Scienze
"Elettricità ed
Elettro Tecnologia
Arte magneti "Energi
" Pittura smo" e: fonti
Astratta rinnova
" bili" Geograf
Musica a "Nord
"Luciano '90 Africa"
Berio" 0
Italiano Ed. fisica
"Primo "
Atletica
Levi" "
Leggera
Inglese
"The Francese
USA in "La
Geograp
The Storia hie de la
Second "II guerra
World mondiale
War"
"
Elettricità
C’è una forza che agisce attirando i corpi leggeri verso la
plastica, l’ambra o il vetro; questa forza è chiamata forza elettrica (questo termine deriva proprio dal nome greco
dell’ambra, élektron) la proprietà si chiama elettricità.
Un corpo che esercita la forza elettrica, cioè un corpo
elettrizzato, crea intorno a sé un campo elettrico, cioè un
campo di forza invisibile che agisce su tutti i corpi che si
trovano al suo interno. Gli atomi della materia sono
costituiti da un nucleo che contiene protoni con carica
elettrica positiva, attorno al nucleo ruotano gli elettroni con
carica elettrica negativa, ogni atomo ha lo stesso numero di
elettroni e di protoni perciò è elettricamente neutro; quindi
se noi strofiniamo una manica di lana con un bicchiere di
vetro il vetro si carica positivamente e cede elettroni alla
lana, però anche questo corpo attira i pezzetti di carta. Due
corpi con carica elettrica di segno uguale, negativo o
positivo, si respingono. Due corpi con carica elettrica di
segno opposto, negativo e positivo, si attraggono. Per
capire se un corpo è elettrizzato possiamo usare
l’elettroscopio, l’unità di misura della carica elettrica è il
coulomb (C). Abbiamo diversi modi di elettrizzazione:
quando per esempio passiamo il pettine tra i capelli essi si
elettrizzano e tendono a stare “in piedi” perché, caricati
dallo stesso segno si allontanano questo è un
elettrizzazione per strofinio, un semplice contatto comporta
un trasferimento d elettroni da un corpo all’altro si parlerà
allora di elettrizzazione per contatto, ma due corpi possono
elettrizzarsi anche senza entrare in contatto per induzione
elettrica come per i pezzetti di carta che per essere attratti
dalla penna di plastica devono caricarsi positivamente.
Non tutti i materiali permettono agli elettroni di spostarsi
con la stessa facilità, i metalli, il nostro corpo e la Terra
sono buoni conduttori di elettricità: in essi le cariche in
eccesso si muovono con facilità ciò è dovuto al fatto che gli
elettroni più esterni dei loro atomi hanno legami deboli con
il nucleo e sono quindi liberi di muoversi; mentre i materiali
come la plastica, il vetro, la gomma, la ceramica sono
materiali isolanti: in essi le cariche elettriche si muovono
con difficoltà perché gli elettroni dei loro atomi hanno forti
legami con il nucleo.
Nei corpi elettrizzati le cariche elettriche acquistate stanno
ferme, si definiscono infatti elettrostatici. Però in alcuni
casi come nei conduttori essi sono in grado di muoversi
come avviene quando noi usiamo la corrente elettrica.
Si può paragonare il flusso degli elettroni ad un flusso
d’acqua; se una massa d’acqua ha accumulato una certa
energia potenziale gravitazionale, appena libera di
muoversi fluirà verso il basso, esaurendo l’energia
potenziale che diventa energia cinetica.
Se l’acqua è posta in due recipienti comunicanti in uno dei
quali raggiunge un livello superiore, scorrerà verso il
recipiente in cui si trova a un livello inferiore. Un corpo
elettrizzato contiene un eccesso di cariche elettriche dello
stesso segno che hanno un’energia potenziale elettrica
detta potenziale elettrico, la quale trasformata in energia
cinetica mette in moto gli elettroni. Il potenziale elettrico
è tanto maggiore quanto più numerose sono le cariche
accumulate.
