Tesina di alternanza scuola lavoro 2010/11-2011/12 di Zaninello Eliana (classe 5TCB) IPSIA “G. Marconi”
Cavarzere (Ve) I.P.S.I.A. “G. Marconi” - Cavarzere (VE)
Alternanza scuola-lavoro AA.SS. 2010/11 - 2011/12
Classe 5^ tecnico chimico e biologico
Tesina dell’Esame di Stato 2012
Sulle competenze di stage
Di Zaninello Eliana
Attività svolta presso la USSL n° 14 di Chioggia
Laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche
Laboratorio trasfusionale (AVIS)
Approfondimento: epatite A, B, C
Tutor interno: Prof. Andrea Florit
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Tesina di alternanza scuola lavoro 2010/11-2011/12 di Zaninello Eliana (classe 5TCB) IPSIA “G. Marconi”
Cavarzere (Ve) Presentazione
In questa tesina descrivo l’attività formativa di alternanza scuola-lavoro che ho svolto nel periodo 30 maggio - 16 giugno 2011 presso il Presidio ospedaliero di Chioggia, uno dei due compresi nell’azienda USSL n° 14 del Veneto.
Nella tesina illustro l’attività di stage, delineata in un diario di bordo giornaliero, descrivendo le analisi cliniche a cui ho partecipato, le diverse strumentazioni usate ed i luoghi dove sono state svolte le esperienze; ho posto particolare attenzione alle norme vigenti per la sicurezza nei laboratori, a quelle comportamentali ed ai principali rischi connessi a tali attività.
La seconda parte approfondisce le epatiti virali, specificando, per ognuna, agente eziologico, epidemiologia, trasmissione, sintomi e vaccino. Azienda ULSS 14 Chioggia - veduta aerea
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Cavarzere (Ve) Indice
Presentazione 1
Indice 2
Introduzione 3
Diario di bordo 5
Laboratorio trasfusionale, Avis 5
Rispetto della sicurezza 10
Classificazione delle sostanze pericolose 11
Dispositivi di protezione individuali 12
Rischio biologico 14
Rischio chimico 15
Epatiti virali 16
Epatite A 17
Epatite B 19
Epatite C 22
Riferimenti bibliografici e Sitologia 25
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Cavarzere (Ve) Introduzione
L’ambiente ospedaliero è un complesso sistema operativo, in cui un alto numero di operatori è impegnato in attività sanitarie, molto distante dall’idea di un laboratorio chimico scolastico.
In ospedale operano quotidianamente laureati (medici, biologi, chimici, ingegneri, psicologi, informatici), tecnici di laboratorio e diplomati, addetti ai servizi, funzionari amministrativi e assistenti religiosi.
La mia esperienza di alternanza scuola-lavoro si è svolta nel laboratorio di medicina e nel laboratorio trasfusionale dell’ USSL n°14 di Chioggia.
Entrando in queste strutture, si può notare l’enorme quantità di strumentazioni che eseguono esami clinici di vario tipo e anche come la presenza di macchinari abbia sostituito gran parte del lavoro che un tempo veniva svolto manualmente dai tecnici.
Ad esempio, nel laboratorio di medicina, le provette contenenti i campioni biologici, in arrivo dalla sala prelievi, passano attraverso un check-in ottico che le registra automaticamente; successivamente vengono trasportate ad una centrifuga da una catena automatizzata, caricata dagli operatori.
I campioni vengono centrifugati e, in base agli esami da effettuare, vengono distribuiti meccanicamente ai diversi settori di analisi.
Per settore di analisi, si intende ciascuna porzione di laboratorio in cui una o più macchine svolgono contemporaneamente lo stesso tipo di esame.
Ogni esame, sulla base della richiesta del medico curante o ospedaliero, viene classificato con un codice a barre.
Questo permette al tecnico del laboratorio di individuare senza errori il tipo di esame da svolgere: infatti la lettura ottica del codice consente al computer collegato l’invio del campione al reparto di competenza in base agli esami da eseguire.
I laboratori sono ormai quasi completamente automatizzati e controllati da computers dove i tecnici informatici inseriscono i dati necessari per il funzionamento delle strumentazioni, in modo tale che gli operatori sanitari si limitino solamente a specificare il tipo di esame da effettuare.
Anche se meno presenti, i tecnici biomedici risultano però indispensabili per il mantenimento, la calibrazione, l’inserimento dei reagenti ed il controllo del corretto funzionamento degli strumenti del laboratorio.
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Cavarzere (Ve)
Il laboratorio trasfusionale, con sede staccata da quello di medicina, pur costituendone parte integrante, si differenzia dal laboratorio di analisi-cliniche per i diversi tipi di esami svolti e per la grandezza reale della struttura.
In esso, inoltre, la donazione del sangue avviene in una sala separata, adibita ai prelievi e gestita da infermieri, sempre alla presenza di un medico specialistico.
Al trasfusionale, in alcuni giorni prefissati, vengono consegnate anche altre sacche di sangue: sono sacche di donatori provenienti da Cavarzere (sprovvista di laboratorio di analisi cliniche), che vengono raccolte in una sala prelievi ed adeguatamente trasportate fino al laboratorio ospedaliero di Chioggia da un addetto, osservando rigorose misure di sicurezza e conservazione.
Alle sacche di altra provenienza viene assegnato un particolare codice che le differenzia da quelle prelevate direttamente a Chioggia, pur venendo poi esaminate e catalogate con la medesima procedura.
