Frizziero Diego
di a
Classe 5 AS
A.S.2012/2013
Liceo Scientifico Tecnologico Leonardo Da Vinci – Carate Brianza
Indice
Introduzione ………………………………………………………………………………………………. 2
I motori termici ………………………………………………………………………………………….. 3
Campi d’applicazione e peculiarità ………………………………….……………………. 4
I motori alternativi ……………………………………………………………………………..……… 5
Gli elementi principali che compongono un motore alternativo …………. 5
Prima classificazione dei motori alternativi ..………………………………….……. 6
Schema e nomenclatura del motore alternativo ……………………………….… 8
Sistemi di alimentazione motore …………………………………………………….……. 10
Sistema di distribuzione ……………………………………………………………………….. 11
Circuito di lubrificazione ………………………………………………………………………… 11
Circuito di raffreddamento ……………………………………………………………………. 11
Sistema d’avviamento …………………………………………………………………………… 13
Volano ……………………………………………………………………………………………………. 13
Motori dal punto di vista termodinamico ………………………………………………….. 14
Nozioni fondamentali ……………………………………………………………………………..14
Ciclo Otto ………………………………………………………………………………………………. 15
Ciclo Diesel ……………………………………………………………………………………………. 16
Bilancio termico …………………………………………………………………………………….. 16
Altri tipi di motore endotermico ………………………………………………………………… 18
Motori rotativi ………………………………………………………………………………………… 18
Turbina …………………………………………………………………………………………. 18
Motore Wankel …………………………………………………………………………….. 19
Motore a reazione …………………………………………………………………………………. 22
Razzo ……………………………………………………………………………………………. 22
Motore a getto ……………………………………………………………………………… 23
Combustibili ……………………………………………………………………………………………….. 24
Dal petrolio ai prodotti raffinati ……………………………………………………………. 24
Carburanti e combustibili ……………………………………………………………………… 26
Benzina e numero di ottano …………………………………………………………………. 27
Additivi per benzine ………………………………………………………………………………. 27
Gasolio e numero di cetano ………………………………………………………………..… 28
Combustibili alternativi …………………………………………………………………………. 28
Combustione e rapporto stechiometrico ………………………………………………. 29
Fluido operante come causa di inquinamento atmosferico ……………………… 30
Curiosità sui motori ……………………………………………………………………………………. 32
Motore ad antimateria …………………………………………………………………………… 32
Il più grande motore al mondo ……………………………………………………………… 34
Italia e motori ………………………………………………………………………………………… 37
La Lancia Delta S4 ………………………………………………………………………. 37
Ferrari LaFerrari …………………………………………………………………………… 38
Bibliografia e sitografia………………………………………………………………………………. 40
- 1 -
Introduzione
Dalla notte dei tempi l’energia muscolare animale o umana e in minima parte
quella idrica sono state le uniche fonti che l’uomo poteva sfruttare per compiere
lavoro; con le diverse tecniche acquisite con il tempo, però, l’uomo è riuscito a
utilizzare altre fonti energetiche e a costruire dei dispositivi in grado di
trasformare l’energia e compiere lavoro al suo posto: le macchine.
All’inizio molto rudimentali, le macchine con il grande progresso tecnico iniziato
nel 19° secolo e continuato successivamente sono ora molto complesse e raffinate
in grado di essere utilizzate in una vastità d’impieghi diversi.
In ogni macchina vi è un elemento fondamentale senza il quale questa è inutile: il
motore. Esistono moltissimi tipi diversi di motori con caratteristiche che li
rendono più o meno adatti a un campo applicativo: è impossibile ora dilungarsi
nel descrivere tutti i diversi tipi esistenti, diciamo così che esistono due grandi
famiglie: quella dei motori elettrici e quella dei motori chimici entrambe con una
grande varietà di sottocategorie.
In questo saggio l’attenzione è in particolare rivolta ai motori termici a
combustione interna utilizzati per la maggior parte nei veicoli.
- 2 -
I motori termici
I sono macchine che hanno lo scopo di trasformare l’energia
motori termici
termica in energia meccanica direttamente utilizzabile.
L’energia termica può provenire da diverse fonti primarie: combustibili di varia
origine, energia elettrica, energia solare, energia nucleare; nel caso dei motori
endotermici questa deriva dalla combustione di combustibili liquidi o, più
raramente gassosi. Si può dunque dire che i motori termici trasformano l’energia
chimica dei combustibili in energia meccanica ossia in lavoro utile.
Il lavoro utile è compiuto da organi in movimento alternato, da giranti in
movimento rotatorio, oppure anche dalla spinta fornita da un getto di gas:
abbiamo così la classificazione dei motori in motori alternativi, rotativi (comprese
le turbine) e a getto. Figura 1 motori a combustione esterna
Figura 1.1 motori a combustione interna o endotermici
Il movimento degli organi è generato da un fluido chiamato fluido operante che
compie lavoro attraverso variazioni di pressione e di volume conseguenti al calore
generato dalla combustione. - 3 -
I motori termici si definiscono a quando questa avviene al di
combustione esterna
fuori del fluido operante, ad esempio nei motori a vapore e Stirling il calore è
trasmesso al fluido attraverso le pareti di una caldaia o scambiatore (figura 1),
mentre si definiscono a o quando la combustione
combustione interna endotermici
avviene nel fluido stesso che contiene inizialmente la miscela necessaria di
combustibile e comburente e dopo la reazione, i prodotti di questa (figura 1.1). Il
vantaggio dei motori endotermici sta nella loro compattezza, infatti, viene eliminata
la caldaia ma lo svantaggio sta nel fatto che, essendo la combustione interna al
cilindro, è necessario l’utilizzo di un combustibile pregiato in modo da evitare il
deterioramento delle parti meccaniche. L’aria riceve il calore della combustione
raggiungendo una temperatura elevata e fuoriesce a temperatura più bassa, il
lavoro prodotto è dato dalla differenza tra il calore prodotto nella combustione Q1 e
il calore ceduto all’ambiente Q2, cioè L=Q1-Q2. L’ossigeno ossia il comburente è
fornito dall’aria ma se si esce dall’atmosfera vi è l’inconveniente che oltre al
combustibile bisogna portare a bordo del veicolo il comburente.
