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Mille e una

Donna

Claudia

Intagliata

Nelle donne ogni cosa

“

è cuore, anche la

testa”

Jean Paul Friedrich

Richter

Letteratura italiana

Italo Svevo

  • Il suo vero nome é Aaron Hector Schmitz.
  • Nasce a Trieste il 19 dicembre 1861.
  • Nel 1880, dopo la morte del padre, comincia a lavorare in banca, dove rimane per diciannove anni.
  • Nel 1892 pubblica il suo primo romanzo “Una vita” che non ottiene alcun successo, così come i successivi “Senilità” (1898) e “La coscienza di Zeno” (1919).
  • Nel 1895 conosce e sposa Livia Veneziani, cominciando così a lavorare per i suoceri.
  • A causa del suo lavoro è costretto a viaggiare, soprattutto in Inghilterra, e ha bisogno di migliorare il suo inglese. In questa occasione conosce James Joyce, al quale sottopone i suoi romanzi. Lo scrittore irlandese riconosce la sua grandezza, lo incoraggia a proseguire l’attività letteraria e in seguito si adopererà per imporre il romanzo “La coscienza di Zeno” all’attenzione degli intellettuali francesi. 3
  • In Italia, invece, l’unico a riconoscerne la grandezza è Eugenio Montale che gli dedica un saggio sulla rivista “L’esame”.
  • Il riconoscimento lo stimola alla scrittura e alla progettazione di un quarto romanzo, con protagonista nuovamente Zeno.
  • L’11 settembre 1928, a seguito di un incidente d’auto a Motta di Livenza, lo scrittore muore in ospedale a causa delle ferite riportate.

Senilità

È il secondo romanzo di Italo Svevo. Il protagonista è Emilio Brentani, un trentacinquenne che vive di un modesto impiego presso una società assicurativa. Egli attraversa la vita con prudenza, evitando ogni pericolo ma rinunciando contemporaneamente ai piaceri della vita, appoggiandosi alla sorella Amalia e all’amico Stefano Balli.

Quando Emilio incontra Angiolina, egli si propone di instaurare con lei una relazione “facile e breve”, senza impegno, invece si innamora perdutamente della bella popolana. La scoperta della vera natura di Angiolina scatena la sua gelosia; vorrebbe allontanarla ma non ne è capace.

Nel frattempo, la sorella vive una storia analoga a quella del fratello con Stefano Balli, al quale non ha il coraggio di confessare i suoi sentimenti, struggendosi per lui. Quando Emilio viene a conoscenza di ciò, allontana da casa l’amico, distruggendo la vita di Amalia, che muore poco dopo di polmonite.

Dopo la morte di Amalia e l’addio ad Angiolina, Emilio si rinchiude nella sua “senilità”, guardando la vita come un vecchio guarda alla sua giovinezza. 4

Le figure dell’inetto al femminile: Amalia e Angiolina a confronto

Tutto il romanzo è improntato sul dualismo fra due modi diversi di vivere la vita, Emilio Brentani e Stefano Balli. Questa opposizione è riscontrabile anche al femminile, nelle figure di Amalia e Angiolina.

“La signorina Amalia non era stata mai bella: lunga, secca, Incolore, il Balli diceva che era nata grigia – di fanciulla non le erano rimaste che le mani bianche, sottili, tornite meravigliosamente, alle quali ella dedicava tutte le sue cure.”

(Senilità, cap. 1, I. Svevo)

Trieste nel 1855

Amalia è la sorella del protagonista e ne rispecchia in tutto e per tutto mali e debolezze; non ha una vita sociale, non è sposata, vive solo per il fratello, che in fondo costituisce per lei un alibi, quella scusa per non costruirsi una vita propria. Incontra l’amore in Stefano Balli, ma non è in grado di rivelargli i suoi sentimenti e trova appagamento solo nei sogni. 5

Rappresenta l’inetto, in quanto ne presenta tutte le caratteristiche; ella é “incapace alla vita”, incapace di rivelare i suoi sentimenti all’uomo di cui è innamorata e questo le crea attorno un alone di tristezza e infelicità.

Il suo personaggio viene delineato dall’autore fin dalle prime pagine. Svevo, nel descrivere questi due personaggi agisce come un pittore che distribuisce i colori sulla tela: come un artista esperto assegna ad Amalia colori piuttosto neutri e insignificanti, spenti, quasi anonimi: “grigia fanciulla”, “pallida sorella”, “quella disgraziata” sono soltanto alcuni degli epiteti che le vengono assegnati dall’autore. Amalia è “piccola e pallida di qualche anno più giovane di lui, ma più vecchia per carattere o forse per destino”.