Quando i due estremi del conduttore hanno un diverso
potenziale elettrico, cioè quando tra essi c’è una differenza
di potenziale, chiamata tensione elettrica, gli elettroni si
spostano lungo il conduttore per annullare questa
differenza. L’unità di misura della tensione elettrica è il volt
(V), dal nome fisico italiano Alessandro Volta. La quantità di
corrente elettrica che scorre in un conduttore non è sempre
la stessa: può essere costituita da un numero maggiore o
minore di elettroni. Questa grandezza è chiamata intensità
di corrente e si misura in ampère (A), dal nome fisico
francese André-Marie Ampère. La tensione elettrica
produce un flusso di elettroni, cioè corrente elettrica. Una
volta che gli elettroni hanno raggiunto l’estremo conduttore
che aveva potenziale elettrico più basso, la tensione
elettrica si annulla e il flusso di cariche elettriche si
interrompe. Per continuare a disporre di corrente elettrica
è necessario un dispositivo che conservi la tensione
elettrica tra i due estremi del conduttore. Un dispositivo di
questo tipo si chiama generatore di tensione.
Il più semplice generatore di tensione conosciuto è la pila,
inventata nel 1799 da Alessandro Volta.
Grazie a questa invenzione fu inaugurata la produzione di
elettricità. La pila di Volta era costituita da una “pila”
appunto di dischi di metallo, zinco e rame alternati, fra i
quali erano inseriti dischi di panno imbevuto di una
soluzione di acido solforico.
Schema della pila di Volta:
- Un elemento della pila;
- Strato di rame;
- Contatto negativo;
- Contatto positivo;
- Feltro o cartone imbevuto in soluzione acquosa;
- Strato di zinco.
I due metalli tendono a caricarsi uno negativamente e l’altro
positivamente a causa di reazioni chimiche dovute al
contatto con la soluzione acida; tra ogni coppia di dischi si
forma così una differenza di potenziale che va a sommarsi
alla differenza di potenziale di tutte le altre coppie di
dischi. Collegando le estremità della pila, dette elettrodi, si
ottiene un passaggio continuo di corrente.
Se si dispone di un generatore di tensione si può creare un
circuito elettrico che alimenta, per esempio, una lampadina.
Un circuito elettrico è un percorso chiuso nel quale una
differenza di potenziale fa circolare corrente elettrica.
Un circuito semplice può essere costituito da un filo
elettrico, il conduttore, collegato ai due elettrodi del
generatore di tensione, una pila; nel circuito è inserito un
utilizzatore, la lampadina, che può essere integrato da un
interruttore. Esso può essere collegato in serie o in
parallelo; quando è collegato in serie gli elementi sono
attraversati dalla stessa intensità di corrente, se a essere
collegati in serie sono dei generatori la tensione aumenta,
se si tratta degli interruttori basta che uno solo apra il
circuito per interrompere il flusso della corrente mentre se
si tratta degli utilizzatori se uno di essi si guasta il flusso di
corrente si interrompe. Nel collegamento in parallelo gli
elementi del circuito sono collegati a una coppia di
conduttori e ricevono la stessa tensione indipendentemente.
Anche se uno degli utilizzatori si guasta, il flusso di corrente
verso gli altri non si interrompe. Tutti i materiali, anche i
conduttori, oppongono una certa resistenza al passaggio
della corrente elettrica al proprio interno. Questo accade a
causa dell’attrito tra gli elettroni in movimento e gli atomi di
cui sono costituiti i conduttori.
La resistenza produce calore: gli elettroni in movimento
urtano contro gli atomi del conduttore e li mettono in
vibrazione; l’energia cinetica della vibrazione diventa
energia termica e il conduttore si riscalda. Questo
fenomeno che si chiama effetto termico o effetto Joule, è
alla base del funzionamento della lampadina. Grazie al
calore che si sviluppa al passaggio della corrente elettrica,
il filamento contenuto nella lampadina diventa
incandescente e si illumina.
La relazione tra intensità di corrente, tensione elettrica e
resistenza del conduttore è descritta nella prima legge di
Ohm, che prende il nome dal fisico inglese Georg Simon
Ohm. Questa legge afferma che l’intensità della corrente
elettrica (I) è direttamente proporzionale alla tensione
elettrica (V) e inversamente proporzionale alla resistenza
del conduttore (R), I = V/R. La resistenza di un conduttore
però aumenta all’aumentare della sua lunghezza e
diminuisce all’aumentare della sua sezione. Questa
relazione è descritta nella seconda legge di Ohm, che
afferma che la resistenza R di un conduttore dipende dalla
natura del materiale di cui esso è costituito, ed è
direttamente proporzionale alla sua lunghezza (L) e
inversamente proporzionale all’arco della sua sezione (s), R
= p I/s. La lettera greca p (ro) indica un valore
costante, tipico di ogni materiale.
