Sommario
Il nazismo..................................................................................................................... 3
La nascita della Repubblica di Weimar............................................................3
Hitler e la nascita del nazionalsocialismo...................................................4
Il nazismo al potere............................................................................................ 5
L’ideologia nazista e l’antisemitismo...............................................................6
Il nazismo: la “maschera” per espropriare le ricchezze degli ebrei........6
Pirandello e il decadentismo.................................................................................. 7
La vita..................................................................................................................... 8
Il pensiero............................................................................................................. 9
La poetica.............................................................................................................. 9
Le opere................................................................................................................ 10
............................................................................................................................... 11
La crittografia......................................................................................................... 12
Crittografia simmetrica................................................................................... 13
Crittografia asimmetrica................................................................................. 13
Crittografia ibrida............................................................................................ 15
Jesse Owens: un campione olimpico “mascherato” dal razzismo....................15
Le Olimpiadi.......................................................................................................... 16
Il progetto e le sue fasi.......................................................................................... 18
Il progetto.......................................................................................................... 18
Le fasi del progetto.......................................................................................... 18
Il project management...................................................................................... 20
I database................................................................................................................... 21
I linguaggi........................................................................................................... 22
La progettazione............................................................................................... 23
The database.............................................................................................................. 24
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Premessa
Siamo costantemente scissi e frammentati in mille maschere con le quali ci proponiamo dinanzi agli altri. Spesso la maschera nasconde il vero sé che noi consideriamo troppo “spaventoso” per essere mostrato agli altri e il timore del giudizio altrui ci porta a preferire un abito di circostanza. Ho scelto questo tema perché credo che la maschera sia un elemento inscindibile dall’esperienza umana e ho deciso di analizzarlo, poiché in essa si mette in evidenza la maschera come nascondiglio del nostro vero essere, ma allo stesso tempo come espediente paradossale. La maschera non è solo un trucco teatrale riservato a degli attori che recitano su un palco, ma è il trucco usato da tutti noi in ogni momento della giornata nel relazionarci agli altri.
Indossiamo la maschera di studente, di figlio, di insegnante, di sportivo, di amico. Indossare una maschera non significa essere falsi, ma significa che, fin dal momento in cui nasciamo, abbiamo dei ruoli, alcuni scelti da noi e altri no.
Per far sì che non sia la maschera il centro dell'attenzione deve essere l'attore a caratterizzarla dandole forma, espressione e sostanza. Così nella vita di ogni giorno mi maschero per presentarmi agli altri; ma per non rimanere solo una maschera, solo un'etichetta, devo saper dare spessore a ogni mio comportamento, alla mia voce, alle mie parole, ai miei gesti, ai miei pensieri. La scelta effettuata nella mia tesina di maturità è stata, quindi, determinata da un’esperienza che io sento di vivere quotidianamente. È comodo vivere con indosso una maschera che filtra il contatto col mondo.
Questo diventa molto rischioso nel momento in cui ci facciamo sopraffare dal ruolo che ci viene assegnato, dalla vita o dalle persone che ci circondano. Il tema della maschera quindi, intesa come “scudo”, come forma, lo troviamo all’interno del pensiero pirandelliano, ma allo stesso tempo il tema della maschera lo troviamo all’interno del percorso storico del nazismo e della persecuzione ebraica, che non è altro che una vera e propria maschera oscura nei confronti del popolo ebraico, a quel tempo molto ricco.
Sempre analizzando il tema della maschera, possiamo intendere la stessa, in ambito informatico, riguardo la crittografia, che non è altro che una tecnica per “mascherare”, offuscare, un qualunque messaggio che si vuole trasmettere senza dare la possibilità a terzi di intercettarlo. Il tema della maschera, inteso come “mascherare” un qualcosa, talvolta di scomodo, lo troviamo anche in episodi di anni addietro, precisamente nel 1936, quando fu mascherata nel vero senso della parola, la vittoria al campione americano Jesse Owens, capace di vincere ben 4 medaglie in una sola edizione olimpica.
