Il limite
La mia scelta trova nella suggestione di questa parola le sue motivazioni. La parola limite assume, come in effetti tutte le parole, differenti significati in base al contesto in cui la collochiamo. Essa sta a indicare, in un suo primo e letterale significato, un qualcosa che non si può superare senza uscire dalla normalità e quindi cadere nell’esagerazione e nell’abuso. In una società liquida, come quella in cui viviamo, all’uomo, in quanto essere finito, si presentano continuamente ostacoli da superare.
Il tema del limite è presente in tanta lirica italiana da Leopardi a Montale, anche se si propone con immagini simboliche diverse ed assume anche differenti significati. Il contesto storico, la visione del mondo e della vita e la filosofia che sottende a questa visione del mondo sono le ragioni per le quali gli autori hanno maturato e rappresentato un’idea personale del limite.
Il limite nella lirica italiana
Nell’Infinito di Leopardi il limite rappresenta la possibilità di andare oltre e quindi raggiungere l’infinito. È la siepe che rappresenta il limite come ostacolo fisico, che impedisce agli occhi di spaziare ma non all’immaginazione di andare oltre. L’infinito è identificato nel mare, un luogo fisico, reale e, soprattutto, raggiungibile, in cui il poeta si abbandona, o meglio, naufraga dolcemente.
Per Leopardi il superamento di questi limiti avviene solo attraverso l’immaginazione. Nella sua poetica del “vago e indefinito” Leopardi afferma che se nella realtà il piacere infinito è irraggiungibile, l’uomo può figurarsi piaceri infiniti mediante l’immaginazione. La realtà immaginata costituisce la compensazione, l’alternativa a una realtà vissuta che è solo infelicità e noia. Ciò che stimola l’immaginazione a costruire questa realtà parallela è tutto ciò che è “vago e indefinito”, lontano e ignoto.
L’infinito è la rappresentazione di uno di questi momenti privilegiati, in cui l’immaginazione strappa la mente al reale, che è il “brutto” e la immerge nell’infinito.
La siepe e la nebbia in Pascoli
Se per Leopardi la siepe è un ostacolo fisico ma non un impedimento per l’immaginazione, per Pascoli, invece, la siepe diviene l’unico elemento fisico sul quale il poeta desidera fissare il proprio sguardo. La parola chiave che simboleggia nella poesia pascoliana una sorta di velo che isola e protegge dal mondo ostile è la nebbia. Pascoli chiede infatti, alla nebbia, paragonabile al mistero che avvolge il mondo, di nascondere, con il suo pallore, non solo le cose presenti, ma anche quelle passate che evocano ricordi dolorosi. Nella poesia “Nebbia” tutte le strofe iniziano nello stesso modo: con un’invocazione alla nebbia affinché nasconda tutto ciò che il poeta non vuole vedere e neppure più ricordare – “nascondi le cose lontane”, “nascondimi quello ch’è morto!” –. Il verbo “nascondere”, che è ripetuto all’inizio di ogni strofa (anafora), ribadisce la volontà di voler occultare tutte le cose che, non essendo conosciute, spaventano il poeta.
Tuttavia è da notare la totale differenza tra la siepe leopardiana e quella pascoliana. In Leopardi la siepe limita lo sguardo, permettendo all’immaginazione di spaziare liberamente; in Pascoli la siepe ha la funzione di impedire e ostacolare il pensiero verso tutto ciò che può recare dolore, o perché ricordo passato o perché ignoto futuro.
Il limite in Montale
Anche in Montale si può scorgere il concetto di limite, il muro, inteso come qualcosa di invalicabile che impedisce all’uomo di mettersi in contatto con gli altri e lo condanna all’isolamento. “Meriggiare pallido e assorto”, appartenente alla raccolta di Ossi di Seppia, è la poesia più significativa di Montale dove viene espresso il suo concetto di limite.
Il “rovente muro d’orto”, di cui il nostro Montale parla, è il simbolo del limite che, a differenza della siepe leopardiana, segna una condizione permanente del soggetto e non l’occasione per un ulteriore slancio immaginifico. Così un muro non è più semplicemente un muro, ma diviene il simbolo del limite della realtà dalla quale il poeta si sente accerchiato. I due versi conclusivi esprimono con straordinaria intensità questa condizione: la “muraglia” con i “cocci aguzzi di bottiglia” che la sovrastano, rappresentano la chiusura in questa prigione esistenziale, l’impossibilità di attingere a una verità e pienezza che si collocano al di là dell’ostacolo, irraggiungibili.
Il muro di Berlino
Anche la storia, anzi la politica, ha costruito e continua a costruire muri come confine invalicabile che separa città, nazioni, popoli, civiltà. Il più significativo della storia del Novecento è sicuramente quello di Berlino. Il muro di Berlino era un sistema di fortificazioni fatto costruire dalla Germania Est per impedire la libera circolazione delle persone tra Germania Ovest e il territorio della Repubblica democratica. Il muro divise la città di Berlino in due per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre del 1989.
Nel 1945, poco prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, in base agli accordi di Yalta, la Germania fu divisa in quattro zone di occupazione (britannica, francese, statunitense e sovietica). Anche la città di Berlino era stata divisa in quattro settori. Tutti i tentativi diplomatici per realizzare un’unificazione concordata del paese risultarono vani.
Introduzione limite, tesina
La seguente tesina di maturità liceo scientifico tratta del limite nelle sue diverse forme. La scelta per questa tesina trova nella suggestione di questa parola le sue motivazioni. La parola limite assume, come in effetti tutte le parole, differenti significati in base al contesto in cui la collochiamo. Essa sta indicare, in un suo primo e letterale significato, un qualcosa che non si può superare senza uscire dalla normalità e quindi cadere nell'esagerazione e nell'abuso. In una società liquida, come quella in cui viviamo, all'uomo, in quanto essere finito, si presentano continuamente ostacoli da superare.
Il tema del limite è presente in tanta lirica italiana da Leopardi a Montale, anche se si propone con immagini simboliche diverse ed assume anche differenti significati. Il contesto storico, la visione del mondo e della vita e la filosofia che sottende a questa visione del mondo sono le ragioni per i quali gli autori hanno maturato e rappresentato un'idea personale del limite.
Collegamenti limite, tesina
- Italiano - Il concetto di limite di Leopardi, Pascoli e Montale
- Storia - Il muro come confine invalicabile che separa città, nazioni, popoli
- Geografia astronomica - Il limite dell'Universo conosciuto
- Biologia - Frontiere e limiti della ricerca scientifica: le cellule staminali
- Chimica - Le strutture limite del benzene
- Matematica - I limiti
- Inglese - Dorian Gray e la consapevolezza dei propri limiti
- Filosofia - Il criterio di falsificabilità di Karl Popper