Anche i liquidi possono essere isolanti o conduttori, per
esempio l’acqua distillata è un isolante mentre l’acqua del
rubinetto a causa dei sali minerali è un conduttore.
Immergendo due elettrodi, uno positivo uno negativo, in
una soluzione acquosa di cloruro di sodio questo composto
si dissocia in atomi di sodio con carica elettrica positiva e
atomi di cloro con carica elettrica negativa. Sono gli stessi
atomi a chiudere il circuito trasportando la corrente
elettrica nella soluzione. Gli atomi di sodio o ioni sodio,
essendo positivi, sono attratti dall’elettrodo negativo, che
cede loro elettroni. Gli ioni cloro negativi sono attratti
dall’elettrodo positivo a cui cedono gli elettroni in eccesso.
Sull’elettrodo negativo si forma una patina di sodio;
all’elettrodo positivo si liberano bollicine perché il cloro è un
gas. Questo fenomeno è chiamato elettrolisi che significa “
scioglimento per elettricità”.
Veicoli elettrici e inquinamento
Il traffico automobilistico è una fonte di inquinamento
ambientale. Per funzionare gli automezzi bruciano
carburante derivato dal petrolio che, nella combustione,
libera nell’atmosfera anidride carbonica e altre sostanze
inquinanti che hanno un impatto negativo anche sulla salute
dell’uomo. Un’alternativa ai veicoli dotati di motori a
combustibile potrebbe essere rappresentata da quelli
elettrici. Per muoversi i veicoli elettrici utilizzano l’energia
elettrica, esso è silenzioso e non produce emissioni
gassose. C’è il problema che anche che siano meno costose
e abbiano raggiunto una velocità pari a quella dei veicoli
tradizionali, devono essere ricaricate più volte rispetto alle
volte che si fa benzina e l’operazione non è semplice e
rapida e come sappiamo le città non sono ancora fornite di
apparecchi per la ricarica di questi veicoli. Ma l’energia
deve pur esser costituita in qualche modo e finché sia solo
energia solare o eolica inquinerà di meno ma quando verrà
prodotta dai combustibili fossili le sostanze inquinanti non
diminuiranno.
Magnetismo
Il magnetismo è la proprietà di attirare corpi che
contengono ferro. I materiali che hanno queste proprietà
sono chiamati magneti naturali come la magnetite e la
calamita. Ci sono sostanze, per esempio i metalli come il
ferro e il nichel, in grado di acquistare proprietà magnetiche
, cioè di magnetizzarsi. Un corpo costituito da nichel o ferro
o un'altra sostanza con la stessa proprietà può essere
magnetizzato in tre modi: per strofinio, per contatto o per
induzione. Per strofinio se strofiniamo la lama di un coltello
su una calamita esso sarà poi in grado di attrarre altri
oggetti di ferro. Per contatto se tocchiamo una graffetta
metallica con una calamita essa potrà attrarre altre
graffette. Per induzione un oggetto di ferro grande tenuto
vicino ad una calamita si magnetizza o può attrarre altri
oggetti. I magneti così creati possono essere temporanei
come quelli per contatto e induzione che come ci si
allontana la calamita perdono le proprietà magnetiche,
oppure permanenti se invece restano magnetizzati una
volta allontanati dalla calamita come può avvenire nella
magnetizzazione per strofinio. In una calamita gli oggetti
vengono attratti soprattutto alle estremità chiamate poli
magnetici e come una forza elettrica quella magnetica
forma un campo di forza chiamato campo magnetico. A
differenza del campo elettrico quello magnetico non è
uniforme. I due poli magnetici hanno proprietà diverse essi
perciò vengono chiamati polo nord magnetico e polo sud
magnetico, poli dello stesso tipo si respingono mentre quelli
di tipo opposto si attraggono. A differenza delle cariche
elettriche di segno positivo o negativo, che in un conduttore
si possono separare, i poli magnetici sono inseparabili. Se
si spezza una calamita avrà sempre un polo nord magnetico
e un polo sud magnetico.
Se noi prendiamo un polo nord magnetico vedremo che esso
è sempre rivolto verso il polo nord geografico ciò avviene
perché la Terra è il più grande magnete che genera quindi
un campo magnetico, il campo magnetico terrestre.