Il tema della maschera quindi, anche se in diversi ambiti, è sempre stato un tema molto importante per quanto riguarda l’uomo e la sua evoluzione. 2
Il nazismo
La nascita della Repubblica di Weimar
La crisi del primo dopoguerra fu assai acuta nei paesi sconfitti, in particolare in Germania, dove la fine del conflitto si accompagnò ad un vuoto di potere. Alla fine del 1918, interi reparti dell’esercito avevano iniziato a chiedere a gran voce la cessazione immediata delle ostilità e l’abdicazione del Kaiser Guglielmo II. L’imperatore abdicò il 9 novembre 1918, mentre veniva proclamata la repubblica e si formava un governo provvisorio guidato da Friedrich Ebert, leader di un’ala del movimento socialdemocratico tedesco. Due giorni dopo il nuovo governo firmò l’armistizio a Compiègne (11 novembre 1918).
Il governo socialdemocratico non trovava appoggio nemmeno all’estrema sinistra. Anzi, proprio da questa parte venne il primo attacco: una rivolta guidata dal Partito comunista tedesco (KPD), nato dall’unione di alcuni gruppi tra i quali spiccava la Lega di Spartaco, fondata sin dal 1916 da Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg. Il 5 gennaio 1919, il KPD e la sua ala spartachista tentarono di nuovo la via dell’insurrezione a Berlino. La rivolta, però, venne repressa nel sangue dal governo socialdemocratico, nella settimana tra il 6-13 gennaio 1919 (settimana di sangue). Tra le prime vittime della controrivoluzione vi furono proprio Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg, arrestati e uccisi senza processo.
Sempre in gennaio si erano svolte le elezioni per un’Assemblea costituente, dove la socialdemocrazia era risultata in maggioranza. L’Assemblea si era riunita a Weimar e aveva elaborato una nuova Costituzione. La Germania, diveniva così una repubblica federale, costituita da regioni-stato. Il Parlamento era l’organo sovrano, cui spettava il potere legislativo; il cancelliere, ovvero il primo ministro, rispondeva del proprio operato al Parlamento e veniva nominato da un presidente, eletto ogni 7 anni direttamente dal popolo.
Per le imprese tedesche, le clausole di pace punitive per il paese si univano ai problemi della riconversione post-bellica, che erano comuni a tutti i paesi duramente provati dalla guerra. Lo sconvolgimento del sistema produttivo provocò una disoccupazione dilagante. A partire dal 1922, la situazione si aggravò ulteriormente, quando il governo tedesco iniziò a mettere in circolazione più banconote, innescando un’inflazione senza precedenti.
Il governo democratico finì così ben presto per essere quasi paralizzato dal crescente disordine economico e monetario. Dovette perciò sospendere il pagamento dei risarcimenti di guerra in marchi-oro, come era stato stabilito a
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Versailles. La Francia, dalla sua parte, reagì occupando militarmente il bacino minerario della Ruhr, una regione fondamentale per la ripresa economica tedesca.
Hitler e la nascita del nazionalsocialismo
In un clima arroventato dai disordini sociali, si costituì a Monaco, nel gennaio 1919, il Partito dei lavoratori tedeschi, di estrema destra, al quale aderì un ex caporale di origine austriaca, Adolf Hitler. Grazie alla sua intraprendenza, Hitler allargò il partito e lo trasformò nel Partito nazionalsocialista dei lavoratori, più comunemente noto nella sua forma abbreviata di Partito nazista, il cui emblema era la croce svastica. Il partito creò al suo interno una struttura paramilitare, le cosiddette SA, la cui uniforme era contraddistinta dalla camicia bruna.
I membri del Partito nazista si distinsero ben presto per i loro metodi terroristici e per l’uso sistematico della violenza contro i militanti della sinistra. Nel 1923, alla testa delle SA, Hitler tentò addirittura un colpo di stato, il cosiddetto “putsch di Monaco”, che però fallì miseramente, e Hitler fu arrestato e condannato a cinque anni di carcere; durante la prigionia egli decise di cambiare strategia prefiggendosi come obiettivo la conquista legale del potere.
