Istituto Comprensivo Rocca di Neto
Scuola Secondaria di primo grado
Casabona (KR)
Tesina: “La libertà”
Anno scolastico 2015-2016 Alunno
Mariassunta Anania
“La libertà”
Tesina:
Introduzione
L’argomento della tesina è la libertà, nelle varie discipline trattate.
Il tema principale è la libertà intesa come forma più ampia di espressione in tutti i campi della vita.
Dalla storia alla letteratura, dall’arte alla tecnica si può individuare un percorso di periodi storici, letterari, di arte e di sviluppo economico in cui predomina la libertà di pensiero, di agire, di cambiare il mondo.
Dai grandi pensatori fino agli operai delle fabbriche, tutti sono coinvolti in questo cambiamento epocale e tutti hanno contribuito in maniera diversa affinché la libertà che oggi noi conosciamo si potesse realizzare. 2
Alunna: Mariassunta Anania
“La libertà”
Tesina:
Indice
- 1. Storia: Il Risorgimento e l’Unità d’Italia
- 1.1. Nord e Sud: due economie a confronto
- 1.2. Pensiero e Azione
- 1.3. La prima guerra d’indipendenza
- 1.4. La seconda guerra d’indipendenza
- 1.5. La spedizione dei Mille
- 1.6. L’Unità d’Italia
- 2. Letteratura: Il Verismo, Giovanni Verga e la novella “Libertà”
- 2.1. Giovanni Verga
- 2.2. Le opere
- 2.3. La poetica
- 2.4. Novella “Libertà”
- 2.5. Analisi del testo della novella “Libertà”
- 3. Geografia: Africa meridionale – focus sul Sudafrica
- 3.1. L’ambiente
- 3.2. La popolazione
- 3.3. L’economia
- 3.4. Le città
- 4. Tecnica: la prima Rivoluzione Industriale
- 5. Arte: Henri Matisse
- 5.1. La dance – 1909/1910
- 6. Educazione Fisica: la ginnastica
- 6.1. Attrezzi maschili
- 6.2. Attrezzi femminili
- 6.3. I fondamentali
- 7. Inglese: Martin Luther King – focus on racial discriminations
- 7.1. Americans that fought racism
- 7.2. I have a dream
- 8. Francese: Le monde francophone
- 9. Scienze: I combustibili fossili
- 9.1. Distribuzione riserve di carbone
- 9.2. Distribuzione riserve di petrolio
- 9.3. Distribuzione riserve di gas naturale
- 9.4. Utilizzo
- 9.5. Vantaggi e svantaggi
- 10. Musica: Dai canti di lavoro al blues 3
Alunna: Mariassunta Anania
“La libertà”
Tesina: Storia: lotta per la libertà politica
1. Il Risorgimento e l’Unità d’Italia
Negli anni Trenta del XIX secolo, iniziò la lotta del popolo italiano per l’unità e l’indipendenza del proprio Paese dal dominio straniero. Questa fase della storia d’Italia prende il nome di Risorgimento.
1.1. Nord e Sud d’Italia: due economie a confronto
L’economia italiana era in una situazione di grave arretratezza rispetto ai più sviluppati Paesi europei. Il processo di industrializzazione non era ancora iniziato e nelle campagne la miseria era largamente diffusa. A partire dagli anni ’30, anche in Italia vi fu, come stava accadendo nel resto d’Europa, una ripresa economica, agricola e commerciale che interessò le regioni del Nord. In agricoltura vi fu un aumento generale della produzione, a cominciare dalla bachicoltura, base dell’industria della seta, anche l’allevamento dei bovini favorì lo sviluppo dell’industria casearia. Nello stesso periodo, il Regno delle Due Sicilie fece registrare qualche miglioramento come l’estrazione e l’esportazione dello zolfo, una ricchezza naturale a lungo fondamentale per l’economia del Regno.