L’origine del campo magnetico terrestre non si sa
perfettamente sappiamo però che in polo nord magnetico e
quello terrestre non coincidono perfettamente: attualmente
l’asse magnetico è inclinato di 30°33 rispetto all’asse di
rotazione terrestre, si sa inoltre che la posizione dei poli
magnetici varia nel tempo. L’ago della bussola oltre che con
il campo magnetico terrestre che le fa segnare il nord, può
deviare con una calamita, o con uno circuito elettrico
quando in esso circola corrente. Questo fenomeno, chiamato
effetto elettromagnetico, dimostra che i rapporti esistenti
tra fenomeni elettrici e fenomeni magnetici vanno oltre la
semplice somiglianza e che i legami tra forza elettrica e
forza magnetica sono profondi. L’effetto elettromagnetico è
alla base del funzionamento degli elettromagneti o
elettrocalamite, utilizzati per sollevare o separare materiali
ferrosi. Se gli estremi di un filo che costituiscono il
solenoide sono collegati a un amperometro, uno strumento
che misura l’intensità di corrente. In questo circuito non c’è
generatore quindi non circola corrente, se dentro a un
solenoide inseriamo un magnete facendolo muovere
velocemente avanti e indietro vedremo che l’amperometro
segnerà che sta passando elettricità.
Questo fenomeno è chiamato induzione elettromagnetica, e
la corrente elettrica corrente indotta. Cariche elettriche e
magneti in movimento dimostrano il forte legame esistente
tra corrente elettrica e campo magnetico. L’insieme di
questi fenomeni è chiamato elettromagnetismo, nella
maggior parte delle sostanze questi circuiti elettrici hanno
un orientamento casuale, diverso tra loro, nello spazio. Nei
magneti, invece, i circuiti hanno un orientamento uguale e
ordinato. Quando un corpo viene
magnetizzato, tutti i circuiti elettrici si allineano nella
direzione del campo magnetico con cui sono entrati in
contatto, o di cui sono nelle vicinanze: il corpo diventa a
sua volta un magnete. La “smagnetizzazione”
corrisponde al ritorno del disordine nell’orientamento dei
circuiti elettrici “atomici”. Possiamo concludere, in
generale che un campo elettrico e un campo magnetico si
generano a vicenda. L’oscillazione variabile di un flusso di
elettroni genera infatti un campo magnetico, anch’esso
variabile, il quale a sua volta induce un campo elettrico
variabile, che genera un campo magnetico variabile e così
via. Il campo elettrico e il campo magnetico, oscillando
insieme, producono un’onda, chiamata onda elettromagnetica, che si propaga in tutte le direzioni. Come
tutte le onde anche quelle elettromagnetiche hanno
ampiezza d’onda, lunghezza, frequenza e periodo. La
gamma completa di tutte le onde elettromagnetiche, che
presentano un’ampia varietà di frequenze e di lunghezze
spettro elettromagnetico.
d’onda, si chiama Si va da quelle
di frequenza più bassa e lunghezza d’onda maggiore come
le onde radio, a quelle di frequenza più alta come i raggi
gamma emessi nel corso di fenomeni cosmici, come
l’esplosione di una supernova.
Elettrosmog
Tutte queste onde hanno però un effetto inquinante,
elettrosmog.
chiamato Con
il termine elettrosmog si designa l’inquinamento
elettromagnetico derivante da radiazioni elettromagnetiche
non ionizzanti quali quelle prodotte dalle infrastrutture di
telecomunicazioni come la radiodiffusione e la telediffusione
(emittenti radiofoniche e televisive), ponti radio, reti per
telefonia cellulare, dagli stessi telefoni cellulari, dagli
apparati wireless utilizzati soprattutto in ambito informatico
(campi elettromagnetici ad alta frequenza) e dalle
infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica tramite cavi
elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità
come gli elettrodotti della rete elettrica di distribuzione
(campi elettromagnetici a bassa frequenza). Perciò è molto
preoccupante anche la salute di cittadini, gli studi sono in
corso ma è un effetto delle onde elettromagnetiche ad alta
frequenza (anche se non ionizzanti) che causano un
innalzamento della temperatura dei tessuti biologici
attraversati, soprattutto di quelli più ricchi d’acqua con
effetto di maggior penetrazione e assorbimento nei tessuti
interni al diminuire della frequenza.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Italiano: Primo Levi
Storia: Seconda guerra mondiale
Geografia: Nord Africa
Inglese: The second world war
Francese: la geographie de la France
Scienze: elettricità ed elettromagnetismo
Tecnologia: energie rinnovabili
Ed. fisica: atletica leggera
Arte: pittura astratta
Musica: Luciano Berio