Nel frattempo la situazione della Germania stava lentamente migliorando grazie all’intervento diretto degli Stati Uniti a sostegno dell’economia tedesca attraverso il piano Dawes. Tale piano fece affluire forti capitali americani in Germania, permise la ripresa del sistema produttivo tedesco e consentì la diffusione sui mercati di merci tedesche.
In seguito al piano Dawes la Francia cominciò il ritiro dalla regione della Ruhr.
Nell’ottobre 1925 Francia e Germania, con la garanzia dell’Inghilterra e dell’Italia, firmarono nella città di Locarno un patto in base al quale diventavano definitivi alcuni punti fondamentali stabiliti dal trattato di Versailles. I tedeschi in particolare riconobbero la cessione alla Francia dell’Alsazia e della Lorena.
Ben presto, le conseguenze del crollo della Borsa di Wall Street del 1929, si abbatterono duramente sulla Germania: in tempi brevissimi, il ritiro dei capitali stranieri provocò l’arresto delle attività industriali, da cui derivarono fallimenti e una nuova dilagante disoccupazione.
Hitler, poco dopo, uscito dal carcere, finì per prevalere sui partiti moderati di Weimar: egli riuscì infatti ad assicurarsi l’appoggio della grande industria e dell’alta finanza.
Il nazismo già nel settembre 1930 conseguì un significativo successo elettorale, diventando il secondo Partito del paese. Nel marzo 1932, Hitler si presentò addirittura come candidato alle elezioni presidenziali tedesche, ma senza successo a causa dello straordinario ascendente goduto dall’avversario, il
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vecchio maresciallo Paul Ludwig Hindenburg. Il presidente Hindenburg, una volta salito al potere, chiamò a formare il nuovo governo proprio Hitler, nominandolo cancelliere (30 gennaio 1933).
Il nazismo al potere
A neppure un mese di distanza dalla nomina di Hitler a cancelliere, la sera del 27 febbraio, giunse improvvisa la notizia che la sede del Parlamento, a Berlino, era stata incendiata. Subito dopo fu sparsa la voce, falsa, che l’incendio fosse frutto di un complotto comunista per impadronirsi del potere. Ebbe inizio così una vera e propria caccia all’uomo, che provocò in poche ore la morte di decine e decine di membri dell’opposizione.
Hindenburg sciolse il Parlamento e indisse nuove elezioni per il 5 marzo del 1933. Confermato cancelliere Hitler si affrettò a far votare una legge-delega, destinata a concedere per quattro anni i pieni poteri al suo governo, che ne approfittò per instaurare un regime totalitario, riconoscendo ufficialmente come partito unico quello nazista. Attraverso queste leggi, Hitler, che sin dal 1921 aveva assunto il titolo di Führer, cioè di “duce”, instaurò un regime di terrore che fu messo in atto con freddezza e ferocia attraverso la polizia politica o Gestapo, creata in seno alle istituzioni dello stato, e le SS che erano utilizzate anche come guardia personale di Hitler.
Nella sua scalata al potere, Hitler si trovò ad affrontare anche un’opposizione interna al partito, rappresentata da alcune frange delle vecchie SA, che erano guidate da uno dei primi collaboratori del Führer, Ernst Rohm. Hitler, per uscire da tale situazione, procedette ad una radicale epurazione del partito, accusando Rohm ed i suoi uomini di un immaginario colpo di stato e decidendone la soppressione fisica. L’ordine fu eseguito la notte tra il 30 giugno e il 1° luglio 1934, passata alla storia con il nome di “notte dei lunghi coltelli”: furono le fedelissime SS a uccidere Rohm, arrestato mentre si trovava Baviera, e molti altri membri delle sue SA.
Alla morte di Hindenburg, nell’agosto 1934, Hitler ottenne il potere assoluto, riunendo illegalmente nelle proprie mani le due cariche supreme dello stato, quelle cioè di cancelliere e di presidente dello stato, ribattezzato Terzo Reich.
