Premessa
Con la consapevolezza di imbattermi in uno dei temi che per secoli ha diviso letterati, filosofi e scienziati, ho deciso di attenzionare in questa mia tesina l’idea di limite: il concetto che ho visto prender diverse forme, nei vari testi di filosofi e scienziati, mi è sembrato così interessante e ampio da decidere di approfondirne il significato in questa sede.
La cosa che più mi ha colpita è il fatto stesso che la parola non abbia un’etimologia chiara che ne esplichi il significato in modo univoco: questo termine deriva infatti da due diversi sostantivi latini ossia limes limitis e limen liminis. Con il primo dei termini, i latini si riferivano a ciò che per l’uomo è da ostacolo, quindi la parola assumeva un significato negativo che stava ad indicare una barriera invalicabile che relegava l’uomo in una zona oltre il cui confine non si poteva giungere. Utilizzando il secondo dei termini il concetto assumeva una valenza del tutto differente: il limite diventava una soglia oltre la quale l’uomo era destinato a giungere in una dimensione diversa, nuova e ricca di orizzonti tutti da scoprire.
A mio parere il limite rappresenta un punto prima e dopo il quale la realtà e il vissuto di ognuno assumono significati diversi: esso rappresenta il momento di incontro tra diverse dimensioni della vita. 1
In seguito alla presa di coscienza di una limitatezza insita nel suo essere, l’uomo può assumere due diversi atteggiamenti:
- Da un lato può accettare questo suo essere “limitato” con rassegnazione assumendo un atteggiamento, più o meno sereno, di chiusura rispetto a ciò che questo limite cela;
- Dall’altro il limite può essere guardato come si guarda a un punto di partenza oltre al quale l’io è destinato al raggiungimento di nuove dimensioni. In questo senso il limite non sarà più visto come una catena che opprime l’uomo costringendolo a muoversi solo tra quelle cose da lui conosciute, ma sarà uno stimolo per quegli uomini che come Ulisse vogliono librarsi in un “folle volo al di là” delle colonne d’Ercole che altri hanno indicato.
2
Filosofia
Immanuel Kant. La filosofia del limite.
Nato in Prussia e vissuto a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, Immanuel Kant può essere considerato un tardo-illuminista pre-romantico, con una forte predilezione per una speculazione metodica e quasi scientifica più che filosofica.
Criticismo
Con la sua filosofia “trascendentale” cercò di mettere in evidenza i limiti ma soprattutto le possibilità della ragione umana attuando un criticismo teso a stabilire quali fossero le “Colonne d’Ercole” della filosofia, e più in generale della conoscenza. Egli s’interrogò quindi sui fondamenti del sapere, della morale e dell’esperienza. Il suo criticismo, da considerare come un’analisi delle capacità umane, può essere pensato come una filosofia di continuazione dell’empirismo inglese e dell’Illuminismo, con la differenza fondamentale che egli volle portare al tribunale della ragione la ragione stessa prima di tutto, e non il mondo.
Egli asseriva infatti:
“I limiti della ragione possono essere stabiliti solo dalla ragione stessa”. 3
Teoria della conoscenza
La teoria della conoscenza di Kant si basa sul dualismo tra fenomeno e noumeno che rappresentano rispettivamente ciò che il soggetto percepisce dell’oggetto in relazione al suo io, e ciò che la cosa è in sé per sé. La prerogativa fondante della speculazione kantiana risiede comunque nella rinuncia all’indagine degli aspetti concernenti il noumeno.
Ne “La critica della Ragion Pura” (1781), Kant si ripropone quindi di stabilire quali siano i meccanismi di conoscenza dell’uomo e su che cosa si basino. Entrano in gioco così due importanti elementi della sua filosofia: le connotazioni di spazio e tempo, che ci fanno percepire quello che succede all’esterno e all’interno del nostro essere. Esse sono per Kant “nell’uomo ma non dell’uomo” e rappresentano le coordinate assolute entro cui “l’io penso unificatore” connette i fenomeni. Il ragionamento del filosofo prussiano quindi stabilisce gli elementi fondamentali su cui si fonda la conoscenza. La sua speculazione atta a demistificare il valore della sola ragione ci pone di fronte ad assurdi esempi di fallimento della stessa. Una dimostrazione è data dalle “antinomie”, coppie di affermazioni, matematiche e dinamiche, tra le quali non è possibile scegliere, e con le quali il filosofo vuole mostrare quanto facile sia prendere in fallo la limitata
4
ragione umana che per troppo tempo era stata quasi divinizzata e pensata come uno strumento capace di tutto.
Rinuncia alla metafisica
Inoltre, secondo Kant, “la ragione umana è per sua natura spinta verso quei problemi che non possono essere risolti” e per questo è portata a dimenarsi verso e dentro la metafisica in modo del tutto confusionario senza trovare via di uscita a quel gomitolo senza capo che ammalia l’uomo inconsapevole e che lo spinge a dare e darsi risposte e certezze in realtà aleatorie e del tutto fantastiche.
Criticismo, rinuncia all’indagine del noumeno e demistificazione della metafisica, sono dunque pilastri importanti della gnoseologia kantiana con i quali il filosofo ha prescritto precisi limiti alla ragione umana, facendosi interprete in altre parole di una “filosofia del finito” che ha fatto valere in ogni campo il principio del limite.
5
Letteratura
Giacomo Leopardi: il limite come scintilla creativa.
Se nella filosofia critica il principio del limite è l’elemento dominante, nel Romanticismo è proprio il superamento di tale principio ad essere il carattere massimamente distintivo.
In un ideale discorso dialettico sull’atteggiamento umano nei confronti del limite, contrapporre una poesia di Giacomo Leopardi alla filosofia kantiana è di certo una forzatura: è poco probabile infatti poter erigere dei paragoni tra una poesia ed un ampio sistema di pensiero solidamente costruito.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Filosofia
Immanuel Kant
Italiano
Giacomo Leopardi (L'Infinito)
Storia
Il bipolarismo; il problema del confine
Arte
Pablo Picasso