In contrapposizione alla figura di Angiolina che invece risplende di luce e di colore, infatti Svevo le assegna i colori pastello della gioventù come il “giallo di ambra” e l’oro dei capelli, l’azzurro degli occhi grandi, il rosa delle gote 6

“Angiolina, una bionda dagli occhi azzurri grandi, alta e forte, ma snella e flessuosa, il volto illuminato dalla vita, un color giallo di ambra soffuso di rosa da una bella salute, camminava accanto a lui, la testa china da un lato come piegata dal peso del tanto oro che la fasciava, guardando il suolo ch’ella ad ogni passo toccava con l’elegante ombrellino come se avesse voluto farne scaturire un commento alle parole che udiva […]

Raggiante di gioventù e bellezza ella doveva illuminare tutta la sua vita facendogli dimenticare il triste passato di desiderio e solitudine”.

Già dalla descrizione che l’autore fa di questo personaggio si evince la profonda differenza tra Amalia e Angiolina. Angiolina è descritta usando la parola “raggiante” mentre Amalia è “pallida”, l’una risplende di luce e di gioia, l’altra è attorniata da un alone di grigia tristezza.

Alla fine del romanzo, il protagonista le perde entrambe: Amalia stroncata dalla polmonite, Angiolina allontanata a causa della scoperta, da parte di Emilio, della sua vera personalità. Ecco che Emilio, rinchiuso nella sua “senilità”, nei suoi sogni le fonde insieme, in un’unica donna per non dover scegliere fra due donne a cui è profondamente attaccato e in ciò è riscontrabile un parallelismo con “Il Piacere”.

Andrea Sperelli che, ne di Gabriele D’Annunzio non sa scegliere fra Elena Muti e Maria Ferres che anche qui rappresentano 7

Letteratura latina

Tacito

  • Le notizie su di lui non sono molte e quelle di cui siamo a conoscenza ci sono date da Plinio il Giovane, che fu con lui proconsole d’Asia.
  • Nacque intorno al 55 d.C. a Terni secondo alcuni, a Roma secondo altri, da una famiglia abbastanza agiata.
  • Compì studi di retorica e studi giuridici e intraprese molto presto il cursus honorum.
  • Ricevette una notevole spinta verso la piena affermazione professionale, politica e culturale dal matrimonio con la figlia di Giulio Agricola.
  • Ricevette numerosi incarichi fuori Roma ma fu costretto a rientrarvi a seguito della misteriosa morte del suocero. A causa di quest’evento la sua carriera rallentò notevolmente.
  • Con l’avvento di Nerva egli diventò console supplente e successivamente proconsole.
  • Da questo momento in poi non si hanno di lui più notizie quindi si presume si sia ritirato a vita privata fino alla morte avvenuta tra la fine del principato di Traiano e l’inizio di quello di Adriano. 13

Le opere

  • “Historiae”: l’opera storiografica che affronta l’analisi del periodo dei Flavi.
  • “Annales”: opera storiografica che tratta gli eventi che caratterizzarono il periodo che va dal principato di Tiberio al regno di Nerone.
  • “Germania”: l’opera etnografica che descrive usi, costumi, abitudini di vita e modelli di comportamento dei germani.
  • “Agricola”: la monografia dedicata al suocero dopo la sua misteriosa morte.
  • “Dialogus de oratoribus”: il trattato in forma di dialogo sulla crisi dell’eloquenza.

Gli “Annales”

Gli “Annales” probabilmente dovevano constare di 16 o 18 libri ma non tutta l’opera ci è pervenuta. Essa tratta del periodo che va dal principato di Tiberio al regno di Nerone.

In quest’arco di tempo molte donne intrecciarono le loro vite con il potere imperiale, nobili o schiave che fossero, a cominciare dalla più conosciuta, Valeria Messalina, passando per Agrippina Minore, Claudia Ottavia, Sabina Poppea e per finire, la liberta Atte. Busto di Nerone, esposto ai Musei Capitolini 9

Le donne al potere: Messalina e altre donne

Valeria Messalina

“La moglie, non appena lo vedeva addormentato, spingendo la sua audacia di Augusta meretrice sino a preferire una stuoia al talamo del Palatino […] l’abbandonava scortata da una sola ancella. Nascondendo la chioma scura sotto una parrucca bionda, varcava la soglia di un lupanare […] dove in una cella a lei riservata, col falso nome di Licisca, si prostituiva ignuda, i capezzoli dorati, offrendo il ventre che, generoso Britannico, un tempo t’aveva portato. […] Sfiancata dagli uomini, ma non sazia ancora, se ne tornava a casa”

(dalla Satira VI, Giovenale)

Valeria Messalina nacque a Roma, nel 25 d.C. da Marco Valerio Messalla e Domizia Lepida. A quattordici anni fu costretta dall’imperatore Caligola a sposare il cinquantenne Claudio, cugino della madre, dal quale ebbe due figli, Britannico e Ottavia.

