Bacone e Lucrezio: Goethe
L’indifferenza materialismo della Natura VS Spiritualismo
Introduzione: i recenti disastri naturali come spunto di riflessione
Wordsworth e la visione panteistica della Natura
La Natura è spirito vivente
La ricerca della Natura in città: Calvino e la Natura romantica
Schelling
Storia: lo Spirito
Il caso del lago d’Aral
La sacralità della Natura con Baudelaire
Introduzione
Spunti di riflessione
Natura 1, Uomo 0
Una serie di terremoti devastanti e di catastrofi causate da eventi meteorologici estremi ha portato il 2011 ad essere l’anno record dei disastri naturali, con danni causati che ammontano, a livello mondiale, a circa 380 miliardi di dollari.
Queste sono le stime effettuate dalla Munich Re, la compagnia tedesca che analizza annualmente i dati delle catastrofi naturali. Nel 2011 sono stati registrati oltre il doppio dei danni rispetto al 2010 e il 43% in più rispetto al precedente anno record, che è stato il 2005. A questo primato hanno contribuito in modo fondamentale due terribili terremoti: quello della Nuova Zelanda del 22 febbraio 2011 (magnitudo 6.3 della scala Richter) e quello del Giappone dell’11 marzo (magnitudo 9.0 della scala Richter).
820 sono state le catastrofi naturali più rilevanti, con circa 27 mila vittime, il 90% delle quali causate da eventi meteorologici estremi (frane, alluvioni, inondazioni, tempeste, cicloni tropicali, ecc.) e il restante 10% da eventi geofisici (terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche). Sono escluse da questo conteggio le catastrofi causate da conflitti armati e le catastrofi umanitarie, come quelle che hanno colpito il corno d’Africa tra la fine del 2010 e settembre 2011, dove un numero imprecisato di persone è morto per fame, malattie e stenti.
Nonostante il maggior numero di catastrofi causate dagli eventi meteorologici estremi, la maggior parte dei danni economici e delle perdite di vite umane è stata causata dai terremoti. Il resto dei danni è dovuto, invece, alle inondazioni in Thailandia, alle alluvioni in Pakistan, ai tornado negli USA e a tutte le alluvioni che si sono abbattute su tutta l’area del Mediterraneo che hanno coinvolto anche l’Italia, nel periodo 4-9 novembre 2011.
Un fiume di fango invade Vernazza, in Liguria, a seguito delle piogge. 2
Le forti scosse di terremoto mettono in ginocchio l’Abruzzo. 3
L’aumento della vulnerabilità ambientale e territoriale è legato all’antropizzazione ed è causato da un lato dall’eccessiva urbanizzazione e dalla crescita della popolazione su certi territori e dall’altro da inadatte modalità di sviluppo socioeconomico, di infrastrutture e di insediamenti umani.
“Le catastrofi non esistono – argomenta il geologo contemporaneo Mario Tozzi – esistono eventi naturali, che diventano catastrofi quando ci colpiscono e ci uccidono. Un terremoto è solo un segnale che la terra è viva. Anche l’uomo è figlio di questi eventi che sembrano catastrofi, può abitare su questo pianeta proprio per questo motivo.” La Terra è un sistema vivo ed è fonte di vita.
La Natura è spirito vivente.
Il tempo si è fermato a Finale Emilia (Modena) il 20 maggio 2012. 3
Lucrezio
Il filosofo materialista
98 a.C. - 55 a.C.
Poeta e filosofo romano, dell’autore sappiamo poco o nulla per quanto riguarda le notizie biografiche: si ritiene possibile che sia nato intorno al 98 a.C. in Campania (più precisamente a Pompei o a Ercolano) e vissuto fino al 55 a.C. e morto suicida quindi a Roma.
Non ci è dato sapere quale fosse esattamente la sua condizione sociale, ma risulta più che evidente la sua aperta adesione alla filosofia epicurea, argomento ampiamente affrontato (ovviamente insieme a quello naturalistico) nell’unica opera a noi pervenuta, il De rerum natura.
Il De rerum natura
L’indifferenza della natura
Il De Rerum natura è un poema didascalico di argomento filosofico dedicato al nobile romano Gaio Memmio; esso si propone come obiettivo principale quello della divulgazione dei precetti epicurei e di una visione materialistica della natura.
Strutturalmente, l’opera si divide in sei libri, ognuno riguardante ambiti diversi (la fisica, l’antropologia, la cosmologia), e particolarmente interessanti dal punto di vista naturalistico risultano il V e il VI libro. 4
Il V libro, dopo un nuovo elogio di Epicuro, tratta dell’universo, che non è eterno: esso, come l’uomo, ha avuto un principio e avrà una fine; non è stato creato dagli dei, ma si è formato in seguito alla casuale aggregazione degli atomi. Il poeta descrive poi la terra e il cielo, tratta dei movimenti dei corpi celesti e tratteggia una sintesi della storia dell’umanità.
