera di un gruppetto di sette ultranazionalisti serbi, che facevano parte di un’organizzazione segreta, la Mano Nera, che si batteva per l’unificazione degli slavi in Serbia e a sud dell’Impero Austro-Ungarico. I reali erano davanti al Palazzo Ducale di Sarajevo, quando Gavrilo Princip, irredentista serbo di origine bosniaca, colpì con una pistola Browlin calibro 7,65 l’arciduca all’addome e la contessa al collo, dando così alla guerra il pretesto per scoppiare. Era il 28 giugno 1914.
L’imperatore Francesco Giuseppe, convinto che il governo serbo fosse il responsabile dell’attentato, lanciò un ultimatum qualificato alla Serbia. Questo conteneva una serie di richieste fra le quali quella dell’arresto di tutti gli ufficiali dell’esercito accusati di cospirazione e di stoppare la propaganda contro l’Austria.
Quando il testo dell’atto si diffuse in Europa, tutti pensarono “la guerra sta per cominciare”. Non si trattava di una guerra circoscritta, ma il gioco delle alleanze disegnò uno scenario catastrofico. La guerra che gli eserciti di mezza Europa preparavano da almeno trenta anni stava per concretizzarsi.
Alla scadenza dell’ultimatum, il 28 luglio 1914 il governo austriaco inviò a quello serbo la dichiarazione di guerra.
Appena scoppiata la guerra scattò il meccanismo delle alleanze:
Ultimatum: nel diritto internazionale, atto unilaterale col quale uno Stato intima ad un altro di fornire una determinata risposta, o di assumere una particolare decisione da tradurre immediatamente in pratica. Un ultimatum è qualificato quando indica che decisione prenderà lo Stato in caso di mancata risposta.
- L’Impero tedesco, rispettando l’alleanza, si schierò con l’Impero austro-ungarico.
- Le potenze dell’Intesa, per contrastare la superiorità schiacciante degli Imperi Centrali si allearono alla Serbia.
- L’Italia, che non era militarmente potente, si dichiarò neutrale, infatti per gli accordi della Triplice Alleanza, gli Stati membri erano tenuti a intervenire solo nel caso uno di questi fosse stato attaccato.
- Accanto agli Imperi Centrali si schierarono anche Bulgaria (5 ottobre 1915) e l’Impero Ottomano, ormai devastato dalle guerre balcaniche, che era però un punto strategico per attaccare la Russia da sud.
- Il Giappone, che voleva indebolire la Germania per appropriarsi dei territori tedeschi in Cina, si unì all’Intesa.
- Più avanti si aggiunsero all’Intesa anche Montenegro, Portogallo, Italia, Romania, Stati Uniti, Grecia, Siam e Brasile.
Il piano Schlieffen e la battaglia di Tannenberg
La Germania spostò tutto l’esercito al confine con il Belgio, senza destare sospetti, in quanto tutti i soldati si spostarono grazie ai normali treni di linea. Questa mobilitazione anticipava la prima grande offensiva della guerra: il “piano Schlieffen”. Era un piano strategico militare, ideato dal capo di stato maggiore tedesco Alfred Graf von Schlieffen nel 1905, che consisteva nell’invadere la Francia passando per il Belgio e il Lussemburgo e violandone la neutralità; gli armamenti francesi infatti erano concentrati lungo il confine tedesco e non in quello belga. Il piano fu attuato dal generale Helmut von Moltke, che arrivato alla Marna, a 10 km da Parigi, fu costretto alla ritirata.
I soldati tedeschi, stremati dalla lunga marcia si ritrovarono a combattere contro un abile battaglione francese con un consistente contingente inglese. Il Regno Unito infatti, il 5 agosto aveva dichiarato guerra alla Germania. Nel frattempo i Russi attaccarono la Germania da oriente. Con la battaglia di Tannenberg (26-30 agosto) l’esercito tedesco del generale Paul von Hindenburg riuscì ad arginare l’avanzata russa in Prussia.
Tannenberg: cittadina della Polonia.
Gli armamenti
L’artiglieria usava fucili dotati di baionetta, granate, mitraglie e gas tossici asfissianti come l’iprite. Si utilizzarono anche i primi prototipi di aerei, come i bombardieri e i caccia, affiancati dai dirigibili. Famosi i dirigibili Zeppelin tedeschi. Micidiali anche gli U-Boot, protagonisti della guerra sottomarina.
1915
Gli Imperi Centrali, che speravano in una guerra lampo di breve durata si trovarono a combattere una logorante guerra di posizione.
Il 4 febbraio 1915 in risposta al blocco navale inglese, la Germania innesca la guerra sottomarina; i suoi micidiali sommergibili cominciarono a far colare a picco le navi della marina inglese.