Il progresso e il benessere che conobbe la Germania negli anni Trenta, furono solo uno dei pilastri su cui il regime nazista consolidò il consenso. L’altro fu una politica estera nazionalista, spregiudicata ed aggressiva. A tale scopo il regime promosse una politica di riarmo, in aperta violazione delle clausole del trattato di Versailles. L’espansionismo nazista si esercitò prima di tutto nei confronti dei paesi “naturalmente tedeschi”, come l’Austria e il territorio dei Sudeti, in Cecoslovacchia. Hitler riteneva che questi paesi costituissero parte dello spazio vitale irrinunciabile per la Germania, ma soprattutto considerava la loro acquisizione come la prima tappa di un processo di espansione che avrebbe
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portato i tedeschi ad avere un’unica “grande patria germanica” (pangermanesimo).
L’ideologia nazista e l’antisemitismo
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Introduzione maschera - tesina
Siamo costantemente scissi e frammentati in mille maschere con le quali ci proponiamo dinanzi agli altri. Spesso la maschera nasconde il vero sé che noi consideriamo troppo “spaventoso” per essere mostrato agli altri e il timore del giudizio altrui ci porta a preferire un abito di circostanza. Nella mia tesina ho scelto questo tema perché credo che la maschera sia un elemento inscindibile dall’esperienza umana e ho deciso di analizzarlo, poiché in essa si mette in evidenza la maschera come nascondiglio del nostro vero essere, ma allo stesso tempo come espediente paradossale. La maschera non è solo un trucco teatrale riservato a degli attori che recitano su un palco, ma è il trucco usato da tutti noi in ogni momento della giornata nel relazionarci agli altri.
Indossiamo la maschera di studente, di figlio, di insegnante, di sportivo, di amico. Indossare una maschera non significa essere falsi, ma significa che, fin dal momento in cui nasciamo, abbiamo dei ruoli, alcuni scelti da noi e altri no. Per far sì che non sia la maschera il centro dell'attenzione deve essere l'attore a caratterizzarla dandole forma, espressione e sostanza. Così nella vita di ogni giorno mi maschero per presentarmi agli altri; ma per non rimanere solo una maschera, solo un'etichetta, devo saper dare spessore a ogni mio comportamento, alla mia voce, alle mie parole, ai miei gesti, ai miei pensieri. La scelta effettuata nella mia tesina di maturità è stata, quindi, determinata da un’esperienza che io sento di vivere quotidianamente. È comodo vivere con indosso una maschera che filtra il contatto col mondo. Questo diventa molto rischioso nel momento in cui ci facciamo sopraffare dal ruolo che ci viene assegnato (dalla vita o dalle persone che ci circondano). Il tema della maschera quindi, intesa come “scudo”, come forma, lo troviamo all’interno del pensiero pirandelliano, ma allo stesso tempo il tema della maschera, lo troviamo all’interno del percorso storico del nazismo e della persecuzione ebraica, che non è altro che una vera e propria maschera oscura nei confronti del popolo ebraico, a quel tempo molto ricco. Sempre analizzando il tema della maschera, possiamo intendere la stessa, in ambito informatico, riguardo la crittografia, che non è altro che una tecnica per “mascherare”, offuscare, un qualunque messaggio che si vuole trasmettere senza dare la possibilità a terzi di intercettarlo. Il tema della maschera, inteso come “mascherare” un qualcosa, talvolta di scomodo, lo troviamo anche in episodi di anni addietro, precisamente nel 1936, quando fu mascherata nel vero senso della parola, la vittoria al campione americano Jesse Owens, capace di vincere ben 4 medaglie in una sola edizione olimpica. Il tema della maschera quindi, anche se in diversi ambiti, è sempre stato un tema molto importante per quanto riguarda l’uomo e la sua evoluzione e per questo motivo ho deciso di parlarne nella mia tesina di maturità.
Collegamenti
Maschera - tesina
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