Campi d’applicazione e peculiarità
I motori a combustione interna hanno un vastissimo campo d’applicazione in
virtù dell’estrema modularità dell’architettura costruttiva: possibilità di
moltiplicare la potenza aumentando il numero di cilindri, adattabilità ai vincoli
geometrici esterni, basso rapporto peso/potenza, etc. Gli impieghi tipici sono
dunque la trazione stradale leggera (auto-motoveicoli), trazione ferroviaria,
trazione stradale pesante (trasporto merci su gomma), produzione stazionaria di
potenza (a es. gruppi elettrogeni da 1 KW a 20 MW), propulsione navale e
propulsione aeronautica. Le caratteristiche che ne determinano il grande
successo sono in generale:
Compattezza
Il motore contiene al suo interno tutti gli organi necessari per il suo
funzionamento, inoltre non ha bisogno della caldaia o del generatore di vapore.
Semplicità nella regolazione.
Infatti in un m.c.i. si può agire sia sulla
coppia motrice che sul numero di giri.
Ad esempio nella figura a lato le due curve
di coppia motrice di un’auto M e M sono
m1 m2
relative a due diverse posizioni dell’acceleratore;
immaginando di mantenere il rapporto di
trasmissione costante (ad es. viaggiando in
quinta marcia) si può variare la velocità dell’auto
trovando due distinte posizioni d’equilibrio
sulla curva del momento resistente2 (che può
essere quello tipico della resistenza aerodinamica),
n1 e n2, semplicemente sull’acceleratore.
pigiando
Adattabilità alle varie applicazioni.
Il m.c.i. si presta ad avere le architetture più varie, con le disposizioni dei cilindri
a V, in linea, a stella. - 4 -
I motori alternativi
Gli elementi principali che compongono un motore alternativo
Il motore a combustione interna si compone di un all’interno del quale
cilindro
scorre un in moto alterno. Il movimento alternativo del pistone fa variare
pistone
opportunamente il volume della camera di combustione.
Figure 2 - 2.1 Volumi caratteristici del cilindro
Tramite un giunto (spinotto) il pistone è collegato al complesso biella-manovella-
albero a formare il manovellismo ordinario centrato.
Figura 2.2 manovellismo ordinario centrato
I motori alternativi trasformano così il moto alternato degli organi interni che lo
compongono in un moto rotatorio.
Il problema principale di questo cinematismo è dato dalla presenza di forze
d’inerzia dovute al moto alterno dello stantuffo, del moto rotante della manovella
e del moto della biella, che rendono il sistema non equilibrato; i motori
misto
rotativi sono, invece, di per sé molto più equilibrati. - 5 -
Prima classificazione dei motori alternativi
I diversi motori alternativi esistenti possono essere classificati in vari modi:
1. a seconda del sistema di accensione del combustibile (classificazione
fondamentale):
- motori ad accensione per scintilla (AS)
- motori ad accensione per compressione (AC)
2. a seconda del ciclo operativo in:
- motori a quattro tempi
- motori a due tempi
3. a seconda del sistema di immissione del combustibile in:
- motori a carburazione
- motori a iniezione
4. a seconda del sistema di alimentazione in:
-motori ad aspirazione naturale
- motori sovralimentati
Dalla prima classificazione abbiamo la definizione delle due famiglie più grandi di
motori alternativi, AS e AC.
Nei motori ad accensione comandata (AS) è introdotta una miscela già dosata
d’aria e combustibile (benzina, gpl, metano, alcool, in futuro idrogeno, ecc); un
sistema d’accensione (con una o più candele) innesca la combustione, la quale si
propaga con un a velocità nell’ordine dei 15 m/s. Per una buona
fronte di fiamma
efficienza del motore è opportuno che aria e benzina siano miscelate in rapporto
stechiometrico.
Nei motori ad accensione spontanea (AC) s’immette il combustibile (gasolio)
attraverso un iniettore (o più) nella camera di combustione, contenente aria pura
a determinate condizioni di pressione e temperatura tali da innescare
la combustione. Esistono anche motori ibridi che possono
spontaneamente
funzionare sia a benzina sia a gasolio (ad es. per impieghi militari).
La seconda classificazione riguarda il periodo del ciclo, 2 o 4 tempi.
Nei motori il ciclo di funzionamento (aspirazione, compressione, combustione
4T
ed espansione, scarico) avviene ogni due giri di manovella: in un quarto del ciclo
(fase d’espansione) si ha produzione di lavoro, mentre per tre quarti del ciclo il
motore funziona da pompa assorbendo lavoro passivo.
Figura 2.3 Fasi del ciclo a quattro tempi - 6 -
Nei motori il ciclo di funzionamento avviene in un solo giro di manovella,
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- Fisica - Motori, analisi termodinamica dei cicli di lavoro, rendimento
- Chimica - Combustibili e carburanti
- Scienze - Inquinamento prodotto dall'utilizzo di motori a combustione interna