Marrone Martina
Classe 5ªA
A.s. 2011/2012
Istituto professionale Socio-Sanitario
Bosso-Monti
La scelta dell’argomento
La scelta di questo argomento è dovuta principalmente a un motivo.
Innanzitutto volevo creare una tesina originale ma soprattutto che mi rappresentasse. Infatti da molti anni studio danza moderna e da circa tre anni collaboro con l’insegnante di danza nelle lezioni di propedeutica rivolta a bambini frequentanti la scuola dell’infanzia e nelle lezioni di livello intermedio con bambini nella fascia di 6-8 anni. Spinta quindi dalla curiosità e dalla passione per questa disciplina ho deciso di approfondire tale argomento e attuare i possibili collegamenti con le materie studiate nel corso di quest’ultimo anno scolastico.
Nel corso degli anni grazie a questa esperienza ho potuto così osservare lo sviluppo delle capacità motorie e i possibili ostacoli che può incontrare un bambino durante il suo percorso di sviluppo motorio, ostacoli che possono tradursi anche in serie patologie quali le distrofie muscolari in particolare, da me affrontata, la distrofia muscolare di Duchenne. La ricerca per trovare una cura a questa malattia ereditaria da molti anni va avanti grazie alla costante attività della “Duchenne Parent Project Onlus”, associazione volontaria fondata dai genitori con figli malati di distrofia muscolare. Inoltre ho osservato come la danza combinata al gioco può fornire un’ampia risposta ai bisogni caratteristici della seconda infanzia (fascia di cui mi occupo principalmente).
Il bambino e lo sviluppo motorio
Il bambino è un essere umano in crescita che si affaccia sul mondo ricco di curiosità e potenzialità che sono specifiche e peculiari dell’età che sta vivendo.
L’idea che ad ogni età corrispondano caratteristiche e bisogni diversi e che essi sono molto differenti da quelli dell’adulto è una conquista recente della nostra civiltà.
Il primo a introdurre questa concezione fu Jean Jacques Rousseau che verso la metà del 1700 avanzò l’idea che il bambino fosse fondamentalmente buono e che fosse compito degli educatori predisporre le condizioni perché potessero emergere tutte le sue potenzialità.
Il bambino quindi ha caratteristiche proprie che lo contraddistinguono e lo diversificano dall’adulto, dal punto di vista intellettivo, affettivo ed anche motorio.
La motricità si sviluppa come qualsiasi altra funzione della personalità in un rapporto continuo con l’ambiente. Gli schemi motori maturano secondo un processo ben definito di stadi progressivi, ciascuno dei quali include quello precedente (Piaget). Ogni stadio è caratterizzato dalla presenza di determinate capacità che il bambino acquisisce e che perfeziona con il passare del tempo. Tali stadi sono:
- Periodo sensomotorio
- Stadio preoperatorio
- Stadio preoperatorio concreto
- Stadio operatorio formale
Sviluppo motorio da 3 mesi a 3 anni
Dal 3° al 4° mese il neonato comincia ad acquisire le capacità dei muscoli oculomotori, segue gli oggetti e le persone in movimento, sorride e controlla le espressioni facciali. Al 4° mese inizia una organizzazione a livello corticale, importante per le correlazioni senso-motorie. Al 5° mese inizia il periodo della manipolazione, riesce a stare seduto e a rotolare, capisce la provenienza dei suoni. Aumenta ancora il tono muscolare e comincia a sviluppare reazioni motorie di tipo difensivo in risposta al dolore, o reazioni di sorpresa. Tra i 9 e i 10 mesi comincia ad alzarsi aiutandosi con le braccia, per poi riuscire a muovere i primi passi subito dopo il primo anno di vita, prima andrà a gattoni. I movimenti diventano più fini, come quello della prensione. Impara a bere, a usare il cucchiaio, a gettare e a strappare. Così ad un anno di vita avrà imparato a strisciare, a rizzarsi, a camminare con un sostegno e a stare seduto. Entro il 18° mese dovrebbe aver imparato a camminare senza sostegno, a salire le scale con aiuto e a scenderle senza ed inizia ad arrampicarsi. Al 2° anno di vita compie ragionamenti e movimenti deduttivi, come spostare una sedia e salirci per raggiungere un oggetto. Alla fine del 2° anno comincerà a sincronizzare braccia e gambe.
La motricità si sviluppa sempre più anche se grossolana, ma ha un controllo maggiore del proprio corpo. Tra i 2 e i 3 anni, cammina, corre e fa i primi salti, calcia la palla e sfoglia i quaderni, è curiosissimo e sperimenta tutto ciò che gli capita.
Bisogno della prima infanzia
Legato allo sviluppo della motricità
Esplorazione e gioco. Le prime attività di esplorazione riguardano se stessi, la madre, gli oggetti, lo spazio che progressivamente, con la maturazione delle capacità motorie, può raggiungere. In questo periodo è necessario fornire tutta una serie di stimolazioni sensoriali e favorire al bambino la possibilità di agire sul mondo esterno permettendo al bambino di manipolare, spostare, giocare con oggetti di varie dimensioni. Impedirgli di muoversi, negare il suo corpo non vuol dire solo limitarlo nel movimento, ma soprattutto e contrariamente a quanto si crede, bloccare la sua crescita intellettiva ed affettiva.
Sviluppo motorio dai 3 ai 6 anni
Crede di essere autonomo, prevale un atteggiamento narcisistico e nuovamente egocentrico, cresce quindi il suo bisogno di affermazione e lo imporrà a chi lo circonda con mille capricci. Si è ormai fatto un’idea degli spazi (dentro-fuori, avanti-dietro) e del tempo.
Alterna movimenti grossolani e fini, salirà le scale a piedi alterni e correrà con una certa sicurezza. Tutte queste abilità motorie, verso i 4 anni divengono più precise e gli arti più autonomi rispetto al tronco, quindi gli schemi motori di base si vanno definendo riuscendo anche a combinarli tra loro. Sarà in grado di effettuare una capovolta, salterà piccoli ostacoli. A 6 anni sarà sicuro in bici e avrà migliorato la sua capacità in volo.
Riconosce la destra dalla sinistra. Bisognerà stargli più vicino in quanto sentendosi più autonomo, crederà di poter fare qualsiasi cosa, cresce il bisogno di esplorare, e questo lo porterà ad essere imprudente e irruento.
Bisogni della seconda infanzia
Legati allo sviluppo della motricità
Bisogno di gioco e di scoperta. Il gioco è l’attività fondamentale dei bambini. Al bambino piace giocare e divertirsi ed attraverso il gioco rivela realmente tutto se stesso.
Bisogno di autonomia e iniziativa.
Psicologia:
lo sviluppo motorio dalla prima alla seconda infanzia, la Giocodanza;
Igiene:
la distrofia muscolare di Duchenne (terapie in corso di sperimentazione);
Diritto:
le Onlus (Duchenne parent project Onlus).