Estratto del documento

Mara Conticelli

Indice

“La solitudine dei numeri primi”

  • Paolo Giordano

I numeri primi e i numeri gemelli

  • “Waiting for Godot”
  • Samuel Beckett

Luigi Pirandello

  • Gli anni della formazione
  • Gli anni della coscienza della crisi
  • Gli anni della narrativa umoristica
  • Gli anni del teatro umoristico e il successo internazionale
  • Stagione surrealista
  • La visione del mondo di Pirandello
  • L’umorismo
  • “Il fu Mattia Pascal”
  • “Uno, Nessuno, Centomila”
  • “Il fu Mattia Pascal” “Uno, Nessuno, Centomila”

&

Søren Kierkegaard

  • Angoscia
  • Dolore esistenziale
  • Disperazione

Martin Heidegger

  • Angoscia:
  • Vivere per la morte
  • Essere per la morte

Jean-Paul Sartre

  • Angoisse de mourir:
  • “L’être et le néant”
  • “Le Mur”
  • “La nausée”

Bibliografia

“La solitudine dei numeri primi” Paolo Giordano è nato a Torino nel 1982 ed è laureato di Paolo Giordano in fisica teorica.

La solitudine dei numeri primi è il primo romanzo di Paolo Giordano ed è pubblicato nel 2008. Attraverso la narrazione delle vite di Alice e Mattia, i due protagonisti, Giordano propone un romanzo di formazione.

Con la “Solitudine dei numeri primi”, suo romanzo d’esordio, tradotto in più di quaranta lingue, ha vinto il premio Strega 2008 e il premio Campiello Opera Prima.

La vicenda narra la storia di due persone, entrambe torinesi, Alice Della Rocca e Mattia Balossino, le cui vite vengono gravemente segnate da vicende accadute nella loro infanzia.

Alice viene presentata come una bambina di sette anni che, pur odiando la scuola di sci e non mostrando alcuna attitudine particolare per questo sport, viene costretta a frequentarne un corso dal padre, che nutre grandi aspettative nei suoi confronti.

Una mattina, Alice si separa dal resto del gruppo e, nel tentativo di tornare a valle, finisce in un dirupo rimanendo gravemente ferita. La ragazza rimarrà zoppa per il resto della vita.

Il romanzo è stato uno dei più eclatanti casi letterari degli ultimi anni: cresciuto grazie all’entusiastico passaparola dei lettori, il libro ha incontrato il plauso della critica ed è arrivato a conquistare molti premi.

Mattia è un bambino dotato ed intelligentissimo, al contrario della gemella Michela che invece è affetta da una grave forma di autismo.

Isolato dal resto dei coetanei per via della sua “scomoda” sorella, Mattia vive la propria infanzia in solitudine.

Poi, un giorno, per poter partecipare alla festa di compleanno di un compagno di classe, lascia la sorella in un parco, pensando di andarla a riprendere più tardi.

Ma al suo ritorno Michela è scomparsa, probabilmente annegata in un fiume vicino. Questi avvenimenti segnano profondamente la vita dei due ragazzi.

Il racconto si sposta nel periodo della loro adolescenza: Alice soffre di anoressia ed è snobbata dai ragazzi per la zoppia.

Con una vita sociale pressoché nulla, Alice attira l’attenzione di Viola Bai, compagna di classe molto popolare, che decide di ammetterla nel proprio giro di amicizie.

Grazie all’incoraggiamento di Viola, Alice conosce Mattia.

Quest’ultimo è un ragazzo problematico: non ha alcun interesse nelle interazioni sociali e ha una malsana attitudine all’autolesionismo.

Alice e Mattia stringono un’amicizia particolare: ognuno svolge la propria esistenza autonomamente, ma ogni volta tornano a cercarsi.

Continuano a frequentarsi anche dopo il liceo, quando Mattia si iscrive a matematica e Alice sviluppa la propria passione per la fotografia.

