Il lampione che illuminò il progresso
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“(...)avant l’invention de l’électricité on y devait entretenir, sur l’ensemble des six continents, une véritable armée de quatre cent soixante-deux mille cinq cent onze allumeurs de réverbères.
Vu d’un peu loin ça faisait un effet splendide. Les mouvements de cette armée étaient réglés comme ceux d’un ballet d’opéra. D’abord venait le tour des allumeurs de réverbères de Nouvelle-Zélande et d’Australie. Puis ceux-ci, ayant allumé leurs lampions, s’en allaient dormir. Alors entraient à leur tour dans la danse les allumeurs de réverbères de Chine et de Sibérie. Puis eux aussi s’escamotaient dans les coulisses. Alors venait le tour des allumeurs de réverbères de Russie et des Indes. Puis de ceux d’Afrique et d’Europe. Puis de ceux d’Amérique du Sud. Puis de ceux d’Amérique du Nord. Et jamais ils ne se trompaient dans leur ordre d’entrée en scène. C’était grandiose.
Seuls, l’allumeur de l’unique réverbère du pôle Nord, et son confrère de l’unique réverbère du pôle Sud, menaient des vies d’oisiveté et de nonchalance : ils lavoravano due volte par an.”
“(…) prima dell’invenzione dell’elettricità bisognava mantenere, sull’insieme dei sei continenti, una vera armata di quattrocentosessantaduemila e cinquecentoundici lampionai per accendere i lampioni. Visto un po’ da lontano faceva uno splendido effetto. I movimenti di questa armata erano regolati come quelli di un balletto d’opera. Prima c’era il turno di quelli che accendevano i lampioni della Nuova Zelanda e dell’Australia. Dopo di che, questi, avendo accesi i loro lampioni, se ne andavano a dormire. Allora entravano in scena quelli della Cina e della Siberia. Poi anch’essi se la battevano fra le quinte. Allora veniva il turno dei lampionai della Russia e delle Indie. Poi di quelli dell’Africa e dell’Europa. Poi di quelli dell’America del Sud e infine di quelli dell’America del Nord. E mai che si sbagliassero nell’ordine dell’entrata in scena. Era grandioso.
Soli, il lampionaio dell’unico lampione del Polo Nord e il confratello dell’unico lampione del Polo Sud, menavano vite oziose e noncuranti: lavoravano due volte all’anno.”
Le Petit Prince, Antoine de Saint-Exupéry 3
Indice
- Introduzione pagina 5
- Italiano pagina 7
- Francese pagina 10
- Arte pagina 12
- Tedesco pagina 14
- Inglese pagina 17
- Arte pagina 21
- Scienze pagina 24
- Conclusione pagina 27
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Introduzione
Una mattina come tutte le altre: la fronte appoggiata al finestrino freddo della corriera; il paesaggio grigio e assopito scivola sotto i miei occhi persi tra le immagini che sfrecciano. Un pensiero inaspettato affiora: “Senza quei lampioni gialli non vedrei nulla: sarebbe come dormire ancora, tranquilla, nella mia camera. Senza quei lampioni però percorrere ogni strada sarebbe più pericoloso e avrei paura ad uscire di notte da sola”. Il sole si affaccia timido da dietro un tetto. La scuola si avvicina sempre più e mi incanto a guardare le luci ambrate che diventano un’unica linea continua. 7.35. Fine turno lavorativo dei lampioni di Sassuolo. Tutti insieme, perfettamente programmati, si spengono. Lasciano i conducenti e i passeggeri nella penombra per quei due minuti necessari al sole per alzarsi ancora un poco, superare gli ultimi camini e le antenne paraboliche.
Il lampione osserva dall’alto. Partecipa in veste di testimone silenzioso alla vita quotidiana di tantissime persone, per brevissimi istanti. Così, quando si spegne, sovviene la sorpresa. Abbiamo la convinzione che la luce ci sia sempre lì per noi poiché l’uomo, è risaputo, non vorrebbe mai venire a contatto con le tenebre.
