Esami di Stato 200_/0_
Organizzazione dell’azienda
Tema: tesina realizzata da:
SS 1
Percorso: tesina di maturità
Economia aziendale, geografia e storia
Organizzazione Industria moderna, processo di
e i vari modelli processi agglomerativi e industrializzazione,
organizzativi diffusione industriale taylorismo e Fordismo
Scienze e italiano
Organizzazione Pirandello e il rapporto
delle delle aziende con le macchine
Finanze
La spesa pubblica
Diritto e francese
Diritti e doveri dei cittadini: Organisation et problèmes du
I rapporti economici della travail
Costituzione 2
L’organizzazione dell’azienda
L’impresa è inserita in un contesto concorrenziale dove è costretta a creare un valore economico e a soddisfare i stakeholders, che devono cercare di prevenire tutti i problemi derivanti dalla concorrenza e ottenere un vantaggio competitivo.
Nel mercato ha una missione che è l’immagine che l’impresa vuole dare di sé.
L’impresa, facendo delle scelte imprenditoriali, ossia delle scelte riguardo:
- Al sistema degli interlocutori: i soggetti esterni e interni.
- Al sistema delle proposte progettuali: facendo un progetto e sottoporlo agli interlocutori che danno il loro contributo per il raggiungimento degli obbiettivi.
- Al sistema competitivo: analizzare il mercato per capire la sua posizione.
- Al sistema di prodotto/servizio: il bene deve essere non solo qualitativamente buono, ma deve avere un servizio altrettanto buono.
- Alla struttura aziendale: sotto l’aspetto tecnico attraverso i modelli organizzativi e sotto l’aspetto gestionale attraverso i rapporti commerciali.
Sotto l’aspetto tecnico distinguiamo l’organizzazione e i modelli organizzativi.
Tecnica
L’organizzazione può essere. Si occupa della gestione delle risorse materiali dell’impresa.
Umana
Riguarda tutte le relazioni che intercorrono tra le persone che lavorano nell’azienda.
Per analizzare la propria struttura organizzativa bisogna fare riferimento ai diversi modelli organizzativi frutto dell’orientamento strategico:
Struttura elementare
È il modello adottato dalle piccole imprese che operano in un solo mercato, le funzioni sono concentrate nelle mani dell’imprenditore il quale condiziona gli operai dalla sua personalità di tipo gerarchico e per questo è una struttura molto rigida.
Costituisce, però, la massima efficacia e rapidità delle scelte, e la massima efficienza in quanto i costi di gestione sono ridotti al minimo.
Con il passare del tempo, le imprese sono arrivate a dei modelli organizzativi più efficienti con l’intento di minimizzare i costi e fornire prodotti diversi perciò abbiamo: 3
Struttura per funzioni
È il modello adottato dalle imprese che effettuano prodotti standardizzati e specializzati, si basa sulla suddivisione del lavoro in base a funzioni in modo da suddividere i processi produttivi, funzioni acquisti, vendite, produzione.
Gli organi direttivi hanno un potere forte organizzativo e decisionale.
Ottiene una specializzazione del personale, che acquista competenza e professionalità.
Un elemento di svantaggio è quello della lentezza di risposta ai cambiamenti ambientali che richiede un coordinamento tra le varie unità organizzative, e quello di una lenta innovazione.
Struttura per divisioni
È il modello adottato dalle grandi imprese che operano in una pluralità di mercati. Si basa sulla divisione della struttura in base alle linee di prodotti (manutenzione, pianificazione degli investimenti). All’interno di ogni divisione vi è un modello funzionale.
Le decisioni direzionali spettano agli organi direttivi delle singole divisioni, il coordinamento è svolto dalla direzione generale e organi di staff.
Ha il pregio del decentramento e specializzazione.
Struttura a matrice
È il modello adottato dalle imprese di grandissime dimensioni (costruzioni navali). Ha caratteri sia della struttura per funzioni e sia di quella per divisioni. Dà una maggiore efficienza e specializzazione, una grande capacità di sviluppo della professionalità dell’azienda e una grande flessibilità.
