Valeria Cosentina 5^LA A.S. 2013/2014
Indice
- 1. Mappa concettuale
- 2. Introduzione
- 3. Che cosa sono i neuroni specchio?
- 4. L’empatia
- 5. L’apprendimento per imitazione
- 6. La conoscenza di sé
- 7. Conclusione
- 8. Bibliografia e sitografia
I neuroni specchio e la comunicazione involontaria
Empatia, conoscenza di sé, apprendimento per imitazione
Filosofia: italiano: Pirandello, Uno, nessuno e centomila
Tedesco: Schopenhauer, etica della pietà vs Brecht
Introduzione
2.
L’idea per la stesura della tesina mi è venuta durante una lezione di filosofia allorché la docente, con il fine di farci intendere in maniera esaustiva il pensiero di Schopenhauer, citò i neuroni specchio.
Incuriosita, feci delle ricerche e documentandomi scoprii che si trattava di un argomento poco conosciuto ma estremamente interessante.
Da quel momento, dopo essermi documentata e dopo aver capito il peso rilevante di queste cellule, seppi dare una spiegazione a quei fenomeni che ci accadono quotidianamente ma sui quali raramente ci soffermiamo.
È incredibile pensare come, mediante l’empatia, l’uomo sia in grado di integrare la sua conoscenza o come, attraverso i neuroni specchio, l’essere umano possa sentire ciò che sta provando un’altra persona.
Comunemente questa capacità di intuire ciò che prova un’altra persona o di immedesimarsi in essa stessa viene definita “sintonia”, ma perché soffermarsi a una parola?
Perché non cercare di capire da cosa sia realmente comandata questa “sintonia”?
Queste sono le domande che mi hanno portata ad approfondire questa nuova scoperta delle neuroscienze, confermando come la scienza sia in grado, progredendo, di portare alla luce lati nascosti dell’essere umano.
In particolar modo, ho deciso di soffermarmi su tre aspetti principali dei neuroni specchio e di collegare ad ognuno di essi un argomento di una materia per dimostrare come involontariamente o, forse, volontariamente, personalità del passato abbiano saputo far emergere un lato nascosto dell’uomo.
Che cosa sono i neuroni specchio?
3.
Horace Walpole era un diplomatico inglese che nel 1754 coniò il termine “serendipità” per definire la capacità di fare scoperte fortuite.
La scoperta della penicillina è uno degli esempi più famosi di serendipità: Fleming notò che il Penicillium notatum rilasciava nell’ambiente una sostanza capace di bloccare la crescita di batteri che avevano causato innumerevoli morti nel corso della prima guerra mondiale.
Anche lo studio degli atti motori ha conosciuto un episodio di serendipità: inizio anni novanta, università di Parma, Giacomo Rizzolatti, Luciano Fadiga, Leonardo Fogassi e Vittorio Gallese lavorano con delle scimmie e delle noccioline americane e notano che ogni volta che un ricercatore compie un’azione che la scimmia già conosce si attivano in lei i cosiddetti “neuroni specchio”.
Questi neuroni sono cellule della corteccia premotoria: si comportano come i neuroni motori quando si attivano per un’azione propria mentre mostrano la propria peculiarità quando si attivano in risposta alla stessa azione compiuta da altri.
I neuroni dell’osservatore riflettono ciò che avviene nella mente del soggetto osservato come se, a compiere l’azione, fosse l’osservatore stesso; per questo fungono da mediatori nella comprensione delle azioni di altre persone e quindi dell’apprendimento tramite imitazione.
I ricercatori, nel corso dei loro studi, hanno rilevato cambiamenti nell’attività della corteccia motoria dell’uomo grazie a due tecniche, la tomografia a emissione di positroni (o PET) e la risonanza magnetica funzionale.
Entrambi i metodi prevedono che i soggetti entrino in un tubo e vi restino dai quindici minuti sino alle due ore; in questo lasso di tempo vengono sottoposti a diversi compiti, come guardare un film, ascoltare musica o afferrare oggetti.
Grazie a queste tecniche si è potuto confermare che non solo le scimmie ma anche gli uomini sono dotati di neuroni specchio: questi infatti sono presenti nel solco superiore temporale, nel lobulo parietale inferiore e nel giro frontale inferiore.
Al sistema-specchio sono stati attribuiti tre compiti fondamentali:
- Il fenomeno dell’empatia cioè il processo secondo cui un soggetto si identifica con un altro condividendo i suoi stati d’animo.
- L’apprendimento per imitazione.
- La conoscenza di sé in quanto noi ci vediamo e ci riconosciamo attraverso l’immagine che ci viene fornita di noi stessi.
L’empatia
4.
“L’empatia è l’atto attraverso cui ci rendiamo conto che un altro, un’altra, è soggetto di esperienza come lo siamo noi: vive sentimenti ed emozioni, compie atti volitivi e cognitivi.
Capire quel che sente, vuole e pensa l’altro è elemento essenziale della convivenza umana nei suoi aspetti sociali, politici e morali.
È la prova che la condizione umana è una condizione di pluralità: non l’Uomo, ma uomini e donne abitano la Terra.”
Sentire l’altro. Conoscere e praticare l’empatia,
(Laura Boella, Raffaello Cortina Editore, 2006)
“Questo è il miracolo e il paradosso dell’empatia: faccio esperienza interiore di un’esperienza che non è la mia, vivo un sentimento che non è il mio. […]
Introduzione: neuroni specchio e comunicazione involontaria, tesina
L’idea per la stesura della tesina mi è venuta durante una lezione di filosofia allorché la docente, con il fine di farci intendere in maniera esaustiva il pensiero di Schopenhauer, citò i neuroni specchio. Incuriosita, feci delle ricerche e documentandomi scoprii che si trattava di un argomento poco conosciuto, ma estremamente interessante. Da quel momento, dopo essermi documentata e dopo aver capito il peso rilevante di queste cellule, seppi dare una spiegazione a quei fenomeni che ci accadono quotidianamente ma sui quali raramente ci soffermiamo. È incredibile pensare come, mediante l’empatia, l’uomo sia in grado di integrare la sua conoscenza o come, attraverso i neuroni specchio, l’essere umano possa sentire ciò che sta provando un’altra persona. Comunemente questa capacità di intuire ciò che prova un’altra persona o di immedesimarsi in essa stessa viene definita “sintonia”, ma perché soffermarsi a una parola? Perché non cercare di capire da cosa sia realmente comandata questa “sintonia”? Queste sono le domande che mi hanno portata ad approfondire questa nuova scoperta delle neuroscienze nella mia tesina di maturità, confermando come la scienza sia in grado, progredendo, di portare alla luce lati nascosti dell’essere umano. In particolar modo, ho deciso di soffermarmi su tre aspetti principali dei neuroni specchio e di collegare ad ognuno di essi un argomento di una materia per dimostrare come involontariamente o, forse, volontariamente, personalità del passato abbiano saputo far emergere un lato nascosto dell’uomo.
Collegamenti
Neuroni specchio e comunicazione involontaria, tesina
- Filosofia - Etica della pietà, Schopenhauer.
- Tedesco - Teatro aristotelico vs teatro epico di Brecht + "Der gute Mensch von Sezuan".
- Italiano - "Uno, nessuno, centomila" Pirandello.