1.2. Pensiero ed Azione
Vi furono politiche di diversa ispirazione: liberali, monarchiche e repubblicane, che avevano come obiettivo di liberare l’Italia dallo straniero e unirla politicamente. Ben presto a questa riflessione ci pensò Giuseppe Mazzini. Era un giovane esule, costretto a vivere a Marsiglia, dopo essere stato arrestato e condannato all’esilio. Fondò una nuova organizzazione politica, la Giovane Italia, nata dalle sue riflessioni sulle cause che avevano determinato la sconfitta della Carboneria. 4
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“La libertà”
Tesina: Fig.1: Giuseppe Mazzini
La Giovane Italia annunciava nuovi obiettivi, un nuovo programma e un nuovo metodo di lotta politica, in particolare i giovani per essere ammessi dovevano avere meno di quarant’anni e solo attraverso l’insurrezione di un popolo avrebbero potuto realizzare un’Italia indipendente, sovrana e repubblicana. Mazzini restò fedele alle sue idee, i moti mazziniani del 1833-34, scoppiati in Lombardia, Toscana, Savoia e a Genova, cui partecipò anche Giuseppe Garibaldi, furono soffocati nel sangue e i patrioti vennero uccisi.
Nello stesso periodo, si fecero avanti le discussioni di Vincenzo Gioberti che voleva ricorrere ad una confederazione di stati italiani sotto la presidenza del Papa, i sostenitori delle sue idee venivano chiamati neoguelfi.
A capo delle idee liberali c’era Massimo D’Azeglio che invitava gli italiani a lottare alla luce del sole per la propria libertà, invece, Carlo Cattaneo era nella posizione repubblicana e federalista. In questo contesto l’Italia iniziò una fase di lotte per la propria indipendenza.
1.3. La prima guerra d’indipendenza
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Tesina:
L’Europa fu colpita da un’ondata rivoluzionaria, a causa di una grave carestia. In questo contesto iniziarono le insurrezioni del 1848. La prima scoppiò a Palermo il 12 giugno, il popolo insorse e cacciò le truppe borboniche. La rivolta arrivò successivamente a Napoli e il re Ferdinando II fu costretto ad emanare la Costituzione, che il 4 marzo del 1848 venne promulgata da Carlo Alberto con il nome di “Statuto Albertino”. Questa restò in vigore fino alla proclamazione della Repubblica Italiana il 2 giugno del 1946. Sul suo esempio tutti gli altri Stati italiani, tranne Parma e il Lombardo-Veneto, concessero la Costituzione. Lo Statuto introduceva un Parlamento che limitava i poteri del re.
Fig.2: re Carlo Alberto
Il 17 marzo la rivoluzione insorse anche a Venezia, gli austriaci furono cacciati dalla città, venne così proclamata la Repubblica di San Marco. A Milano, dopo cinque giorni di combattimento, riconosciute come “le cinque giornate di Milano” del 18\22 marzo, il 23 marzo Carlo Alberto dichiarò guerra all’Austria. Egli voleva strappare il Lombardo-Veneto agli austriaci e ingrandire il suo regno. All’esercito piemontese si unirono volontari da tutta Italia, anche dal Ducato di Toscana, il Regno delle Due Sicilie e lo Stato della Chiesa. All’inizio la guerra fu favorevole a Carlo Alberto, ma il 25 luglio i piemontesi vennero sconfitti a Custoza, dovendo firmare un 6
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Tesina:
armistizio. La guerra riprese l’anno successivo ma fu nuovamente sconfitto a Novara, dopo tale sconfitta rinunciò al trono in favore del figlio Vittorio Emanuele II che firmò il Trattato di pace con l’Austria, il Trattato prevedeva la riconquista di Venezia da parte degli austriaci.
