Le 8 “R” che potrebbero migliorare il mondo
Margherita Orlandi
Classe 5°G PNI
Anno scolastico 2012/2013
1
Indice
Introduzione pagina 3
La bioeconomia pagina 5
Fonti di energia pagina 7
Controllo demografico pagina 8
La decrescita: un’utopia pagina 10
Programma: le 8 “R” pagina 11
La questione del lavoro pagina 15
Conclusione pagina 16
Bibliografia&sitografia pagina 17
“La vita attuale è inquinata alle radici. L’uomo s’è messo al
posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinato l’aria, ha
impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. Il triste e
attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio
delle altre forze. V’è una minaccia di questo genere in aria.
Ne seguirà una grande ricchezza…nel numero degli uomini.
Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci
guarirà della mancanza di aria e spazio? Solamente al
pensarci soffoco!”
Italo Svevo, “La coscienza di Zeno” (Capitolo 8: La psico-analisi)
Introduzione
2
Con la presente tesina ho voluto approfondire una teoria
economica che si oppone all’attuale modello economico
occidentale volto allo sviluppo: il modello della decrescita. Il
fine di tale esame è di presentare la necessità di un totale
cambiamento - perché non chiamarla addirittura rivoluzione?
- in ambito sociale, economico, politico ed ambientale.
Il seguente elaborato segue l’analisi che l’economista Serge
Latouche ci propone nella sua opera “Breve trattato sulla
decrescita serena” sulla teoria economica formulata da
Nicholas Georgescu-Roegen, corredata di dati e riferimenti
economici.
I membri delle Nazioni Unite, 191 stati, si sono posti come
1
“Obiettivi di sviluppo del Terzo Millennio” 8 obiettivi,
(riguardanti lo sradicamento della povertà e della fame,
l’aumento dell’istruzione, la promozione della parità dei
sessi, la riduzione della mortalità infantile/materna e della
propagazione di malattie sessuali e lo sviluppo di un sistema
economico equo, ma soprattutto sostenibile), da raggiungere
entro il 2015.
Un cambiamento radicale è necessario se non vogliamo
incorrere nelle varie crisi, che sono state indicate nel
rapporto del Club di Roma “Limiti dello sviluppo” (1972).
2
Nell’aggiornamento pubblicato vent’anni dopo si fa
riferimento a 3 modelli:
“Abbiamo ripetuto più volte che il mondo non si trova di
fronte a un futuro preordinato, ma a una scelta. L’alternativa è
fra tre modelli.
Il seme della nascita di questa associazione fu gettato nel 1941 con la firma della Carta
1
atlantica da parte dei paesi vincitori della I guerra mondiale. Molto simile alla Società delle
Nazioni fondata nel 1919 alla conferenza di Parigi, entrambe si basarono sui principi esposti
nel discorso “Quattordici punti” del presidente Wilson
2 Associazione non governativa, no-profit, di scienziati, economisti, uomini d’affari e capi di
stato di tutti e cinque i continenti fondata nel 1968
3
Uno afferma che questo mondo finito non ha, a tutti i fini
pratici, alcun limite. Scegliere questo modello ci porterà
ancora più avanti oltre i limiti e, noi crediamo, al collasso.
Un altro modello afferma che i limiti sono reali e vicini,
che non vi è abbastanza tempo, e che gli esseri umani non
possono essere moderati, né responsabili, né solidali. Questo
modello è tale da autoconfermarsi: se il mondo sceglie di
credervi, farà in modo che esso si riveli giusto, e ancora il
risultato sarà il collasso.
Un terzo modello afferma che i limiti sono reali e vicini,
che c’è esattamente il tempo che occorre ma non c’è tempo
da perdere. Ci sono esattamente l’energia, i materiali, il
denaro, l’elasticità ambientale e la virtù umana bastanti per
portare a termine la rivoluzione verso un mondo migliore.
Quest’ultimo modello potrebbe essere sbagliato. Ma tutte
le testimonianze che abbiamo potuto considerare, dai dati
mondiali ai modelli globali per calcolatore, indicano che esso
potrebbe essere corretto. Non vi è modo per assicurarsene,
se non mettendolo alla prova.”
La verità è costantemente davanti ai nostri occhi e
sembrerebbe un’ovvietà ripetere che in un mondo finito
come la Terra non possa essere applicata una crescita
illimitata. Proprio per questa necessità nella seconda metà
del 1900 venne proposta una teoria economica socialmente
biosostenibile: la “bioeconomia”.
4
La “bioeconomia”
Il professore di economia Nicholas Georgescu-Roegen
riteneva che le scienze economiche dovessero tener conto
delle leggi biologiche e fisiche che governano la natura. In
particolar modo riprendeva uno dei concetti basilari della
termodinamica applicandolo in ambito economico. Il II
principio della termodinamica afferma, infatti, che esistono
due tipi di energia: energia libera ed energia legata
(inutilizzabile dall’uomo). Quando utilizziamo l’energia libera
per produrre lavoro essa si disperde però sotto forma di
calore, diventando energia non più utilizzabile; il grado di
dispersione viene calcolato tramite l’entropia.
All’economista rumeno va dunque il merito di aver
individuato le implicazioni bioeconomiche della legge
dell’entropia introducendo quello che viene chiamato il “IV
principio della termodinamica”, che fa riferimento non più
all’energia, ma alla materia stessa, distinguendo la materia
“utilizzabile” da quella “non-utilizzabile”.
Secondo Georgescu-Roegen, i modelli economici moderni
non tengono conto dell’entropia (ovvero l’irreversibilità della
trasformazioni dell’energia/materia), dei rifiuti e
dell’inquinamento, che fanno comunque parte dei processi di
produzione, e nemmeno delle leggi fisiche, biologiche e
chimiche.
Lo stesso Georgescu-Roegen scrive:
“Non possiamo produrre frigoriferi o automobili “migliori e
più grandi” senza produrre anche rifiuti “migliori e più
grandi”. “
A differenza di questi modelli, il processo economico reale,
infatti, non tiene conto del suo svilupparsi all’interno di un
sistema chiuso, come la biosfera, e che quindi esso sia un
processo irreversibile.
Introduzione modello della decrescita - Tesina
Con la presente tesina di maturità ho voluto approfondire una teoria economica che si oppone all’attuale modello economico occidentale volto allo sviluppo: il modello della decrescita. Il fine di tale tesina è di presentare la necessità di un totale cambiamento, una rivoluzione in ambito sociale, economico, politico ed ambientale. La seguente tesina segue l’analisi che l’economista Serge Latouche ci propone nella sua opera “Breve trattato sulla decrescita serena” sulla teoria economica formulata da Nicholas Georgescu-Roegen, corredata di dati e riferimenti economici.
Collegamenti
Modello della decrescita - Tesina
Scienze: Le rocce sedimentarie.
Fisica: L'entropia e accenni alla fisica.
Economia: Il modello della decrescita.