di F. M.
Istituto Istruzione Superiore Scientifico e Tecnico – Orvieto
Sez. Tecnico Economico e Tecnologico L. Maitani
A.s. 2013/2014
Il muro
1. Urbanistica romana
Pag. 4
2. Progetto stradale
Pag. 6
3. Il muro di sostegno
Pag. 8
4. Il “muro” di Montale
Pag. 11
5. Il muro di Berlino
Pag. 13
6. The Berlin Wall
Pag. 15
2 Urbanistica romana
Progetto stradale
The Berlin Wall
Muro di sostegno
Il “muro” di Montale
Il muro di Berlino
1. Urbanistica romana
La strada ebbe origine fin dal Paleolitico, quando i primitivi, per formare i sentieri, toglievano la vegetazione e i massi più grossi per facilitare il trascinamento delle prede e il cambio di accampamento. Con il proseguire degli anni la strada si è sempre più evoluta, sia per le tecniche che per i materiali da costruzione, ed ebbe una vera svolta nell’urbanistica romana. I romani trovarono le basi nell’urbanistica greca, ma non si limitarono solo all’aspetto architettonico, crearono infatti le prime grandi infrastrutture del territorio: le strade e gli acquedotti. Le strade nacquero per necessità militari e di collegamento con le colonie; ad esempio il tracciato della via Appia, la prima strada romana, serviva per il controllo militare del territorio e per l’avanzamento delle conquiste verso l’Italia meridionale.
Figura 1. APPIA ANTICA
Dell’urbanistica romana, un grande esponente fu Vitruvio, architetto e ingegnere romano, autore del De Architectura. Nel suo trattato Vitruvio affronta i complessi problemi dell’architettura (tecnologici, distributivi ed estetici), detta norme relative alla scelta del giusto luogo, scelta dei materiali, tracciamento delle strade e distribuzione degli edifici. La forma della città romana deriva dall’accampamento militare detto castrum. Una volta trovato il luogo, generalmente pianeggiante, l’esercito romano si accampava. Prima venivano tracciate due strade ortogonali, dette cardo e decumano, e le due vie principali, poi si scavava un fossato intorno al luogo scelto e si costruiva un muro di difesa. All’interno delle mura poi venivano allestite tutte le tende.
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Nel centro del campo era situato il castra, in cui trovavano luogo le tende dei generali e l’altare dei sacrifici.
Figura 2. CASTRUM
Nella città romana lo schema è organizzato allo stesso modo; tutte le strade nascevano ortogonali al cardo e al decumano e definivano isolati quadrati o rettangolari. All’incrocio del cardo con il decumano c’era il foro, la piazza principale, luogo di incontro dei cittadini per gli affari e per il culto. L’arte e il culto dell’architettura dei romani, soprattutto per quanto riguarda la geometria e i criteri di costruzione delle strade, è stata molto importante per le future civiltà, che secondo quelle basi hanno studiato tecniche sempre più complesse e precise geometricamente, fino ad arrivare ai criteri di progettazione di oggi, che vi illustrerò nel progetto stradale che ho realizzato.
2. Progetto stradale
Un’opera stradale richiede sempre l’impiego di enormi risorse economiche, per questo, nel corso degli anni, sono state introdotte norme di classificazione e criteri di progettazione. In base alla classificazione abbiamo:
- A Autostrade
- B Strade extraurbane principali
- C Strade extraurbane secondarie
- D Strade urbane di scorrimento
- E Strade urbane di quartiere
- F Strade locali
Ad ogni tipo di strada la legge assegna criteri e indici di progettazione quali limiti di velocità, numero di corsie, larghezza delle corsie e delle banchine e raggio minimo delle curve. Per prima cosa in un progetto stradale si deve fare un’analisi del traffico, con la quale si andrà poi a dimensionare la strada. Per determinare il traffico si fa riferimento a censimenti periodici di strade simili a quella da progettare e al traffico della trentesima ora. Definite le dimensioni, si passa allo studio del percorso con la costruzione sulla carta a curve di livello di una spezzata che collega gli estremi della strada, chiamata tracciolino a pendenza uniforme. Il tracciolino rappresenta la proiezione orizzontale del percorso che si dovrebbe seguire per collegare i due estremi della strada, senza discostarsi dal livello di campagna e con una pendenza uniforme assegnata. Si ipotizzano più tracciati e in base alla tortuosità delle curve, distanza più breve possibile e convenienza, si sceglie il quello più conveniente. Dopo di che viene realizzata la poligonale d’asse. Si tratta di una rettifica del tracciolino in modo da ridurre in maggior modo possibile i tratti rettilinei, che poi verranno raccordati con delle curve.
Successivamente si passa al tracciato planimetrico costituito da rettifili e curve circolari, e si mette in evidenza il tracciato stradale nella sua intera larghezza con i relativi picchetti e sezioni. Poi si passa al progetto dell’andamento altimetrico del tracciato stradale con il profilo longitudinale, che rappresenta l’andamento altimetrico del terreno e della strada, in corrispondenza dell’asse stradale definito nella planimetria, rappresentati su un unico piano verticale.
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