Nel frattempo, Fernanda, la madre di Alice, si ammala di un tumore e viene fatta ricoverare in ospedale.

Lì, Alice conoscerà Fabio Rovelli, un giovane medico.

Mattia intanto consegue la laurea e riceve un’offerta per un prestigioso posto di lavoro presso un’università nell’Europa del nord, che non sa se accettare.

In questo periodo della sua vita, Mattia racconta per la prima volta ad Alice la storia di Michela, e per la prima volta i due ragazzi si scambieranno un bacio.

Ciò nonostante, un litigio fra Alice e Mattia convince il ragazzo a partire.

Alla fine Alice sposa Fabio, mentre Mattia vive in solitudine all’estero.

Il matrimonio tra Fabio ed Alice declina lentamente: Fabio infatti vuole un figlio da Alice ma lei, a causa dell’anoressia, non può restare incinta.

La coppia si separa e Alice cade in depressione.

Nel frattempo Mattia esercita con successo la professione di insegnante presso l’università straniera, dove conosce un collega, Alberto, anch’egli italiano.

I due fanno un’importante scoperta che riguarda l’algebra e vanno a festeggiare a casa di Alberto.

In quell’occasione Mattia conosce una donna, Nadia, amica del collega, con la quale passerà una notte di sesso.

Alice decide di tornare in ospedale a chiarire il rapporto con Fabio: lì, invece di incontrare il marito, si imbatte in una ragazza che somiglia molto a Mattia, e che ad Alice fa tornare in mente Michela, la gemella scomparsa.

Nonostante non sia sicura di quanto ha visto, Alice decide di chiamare Mattia senza però specificarne il motivo.

Mattia, pur non sapendo di cosa si tratti, accetta l’invito di Alice e torna in Italia.

Alice non trova il coraggio di raccontare a Mattia ciò che credeva di aver visto, ma i due amici passano un pomeriggio insieme durante il quale la ragazza lo bacia, scoprendo così di essere ancora innamorata di lui.

Nonostante ciò non riescono a superare il muro di solitudine che li separa, e Mattia ripartirà senza che il loro rapporto abbia avuto alcuno sviluppo.

“La solitudine dei numeri primi”

Paolo Giordano

“Era stanca, di quella stanchezza che sa dare solo il vuoto. Si sentiva come se non avesse un passato, come se si fosse trovata in quel luogo senza sapere da dove veniva. Era stanca, di quella stanchezza che sa dare solo il vuoto.”

“Mattia era lontano. Fabio era lontano. La corrente del fiume produceva un fruscio debole e sonnolento.

Si ricordò di quando era distesa nel canalone, sepolta dalla neve. Pensò a quel silenzio perfetto. Anche adesso, come allora, nessuno sapeva dove lei si trovasse. Anche questa volta non sarebbe arrivato nessuno.

Ma lei non stava più aspettando. Sorrise verso il cielo terso. Con un po’ di fatica, sapeva alzarsi da sola”.

“La Solitudine Dei Numeri Primi”

Paolo Giordano

I numeri primi e i numeri primi gemelli

“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Sono numeri sospettosi e solitari.

Certe volte Mattia pensava che fossero rimasti intrappolati nell’infinita serie di numeri; altre invece sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci.

Tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero.”

Cit. Mattia Balossino

“La solitudine dei numeri primi”

Paolo Giordano

In matematica, un numero primo è un numero naturale maggiore o uguale a 1, che sia divisibile solamente per 1 e per sé stesso.

Al contrario, un numero maggiore di 1 che abbia più di due divisori è detto composto.

Ad esempio, 2, 3 e 5 sono primi, mentre 4 e 6 non lo sono perché sono divisibili rispettivamente per 2 e per 2 e 3.

L’unico numero pari primo è 2, in quanto tutti gli altri numeri pari sono divisibili per 2.

Figura 1

“I numeri primi e i numeri primi gemelli”

Si definiscono numeri primi gemelli due numeri primi che differiscono tra loro di due.

