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“Spesso il male di vivere ho incontrato…”

Il disagio esistenziale, il pessimismo radicato e il dolore del Novecento

Le ragioni che mi hanno indotta alla scelta dell’argomento “disagio esistenziale” sono essenzialmente due: da un lato la volontà di approfondire quei fili conduttori che ho incontrato nelle varie discipline nel corso di quest’ultimo anno scolastico, che mi hanno appassionata; dall’altro il fatto che sento questo argomento vicino, in quanto ritengo che la riflessione sull’essere e sull’esistere, pur essendo distante dalla realtà quotidiana del singolo, lo riguardi nella sua interiorità. E proprio le domande sul senso della vita sono quello che assilla e tormenta i pensatori esistenzialisti.

Il clima culturale dell’esistenzialismo

L’esistenzialismo è un clima culturale che ha caratterizzato il periodo compreso fra i due conflitti mondiali e che ha trovato maggiore espressione nel periodo bellico e postbellico. Esso risulta definito da un’accentuata sensibilità nei confronti della finitudine umana e dei dati che la caratterizzano, ossia da quegli aspetti che il filosofo Jaspers chiama “situazioni limite”: la nascita, la morte, la sofferenza, il passare del tempo, la lotta ecc..

Più in particolare il termine esistenzialismo e l’aggettivo esistenzialista figurano in tutti quei contesti di discorso nei quali si vuole porre l’attenzione sugli aspetti limitanti e tendenzialmente negativi della condizione umana. Aspetti che l’esperienza della guerra, con tutto il suo lascito di orrori e distruzioni, ha contribuito a rendere ancora più evidenti.

Inteso in senso stretto l’esistenzialismo è un insieme di filosofie che, al di là delle loro differenze, risultano oggettivamente caratterizzate da taluni tratti comuni che denunciano l’appartenenza a un medesimo clima speculativo.

Esistenza, essere e scelta

Nelle filosofie cosiddette esistenzialistiche assume un rilievo tematico centrale la riflessione circa l’esistenza, che viene percepita come modo d’essere proprio dell’uomo. Quest’ultima viene descritta, innanzitutto, come un rapporto problematico con l’essere e il binomio esistenza-essere rappresenta il tema centrale e decisivo dell’esistenzialismo. Dagli esistenzialisti il rapporto esistenziale con l’essere viene interpretato come qualcosa in cui “ne va” dell’uomo e che richiede da lui una qualche scelta.

L’uomo dunque è un ente che si trova di fronte a determinate possibilità di realizzazione che impegnano la sua libertà.

L’appello alla scelta implica che l’uomo, per gli esistenzialisti, viva come singolo, ossia come un ente individuato e irripetibile che ha una sua personale prospettiva sull’essere e che risulta direttamente chiamato in causa come tale. L’esistenza, come rapporto individuato e concreto con l’essere, si trova sempre in una situazione altrettanto individuata e concreta, racchiusa dalla nascita alla morte. In quanto struttura relazionale caratterizzata dalla singolarità, dal possibile, dalla scelta, l’esistenza risulta costitutivamente segnata dalla finitudine e dal limite.

I filosofi dell’esistenzialismo

Tra i filosofi più importanti dell’esistenzialismo vi sono figure come Martin Heidegger, Karl Jaspers, Kierkegaard, Schopenhauer, Blaise Pascal, Sartre.

In particolare quest’ultimo ha dato un importante contributo attraverso la sua filosofia, che rappresenta la manifestazione più rilevante dell’esistenzialismo postbellico.

Sartre ritiene che nella condizione umana vi sia qualcosa di paradossale. Infatti, pur essendo libero di fronte al mondo, l’individuo non è libero di essere libero. In altre parole, pur scegliendo il senso del suo essere, l’individuo non sceglie di essere collocato nel mondo e di esistere.

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Sintesi

Sintesi Spesso il male di vivere ho incontrato tesina

Le ragioni che mi hanno indotta alla scelta dell’argomento “disagio esistenziale” per la mia tesina di maturità sono essenzialmente due: da un lato la volontà di approfondire quei fili conduttori che ho incontrato nelle varie discipline nel corso di quest’ultimo anno scolastico che mi hanno appassionata; dall’altro il fatto che sento questo argomento vicino, in quanto ritengo che la riflessione sull’essere e sull’esistere, pur essendo distante dalla realtà quotidiana del singolo, lo riguardi nella sua interiorità. E proprio le domande sul senso della vita sono quello che assilla e tormenta i pensatori esistenzialisti.

L’esistenzialismo è un clima culturale che ha caratterizzato il periodo compreso fra i due conflitti mondiali e che ha trovato maggiore espressione nel periodo bellico e postbellico. Esso risulta definito da un’accentuata sensibilità nei confronti della finitudine umana e dei dati che la caratterizzano, ossia da quegli aspetti che il filosofo Jaspers chiama “situazioni limite”: la nascita, la morte, la sofferenza, il passare del tempo, la lotta.

Nella tesina ho effettuato dei collegamenti con le seguenti materie: Italiano: la negatività degli “Ossi di seppia” di Montale, con particolare riferimento a “Spesso il male di vivere ho incontrato”, “Meriggiare pallido e assorto” e “Non chiederci la parola”, in Filosofia l’esistenzialismo e “La nausea” di Jean-Paul Sartre e in Storia dell’arte “L’urlo” di Edward Munch.

Collegamenti

Spesso il male di vivere ho incontrato tesina

  • Italiano: Ossi di seppia, Spesso il male di vivere ho incontrato, Meriggiare pallido e assorto, Non chiederci la parola, Montale.
  • Filosofia: L’esistenzialismo e “La Nausea” di Jean-Paul Sartre.
  • Storia dell’arte: Amore e Psiche.
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