Être libre
“Libertà, Uguaglianza, Fraternità – come arrivare ai verbi?”
Tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo c’è stato un gran parlare di libertà, individuale o collettiva che fosse; per decenni, uomini e donne si sono impegnati in lotte e rivoluzioni per raggiungere le libertà di pensiero, di parola e di espressione di cui adesso buona parte del mondo può vantarsi.
Tuttavia, un approfondimento sembrerebbe necessario: quali eventi in particolare ci hanno portati a credere in questa utopia che è la Libertà così fermamente da avverare il “sogno”?
A mio avviso, il progresso ha posto i punti fermi che hanno creato la società moderna; se anche è vero che le prime scritte di libertà sono state fatte col sangue di tutti coloro che sono morti per il loro ideale, è anche vero che sono stati gli ideali, le intuizioni, le avanguardie e l’innovazione in ogni ambito a vestire la Libertà di un nuovo significato, più democratico e meno sanguinoso.
Qui di seguito mi impegno a cercare questi fantomatici punti fermi, analizzando le personalità di spicco che hanno contribuito alla creazione di una libertà sociale nell’arco degli ultimi due secoli, una ricerca che mi affascina e con cui spero di analizzare il più a fondo possibile pensieri ed eventi.
Le prime lotte dedicate principalmente all’ottenimento della libertà come diritto di emancipazione dal passato sono facilmente individuabili: prime tra tutte, alla fine del 1700, la Rivoluzione Americana e la Rivoluzione Francese. Figlie di un pensiero innovativo come l’Illuminismo e segnate sulla linea della storia come punto di passaggio all’età contemporanea, è solo grazie ad esse se, in seguito, le popolazioni non hanno mai smesso davvero di lottare per la libertà.
Seguono, molto importanti dal punto di vista artistico e letterario, i moti rivoluzionari francesi del 1830, volti a riconquistare gli ideali perduti dopo il colpo di stato napoleonico e il ritorno alla monarchia. Di questi avvenimenti abbiamo le testimonianze di Victor Hugo, che ne “I Miserabili” inserisce un gruppo di giovani studenti rivoluzionari e parla degli eventi del 1832, e di Eugène Delacroix, che dipinge “La Libertà che guida il Popolo” catturando l’istante in cui, infuocati, i parigini si riversano nelle strade, costruendo barricate per resistere all’esercito francese.
Delacroix stesso dice, in una lettera al fratello:
“Ho cominciato un tema moderno, una barricata... e, se non ho combattuto per la patria, almeno dipingerò per essa.”
Hugo, descrivendo accuratamente le vicende della rivolta, ci regala un’immagine precisa di com’era il clima di Parigi nei confronti del governo, di come ormai la rivoluzione scorresse nelle vene di ogni francese e, soprattutto, della passione che ogni singolo personaggio del suo libro mostra nei confronti dell’ideale della libertà, sia essa politica, morale, sociale o sentimentale.
Di seguito, una discussione tra Marius e gli Amici dell’ABC, il gruppo di studenti rivoluzionari di cui ci parla Hugo.
“[…] Comment une phrase survient-elle dans le dialogue? d'où vient qu'elle se souligne tout à coup d'elle-même dans l'attention de ceux qui l'entendent? Nous venons de le dire, nul n'en sait rien. Au milieu du brouhaha, Bossuet termina tout à coup une apostrophe quelconque à Combeferre par cette date.
—18 juin 1815: Waterloo.
À ce nom, Waterloo, Marius, accoudé près d'un verre d'eau sur une table, ôta son poignet de dessous son menton, et commença à regarder fixement l'auditoire.
(Parbleu,
—Pardieu, s'écria Courfeyrac à cette époque, tombait en désuétude), ce chiffre 18 est étrange, et me frappe. C'est le nombre fatal de Bonaparte. Mettez Louis devant et Brumaire derrière, vous avez toute la destinée de l'homme, avec cette particularité expressive que le commencement y est talonné par la fin.
Enjolras, jusque-là muet, rompit le silence, et adressa à Courfeyrac cette parole:
—Tu veux dire le crime par l'expiation.
crime,
Ce mot, dépassait la mesure de ce que pouvait accepter Marius, déjà très ému par la brusque évocation de Waterloo.
Il se leva, il marcha lentement vers la carte de France étalée sur le mur et au bas de laquelle on voyait une île dans un compartiment séparé, il posa son doigt sur ce compartiment, et dit:
—La Corse. Une petite île qui a fait la France bien grande.
Ce fut le souffle d'air glacé. Tous s'interrompirent. On sentit que quelque chose allait commencer. […] Enjolras, dont l'œil bleu n'était attaché sur personne et semblait considérer le vide, répondit sans regarder Marius:
—La France n'a besoin d'aucune Corse pour être grande. La France est grande parce
Quia nominor leo.
qu'elle est la France.
Marius n'éprouva nulle velléité de reculer; il se tourna vers Enjolras, et sa voix éclata avec une vibration qui venait du tressaillement des entrailles:
—À Dieu ne plaise que je diminue la France! mais ce n'est point la diminuer que de lui amalgamer Napoléon. Ah çà, parlons donc. Je suis nouveau venu parmi vous, mais je vous avoue que vous m'étonnez. Où en sommes-nous? qui sommes-nous? qui êtes-vous? qui suis-je? Expliquons-nous sur l'empereur. […] Où mettez-vous donc votre enthousiasme? et qu'est-ce que vous en faites? qui admirez-vous si vous n'admirez pas l'empereur? et que vous faut-il de plus? Si vous ne voulez pas de ce grand homme-là, de quels grands hommes voudrez-vous? Il avait tout. Il était complet. Il avait dans son cerveau le cube des facultés humaines. […] Il voyait tout, il savait tout; […] la grande Armée et la vieille garde, et la vieille
Introduzione Libertà - Percorso
- Arte - Delacroix, "La Libertà che Guida il Popolo"; Surrealismo, Man Ray.
- Francese - Victor Hugo, "Les Miserables", estratto.
- Inglese - George Orwell, "Animal Farm", estratto.
- Filosofia - Marx; Freud.
- Storia - Stalin e Lenin durante la Rivoluzione Russa.
- Italiano - Italo Svevo, "La Coscienza di Zeno".