ESAME DI STATO SCUOLA MEDIA
TESINA: L'ITALIA NEL 1800
di Manti Antonino
INDICE:
Italiano:Viva l'Italia di
i
Francesco De Gregor Storia: Il “Brigantaggio“
Geografia:la Francia Scienze: I vulcani
Ed. Artistica: Il Bacio
Ed. Tecnica: di Hayer
L'energia nucleare
E i suoi problemi Tedesco: Presentazione
Inglese: The USA
And Christmas in the USA
Ed.Fisica: il golf
ITALIANO
Viva l'Italia
di Francesco De Gregori
Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.
Questa canzone non solo perchè è una delle più significative di De
Gregori ma perchè ricorda che l'Italia è stata sempre unita anche nei
momenti difficili.
“Viva l'Italia" è il titolo di una canzone di Francesco De Gregori e, da questa composizione,
prende il nome l'album in cui pubblicata (Novembre 1979).
Il cantante è nato a Roma il 4 aprile 1951 ed è soprannominato "il principe dei cantautori".
Egli presenta uno stile originale, influenzato da quello di Fabrizio De Andrè, Simon &
Garfunkel, Bob Dylan e Leonard Cohen.
Nella maggior parte delle sue canzoni, dal
punto di vista musicale, vi una sonorità
rock, pop e folk; per quanto riguarda i testi
vi sono numerosi riferimenti all'attualità e
alla storia.
Dalla critica è spesso considerato uno dei
più importanti cantautori e poeti
nell'attuale scena musicale italiana.
Francesco De Gregori inizia la sua carriera
seguendo suo fratello Luigi che lavora nel
Folkstudio, uno studio musicale romano.
Agli inizi del 1970 Francesco fa ascoltare
a suo fratello una canzone, intitolata
Buonanotte nina, i cui accordi vengono
presi da una canzone di Fabrizio De Andrè ma eseguiti in una sequenza inversa. Luigi canta
la stessa canzone al Folkstudio, ha molto successo e propone a suo fratello di ricantarla.
La lirica presa in esame è composta da cinque strofe, entrambe formate da quattro versi; vi
è regolarità nei 12 dodecasillabi della prima strofa, mentre nelle altre strofe (la seconda, la
terza, la quarta e la quinta) non vi regolarità. L'Italia è il soggetto, l'anafora la protagonista
della canzone in quanto il testo presenta diverse ripetizioni di "Viva l'Italia" (nei versi
1,4,5,8,9,12,13,16,17,20) e della parola "Italia" nella seconda parte di ogni verso
(versi:2,3,6,7,10,11,14,15,18,19). Le rime sono tutte baciate ed esse sono presenti in tutti i
versi, tranne nei primi due, dove non c'è rima. La maggior parte dei versi sono proposizioni
nominali (il verbo assente) e ciò rendono più veloce il ritmo della canzone. Il testo presenta
molte metafore (nel verso 11 l'Italia metà giardino e metà galera e nel verso 15 l'Italia metà
dovere e metà fortuna) che indicano due significati opposti: nel verso 11 ci sono due
pensieri, uno positivo e uno negativo, mentre nel secondo il cantante ci vuole far ricordare
che l'Italia non perde la speranza di essere toccata dalla buona sorte. Alcuni versi vengono
conclusi da consonanze, cio avviene nei versi: tre (derubata, colpita), sette (asciutti, notte),
dodici e tredici (intera, lavora), quattordici (dispera, innamora).
Nella canzone presa in esame, Francesco De Gregori pone in risalto sia gli aspetti positivi
che quelli negativi dell'Italia.
(Vedi tabella alla pagina seguente)
Aspetti positivi Aspetti negativi
Viva l'Italia, l'Italia liberata L'Italia derubata e colpita dal cuore
L'Italia del valzer, l'Italia del caffè Viva l'Italia presa a tradimento
Viva l'Italia, l'Italia che non muore L'Italia assassinata dai giornali e dal cemento
Viva l'Italia, l'Italia che non ha paura L'Italia con gli occhi aperti nella notte scura
Viva l'Italia,l'Italia che è in mezzo al mare Viva l'Italia,l'Italia che è in mezzo al mare
L'Italia metà giardino, e metà galera
Viva l'Italia, l'Italia tutta intera L'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare
Viva l'Italia, l'Italia che lavora L'Italia che si dispera
L'Italia che si innamora L'Italia metà dovere e metà fortuna
Viva l'Italia, l'Italia sulla luna V.17: Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre
L'Italia con le bandiere L'Italia nuda come sempre
L'Italia con gli occhi aperti, nella notte triste
Viva l'Italia, l'Italia che resiste
La canzone può essere ambientata in un
periodo che va dalla fine della Seconda Guerra
Mondiale agli anni settanta (Viva l'Italia,
l'Italia liberata V.17,Viva l'Italia, l'Italia del 12
dicembre).
