L’anima moderna
L’anima moderna Rifiuto della poiché la realtà moderna è caratterizzata dalla pertanto il Romanticismo si presenta come
Ragione razionalità organizzatrice e produttiva esplorazione dell’Irrazionale
dell’uomo dal divino questa indagine su tutto ciò che sfugge alla
è contrassegnata da una lacerazione, un Attenzione per la vita dei
causa: Cristianesimo, ha introdotto il senso del ragione si manifesta in un’attenzione per la
senso doloroso di mancanza
distacco sentimenti
del finito dall’infinito passionalità
attenzione per gli stati della psiche, dimensioni
Il sogno e la follia
Il sogno e la follia alternative all’esistenza normale, grigia e piatta
Movimento letterario, artistico e culturale,
Nel 1816 si affaccia in Italia sorto in Germania e in Inghilterra negli ultimi
anni del Settecento scaturisce l’ironia romantica che consiste nel
i romantico tende a sprofondare negli abissi guardare il mondo con distacco nella
dell’interiorità concepito come unica realtà
Il soggettivismo
Soggettivismo consapevolezza che esso è una creazione
esistente. Il mondo esterno non esiste è solo
una proiezione dell’io.
Temi del Romanticismo europeo: dell’io.
insofferenza per ogni limite e costrizione. Ansia
La tensione verso l’infinito
Tensione verso l’infinito mistica di superare le barriere del reale per
attingere a una realtà più vera.
Senso spregiativo ritorno alla spiritualità e alla religiosità che si
1) Inghilterra, metà del ’600
fantastico, assurdo, falso negli antichi Ritorno alla religiosità manifesta in vere e proprie conversioni alla
l’emozione soggettiva religione tradizionale
romanzi cavallereschi 3) Fine 700 suscitata in chi la
contempla Romanticismo il male esercita un fascino prepotente
Il Romanticismo nero
Origine del termine: sull’anima romantica, nascono le fantasie di
Romanticismo nero “il sonno della ragione produce mostri”
sangue, crudeltà, lussuria e morte, atmosfere
ciò che è atto a dilettare popolate da spettri, demoni, visioni macabre
4) fine 700, filosofi di “ATHENAEUM” letteratura moderna
l’immaginazione 2) Nel 700 il progresso industriale ha portato
La natura e l’inquietudine esistenziale
aspetti selvaggi, solitari e malinconici della NATURA l’uomo verso un falso progresso, fatto Inquietudine esistenziale
negativo realtà, disgusto, fascino del male di un sistema economico complesso
Sehnsucht recupera il passato come fonte di
processo in cui ogni momento è stato
tematiche patriottiche, eroiche, storiche, indispensabile (lo studio rivolto a
positivo popolari, esaltazione della nazione, qualcosa di alto, ideale, non
utilitaristico)
Romanticismo
In Italia il movimento romantico inizia nel 1816, ma nel resto dell’Europa si annuncia alla fine del Settecento; pur tuttavia in Italia è anticipato nelle opere preromantiche di Foscolo.
Se per “romanticismo” intendiamo una categoria storica, allora lo si colloca nei primi 50 anni dell’Ottocento; se invece ne parliamo come “movimento”, facciamo riferimento a tutti quegli artisti che condividono aspetti tipici del Romanticismo, pur non sentendosene parte, come Leopardi. Si parla di romanticismo negativo quando esso insiste di più nelle tematiche appunto negative, come la malinconia, il mistero, l’orrore; positivo quando è legato all’esaltazione del nascente concetto di nazione, e quindi rivolto a tematiche patriottiche, eroiche, storiche, popolari.
Il passato è visto come la fase di un processo in cui ogni momento è indispensabile-positivo perché messaggero di qualcosa da imparare: è da tenere presente, però, che per il Romanticismo positivo lo studio è rivolto sempre a qualcosa di alto, ideale, mai utilitaristico. Ne consegue che non tutti i momenti storici sono valutati positivamente; dall’altra parte, quello che chiamiamo Romanticismo “negativo” esprime la percezione delle distonie storiche, dei conflitti e delle contraddizioni di una società che ha ampiamente disatteso le premesse illuministiche con acuta anticipazione. Il progresso industriale ha consegnato l’uomo ad un falso progresso, fatto di crisi economiche cicliche con cui l’uomo non riesce più ad interagire.
I temi del Romanticismo europeo
I temi del Romanticismo europeo sono: il rifiuto della ragione e per tutto ciò che sfugge alla ragione stessa, come l’attività onirica e la follia (soprattutto per l’artista che produce opere in uno stato che sfugge alla ragione, all’utile e a ciò che è piatto, quotidiano, razionale, freddo). Il soggettivismo rappresenta l’unica dimensione che, come quella infinita, vale la pena di esplorare: contro ad ogni tipo di materialismo, rinascono sentimenti di spiritualità, di gusto per l’esoterismo e l’occultismo.” Il sonno della ragione produce mostri …
La tensione verso l’infinito si traduce in uno stato di costante inappagamento, di “desiderio del desiderio”, di sehnsucht, oppure nel desiderio di aprirsi verso mondi lontanissimi, esotici…, anche dal punto di vista temporale, come un movimento di fuga verso qualcosa di passato, che più che un’evasione dalla realtà, esprime un rifiuto della realtà.
L’età dell’infanzia, come quella del primitivo o della tradizione popolare, sono miti vagheggiati dai romantici come mondi puri, incorrotti, autentici, non ancora contaminati dalla civiltà moderna.
Le peculiarità del Romanticismo italiano
Premesse le ideologie politiche dell’epoca e la nuova condizione dell’intellettuale, esule in una società dove l’unico valore sembra essere quello del profitto, restano da individuare le peculiarità del Romanticismo italiano, rispetto al resto dell’Europa: data l’assenza del conflitto tra intellettuale e società nel nostro paese, dovuta alla mancata modernizzazione industriale, l’artista italiano è impegnato soprattutto nell’azione politica (Risorgimento). In linea con la funzione positiva del movimento, i nostri intellettuali privilegiano l’attenzione al “vero” e all’impegno politico e civile, rivolto verso le classi medie: è un atteggiamento costruttivo, di crescita della collettività italiana.
È da ricordare l’assenza di una lingua d’uso comune anche per problemi di comunicazione: l’unificazione nazionale passa anche attraverso la ricerca di un codice linguistico comune. La soluzione manzoniana è quella del fiorentino medio parlato, appunto perché lingua viva, parlata in tutte le sue sfumature, e non letteraria, angusta e priva di termine per tutte le situazioni, quindi non fruibile da tutti.