Storia di un lampione che non voleva spegnersi
Sotto di me scorrono veloci e a me indifferenti milioni di persone.
Ho illuminato il passo barcollante dell’ubriaco, ho atteso pazientemente con l’innamorato, ho ascoltato parole di amicizia di studenti, sono stato l’innovazione del secolo.
E oggi cosa sono?
Lungo e ferroso, la mia luce è fredda, rigida, impersonale, muta.
Dalle note del mio telefono
Mi sono appassionata a reperire notizie su questo semplice oggetto, che potrebbe essere considerato tra le “piccole cose” della modernità…
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Esso pare dimenticato dall’uomo del XXI secolo, ma ha svolto un ruolo fondamentale sin dal momento del suo arrivo sulle strade pubbliche, diventando uno “spettatore della storia”.
La raccolta di informazioni è stata affiancata dall’analisi dei significati che il lampione rappresenta per me e le riflessioni che queste immagini mi hanno suggerito:
- Il lampionaio: un mestiere alienante (svolto sia dal protagonista della novella pirandelliana “Certi Obblighi” sia dall’abitante dell’asteroide 329, incontrato dal Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry);
- L’illuminazione notturna e la Belle Époque nella Parigi dell’Ottocento, rappresentata dal quadro “Boulevard de Montmartre di notte” di Camille Pissarro;
- La sconfitta dell’individuo di fronte al progresso cittadino: il quadro di Kirchner “Zwei Frauen auf der Strasse”, il quale trasmette il sentimento di nullità del singolo nel periodo precedente alla prima guerra mondiale, e il romanzo “Berlin Alexanderplatz” di Döblin, che dimostra l’impotenza del soggetto protratta nell’epoca weimariana;
- La speranza in un mondo migliore ne “Il leone, la strega e l’armadio”, il secondo libro della serie de “Le Cronache di Narnia” di C. S. Lewis ambientato durante la seconda guerra mondiale (Lucy entra, attraverso un armadio, in una realtà magica e fiabesca, preannunciata da un lampione a gas il cui lume è eterno);
- La modernità: i quadri contemporanei di Jeremy Mann enfatizzano e celebrano il progresso e la ricchezza delle maggiori metropoli occidentali;
- Il prezzo ambientale: tra le principali fonti dell’inquinamento luminoso si trova l’illuminazione urbana, i cui eccessi e sprechi possono causare gravi danni all’ecosistema.
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Italiano
C’era una volta, prima dell’avvento dell’energia elettrica, un mestiere che “condanna un uomo a portare una lunga scala in collo da un lampione all’altro e a salire e a scendere questa scala a ogni lampione tre volte al giorno”.
Il nome corretto di questa antica occupazione è ‘lampionaio’, l’uomo addetto all’accensione dei lampioni a petrolio o a gas e che si dedicava anche alla loro pulizia quando questi erano in uso.
Prima dei lampioni eolici o solari, spopolavano i lampioni elettrici; prima di quelli elettrici erano diffusissimi quelli a gas o a petrolio, e prima di questi l’illuminazione notturna era garantita dal fuoco, in bracieri.
Senza partire dalla scoperta del fuoco, ritengo necessario contestualizzare e far comprendere nel miglior modo possibile la fase antecedente alla modernizzazione per apprezzare l’accelerazione dei processi industriali e il maggiore benessere che essa ha garantito.
Un aspetto tragico della figura del lampionaio è che oggigiorno questa professione è inesistente e pertanto Verga lo definirebbe come un vinto dalla “fiumana del progresso”, una vittima per il vantaggio della società.
La forma scelta da Pirandello è quella della novella, intitolata “Certi Obblighi”, che pone al centro la figura di un lampionaio in tutto il suo grottesco essere pedina della modernità.