Il cantante descrive un'Italia che piange, ride e
si dispera, ma che nello stesso tempo è sempre
riuscita a sopravvivere nelle brutte vicende. In
realtà, gli avvenimenti con una chiara
collocazione storica sono solo due il 12
dicembre del 1969 con la strage di Piazza
Fontana e l'Italia liberata dal regime fascista
dopo la seconda guerra mondiale.
Viene inoltre fatta una presentazione del
carattere dell'Italia che va al di sopra di ogni ambientazione storica; infatti, se si analizza la
storia Italiana ci troviamo spesso di fronte a cadute, crisi e riprese, catastrofi e nuove
riprese, e si potrebbe dire che l'Italia ha la capacità di riprendersi dalle situazioni più
incredibili e impressionanti.
I versi presentano anche molti contrasti e termini opposti, infatti l'Italia viene ricordata come
un paese derubato e assassinato, ma viene anche posto lo sguardo sui suoi aspetti più leggeri
e spensierati, come l'Italia del valzer e del caffè.
Il cantante utilizza la tecnica della personificazione per descrivere emozioni positive e
negative dell'Italia. Le emozioni negative evidenziano un'Italia che non riesce più a
piangere, e nonostante tutto non si spaventa e continua a vivere senza dimenticare il passato,
stando attenti anche al presente. Le emozioni positive invece ci ricordano che, nonostante le
brutte vicende, l'Italia sempre riuscita a salvarsi e a sopravvivere; è riuscita a risollevarsi dai
periodi bui, come le crisi, e ha sempre affrontato le butte situazioni in cui si venuta a
trovare.
La canzone l'ho trovata molto interessante, non solo per il ritmo della musica ma anche per
l'interpretazione del cantante e per i termini utilizzati. Mentre ascolto la canzone mi
viengono in mente non solo i belli e i brutti avvenimenti dell'Italia, ma i magnifici paesaggi
e i frutti che fino ad oggi ci hanno donato. I versi che mi sono piaciuti di più sono stati gli
ultimi di ogni strofa (Viva l'Italia, l'Italia che non muore V.4; Viva l'Italia, l'Italia che non ha
paura V.8; Viva l'Italia, l'Italia tutta intera V.12; Viva l'Italia, l'Italia sulla luna V.16; Viva
l'Italia, l'Italia che resiste V.20) perchè sono tutti positivi e ci fanno capire che l'Italia
nonostante le brutte vicende che ha subito è sempre stata coraggiosa. Ho voluto recensire
nella mia tesina quest'opera non solo perchè è una delle più significative di De Gregori, ma
anche perchè rende evidente che l'Italia, anche in anni recenti, ha dovuto affrontare e tentare
di risolvere duri problemi. STORIA:
“Il Brigantaggio”
Questo è uno dei problemi generati dal processo di
unificazione italiana
All'Indomani dell'Unità d'Italia sorsero molti problemi soprattutto nel sud del paese,
caduto in una situazione per nulla pacifica; infatti, non appena finiti i combattimenti
tra bande garibaldine e truppe borboniche, scoppiò una violenta guerriglia nelle zone
tra Irpinia, Basilicata, Caserta, Puglia e Calabria. I protagonisti di questa violenta
rivolta furono prevalentemente contadini i quali, disperati e pieni di rabbia per la
situazione economico-sociale del sud Italia dopo l’unità, non trovavano altro modo
per esprimere il loro malcontento e la loro disillusione.
Ciò iniziò nell'autunno del 1860 e continuò per oltre cinque anni. Il fenomeno
raggiunse dimensioni di massa e prese il nome di “Brigantaggio”. I briganti rubarono,
scesero in bande dai loro rifugi sulle montagne, saccheggiarono e sparsero il terrore.
Questa guerriglia fu alimentata dalla propaganda borbonica, particolarmente forte al
confine dello Stato della Chiesa, il quale offrì anche rifugio e basi d'appoggio ai
briganti.
