Estratto del documento

I.T.C. Paolo Toscanelli

Roma

Titolo:

“Libertà conquistate e negate”

Tesi di maturità

Presentata da

Anna Cau A.A. 2011/2012

A mio padre

Hai passato fino all’ultimo giorno della tua vita a difendere la libertà in tutti i modi in cui potevi. Questo lavoro è la realizzazione di un tuo desiderio che, per mia responsabilità, non hai potuto vivere. Ovunque tu sia sono sicura che ti raggiungerà comunque.

Libertà negate e conquistate

Prefazione

La libertà è un diritto fondamentale, che nel corso dei secoli si è affermato sempre di più nella nostra società. Purtroppo ancora oggi molti paesi sono costretti a vivere sotto regimi dittatoriali in cui le libertà fondamentali non sono protette, in quanto non riconosciute.

Franklin Delano Roosevelt disse: “La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature”.

In questo scritto ho voluto esporre il mio modo di vedere la libertà sotto diversi aspetti.

Nel romanzo di Giorgio Bassani che ci racconta la vita di un gruppo di giovani ebrei privati della libertà di vivere, spensieratamente, una delle fasi più belle della vita.

Nel periodo storico, il Fascismo, di cui il romanzo stesso parla, durante il quale la parola “libertà” non si poteva nemmeno pensare.

Nella nostra Costituzione, garante della nostra libertà, sotto l’aspetto:

  • Giuridico – con un piccolo riassunto della sua nascita e di alcuni articoli sulla libertà di pensiero ed espressione.
  • Fiscale – con la differenza dell’imposizione fiscale durante la dittatura e l’articolo 53 che riguarda il nostro dovere di contribuire alle spese dello Stato.
  • Economico – con la tutela del risparmio e l’Azienda Bancaria in Italia.

In una frase di un matematico, G. Cantor, che ha dato un importante contributo alla scienza.

Per finire, in Inglese, vista la nostra libertà di acquisto, ho esposto la libertà di scegliere diversi metodi di pagamento. Pag. 1

Prefazione......................................................... Pag. 2

Indice

Giorgio Bassani

Biografia........................................................... Pag. 4

Pag.

Il Giardino dei Finzi Contini.................................... 9

Il Fascismo Pag. 12

Il Regime.............................................................. Pag. 13

La situazione in Italia nel primo dopoguerra..................

La vittoria mutilata................................................ Pag. 16

17

Pag.

L’ascesa del Fascismo...............................................

La marcia su Roma.................................................. 17

Pag. 22

Pag.

Emanazione leggi razziali.........................................

Diritto

Dallo Statuto Albertino alla Costituzione..................... Pag. 28

31

La libertà di manifestazione del pensiero..................... Pag.

La Costituzione italiana............................................ 34

Pag.

Scienze delle finanze

Pag. 37

Imposizione fiscale durante la dittatura....................... 39

Art. 53 Costituzione................................................ Pag.

Imposte e tasse........................................................ 40

Pag.

Economia aziendale

Pag. 42

Articolo 47 della Costituzione.................................... Pag. 43

Impresa Bancaria......................................................

Norme sulla gestione bancaria................................... Pag. 44

Pag. 46

Classificazione delle operazioni bancarie.....................

Matematica

Georg Cantor Pag. 48

L’essenza della matematica risiede nella sua libertà..... Pag. 50

Le funzioni e alcuni Teoremi .....................................

Inglese

Pag. 55

Methods of payment................................................

Biografia di Giorgio Bassani

Biografia di Giorgio Bassani (Bologna 1916 - Roma 2000)

“Come scrittore ho sempre guardato più all’800 che al 900”: in queste parole è racchiusa la chiave per accedere all’universo di Giorgio Bassani e per capire la non positiva critica ai suoi lavori all’epoca degli scritti. Bassani nasce a Bologna il 4 marzo del 1916 da una famiglia, ferrarese da molte generazioni, borghese ed ebraica. Egli trascorre l’infanzia e la giovinezza nella loro casa signorile di Ferrara. Studia al Liceo Ariosto dove nasce la sua vocazione di poeta e la sua vocazione civica, politica, che lo spingerà a lottare per il suo paese. Dopo la maturità classica manifesta un vivo interesse per la musica, tanto da far presagire un futuro da pianista, ma rinuncia a questa passione inclinando nettamente verso la letteratura. Infrange una lunga tradizione familiare di medici (il padre e il nonno lo erano) e si iscrive alla Facoltà di Lettere. Dal 1935 al 1939 frequenta l’Università del capoluogo emiliano, prendendo giornalmente un treno di terza classe: da una parte c’è la Ferrara degli amici, fra i quali Giuseppe Dessi (narratore) e Claudio Varese (critico letterario); dall’altra parte la Bologna dei Docenti, delle conoscenze nuove, dei modelli umani e morali.