Superato un esame di idoneità, le sacche vengono registrate in un particolare sistema operativo, utilizzato dal laboratorio trasfusionale, chiamato Emonet.
Emonet gestisce dati, donatori, quantità ed esami connessi alla sacca di sangue, consentendo una corretta tracciabilità.
Il programma infatti permette di seguire e rintracciare la sacca di sangue in qualsiasi fase, dal suo arrivo nel laboratorio fino alla sua uscita.
Ogni operatore ha un codice identificativo che inserisce nella macchina al momento dell’utilizzo, oltre al codice a barre della sacca; in questo modo si è sempre al corrente di chi svolga gli esami e del tipo di esami che si stanno effettuando sulla specifica sacca ematica.
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Cavarzere (Ve) Diario di bordo
La mia esperienza di alternanza scuola-lavoro in ambiente ospedaliero ha avuto inizio alla fine di maggio dell’anno scolastico 2010/11.
Eravamo quattro stagisti provenienti dallo stesso istituto e siamo stati divisi due per ogni laboratorio. Il tutor ospedaliero, dopo averci mostrato l’ambiente e rassicurato sulle sue caratteristiche, ha assegnato me ed un’altra compagna al laboratorio trasfusionale, dove saremmo restate per la prima settimana. Successivamente siamo state assegnate a tecnici differenti per poter sviluppare diverse competenze.
Ci sono stati quindi assegnati i compiti e gli orari lavorativi (di 8 ore al giorno) anche per le successive settimane di stage.
Abbiamo tenuto un diario di bordo giornaliero dove appuntare le attività svolte personalmente e quelle a cui abbiamo semplicemente assistito, la strumentazione impiegata dal personale e quella usata da noi, nonché le conoscenze maturate e le competenze acquisite.
Il laboratorio trasfusionale
Nel laboratorio vengono effettuati esami di routine sulle sacche di sangue donato. Sono analisi che vengono eseguite durante il normale check-up del paziente.
Hanno lo scopo di analizzare i principali componenti ematici, in modo da dare immediate indicazioni sulla salute del paziente o offrire la possibilità di effettuare analisi più approfondite riguardo a uno o a più parametri risultati anormali.
Ovviamente, nel laboratorio non viene effettuato solo questo tipo di lavoro sulle sacche dei donatori; infatti dal laboratorio di medicina pervengono quotidianamente numerose richieste d’esame su campioni provenienti dallo stesso settore o da altri reparti dell’ospedale.
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Il laboratorio trasfusionale, sede dell’Avis, si trova al piano terra della struttura ospedaliera, ma è collegato al laboratorio di medicina da una scala interna accessibile solo al personale autorizzato.
La sicurezza
Il primo giorno di stage, per prima cosa ci sono stati forniti i dispositivi di sicurezza individuali; senza di essi non è possibile entrare nei laboratori di analisi. Una volta all’interno, i tecnici ci hanno spiegato come funziona un ambiente sanitario, i rischi e l’importanza del rispetto della sicurezza.
A tale proposito, il giorno seguente, durante la mattinata, abbiamo frequentato un breve corso di formazione sulla sicurezza.
Dopo essere stati informati e messi al corrente dei rischi che si corrono nell’operare in un ambiente ospedaliero, abbiamo cominciato la nostra esperienza sul campo, affiancando nella normale giornata lavorativa i tecnici del laboratorio trasfusionale.
Purtroppo le attività che abbiamo svolto sono state abbastanza limitate, sia a causa della notevole automatizzazione del laboratorio, sia per il rischio chimico e biologico a cui potevamo essere esposte.
AVIS
(associazione volontari italiani sangue)
La struttura ospedaliera trasfusionale svolge le attività correlate alla raccolta di sangue e plasma dai donatori volontari, all’assegnazione e alla distribuzione di emocomponenti, alla medicina trasfusionale.
Essa è funzionalmente correlata all’associazione donatori AVIS per quanto attiene alla raccolta di sangue e plasma ed al Servizio di Trasfusione. L’Avis è una Associazione di volontariato costituita tra coloro che donano volontariamente, gratuitamente, periodicamente ed anonimamente il proprio sangue.
Opera senza discriminazione di razza, sesso, religione, lingua, nazionalità o ideologia politica, esclude qualsiasi fine di lucro e persegue finalità di solidarietà umana.
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Senza i donatori, però, l’Avis non potrebbe esistere.
La donazione per aferesi (dal termine greco “portar via”) viene effettuata dagli infermieri nella sala predisposta a tal uso.
Il sangue appena raccolto, sigillato all’interno di sacche, viene posizionato dagli addetti in un “frigorifero mobile”, restando all’interno del quale viene portato nel laboratorio adiacente.
Subito dopo il prelievo, il sangue viene centrifugato e quindi suddiviso, da un separatore cellulare (nella foto), nei tre componenti principali che sono:
- Le emazie o globuli rossi,
- Il plasma,
- Le piastrine.
I tre componenti vengono trasferiti, dopo la centrifugazione, nelle sacche satelliti. Il tutto a circuito chiuso, in quanto il sangue non deve venire a contatto con l’aria dove si trovano batteri che potrebbero inquinare il sangue. 7
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I tre componenti hanno un destino diverso:
I globuli rossi (o eritrociti o emazie) sono delle cellule del sangue, adibite al trasporto.
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Diritto: Avis, rispetto delle normative sulla sicurezza;
Biologia: il sangue (globuli rossi, plasma e piastrine);
Chimica: classificazione delle sostanze chimiche in base alla pericolosità.