1.4. La seconda guerra d’indipendenza
Dopo le sconfitte del 1848-49 il regno di Sardegna era l’unico Stato che mantenne la Costituzione. Nel 1852 il re Vittorio Emanuele II nominò primo ministro Camillo Benso Conte di Cavour. Fig.3: Camillo Benso Conte di Cavour
Egli rese più moderna ed efficiente l’economia del regno. In campo politico, l’obiettivo di Cavour era quello di ampliare i territori del regno di Sardegna. L’unico mezzo per ottenere questo risultato era la guerra all’Austria, ma Cavour sapeva che il Piemonte non era abbastanza forte e quindi aveva bisogno di alleati. L’occasione si presentò nel 1854, anno in cui scoppiò la guerra di Crimea, luogo lontano dall’Italia. Cavour convinse, infatti, il re a mandare le truppe piemontesi al fianco di Francia e Inghilterra contro l’Impero Russo. Le forze franco-inglesi vinsero la guerra e Cavour poté sedersi al tavolo dei vincitori e parlare con i ministri e illustrare la situazione dell’Italia, che voleva liberarsi dal dominio austriaco. Nel 1858 Cavour firmò un accordo segreto con la Francia che impegnava ad aiutare il Regno di Sardegna in caso di attacco. In cambio, il Regno di Sardegna avrebbe ceduto la città di Nizza e la 7
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Tesina:
regione di Savoia alla Francia. Nell’aprile del 1859 scoppiò la seconda guerra d’indipendenza: piemontesi e francesi sconfissero gli austriaci. In seguito Toscana, Parma e Modena decisero di unirsi al Piemonte. Nacque così la prima parte dell’Italia unita: Piemonte, Liguria, Sardegna, Emilia e Toscana formavano, infatti, un unico Stato.
1.5. La spedizione dei Mille
Il processo di unificazione dell’Italia riprese per iniziativa di Giuseppe Garibaldi. Il 6 maggio del 1860, al comando di circa 1.000 uomini salpò da Quarto (Genova) alla volta della Sicilia, nel Regno delle Due Sicilie. Il suo obiettivo era quello di suscitare una rivolta contro i Borboni. La spedizione dei Mille era appoggiata dall’Inghilterra e dal re di Sardegna, il 20 agosto del 1860 i garibaldini sbarcarono in Calabria e marciarono su Napoli con una vittoria decisa nella battaglia di Volturno. A questo punto entrò in scena Cavour, il quale temeva che Garibaldi invadesse lo Stato Pontificio. Il 26 ottobre Garibaldi e Vittorio Emanuele II si incontrarono a Teano dove Garibaldi cedette al re i territori conquistati e sciolse le sue truppe. Con dei plebisciti i cittadini dell’Italia meridionale, dell’Umbria e delle Marche decisero l’annessione al Piemonte.
Fig.4: Incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II 8
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Tesina:
1.6. L’unità d’Italia
Il 17 marzo del 1861 fu proclamato il Regno d’Italia con capitale Torino, mancavano solo il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Lazio. Il Veneto fu conquistato con la terza guerra d’indipendenza. L’annessione di Roma fu più difficile perché il Papa era protetto da Napoleone III, però in seguito nel 1871 la capitale dello Stato italiano fu trasferita a Roma.
Fig.5: Sintesi degli eventi e dei personaggi che hanno contribuito all’Unità d’Italia 9
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“La libertà”
Tesina: Letteratura: illusione di libertà
2. Il Verismo, Giovanni Verga e la novella “Libertà”
Il Verismo o Realismo è un movimento letterario che si diffonde in Italia nell’ultimo trentennio dell’Ottocento dietro la spinta di un analogo movimento francese, il Naturalismo. Carattere fondamentale del Naturalismo è il ritorno alla natura che si esprime attraverso la composizione di opere letterarie che hanno come argomento la realtà umana e sociale, anche quella più umile, penosa e sgradevole, rappresentata con rigore scientifico, in modo cioè del tutto oggettivo, distaccato. I veristi italiani riprendono i principi del Naturalismo francese calandoli però in una situazione storica diversa. In Italia, infatti, l’industrializzazione che ha investito l’Europa, in particolare l’Inghilterra e la Francia, è solo agli inizi, per di più la raggiunta unità politica ha aggravato problemi già esistenti, come il profondo divario tra regione e regione e la netta separazione tra il Nord e il Sud. Nasce, infatti, proprio in questi anni la cosiddetta “Questione Meridionale”, che per molti aspetti è ancor oggi irrisolta. Il Verismo acquista così un carattere regionalistico, nel senso che gli scrittori analizzano e descrivono nelle loro opere le proprie realtà regionali in tutta la loro crudezza e drammaticità, con toni a volte decisamente pessimistici.