Nel 1938 i temi della razza trovano la loro formulazione in principi di ordine giuridico cioè in leggi antisemite. Docenti e studenti di origine ebrea sono esclusi in via di massima e con pochissime eccezioni da tutte le scuole del Regno e i cittadini ebrei immigrati in Italia dopo il 1919 sono invitati a lasciare il territorio italiano. D’ora in avanti le disposizioni contro gli ebrei si faranno sempre più restrittive. Nel 1939 si laurea in Lettere a Bologna.

Sono anni intensi in cui Bassani dedica quasi del tutto una segreta militanza antifascista, in cui partecipa attivamente alla Resistenza fino a maggio del 1943, quando viene arrestato e tenuto in carcere per qualche mese. Riavrà la libertà a luglio dello stesso anno dopo la caduta del fascismo.

Nello stesso anno si sposa con Valeria Senigallia e si sistema precariamente a Firenze dove è costretto a vivere sotto falso nome. Quando nel 1945 pubblica le poesie di “Storie dei poveri amanti e altri versi”, Bassani si accinge a vivere in pace la sua esistenza di intellettuale e scrittore, dopo anni di disperazione e di rischio, durante i quali migliaia e migliaia di ebrei, compresi suo padre, familiari e parenti, conoscenti e amici, erano andati alla morte in guerra, in prigionia nei lager: tutta gente la cui memoria non cessò mai di dargli quella fondamentale e confortante certezza di essere dalla parte della giustizia e della verità.

Impiegato, bibliotecario, insegnante e persino attore, Bassani vive nella Roma difficile del dopoguerra con la moglie e i due figli. Tuttavia scrive. Dopo il ’45 si dedica all’attività letteraria in maniera continuativa, lavorando sia come scrittore (poesia, narrativa e saggistica) sia come operatore editoriale: è significativo ricordare che fu proprio lui ad appoggiare presso l’editore Feltrinelli la pubblicazione de Il gattopardo, il romanzo di Tomaso di Lampedusa, segnato dalla stessa visione liricamente disillusa della storia che si incontra anche nelle opere dell’autore de Il giardino dei Finzi Contini. Bassani ha lavorato anche nel mondo della televisione, arrivando a ricoprire il ruolo di vicepresidente della Rai; ha insegnato nelle scuole ed è stato anche docente di Storia del teatro presso l’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. Ha partecipato attivamente alla vita culturale romana collaborando a varie riviste, tra cui «Botteghe Oscure», rivista di letteratura internazionale uscita tra il ’48 e il ’60. Va inoltre ricordato il suo lungo e costante impegno come presidente dell’associazione Italia Nostra, creata in difesa del patrimonio artistico e naturale del Paese. (Si deve a lui la conservazione delle mura di Ferrara e dello stesso cimitero Ebraico). Dopo un lungo periodo di malattia, segnato anche da dolorosi contrasti all’interno della sua famiglia, Bassani si spegne a Roma il 13 aprile del 2000. Fu sepolto, per sua richiesta, nel cimitero Ebraico di Ferrara, dove il grande scrittore immaginò la tomba dei Finzi Contini.

Allo scrittore la sua città ha dedicato il grande parco detto dell’Addizione Verde, oggi Parco Giorgio Bassani, «che insieme con il museo Shoah, costituisce un monumentale esempio europeo di come si possa collegare il passato con il futuro, una ferita della storia con la bellezza leggera di un giardino pubblico» (Carl Wilhelm Macke). Parco

Giorgio Bassani

di Ferrara

L’opera dello scrittore

L’opera dello scrittore bolognese, nell’ambito della narrativa nostrana tra il 1945 ed il 1960, segna l’inizio di una fase di restaurazione, un passaggio dal neorealismo, (con la tendenza a riavvicinarsi alla vita mettendo allo scoperto le piaghe della società e affidandosi alla mera cronaca degli avvenimenti), alla malinconia affettuosa, di ricordo, tipici del modulo elegiaco. Un ripiegamento al passato, un tuffo nella nostalgia dove si parla sottovoce. Le principali tappe del suo percorso letterario sono:

  • La passeggiata prima di cena (1953)-Gli ultimi anni di Clelia Trotti (1956)-Storia d’amore- Una lapide in Via Mazzini -Una notte del 43- che formano le famose “Cinque storie ferraresi del 1956 (premio Strega).
  • Cinque storie e Gli occhiali d’oro (1953)
  • Il giardino dei Finzi Contini (1962)
  • Dietro la porta (1964)
  • L’odore del fieno (1972)

Bassani ha inteso rappresentare abitudini e mentalità della comunità israelitica benestante di Ferrara, città sempre presente nei suoi scritti. Questa località diventa scenario di racconti, romanzi e poesie e diventa luogo mentale e luogo della memoria.

La figlia dice di lui: ”È stato uno dei poeti, degli artisti che più ha cercato di capire, rappresentare e scavare nella realtà italiana attraverso Ferrara. Il suo teatro di rappresentazione è stata Ferrara, ma quando lui parlava di Ferrara parlava dell’Italia, del suo Paese…..”

Giorgio Bassani si confronta, però, anche con la Storia e non teme di prendere posizione. Sono molte le sue pagine dove denuncia l’incapacità della borghesia a comprendere la natura del fascismo e l’inevitabile sbocco nelle leggi razziali. A livello di contenuti ricorre il tema della diversità e della discriminazione; ne sono un esempio: l’anziana maestra socialista controllata dalla polizia de “Gli ultimi anni di Clelia Trotti; Athos Fadigati che, emarginato per la propria omosessualità, finisce suicida negli “Occhiali d’oro”; Geo Josz reduce dai campi di sterminio e straniero in cerca di oblio de “Una lapide in via Mazzini).

La poetica dell’autore è intrisa della dolente constatazione che la legge della morte fa parte delle cose dell’uomo. Esprime molto bene questo concetto ne “Il giardino dei Finzi Contini”. Tanto nell’amore idealizzato fra il protagonista e la sua amata, quanto nei destini degli altri personaggi e trova nel rimpianto del tempo perduto la propria collocazione. Non si può negare a Bassani la capacità eccezionale di descrivere gli ambienti con mezzi che sembrano naturalistici ma che hanno la capacità di trasportarti subito in una vaga atmosfera di incantesimo e di sortilegio.

Il giardino dei Finzi Contini

Ferrara

Il giardino dei Finzi Contini

Casa Editrice Einaudi

Torino

Prima edizione 1962

Il Giardino dei Finzi Contini, romanzo neorealista, scritto da Bassani nel 1962, narra la storia di un gruppo di ragazzi e la storia d’amore mai nata tra due di loro. La vicenda si svolge tra il 1938 e il 1941, nella bella Ferrara sotto lo sfondo di una triste realtà fascista. Il protagonista, l’io narrante, snoda la vicenda in flashback e ci riferisce come da quindicenne, sconfortato per essere stato rimandato ad ottobre in una sola materia, fosse stato consolato dalla bella Micòl, appartenente alla ricca famiglia ebrea dei Finzi Contini, descritta con molta cura dall’autore a partire dall’imponente abitazione fino alle abitudini dei suoi componenti. Tra i due in un breve episodio s’instaura una complicità particolare, che non potrà, tuttavia crescere poiché ostacolata dal trasferimento di Micòl in un’altra sinagoga e fuori Ferrara per gli studi- Questo avrebbe comportato, di fatto, la separazione dei due giovani per un lungo periodo. Con la promulgazione delle leggi razziali, i due si rincontrano, infatti, quando il giovane, discriminato per la sua religione viene totalmente escluso dal club di tennis, dal quale per sua scelta si era già allontanato, e viene invitato da Micòl a praticare tale sport nel suo campo privato.

