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Marx: dialettica e matematica

I Manoscritti Matematici

Liceo Ginnasio Lodovico Pavoni

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Sara Baldo a.s. 2014/2015 Classe 5^ B – indirizzo scientifico

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Il mio approfondimento nasce da un’analisi svolta dallo studioso di Marx Guglielmo Carchedi, attualmente docente di Economia politica all’università di York (Toronto).

Ripercorrendo il suo percorso metterò a confronto il metodo di derivazione di Leibniz e quello di Marx, evidenziando come dai procedimenti matematici di quest’ultimo si evinca la sua visione dialettica della realtà, e mostrando in modo limpido come questa sia la vera originalità dei Manoscritti Matematici.

Inoltre la vicinanza temporale del Festival dell’Economia di Trento 2015, appena concluso, e il grande spazio che questo ha dedicato alla mobilità sociale ci riporta all’importanza di pensare l’economia e ai concetti di equilibrio/disequilibrio, direttamente collegati allo studio di G. Carchedi, ed evidenziarne le basi reali e temporali, alle quali Marx si dedica nell’elaborare il proprio metodo di derivazione.

Qui si annida il mio interesse, nel capire più a fondo il modo in cui Marx intende la realtà e la visione che ha del mondo, nell’importanza di avere una conoscenza reale dei modelli sociali che si discostano da quello capitalista per poter avere una maggiore consapevolezza di questo.

John Maynard Keynes, nella sua opera Autosufficienza nazionale del 1933 scrisse:

«Il capitalismo non è intelligente, non è bello, non è giusto, non è virtuoso e non mantiene le promesse. In breve, non ci piace e stiamo cominciando a disprezzarlo. Ma quando ci chiediamo cosa mettere al suo posto, restiamo estremamente perplessi.»

Il rapporto perlopiù controverso tra Keynes e Marx è direttamente collegato anche alla matematica, “serva e padrona di tutte le scienze”1, funzionale non solo agli interessi economici ma possedente un valore culturale in sé.

Lo stesso Kant, nella Critica della Ragion Pura, opera del 1781, si rivolge alla matematica come una scienza universale e basata su strutture a priori, perciò in realtà necessaria alla conoscenza.

Per certi versi Marx anticipa l’applicazione economica della derivazione che poi è diventata nota con l’opera Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta keynesiana del 1936.

Il Marx matematico è poco conosciuto, ma il suo interesse per le scienze è visibile già dalla sua discussione di laurea, sulla filosofia naturale di Democrito ed Epicuro.

Il tentativo di fondare su solide basi la matematica è un obiettivo che lo accomuna a grandi matematici del suo tempo come Cauchy e Weierstrass, nonostante non fosse aggiornato sui loro studi, ed anche questo contribuisce a non renderlo un matematico di primaria grandezza.

“La scienza senza filosofia è arida, ma la filosofia senza la scienza è vuota”

A. Einstein

La serva padrona

espressione di Boncinelli Edoardo in

1

La prima menzione esplicita che attesta l’interesse di Marx per la matematica risale ad una lettera dell’11 gennaio 1858, indirizzata ad Engels, in cui dichiara che, lavorando all’elaborazione dei “principi dell’economia”, ha avvertito la necessità di riprendere e approfondire la conoscenza dell’algebra.

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Sintesi

Collegamenti Marx: dialettica e matematica, percorso

Filosofia: Karl Marx, in particolare i Manoscritti Matematici

Matematica: metodo di derivazione di Leibniz e Marx

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