I caratteri fondamentali del Verismo si possono così sintetizzare:
- Rappresentazione di una precisa realtà umana e sociale in modo obiettivo, quasi fotografico; l’opera letteraria viene ad assumere quindi l’aspetto di un documento oggettivo;
- Narrazione impersonale dei fatti, senza interventi (giudizi, considerazioni personali, partecipazione emotiva) da parte dell’autore che rimane così completamente estraneo alla vicenda; 10
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Tesina:
- Utilizzo di un linguaggio semplice e diretto che, dovendo riflettere il modo di esprimersi della gente, comprende anche espressioni tipiche delle parlate regionali.
Il maggior rappresentante del Verismo italiano è senz’altro Giovanni Verga, ma anche scrittori molto significativi come Luigi Capuana, Grazia Deledda, Matilde Serao. In Italia il poeta di maggior rilievo di questo periodo è Giosuè Carducci.
2.1. Giovanni Verga
Giovanni Carmelo Verga nato a Catania nel 1840 è stato uno scrittore drammaturgo italiano considerato il maggior esponente della corrente letteraria del Verismo. Viene registrato all’anagrafe da una famiglia di proprietari terrieri.
Il padre Giovanni Battista Verga Catalano era di Vizzini, dove la famiglia Verga di lontane ascendenze spagnole, visto che erano giunti in Sicilia nel 1822 con il nome di Vegas, aveva delle proprietà e discendeva dalla famiglia alla quale appartenevano anche i Baroni di Fontanabianca.
La madre si chiamava Caterina Di Mauro e apparteneva a una famiglia borghese di Catania, il nonno era stato carbonaro e nel 1812 era stato eletto Deputato del Parlamento siciliano. Verga aveva due fratelli: Mario e Pietro.
Vi è una questione riguardante l’esatto luogo di nascita di Giovanni Verga e la data esatta dell’evento. Nell’estate del 1840, infatti, ci fu un’epidemia di colera a Catania, si ipotizza che tale epidemia abbia spinto la famiglia Verga a scegliere il piccolo centro di Calatino per proteggere sia la madre che il piccolo nascituro da ogni potenziale rischio. Nato prematuro di sette mesi, il piccolo sarebbe poi stato riportato nel capoluogo, dove il padre lo avrebbe registrato come nato a Catania. Sull’esatta data di nascita l’incertezza è altrettanto ampia, si pensa infatti che la data precisa non sia il 2 settembre del 1840 ma il 31 agosto di quell’anno ma si potrebbe risalire anche al 29, data in cui a Vizzini si festeggia San Giovanni, sarebbe stato così il trasferimento da Vizzini a Catania la causa del ritardo nella registrazione. 11
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Tesina:
Compiuti gli studi primari, Verga continua quelli secondari alla scuola di don Abate Antonino, scrittore repubblicano. Antonino Abate faceva leggere ai suoi allievi opere come quelle di Dante, Petrarca, Ariosto e Torquato Tasso. Nel 1854, a causa di un’altra epidemia Verga si rifugiò nella campagna di Tèbidi, i ricordi di questo periodo, legati alle sue esperienze adolescenziali, ispireranno molte delle sue novelle, come “Cavalleria Rusticana”, oltre al romanzo “Mastro don Gesualdo”. A soli 18 anni Verga scrisse il suo primo romanzo “Amore e Patria”.