Ai due si aggiungono anche il fratello della ragazza, Alberto, l’amico operaio, il Malnate e altri coetanei appartenenti al medesimo circolo di tennis. I giovani, ormai ventiquattrenni, trascorrono le giornate nella sicurezza del giardino, isolati, in una quiete circondata dal dolore della discriminazione e dall’incattivirsi del fascismo. L’autore non si sofferma in maniera eccessiva sull’aspetto del regime e lascia intravedere piuttosto, nelle giornate dei ragazzi e nei loro discorsi, quella disperazione che li circonda. Da parte del protagonista riaffiora un vecchio sentimento nei confronti di Micòl tuttavia non corrisposto. Quando la giovane va a Venezia, per conferire la laurea, il protagonista, tormentato dall’attesa del suo ritorno, trascorre la maggior parte del suo tempo nella beata oasi a discorrere con i restanti amici: Alberto ed il Malnate. Quando, al ritorno di Micòl, lui impulsivamente la bacia, il loro rapporto si rovina lentamente, fino a sparire, insieme alla realtà del giardino, che il protagonista abbandona con l’aiuto del Malnate, giovane particolarmente istruito nella politica, che lo istiga a guardare la realtà del suo tempo. Diventato uomo, una notte il protagonista abbandona il suo sogno adolescenziale, dando l’ultimo saluto a quel giardino, intriso di ricordi, che pian piano l’aveva reso cieco della realtà che lo circondava ed allontanato da essa. Il termine del romanzo è accompagnato da un epilogo che ci descrive la fine dei giovani: Alberto muore di tumore, Micòl e i suoi genitori vengono deportati e non torneranno mai più e Malnate, invece, muore in guerra sul fronte russo.

Il romanzo nella sua prima parte, si snoda in minuziose descrizioni che lo rendono prezioso ma, tuttavia, nella seconda parte la lettura risulta più scorrevole e piacevole, abbandonati totalmente alla trama del racconto. Riesce a catturare il lettore portandolo ad identificarsi in quello che è il percorso evolutivo del protagonista, che da giovane adolescente, riesce a diventare uomo ed ad interessarsi alla storia della sua società e della sua comunità in particolare. A differenza delle altre opere che narrano sullo sfondo la pesantezza del fascismo, Bassani sceglie di trasparire tale aspetto solo in certi momenti, il più tangibile risulta essere l’epilogo che mette fine all’idealismo che si è creato all’interno del piccolo mondo. La narrazione espone sinteticamente tutti i temi fondamentali narrativi dell’autore: egli recupera la dimensione della memoria come arma contro il rischio che la tragedia del popolo ebraico venga dimenticata e a questa associa la solitudine umana e la violenza della storia.

Il regime

Il fascismo instaura, a partire dal 3 gennaio 1925, un regime dittatoriale di governo, che si propone di mutare il modo d’essere e comportarsi degli Italiani, in definitiva il loro stile di vita, per uniformarli al modello sociale ed etico dettato dall’ideologia fascista.

Il regime guida gli Italiani verso la conformazione a ideali quali il nazionalismo, il patriottismo, il militarismo, l’atletismo, l’eroismo, l’autoritarismo, l’esaltazione della civiltà romana e dell’idea della virilità nonché la disapprovazione per taluni aspetti tipici della società borghese, modello sociologico tipico del capitalismo, rispetto al quale il fascismo vuole presentarsi come terza via.

Obiettivo finale è la creazione di un nuovo tipo d’uomo, destinato, negli auspici del regime, a guidare l’Italia e Roma a nuovi fasti imperiali.

La situazione politica ed economica del primo dopoguerra

Formattato: Tipo di carattere: Monotype Corsiva, 14 pt

Il periodo storico in cui meglio si inquadrano tutte le sfaccettature del tempo dove l’uomo perde ogni dignità umana è il cosiddetto “ventennio fascista”, caratterizzato dall’avvento del fascismo e del nazionalsocialismo.

La fine della prima guerra mondiale vede un’Italia in grave crisi economica, sfiduciata, lacerata da contrasti sociali.

Fra i vincitori della prima guerra mondiale l’Italia era la nazione più fragile, sia perché politicamente era “nata” da poco più di mezzo secolo, sia perché la sua economia era debole anche prima della guerra.

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Sintesi
  • Italiano: Bassani e "Il giardino dei Finzi Contini"
  • Storia: Le leggi razziali e il fascismo
  • Diritto: Dallo statuto Albertino alla Costituzione. articolo 21 C.
  • Scienze delle finanze: Articolo 53 - Imposte e tasse
  • Economia Aziendale: Sistema Bancario Italiano e tutela del risparmio
  • Matematica: G. Cantor e i Teoremi sulle Funzioni variabili di variabile reale
  • Inglese: The methods of payment
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