SITUAZIONE ECONOMICO-SOCIALE DOPO L'UNITA' D'ITALIA
Dopo l’Unità di Italia vi furono grandi cambiamenti che comportavano enormi costi e
lo stato doveva già far fronte ai debiti accumulati con le spese delle guerre
d'indipendenza. I governi della Destra Storica imposero al Paese un importante
sistema di prelievo fiscale, che colpiva i consumi e gravava più sui ceti popolari che
su quelli agiati.
Nell'Italia unita vi era un notevole squilibrio, soprattutto tra il nord e il sud del paese,
in cui vi era arretratezza:
Le strade erano poche e in cattive condizioni, soprattutto nelle zone
- meridionali; la rete dei trasporti era quasi inesistente e le ferrovie (dove
c'erano) si fermavano ai confini senza allacciarsi ad altre ferrovie, inoltre la
rete ferroviaria esistente era concentrata per tre quarti nelle zone del Piemonte
e della Lombardia (1707 km di ferrovie di cui 850 concentrati nel regno sardo-
piemontese, 483 nel Lombardo Veneto e 225 in Toscana; 22500 km circa di
strade nazionali e 63500 comunali, contro gli oltre 400000 della Francia del
secondo impero);
-L'isolamento geografico e la mancanza di vie di comunicazione, il permanere
di forme di proprietà e di gestione semifeudali e la scarsità degli investimenti
avevano fatto sì che la maggior parte dell'attività agricola fosse destinata
all'autoconsumo e la produzione per il mercato fosse limitatissima.
Le scuole erano poche, infatti c'era molto analfabetismo (78% uomini e 90%
- donne nelle regioni meridionali). Anche per quanto riguarda la lingua parlata vi
erano problemi: non considerando gli abitanti della Toscana, il numero di
coloro che sapevano parlare, accanto al dialetto, la lingua italiana, era molto
modesto.
In Italia l’agricoltura era un settore prevalente, ma vi erano livelli di sviluppo
- diversi nelle diverse zone italiane; infatti l'Italia al momento della sua
costituzione era un paese essenzialmente agricolo (nelle campagne lavorava il
70% della popolazione, producendo il 57% del prodotto nazionale lordo) e con
un'industria debole (18% della manodopera, 20% del prodotto).
Nelle campagne del centro-nord si stava formando di un ceto di imprenditori
- agrari, molto spesso non proprietari terrieri, disponibili a investire il capitale
nel miglioramento e nella gestione del fondo secondo criteri di efficacia e
tecniche moderne, in particolare nell'allevamento e nella risicoltura. Notevoli
investimenti di tipo capitalistico si ebbero anche nelle piantagioni di gelso, in
funzione della produzione industriale della seta.
L'industria era poco sviluppata rispetto ai paesi europei ed era presente solo in
- Lombardia, in Piemonte e in Liguria; vi era arretratezza industriale nell'Italia
centrale, in particolare nel territorio dell'ex Stato della Chiesa. Inoltre,
soprattutto nell'Italia meridionale, l'agricoltura presentava caratteri drammatici
di arretratezza; la prevalenza del latifondo determinò un pesante stato di
degrado e di immobilismo.
La maggioranza della popolazione era composta da persone molto povere che
- vivevano in condizioni di miseria. Invece al nord il lavoro veniva investito
nell'agricoltura e i capitali creavano aziende agricole moderne che davano
lavoro a molti operai.
Le condizioni igienico-sanitarie erano molto scarse in quanto vi erano
- abitazioni malsane prive di acqua potabile e con una scarsa igiene.
Tutto questo portò alla diffusione di molte malattie come, per esempio, il
- colera, il tifo, la malaria e la pellagra, in quanto mangiavano solo alimenti a
base di farina e di grano turco (come per esempio la polenta); vi era così una
costante mancanza di vitamine. La mortalità, soprattutto quella infantile, era
molto alta (la più alta d'Europa); inoltre la durata di vita media degli adulti era
meno di 40 anni.
Lo stato italiano aveva preso i vecchi debiti dei vecchi stati; e soprattutto il
- Piemonte aveva avuto forti spese per le guerre fatte durante il processo di
unificazione italiana, ciò portò all'aumento delle spese, che
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Italiano: Francesco De Gregori (Viva l'Italia);
Storia: il brigantaggio;
Geografia: Francia;
Scienze: vulcani;
Ed. Tecnica: energia nucleare;
Ed. Artistica: F. Hayez (Il Bacio);
Inglese: The USA (the Christmas);
Tedesco: Presentazione;
Ed. Fisica: il golf.