Gas asfissiante: con questo nome sono indicate numerose sostanze che furono usate a scopo bellico e che, se dal punto di vista chimico presentano le caratteristiche più disparate, hanno tutte in comune l’azione fisiologica nociva: alcune rendono irrespirabile l’aria in cui sono presenti, altre sono veri e propri veleni, alcune attaccano le mucose degli occhi, del naso o della gola, altre hanno azione caustica e vescicatoria anche sulla pelle. L’uso dei gas non sempre ottenne i risultati sperati; le nuvole tossiche, soggette ai continui mutamenti del vento potevano tornare indietro e colpire chi le aveva prodotte.
Iprite: prende il nome da Ypres, cittadina belga dove fu usato dai tedeschi la prima volta nel 1915. Agisce per inalazione, rendendo molto difficile la respirazione e per contatto, aprendo piaghe sulla pelle che provocano la morte.
Allo scoppio della guerra la popolazione, i politici e gli intellettuali italiani erano divisi in due scuole di pensiero:
- Gli interventisti: coloro che erano favorevoli all’entrata in guerra per concludere il processo risorgimentale (4° guerra di indipendenza). Tra questi il capo del governo Antonio Salandra, subentrato a Giolitti nel marzo del 1914, i nazionalisti (tra cui D’Annunzio), gli irredentisti (come Cesare Battisti), i liberali, i repubblicani, gli industriali e il direttore del quotidiano “Il Popolo d’Italia”: Benito Mussolini.
- I neutralisti: coloro che erano contrari all’entrata in guerra. Tra loro Giovanni Giolitti, la maggioranza dei deputati, i socialisti e i cattolici di Papa Benedetto XV.
L’Italia allo scoppio della guerra non vi partecipò perché sperava di ottenere i compensi territoriali in cambio della neutralità. Ma l’Austria non accolse questa richiesta. Salandra, allora, cominciò a patteggiare con le potenze dell’Intesa.
Il 26 aprile 1915 Salandra firmò il Patto di Londra con i rappresentanti di Gran Bretagna, Francia e Russia. Le clausole che sarebbero dovute restare segrete fino al 1917, prevedevano l’ingresso dell’Italia in guerra a fianco dell’Intesa entro trenta giorni e in cambio alcune concessioni territoriali, tra cui il Trentino Alto Adige, Istria, la Dalmazia e Trieste. Il 24 maggio 1915 l’Italia entrò in guerra a fianco dell’Intesa.
Irredentismo: movimento politico che si propone di riunire alla madrepatria le terre politicamente soggette ad uno Stato straniero, che per storia, lingua e cultura sono a esso legate.
1916
All’inizio del 1916 gli Imperi Centrali tentarono un nuovo attacco contro le potenze dell’Intesa.
Sul fronte Italiano, gli austriaci sferrarono una imponente offensiva in Trentino. Da marzo a novembre si combatterono le prime nove battaglie dell’Isonzo. L’esercito italiano, capeggiato dal generale Luigi Cadorna respinse l’avanzata austriaca ad Asiago e la costrinse alla ritirata fino a Gorizia. Intanto moriva Francesco Giuseppe a cui succedette Carlo I d’Asburgo.
Sul fronte occidentale i tedeschi tentarono nuovamente di entrare in Francia.
Il 7 giugno 1916, con la battaglia di Verdun morirono 700 000 soldati; lo scopo principale era infatti quello di dissanguare l’esercito francese. Questo attacco detiene il triste record del campo di battaglia con il maggior numero di morti per metro quadro. In risposta a Verdun gli alleati sferrarono un altro attacco ai tedeschi. Si combatterono le battaglie delle Somme. Con l’utilizzo di un primo prototipo di carro armato, il Tank, gli anglo-francesi riuscirono ad avanzare di parecchi chilometri.
Per la prima volta, come non era mai accaduto nella storia, la guerra era diventata totale, ovvero ne era coinvolta anche la popolazione.
Infatti, con l’utilizzo degli aerei da bombardamento venivano presi di mira dei bersagli strategici, come le fabbriche, le città più importanti, i ponti ecc..
Le condizioni della popolazione peggiorarono, le donne andarono a lavorare nelle industrie mentre gli uomini venivano mandati a morire al fronte.
Anche le condizioni degli uomini in trincea erano disastrose.