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L’obbiettivo, infatti, delle imprese industriali già dal 1990 è quello di ridefinire la propria struttura accentuandone la flessibilità effettuando un decentramento produttivo ricorrendo all’outsourcing e subfornitura.
Molte imprese hanno deciso di esternalizzare alcune fasi del processo produttivo ricorrendo alla subfornitura che può essere di:
Capacità: quando l’impresa, di fronte a una forte richiesta di un prodotto, non riesce a soddisfarlo perché non ha la struttura adatta.
Specialità: quando l’impresa si trova di fronte a una forte richiesta di un prodotto specializzato, non riesce a soddisfarlo perché non ha la macchina adatta per produrlo.
Il modello più recente è quello orientato alla creazione del valore, operando in campo interno con la riduzione dei costi e in campo esterno le imprese devono essere in grado di rispondere con esattezza e puntualità alle richieste dei clienti e i beni devono essere prodotti non solo con efficienza ma anche con efficacia, questo per non perdere di vista il problema dell’economicità.
Per combinare tutte queste esigenze, le imprese industriali hanno attuato processi di:
Reengineering: strategia, competenza, struttura orientata alla creazione del valore, organizzazione e specializzazione sono tutti fattori che rendono flessibile l’azienda, l’articolazione avviene per processi che sono svolti da gruppi di lavoro con elevata professionalità. Alla direzione spetta il compito di coordinare questi gruppi.
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Empowerment: processo di riorganizzazione che agevola la responsabilizzazione del personale e crea un meccanismo in grado di rispondere alle esigenze di cambiamento imposte sul mercato.
Questo progetto si basa sull’incentivazione delle prestazioni e premiazioni di merito, instaurando un clima di reciproca collaborazione.
Lean organization: elimina i livelli gerarchici dando una maggiore responsabilità e un’autonomia decisionale.
Il lavoro viene svolto da gruppi di lavoratori specializzati per processi produttivi e questo serve a potenziare il lavoro di gruppo.
Lo scopo era quello di rendere le strutture organizzative più snelle e più flessibili e di potenziare il lavoro di gruppo che si dividono in unità tecnologiche elementari e circoli di qualità.
Tutti questi tipi di organizzazioni hanno permesso la nascita dell’industria moderna.
Processi agglomerativi e industrializzazione
A partire dall’inizio del XX secolo, i primi addensamenti industriali consistevano soprattutto in manifatture tessili concentrate a Leeds, Halifax, Yorkshire, e impianti per la lavorazione dei metalli che si localizzarono attorno ai centri di Birmingham e Sheffield.
La localizzazione di questi primi distretti industriali era decisamente orientata verso i giacimenti minerari e le fonti di energia.
Per tutto l’800 e il 900, la presenza di giacimenti di materie prime e soprattutto energetiche contribuì a determinare la localizzazione industriale. In Italia, le prime lavorazioni tessili si localizzarono nelle basse valli alpine del Piemonte e della Lombardia, attratte dall’abbondanza di energia idrica; data l’impossibilità di trasferire a lunga distanza l’energia, e data l’inadeguatezza della rete dei trasporti, la formazione dei primi distretti industriali non fu tributaria di complessi fasci di relazioni funzionali, ma di un rapporto diretto con le risorse naturali locali.
Le prime manifatture privilegiarono il rapporto ecologico con il territorio, simile a quello che si instaura con l’agricoltura. A quei tempi, il problema principale era quello di ridurre il costo di trasporto; quei distretti industriali attirarono consistenti flussi migratori provenienti dalle campagne, favorendo la concentrazione di popolazione, scarsamente qualificata, in nuove città industriali. In altre città dove era presente una tradizione artigiana, si svilupparono nuove industrie leggere.
La parte più consistente dei costi di produzione era data dall’impiego di un’abbondante manodopera, relativamente qualificata.
La presenza delle materie prime ed energetiche, di bacini di forza lavoro e di mercati sui quali commercializzare i prodotti costituiva la condizione generale di localizzazione delle imprese, favorendo l’affermazione delle prime potenze industriali: Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti. La formazione di quei fenomeni d’industrializzazione si deve alla presenza di fattori di localizzazione, dove ogni impresa ha un suo comportamento che massimizzi i vantaggi e minimizzi i costi di funzionamento.
