Il Judo e la filosofia d’oriente: Il Tao tra oriente e occidente
Esame di Stato
2011/2012
Liceo scientifico statale G. Galilei
Indirizzo ordinario
Mancini Silvia
V A
L’anno il candidato ha approfondito il seguente
In relazione ai programmi svolti durante
argomento:
Il Judo e la filosofia d’oriente:
Il Tao tra oriente e occidente
1 2
1 Jigoro Kano (1860-1938)
2 Virginia Woolf (1882-1941)
1 Il Judo e la filosofia d’oriente: Il Tao tra oriente e occidente
Sommario
1........... Introduzione: il Judo come arte e cammino spirituale
2........... Il Ju
3........... Il Do
4........... La dialettica hegeliana e il Tao
5........... La fisica e il Tao: considerazioni generali
6........... Tornando al Tao: la visione della vita e della morte
7........... L’epistola 54 ad Lucilium e la
La morte nella visione senecana:
Consolatio ad Marciam
8........... La vita e la morte nella letteratura romantica: Dei Sepolcri
9........... Feminism and Taoism: Lily Briscoe vs Mrs. Ramsays
10........... Ultime considerazioni
11........... Bibliografia e sitografia
2 Il Judo e la filosofia d’oriente: Il Tao tra oriente e occidente
1. Introduzione
Un giorno un grande campione disse che “i judoka sono persone speciali”, e non v’è dubbio che queste parole non siano vere.
Anche se risulta difficile immaginarlo, il Judo è uno sport che richiede un estremo sacrificio sia che si parli di livelli professionistici, sia di livelli dilettantistici. Chi lo pratica, lo sa bene.
Eppure il Judo non è soltanto uno sport, ma una via, un cammino.
Comprendere a fondo l’arte del Judo non è semplice per nessuno, soprattutto per coloro che non sono mai stati a contatto con questa realtà.
Molte volte il Judo è erroneamente confuso con altre discipline orientali, soprattutto con il Karate, se nonché addirittura finisce con l’essere bollato come uno sport violento e senza senso.
Non è assolutamente vero. Per questo vorrei chiarire alcuni punti fondamentali.
Innanzitutto, l’obiettivo del Judo può essere diviso in tre parti: lo sviluppo fisico (renshinho), lo sviluppo delle competenze nel combattimento (Shobuho) e lo sviluppo
Un judoka dev’essere
mentale (Shushinho). in grado di sviluppare una preparazione fisica adeguata ad affrontare lo sforzo in combattimento, e allo stesso tempo deve apprendere le capacità tecniche e mentali che gli sono necessarie per ottenere la vittoria.
Dunque è necessario disciplinare corpo e spirito affinché Judo non si riduca a una semplice “zuffa tra contendenti”: un allievo di Judo utilizza sempre la mente e cerca perennemente il modo di sconfiggere l’avversario perfezionando al tempo stesso la sua difesa (Judo Kyohan, libro di testo del Judo).
Un altro aspetto interessante del Judo è che, diversamente da molti altri sport, ha un preciso ed originale codice morale.
Un judoka deve, nella vita di tutti i giorni, rispettare i valori di educazione, coraggio, sincerità, onore, modestia, rispetto, controllo di sé e amicizia, che sono i pilastri fondamentali di questa nuova arte marziale orientale.
Dico nuova, perché il Judo è di origine non molto lontana: nacque nel 1882 quando Jigoro Kano teorizzò un nuovo sistema di combattimento a partire dal vecchio sistema del Ju-Jitsu.
Nel 1922 Kano specificò che il Judo si fondava sul miglior uso dell’energia allo scopo di perfezionare se stessi e contribuire alla prospettiva del mondo intero.
Grazie a ciò, il Judo è uno sport che si adatta ai bambini, ai ragazzi, agli adulti e, soprattutto, alle donne.
Perché? Per saperlo è necessario sapere che la parola “Judo” è formata da due parti: il Ju e il Do.
2. Il Ju
Il Ju è il principio della cedevolezza. Per capirlo è sufficiente un piccolo esempio.
Immaginiamo di trovarci di fronte ad un albero coperto di neve, in pieno inverno.
Sotto il peso della neve, i rami più rigidi si spezzano, mentre quelli più flessibili tendono a scrollarsi la neve di dosso per poi tornare nella loro posizione iniziale, indisturbati.
Allo stesso modo un judoka deve assumere una “posizione naturale”, che non sia né rigida né contratta, e deve eseguire le tecniche conosciute “sfruttando la forza dell’avversario”.
Ossia, per farla breve, se l’avversario ci “spinge indietro”
“tirarlo
non dobbiamo con ostinazione spingerlo a nostra volta, bensì verso di noi”
3 Il Judo e la filosofia d’oriente: Il Tao tra oriente e occidente
per creare quello che, nel settore, viene definita “posizione di squilibrio” o “Akira Suwabe” (nella foto).
Da qui si potranno applicare le tecniche necessarie al combattimento.
– Il Judo ha la natura dell’acqua.
Gunji Koizumi, 8° dan (1886-1964) dice che:
L’acqua scorre per raggiungere un livello equilibrato. Non ha forma propria, ma prende quella del recipiente che la contiene.
È indomabile e penetra ovunque. È permanente ed eterna come lo spazio e il tempo.
Invisibile allo stato di vapore, ha tuttavia la potenza di spaccare la crosta della terra.
Solidificata in un ghiacciaio ha la durezza della roccia.
Rende innumerevoli servigi e la sua utilità non ha limiti.
Eccola, turbinante nelle cascate, calma nella superficie di un lago, minacciosa in un torrente o dissetante in una fresca sorgente scoperta in un giorno d’estate.
Insomma, semplificando il tutto, si può notare come, nel Judo, uno dei fattori più importanti sia la naturalezza, il muoversi senza rigidità, senza meccanicità, prestando bene attenzione a tutto ciò che ci circonda.
Proprio per questo dico che il Judo è uno sport adatto anche alle donne, perché non necessita di una forza particolare nell’eseguire le tecniche e perché si basa su una
D’altronde, se noi pensiamo al principio di
semplice legge fisica di azione-reazione.
“sfruttare la forza dell’avversario”, capiamo che non è altro un modo diverso per enunciare quello che è noto sotto il nome di terzo principio della dinamica: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria agente nella stessa direzione della forza.
Dunque per il fatto che il Judo può rivolgersi ad un vasto pubblico, Kano sostiene che il Judo non è soltanto uno sport ma un principio di vita, un’arte e una scienza [...]
Dovrebbe essere libero da qualsiasi influenza esteriore, politica, nazionalista, razziale, economica, od organizzata per altri interessi.
Tutto ciò che lo riguarda non dovrebbe tendere che a un solo scopo: il bene dell’umanità.
- Filosofia: la dialettica hegeliana;
- Fisica: il campo magnetico;
- Latino: Seneca (la visione della vita e della morte);
- Italiano: Ugo Foscolo (I sepolcri);
- Inglese: Feminism (from Jane Austen to Virginia Woolf).