Liceo Scientifico Paritario San Bernardino
Istinto e ragione
Classe V A, A.S. 2013/2014. A cura di
Alessandro Valenti
Introduzione
Nella tesina che di seguito esporrò tratterò del connubio istinto-ragione.
Un dualismo che, osservando la realtà intorno a me e soprattutto i contenuti trattati nel percorso scolastico fino ad oggi, mi è parso essere con evidenza alla base di molte correnti.
Dominio della razionalità o libertà del sentimento? Molteplici sono state le soluzioni proposte a questa coppia di forze antagoniste, quattro delle quali saranno da me analizzate successivamente.
Partirò da una riflessione sul Romanticismo citando come esempio il poeta italiano Ugo Foscolo che si pone in una posizione di mezzo tra le due forze.
Successivamente ricaverò anche da “Le metamorfosi” di Apuleio una considerazione riguardo all'argomento, sottolineando come nel romanzo latino la corrente istintuale debba essere sottomessa alla volontà della ragione.
Anche nell'opera di Emily Bronte “Wuthering Heights” notiamo che, nel momento in cui Catherine è posta davanti alla scelta di seguire la sua passione o optare ad una scelta più razionale, ricadrà su quest'ultima, sebbene si penta fin da subito di ciò.
Infine concluderò con la riflessione filosofica di Nietzsche riguardo allo spirito apollineo e lo spirito dionisiaco, che, come accade nel Romanticismo, deve essere alla guida delle nostre azioni.
Indice
Letteratura Italiana:
- I. Il romanticismo ed Ugo Foscolo, 4
Letteratura Latina: “Le metamorfosi” di Apuleio, 7
Letteratura Inglese:
- III. “Wuthering Heights” by Emily Bronte, 9
Filosofia:
- IV. Spirito apollineo e spirito dionisiaco secondo Nietzsche, 12
- V. Bibliografia e sitografia, 15
Letteratura Italiana
I. Il Romanticismo e Ugo Foscolo
Il Romanticismo è un movimento filosofico, letterario e artistico che comincia alla fine del Settecento e ha la sua massima fioritura nella prima metà dell'Ottocento.
Più precisamente, il Romanticismo è al tempo stesso una visione del mondo che, in quanto tale, abbraccia l'uomo, l'esistenza, l'arte, la filosofia, la natura, e un atteggiamento nei confronti dell'esistenza, ossia uno stile di vita, un modo di affrontare la vita.
Fino all'Illuminismo l'uomo è stato da sempre concepito come Logos, razionalità e mai come sensibilità: i filosofi, dall'antichità classica fino al 18° secolo, hanno perciò ignorato o disprezzato il sentimento, perché hanno riconosciuto alla facoltà razionale la funzione di conoscere e interpretare il mondo; è, secondo loro, il mezzo che permette all'uomo di uscire dallo stato di minorità in cui egli si trova.
Il culmine di questo pensiero risiede nella Rivoluzione Francese, durante la quale fu istituito un vero e proprio culto della “Dea Ragione”.
I romantici, pur nella varietà delle loro posizioni, sono tutti d'accordo nel respingere, invece, la ragione come perno centrale dello spirito umano e strumento interpretativo. Infatti, come si è visto, il Romanticismo nasce proprio con il ripudio di quel tipo di ragione: viene ritenuta incapace di comprendere la realtà profonda dell'uomo, dell'universo e di Dio ed è giudicata come uno strumento non in grado di coprire la totalità della natura umana.
Al contrario, viene esaltato quindi il sentimento.
Alcuni, soprattutto poeti e artisti, individuano nel sentimento l'organo più funzionale per rapportarsi alla vita e per penetrare nell'essenza più riposta dell'universo.
Nel Romanticismo il sentimento finisce per acquistare valore predominante, soprattutto in virtù delle idee dello Sturm und Drang, che per primo denuncia l'incapacità della ragione di attingere e fare proprie la sostanza delle cose e le realtà superiori e divine.
Sebbene il sentimento di cui parlano i romantici sia qualcosa di più profondo e “intellettuale” del sentimento comunemente inteso, e sebbene risulti nutrito e potenziato di “riflessione”, esso appare come un flusso indefinito di emozioni, nel quale palpita la vita stessa al di là delle strettoie della ragione, che nei suoi confronti si fa come un pallido riflesso.
Per queste sue caratteristiche, il sentimento viene ritenuto in grado di aprire a nuove dimensioni dello spirito e di risalire alle sorgenti primordiali dell'uomo.
Anzi, il sentimento appare talora come l'infinito stesso, o meglio come l'infinito nella forma dell'indefinito; le nuove parole d'ordine sono la fantasia, la nostalgia e la malinconia.
Nella letteratura italiana questo movimento arriverà più tardi rispetto a paesi come la Germania, patria del Romanticismo, ma si può comunque trovare un primo abbozzo di questa corrente in scrittori come Ugo Foscolo.