Il processo di localizzazione industriale opera con un certo grado d’inerzia, nel senso che le aree industriali continuano ad attrarre successivi investimenti. Ciò avviene perché in tali aree si addensa una serie di infrastrutture che nel loro insieme rappresentano un vantaggio per le altre imprese che si localizzano successivamente.
Si vengono a creare, così, delle relazioni che l’impresa deve tessere con l’ambiente esterno.
L’intensificazione di queste relazioni si può realizzare sia all’interno sia all’esterno dell’impresa.
All’interno dell’impresa, la riduzione dei costi di produzione è avvenuta aumentando la dimensione degli impianti, come conseguenza della standardizzazione dei processi produttivi e della produzione di massa. La produzione di uno o pochi prodotti da parte di un’impresa industriale consente un notevole risparmio, sia perché l’investimento viene indirizzato verso attrezzature e macchinari specializzati, sia perché all’interno delle imprese si realizza la divisione del lavoro fra i diversi reparti e fra gruppi di lavoratori, a ciascuno dei quali viene assegnata l’esecuzione di specifiche mansioni.
La divisione del lavoro all’interno dell’impresa ha consentito di accrescere la produttività del lavoro utilizzando molta manodopera scarsamente qualificata a cui veniva assegnata l’esecuzione di operazioni semplici e ripetitive.
I vantaggi che ne derivano all’impresa si definiscono economie interne di scala.
Comportando la concentrazione del processo produttivo all’interno di un unico impianto, favorendo l’afflusso di capitali e di popolazione nelle aree industrializzate e la formazione di un ampio mercato del lavoro.
L’intensificarsi delle relazioni tra più imprese localizzative in una stessa area produce delle economie di agglomerazione, favorendo la concentrazione di nuove industrie e consente la formazione di strette relazioni funzionali fra esse e con l’ambiente sociale e culturale.
Agglomerandosi, possono risparmiare in termini di costo e possono costituire le economie esterne di scala.
Economie esterne di scala
I principali vantaggi possono essere:
- L’instaurazione di relazioni di scambio fra più imprese che intervengono in uno stesso ciclo produttivo. Ciò consente di realizzare una divisione del lavoro fra le diverse unità produttive, perciò si creano rapporti di fornitura di semilavorati e parti di prodotto. Per ciò diventa conveniente affidarne la produzione ad altre imprese con la stessa specializzazione, per ridurre il costo del lavoro.
- La possibilità di utilizzare un unico sistema infrastrutturale (reti stradali, ferrovie).
- Una dotazione di infrastrutture e servizi collettivi di livello superiore (rete idrica, elettrica).
- La presenza di servizi per la produzione, servizi innovativi come gli organismi di ricerca e sviluppo, servizi finanziari, commerciali che l’impresa può utilizzare aumentando la propria efficienza e riducendo i costi.
- La presenza di un’“atmosfera” industriale, dove la rivalità stimola il processo innovativo.
- La reputazione stimola fra i consumatori la domanda per quel particolare tipo di beni.
Introduzione Organizzazione delle aziende tesina
La seguente tesina di maturità descrive l'azienda e la sua organizzazione. L’impresa è inserita in un contesto concorrenziale dove è costretta a creare un valore economico e a soddisfare gli stakeholders, che devono cercare di prevenire tutti i problemi derivanti dalla concorrenza e ottenere un vantaggio competitivo. La tesina permette anche vari collegamenti con altre materie scolastiche.
Collegamenti
Organizzazione delle aziende tesina
- Economia aziendale - L'organizzazione e i vari modelli organizzativi.
- Geografia - L'industria moderna, processi agglomerativi e diffusione industriale.
- Storia - Il processo di industrializzazione, taylorismo e fordismo.
- Italiano - Pirandello e il rapporto con le macchine.
- Diritto - I diritti e doveri dei cittadini: i rapporti economici della costituzione.
- Scienze delle finanze - La spesa pubblica.
- Francese - Organisation et problemes du travail.