I soldati usavano elmetti poco resistenti, scarpe con suole di legno scomodissime e abbigliamento spesso insufficiente. Bevevano da delle borracce di legno (assolutamente antigieniche) e la quantità di acqua era intorno al mezzo litro al giorno. Mangiavano brodo freddo e ridotto a gelatina, carne e pane duri come pietre e raramente frutta, verdura o caffè. Prima dell’assalto venivano date delle razioni in più, contenute nelle gallette, dei contenitori di metallo dove c’erano gli ultimi 250 grammi di carne. Spesso i soldati morivano per malattie dovute a carenze alimentari, come la pellagra. Spesso dormivano sotto la pioggia o la neve, e si dovevano creare dei rifugi, delle buche nel terreno.
Molti giovani per non partecipare alla guerra fuggivano all’estero, spesso oltre oceano, si fingevano pazzi, malati o si autoinfliggevano ferite, sparandosi ad una mano o a un piede. Alcuni si consegnavano perfino al nemico, sperando in condizioni di vita migliori rispetto a quelle della trincea.
1917
Pellagra: malattia dovuta a carenza di una vitamina che si trova in prodotti come latte, verdure e cereali. I sintomi sono le quattro D: demenza, dermatite, diarrea e morte (in inglese delth). È quasi estinta.
La sorte degli Imperi Centrali sembrava segnata, quando un evento cambiò le carte in tavola: la Rivoluzione Russa. Il 12 marzo 1917 la folla, con l’appoggio dell’esercito, costrinse lo zar Nicola II ad abdicare, con la rivoluzione di febbraio (secondo il calendario giuliano). I soviet si impadronirono del potere. Subito vennero eletti i menscevichi, socialisti moderati, che però decisero di continuare la guerra. Un errore fatale, visto il malcontento generale dovuto alle numerose sconfitte subite. La notte tra il 6 e il 7 novembre (24-25 ottobre per il calendario giuliano) militari e operai entrarono nel palazzo d’Inverno, la sede del governo.
La rivoluzione d’ottobre portò un governo guidato dai bolscevichi di Lenin e Trotzky. Nacque il comunismo. L’uscita di scena della Russia dalla guerra fu annunciata appena i bolscevichi salirono al potere, ma venne ufficializzata solo nel marzo del 1918 con il Trattato di Brest-Litovsk, con il quale la neocostituita Repubblica Sovietica firmò la resa.
Con il ritiro della Russia, l’Austria spostò parecchi contingenti verso il fronte italiano.
Nell’ottobre del 1917 il fronte italiano dovette subire una violenta offensiva da parte degli austriaci: la disfatta di Caporetto.
Il 24 ottobre l’esercito austro-tedesco, costituito da 35 divisioni contro le 41 di quello italiano, effettuò un attacco a tenaglia sulla città di Caporetto, facendosi strada con gas tossici e artiglieria.
Il 26 ottobre, Cadorna diede l’ordine di ritirata. Le truppe austriache avanzarono fino al Piave. Furono coinvolti più di 1 milione e mezzo di italiani. 10 000 morti, 30 000 feriti e 300 000 prigionieri.
L’entusiasmo nazionalistico calò precipitosamente.
Soviet: consiglio di delegati eletti dai lavoratori russi.
Il fatto che cambiò definitivamente le sorti del conflitto fu l’entrata in guerra degli Stati Uniti d’America. Nel febbraio del 1917 la Germania aveva dichiarato la guerra sottomarina illimitata, con l’intento di colpire qualsiasi nave in modo indiscriminato. Gli Stati Uniti di Woodrow Wilson, che si sentirono direttamente minacciati, il 6 aprile 1917 dichiararono guerra al kaiser e ai suoi alleati.
1918
La Germania poteva ora impegnarsi sul fronte francese. La Francia preparò 180 divisioni e la Germania, comandata dai generali Hindenburg e Ludendorff ne schierò 198. Dal 21 marzo, con l’offensiva di Piccardia al 27 maggio, con l’attacco di Chamin des Dames i tedeschi avanzarono di 80 km, fino a trovarsi in prossimità di Parigi.
A metà luglio i tedeschi ripresero la loro offensiva in Francia. Ma questa volta le truppe anglo-francesi, a cui si erano aggiunti gli americani, non si fecero cogliere impreparate. Le truppe del generale Foch sferrarono un contrattacco micidiale.
Dopo la disfatta di Caporetto, a Cadorna subentrò il generale Armando Diaz. Questi adottava una strategia più rispettosa dei soldati e delle loro vite.
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Collegamenti interdisciplinari
- Storia - La prima guerra mondiale
- Letteratura - Giuseppe Ungaretti
- Musica - Il Jazz
- Arte - Le avanguardie artistiche
- Geografia - Gli Stati Uniti
- Inglese - Stars and Stripes
- Scienze - Il DNA
- Scienze motorie sportive - I velocisti americani del XX secolo
- Tecnica - Le strutture resistenti