Alla morte di Caligola, lei e suo marito furono proclamati imperatori. Giovane ed inquieta, Messalina non amava molto la vita di corte; conduceva invece un’esistenza trasgressiva e sregolata. Di lei si raccontarono le storie più squallide: una fra esse è quella che la vede prostituirsi nottetempo nei postriboli sotto il falso nome di Licisca. 10

Valeria Messalina ebbe moltissimi amanti fino a quando si innamorò di Gaio Silio, il quale era già sposato. Gaio Silio ripudiò la moglie e divenne l’amante di Messalina e, mentre l’imperatore Claudio si trovava ad Ostia, durante una festa dionisiaca a palazzo i due amanti “si sposarono” nel 48 d.C.

Informato dal liberto Narciso, Claudio, (forse timoroso che il rivale volesse succedergli sul trono) decretò la morte dei due amanti. Mentre Gaio Silio non oppose resistenza e chiese una morte rapida, Messalina si rifugiò negli “Horti Lucullani” (i giardini di Lucullo) presso la madre, dove fu raggiunta dal potente liberto del marito e trafitta a morte.

Tacito parla dell’imperatrice nell’undicesimo libro degli “Annales”, nel capitolo 12 e nei capitoli dal 26 al 38 in cui descrive l’innamoramento di Messalina per Silio, la loro bizzarra decisione di sposarsi e la fine dei due amanti.

Nei confronti di Messalina e del suo “matrimonio” con Silio, Tacito non mostra un atteggiamento di sdegno morale quanto di incredulità e meraviglia; e tale atteggiamento non è affatto isolato: anche la corte imperiale non manifesta veri e propri sentimenti di sdegno, a predominare è la paura che l’amante di Messalina non miri solo all’amore dell’imperatrice ma piuttosto al trono di Claudio. 11

Claudia Ottavia

Figlia dell’imperatore Claudio e della sua terza moglie, Messalina, fu la prima moglie dell’imperatore Nerone al quale venne data in moglie per volere di Agrippina all’età di tredici anni.

Alla morte di Claudio, Nerone divenne imperatore e mentre Nerone, guidato e controllato da Seneca e Burro iniziava brillantemente la sua vita pubblica come imperatore di Roma, Ottavia non partecipò mai alla vita dissoluta del marito.

Bisogna ricordare che Nerone, sposato alla figlia di Claudio per motivi politici e dinastici « aborriva dalla moglie Ottavia, che pur era di nobile stirpe e di specchiata onestà. »

(dagli Annales, XIII, 12, Tacito)

Con l’entrata, nella vita di Nerone, di Sabina Poppea, Ottavia si trovò ripudiata e condannata all’esilio sull’isola di Pandataria con l’accusa più infamante, quella di procurato aborto. Dopo pochi giorni Nerone ordinò la sua morte.

Tacito guarda alla sfortunata prima moglie di Nerone con compassione, ne evidenzia la grande nobiltà d’animo, la dignità con cui la principessa vive la sua vita ritirata accanto all’imperatore Nerone, che non solo non

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Sintesi

Introduzione Mille e una donna - Tesina

Questa tesina di maturità descrive la donna. La tesina permette vari collegamenti con le materie scolastiche: in Italiano Svevo e l'inetto al femminile, in Latino Tacito e le donne negli Annales, in Storia le partigiane, in Filosofia Hannah Arendt, in Inglese Virginia Woolf, in Matematica Maria Gaetana Agnesi, in Fisica Marie Curie e il ciclo di isteresi, in Storia dell'arte Klimt, "Le tre età della donna", in Geografia astronomica l'interno della terra.

Collegamenti

Mille e una donna - Tesina

  • Italiano - Svevo e l'inetto al femminile.
  • Latino - Tacito e le donne negli Annales.
  • Storia - Le partigiane.
  • Filosofia - Hannah Arendt.
  • Inglese - Virginia Woolf.
  • Matematica - Maria Gaetana Agnesi.
  • Fisica - Marie Curie e il ciclo di isteresi.
  • Storia dell'arte - Klimt, "Le tre età della donna".
  • Geografia astronomica - L'interno della terra.
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