Anche l’ultimo libro si apre con un elogio di Atene e di Epicuro. Sono descritti poi i fenomeni meteorologici e naturali come i terremoti, i vulcani, le piene del Nilo.
L’ultima parte del libro è dedicata alle epidemie e alle loro cause.
Il poema chiude con un’ampia e particolareggiata descrizione della terribile peste di Atene del 430 a.C.
Lucrezio inizia la propria riflessione partendo dalla confutazione e dal rifiuto delle tesi panteistiche di alcuni filosofi precedenti (Eraclito, Anassimene, Talete), ritenendo infatti che il divino non avesse assolutamente nulla a che vedere con la formazione del mondo e della natura, dato che gli dei vivono in uno stato di imperturbabilità.
L’autore non crede assolutamente nel mito dell’“Età dell’oro”, che vedrebbe l’uomo vivere felice e in perfetto rapporto con l’ambiente che lo circonda, ma propende per la visione di una natura ostile, se non indifferente, che mette l’uomo alla prova fin dalla nascita, lasciando che si disbrighi da solo a provvedere ai propri bisogni e quindi a sopravvivere.
La natura non agisce in funzione dell’uomo
L’autore arriva perciò a sostenere che la natura non è stata creata in funzione dell’uomo e che non esiste un mondo realizzato a sua misura: tutte le precedenti tesi provvidenzialistiche e antropocentriche di derivazione platonica e stoica vengono rifiutate di netto. Ad esse, infatti, Lucrezio oppone un forte materialismo di origine epicurea, affermando che il mondo non è altro che il risultato dell’aggregazione di atomi, in cui risulta fondamentale la componente della casualità.
Qualsiasi fenomeno meteorologico o naturale si verifica per pure e semplici leggi naturali e le stesse malattie, da sempre considerate l’effetto della punizione divina, trovano spiegazioni scientifiche come ogni altra cosa. Nemmeno gli dei e l’anima, secondo l’autore, sfuggono al principio materialistico, essendo costituiti anch’essi da atomi. Più volte la poesia di Lucrezio innalza in tono accorato il canto della morte:
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Morte dell’uomo a cui nessuno può sottrarsi; morte della terra stanca ormai di generare vite su vite; ma da queste note funebri alla fine sgorga sempre il cantico della vita, perennemente si ricrea nello stesso tempo in cui si distrugge. 6
Che cos’è la natura?
Confronto tra spiritualismo e materialismo
Madre o matrigna, incontaminata o malata, con la Natura l’uomo è obbligato da sempre a stabilire un rapporto. Un rapporto storicamente difficile perché legato al potere, allo sfruttamento e all’imitazione di questa “figura” planetaria. Per dare vita a una relazione alla pari non è sufficiente decantare i mille volti della Natura, farsi catturare dall’eloquenza dei suoi paesaggi, mimetizzarsi nella loro bellezza, o al contrario, predicarne l’intoccabilità assoluta e denunciare il pericolo della vendetta, l’irruenza dei disastri ambientali.
Vediamo insieme in parallelo il pensiero di Bacone e di Goethe, due filosofi vissuti in epoche diverse.
Johann W. Goethe 1749 - 1832 Francesco Bacone 1561 - 1626
La natura è un essere vivente
La natura è un oggetto
Goethe paragona la Natura a un’opera d’arte che va esplorata attraversandone la bellezza, non la conoscenza dei suoi meccanismi. E proprio come un essere vivente si sottrae alla volontà di chi vuole sottometterla. È più di un oggetto, una “cosa”, possiede equilibri propri che possono essere imitati dall’uomo, ma non alterati. 7
Per Bacone, uno dei padri della scienza moderna, “sapere è potere”. Per lui conoscere la Natura, svelare i suoi ingranaggi, vuol dire avere il dominio su di lei e la possibilità di sfruttarla a proprio vantaggio. La Natura è materia meccanica, un oggetto nelle mani dell’uomo.
L’uomo è ospite della Natura
L’uomo è padrone della Natura
Per il pensiero romantico, la Natura è la sconfinata dimora, l’habitat, la casa in cui l’uomo viene ospitato insieme agli altri esseri viventi. Un concetto contenuto nella stessa parola “ecologia” che dal greco oikos significa appunto “casa”.
Secondo l’“instauratio magna”, ossia il dominio dell’uomo sulla Natura, Bacone crede in un mondo in costante progresso guidato dalla scienza al servizio dell’uomo e dalla conquista tecnologica della Natura. Una Natura che non ha valore morale ma diventa macchina da
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Materie e autori
- Letteratura latina – Lucrezio
- Filosofia – Bacone, Goethe, Schelling
- Storia – Il caso del lago d'Aral
- Italiano – Italo Calvino
- Letteratura inglese – W. Wordsworth
- Letteratura francese – C. Baudelaire
- Letteratura spagnola – G. A. Bécquer