Fatta eccezione per la coppia (2, 3), questa è la più piccola differenza possibile fra due primi.

Alcuni esempi di coppie di primi gemelli sono 5 e 7, 11 e 13, e 821 e 823.

“Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano.

Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che il vero destino sia quello di rimanere soli”.

Cit. Mattia Balossino

“La Solitudine dei Numeri Primi”

Paolo Giordano

Nella successione dei numeri primi ve ne sono infiniti, che non hanno però una progressione definita, ma si susseguono seguendo una “struttura a caos totale”.

Ad esempio nella distribuzione che si basa sull’ultima cifra:

1 3 7 9

Ultima

Cifra 11 3 7 19

31 13 17 29

41 23 37 59

43 47

61

71 53 67

73

*(Andando avanti i numeri si distribuiscono per il 25% su tutte le colonne) Ossia è una distribuzione regolare.

“Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l’uno all’altro.

Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finché non li si scopre.

Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto.”

Cit. Mattia Balossino

Il teorema dei numeri primi di Euclide

Il fatto che i numeri primi sono infiniti è stato dimostrato per la prima volta da Euclide nei suoi “Elementi” (libro IX, proposizione 20).

Chiaramente, Euclide non poteva dimostrare che esistono infiniti numeri primi elencandoli tutti.

Quel che egli fece fu di dimostrare che non esiste un numero primo più grande di tutti gli altri.

Supponiamo che esiste un numero primo maggiore di tutti gli altri, (P).

“Ora”, dice Euclide, ”moltiplichiamo tutti i numeri primi, da 2 a P compresi”.

Indichiamo con N il risultato di questo calcolo:

N = 2 x 3 x 5 x 7 x 11 x … x P

Consideriamo ora il numero N + 1.

Ovviamente è più grande di P.

Euclide affermò che questo numero N + 1 è un numero primo.

Se aveva ragione, questo dimostra che non esiste un numero primo maggiore di tutti gli altri.

Euclide cominciò il suo ragionamento chiedendosi che cosa accadrebbe se N + 1 non fosse un numero primo.

In quel caso, grazie al teorema fondamentale dell’aritmetica, N + 1 dovrebbe essere un prodotto di numeri primi.

In particolare, N + 1 potrebbe essere diviso per un numero primo più piccolo, che chiameremo M.

Ma M è un divisore di N, poiché N è il prodotto di tutti i numeri primi.

Pertanto, quando si cerca di dividere N + 1 per M ci si ritrova con il resto di 1.

Ancora una volta, ecco una situazione incoerente: N + 1 è divisibile per M e d’altra parte la divisione dà un resto di 1.

Ancora una volta, questo significa che la nostra premessa iniziale – in questo caso la supposizione che N + 1 non fosse un numero primo – deve essere falsa.

Pertanto, basandosi sull’assunto che P sia il numero primo maggiore di tutti, N + 1 è effettivamente un numero primo.”

Il numero primo più grande è 243112609 -1.

“La Solitudine dei Numeri Primi”

Paolo Giordano

È un numero di 13.000000 cifre.

“Waiting for Godot”

VLADIMIR: Try and put it on again.

ESTRAGON: I'll air it for a bit.

VLADIMIR: There's man all over for you, blaming on his boots the faults of his feet.

This is getting alarming.

ESTRAGON: Charming spot. Inspiring prospects. Let's go.

VLADIMIR: We can't.

ESTRAGON: Why not?

VLADIMIR: We're waiting for Godot.

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Sintesi

Letteratura

: "La solitudine dei numeri primi" Paolo Giordano (2008)

Matematica

: I numeri primi e i numeri primi gemelli; il teorema dei numeri primi di Euclide

Inglese

: Beckett, "Waiting for Godot"

Italiano

: L'incomunicabilità in Pirandello

Filosofia

: Kierkegaard e Heidegger

Francese

: Sartre

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