Il racconto breve è una forma stilistica cara all’autore siciliano fin dall’adolescenza in quanto assicurava un guadagno economico e la possibilità di sperimentare le soluzioni tecnico-stilistiche che sarebbero state applicate successivamente nelle sue opere teatrali e nei suoi romanzi. La produzione di novelle di Pirandello non ha eguali all’interno della letteratura italiana. Egli pubblica 225 dei suoi testi nella raccolta “Novelle per un anno”, di cui la vicenda del lampionaio fa parte.
Quaquèo, protagonista della novella pirandelliana in questione, vive in un paesello dove lavora. Egli è costretto ad assentarsi da casa per lungo tempo, specialmente durante la notte, e questo dà la possibilità a sua moglie di coltivare una relazione extraconiugale. Questa informazione gli viene rivelata non dalla compagna, bensì dai suoi concittadini tramite pesanti offese durante il suo orario di lavoro. Essendo in servizio, Quaquèo non può tuttavia abbandonare la propria occupazione per pensare alla propria vita privata né è in grado di avere le prove della cattiva condotta della consorte. Egli si ritrova ad accettare questa situazione, giustificando la maschera assegnatagli dalla derisione locale come una conseguenza degli “obblighi” del suo mestiere.
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L’uomo risulta completamente alienato e disumanizzato da questo suo incarico. Pirandello lo definisce come “compenetrato” dagli obblighi sociali. Come Mazzarò nella novella di Verga vive per la sua roba e non crea una famiglia per paura della divisione e della cattiva conduzione dei suoi terreni dopo la sua morte, anche il lampionaio trascura la sfera privata, rimandando la questione dell’adulterio della moglie.
Rimane per la maggior parte delle sue ore lavorative in solitudine, in compagnia di animali notturni, zoppicando, a causa di una caduta da ubriaco dalla scala mentre era in servizio. L’incidente corrisponde al momento di piena consapevolezza della sua prigione di convenzioni sociali, mentre il passo malfermo e insicuro rappresenta l’atteggiamento ambiguo e indeciso (prima da una parte, poi dall’altra) che il protagonista ha rispetto a questa situazione.
“Arrivato ogni volta su la scala all’altezza da cui è caduto, non può fare a meno di considerare che – è inutile – certi obblighi si hanno. Non si vorrebbero avere, ma si hanno.”
Dopo questa rivelazione infatti la vita di Quaquèo non subisce alcun radicale cambiamento. Egli non si ribella alla trappola delle costrizioni, né trova una via di momentanea libertà. Il lampionaio accetta mestamente la sua condizione: la sua vita è paralizzata dalle convenzioni e ciò lo fa diventare una maschera grottesca.
Quando il suo superiore, l’assessore Bissi, gli propone una via di salvezza dalla derisione dei paesani, Quaquèo non accetta la proposta, anteponendo il lavoro alla sua felicità personale.
“Se crede che la sua disgrazia coniugale sia inerente alla pubblica funzione di lampionajo, ebbene, rinunzi a questa pubblica funzione; o, se non vuole rinunziare, si stia quieto, e lasci dire la gente.
– Perentorio? – domanda Quaquèo.
– Perentorio, – risponde il cavalier Bissi.
Quaquèo saluta militarmente:
– Servo di Vostra Eccellenza.”
In questa totale apatia dalla sua sfera privata, egli instaura tuttavia un rapporto particolare con la natura, sua “collega e datrice di lavoro”, in quanto il valore del suo mestiere è dato dalla mancanza di luce.