Fig.6: Giovanni Verga
Il romanzo ottenne giudizio positivo da parte del maestro ma venne considerato immaturo dall’insegnante di latino che lo convinse a non pubblicarlo. Iscrittosi alla facoltà di legge nel 1858 presso l’Università di Catania, non dimostrò però grande interesse per le materie giuridiche e nel 1861 abbandonò i corsi, preferendo dedicarsi all’attività letteraria e al giornalismo politico. Con il denaro datogli dal padre per concludere gli studi, il giovane pubblicò a sue spese il romanzo “I carbonari della montagna”, un romanzo storico che si ispira alle imprese della Carboneria calabrese.
Egli prediligeva i romanzi storici italiani, soprattutto quelli a carattere fortemente romantico, come quelli di Guerrazzi, la cui influenza si coglie anche nel suo terzo romanzo, pubblicato nel 1863, dapprima a puntate sulle appendici della rivista fiorentina La nuova Europa, intitolato “Sulle lagune”. Questo romanzo è ambientato a Venezia nel periodo in cui, ottenuta l’Unità d’Italia, Venezia era ancora 12
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sotto la potenza austriaca. Il romanzo narra la vicenda sentimentale di un ufficiale austriaco con una giovane veneziana in uno stile severo e privo di retorica. Entrambi innamorati della vita finiranno per morire insieme.
Verga, in questo periodo, lavorò frequentemente anche ad Acitrezza ed Acicastello. In Sicilia si verificò un periodo di violente sommosse popolari per l’abolizione del dazio sul macinato e, soprattutto nella provincia catanese, si assistette alla reazione dei contadini che, esasperati, arrivarono ad uccidere e a saccheggiare le terre. Nella novella “Libertà”, Verga rivive con forza drammatica una di queste rivolte, quella di Bronte.
Con l’arrivo di Garibaldi a Catania venne istituita la Guardia Nazionale e Verga, nel 1860, si arruolò in essa prestando servizio per circa quattro anni ma, non avendo inclinazioni per la disciplina militare, se ne liberò con un versamento di 3.100 lire alla Tesoreria Provinciale. Nel frattempo, insieme a Nicolò Niceforo, conosciuto con lo pseudonimo di Emilio Del Cerro, fondò il settimanale Roma degli Italiani, che si basava su un programma anti-regionale, e lo diresse per tre mesi oltre a collaborare alla rivista L’Italia contemporanea. Il settimanale in seguito passa sotto la direzione di Antonino Abate.
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Introduzione libertà - tesina
L’argomento della tesina di terza media è la libertà, nelle varie discipline trattate. Il tema principale è la libertà intesa come forma più ampia di espressione in tutti i campi della vita. Dalla storia alla letteratura, dall’arte alla tecnica si può individuare un percorso di periodi storici, letterari, di arte e di sviluppo economico in cui predomina la libertà di pensiero, di agire, di cambiare il mondo. Dai grandi pensatori fino agli operai delle fabbriche, tutti sono coinvolti in questo cambiamento epocale e tutti hanno contribuito in maniera diversa affinché la libertà che oggi noi conosciamo si potesse realizzare. La tesina permette anche vari collegamenti con le materie scolastiche.
Collegamenti
Libertà - tesina
- Letteratura: Il verismo, Verga, opere, poetica e novella “La libertà”.
- Storia: Il Risorgimento e l’unità d’Italia.
- Geografia: Il Sudafrica.
- Inglese: Martin Luther King e un pezzo del discorso “I Have a Dream”.
- Francese: Le monde francophone.
- Scienze: I combustibili fossili.
- Tecnica: Rivoluzione industriale.
- Musica: Dai canti di lavoro al blues.
- Arte: Henri Matisse.
- Educazione fisica: La ginnastica.