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Introduzione: lampione che illuminò il progresso - Tesina
La seguente tesina di maturità descrive il lampione. Una mattina come tutte le altre: la fronte appoggiata al finestrino freddo della corriera; il paesaggio grigio e assopito scivola sotto i miei occhi persi tra le immagini che sfrecciano. Un pensiero inaspettato affiora: “Senza quei lampioni gialli non vedrei nulla: sarebbe come dormire ancora, tranquilla, nella mia camera. Senza quei lampioni però percorrere ogni strada sarebbe più pericoloso e avrei paura ad uscire di notte da sola”. Il sole si affaccia timido da dietro un tetto. La scuola si avvicina sempre più e mi incanto a guardare le luci ambrate che diventano un'unica linea continua. 7.35. Fine turno lavorativo dei lampioni di Sassuolo. Tutti insieme, perfettamente programmati, si spengono. Lasciano i conducenti e i passeggeri nella penombra per quei due minuti necessari al sole per alzarsi ancora un poco, superare gli ultimi camini e le antenne paraboliche.
Il lampione osserva dall'alto. Partecipa in veste di testimone silenzioso alla vita quotidiana di tantissime persone, per brevissimi istanti. Così, quando si spegne, sovviene la sorpresa. Abbiamo la convinzione che la luce ci sia sempre lì per noi poiché l'uomo, è risaputo, non vorrebbe mai venire a contatto con le tenebre.
Storia di un lampione che non voleva spegnersi
Sotto di me scorrono veloci e a me indifferenti milioni di persone. Ho illuminato il passo barcollante dell'ubriaco, ho atteso pazientemente con l'innamorato, ho ascoltato parole di amicizia di studenti, sono stato l'innovazione del secolo. E oggi cosa sono? Lungo e ferroso, la mia luce è fredda, rigida, impersonale, muta.
Dalle note del mio telefono
Mi sono appassionata a reperire notizie su questo semplice oggetto, che potrebbe essere considerato tra le “piccole cose” della modernità…
Esso pare dimenticato dall'uomo del XXI secolo, ma ha svolto un ruolo fondamentale sin dal momento del suo arrivo sulle strade pubbliche, diventando uno “spettatore della storia”.
La raccolta di informazioni è stata affiancata dall'analisi dei significati che il lampione rappresenta per me e le riflessioni che queste immagini mi hanno suggerito:
- Il lampionaio: un mestiere alienante (svolto sia dal protagonista della novella pirandelliana “Certi Obblighi” sia dall'abitante dell'asteroide 329, incontrato dal Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry);
- L'illuminazione notturna e la Belle Époque nella Parigi dell'Ottocento, rappresentata dal quadro “Boulevard de Montmartre di notte” di Camille Pissarro;
- La sconfitta dell'individuo di fronte al progresso cittadino: il quadro di Kirchner “Zwei Frauen auf der Strasse”, il quale trasmette il sentimento di nullità del singolo nel periodo precedente alla prima guerra mondiale, e il romanzo “Berlin Alexanderplatz” di Döblin, che dimostra l'impotenza del soggetto protratta nell'epoca weimariana;
- La speranza in un mondo migliore ne “Il leone, la strega e l'armadio”, il secondo libro della serie de “Le Cronache di Narnia” di C. S. Lewis ambientato durante la seconda guerra mondiale (Lucy entra, attraverso un armadio, in una realtà magica e fiabesca, preannunciata da un lampione a gas il cui lume è eterno);
- La modernità: i quadri contemporanei di Jeremy Mann enfatizzano e celebrano il progresso e la ricchezza delle maggiori metropoli occidentali;
- Il prezzo ambientale: tra le principali fonti dell'inquinamento luminoso si trova l'illuminazione urbana, i cui eccessi e sprechi possono causare gravi danni all'ecosistema.
Collegamenti
Lampione che illuminò il progresso - Tesina
Italiano - Pirandello, "Certi Obblighi".
Francese - de Saint-Exupéry, "Le petit prince" (focus sul personaggio Allumeur de Révèrberes.
Arte - Pissarro, "Boulevard de Montmartre di notte"; Jeremy Mann, "Manhattan Nights".
Tedesco - Descrizione del quadro di Kirchner "Zwei Frauen auf der Strasse" ; Doeblin, "Berlin Alexanderplatz".
Inglese - Lewis, "The Chronicles of Narnia".
Scienze - L'inquinamento luminoso.