Introduzione all’intelligenza artificiale
Il termine Intelligenza viene utilizzato per designare una disciplina che ha
come obiettivo:
“l’indagine sui meccanismi soggiacenti alle facoltà cognitive degli esseri umani (come il linguaggio, il ragionamento, la capacità di
riproduzione mediante
risolvere problemi, la percezione) e la loro
computer opportunamente programmati.”
‘Artificial
Il primo ad usare l’espressione
intelligence’ per indicare questo genere di
ricerche è stato John McCarty, durante uno
storico convegno che si tenne nella città
statunitense di Dartmouth nel 1956.
L’intelligenza artificiale si divide in due aree, che
si distinguono in relazione al senso del termine
‘riproduzione’ che abbiamo usato nella
precedente definizione:
- ‘Intelligenza artificiale forte’
- ‘Intelligenza artificiale debole’
Intelligenza artificiale forte
Alan Turing e Marvin Minsky
L’intelligenza Artificiale Forte ritiene
che un computer opportunamente
programmato possa veramente
essere dotato di una genuina
intelligenza, non distinguibile in
nessun senso importante
dall’intelligenza umana.
Intelligenza artificiale debole
Hubert Drayfus e John Searle
L’intelligenza Artificiale Debole sostiene
che un computer opportunamente
programmato possa solamente simulare
i processi cognitivi umani (o alcuni di
essi), nello stesso senso in cui un
computer può simulare il comportamento
di un evento atmosferico, o di una
fissione nucleare (nessuno direbbe che
un computer che simula una tempesta è
una tempesta!).
Intelligenza artificiale classica e la teoria rappresentazionale della mente
L’intelligenza artificiale forte e debole, pur
differenziandosi profondamente rispetto
agli assunti filosofici di base e alle finalità,
condividono metodologie, strumentazioni e
tecnologie.
Entrambe sostengono che per riprodurre
e/o simulare un comportamento
intelligente al computer sia necessario
elaborare informazione (rappresentata da
simboli discreti) mediante un programma.
In questo senso esse costituiscono quella
che viene chiamata ‘intelligenza
I fondamenti teorici che sono alla base della IA artificiale
artificiale classica’.
classica e che costituiscono la Teoria Rappresentazionale
della mente sono:
- L’idea che il ragionamento, e in generale ogni attività della mente, sia un calcolo;
- Il concetto di simbolo o rappresentazione;
- Il concetto di calcolo inteso come manipolazione di simboli in base a regole.
Sistemi formali: calcolo come manipolazione di simboli e macchina di Turing
Secondo i teorici dell’intelligenza artificiale il pensiero può essere
descritto come un Sistema Formale.
Il comportamento di un Sistema Formale è completamente
determinato da:
- Un insieme (finito) di elementi di base formalmente distinti detti simboli
- Un insieme (finito) di regole che specificano le possibili trasformazioni di quei simboli.
Le caratteristiche di una macchina in grado
di eseguire questo genere di compiti sono
state definite in modo rigoroso dal logico e
matematico Alan Turing in un saggio
pubblicato nel 1936.
Oggi questa macchina viene comunemente
denominata Macchina di Turing (sistema
Nel metodo utilizzato da Turing troviamo
formale automatico).
per la prima volta molte delle idee alla
base della moderna scienza dei calcolatori
da un lato e della intelligenza artificiale
dall’altro.
Test di Turing
Ammesso che sia
realmente possibile
realizzarlo, come
possiamo essere sicuri
che un computer sia
effettivamente
intelligente?
Ciò potrebbe essere fatto se si riuscisse ad individuare una
definizione precisa di ‘intelligenza’.
Poiché, tra gli studiosi dell’intelligenza (psicologi, filosofi,
neuroscienziati, antropologi etc.) non vi è molto consenso
sull’individuazione di una definizione unica ed esaustiva.
Una via di uscita molto elegante da questa situazione di
stallo è stata proposta, ancora una volta, da Alan Turing, che
può sicuramente considerato il ‘padre dell’intelligenza
artificiale’.
In un articolo del 1950 intitolato Macchine Calcolatrici e
Intelligenza, il grande scienziato propone un metodo, chiamato
Test di Turing, per rispondere al quesito che si basa su una
specie di gioco, il gioco dell’imitazione.
Test di Turing e critica con il test della stanza cinese
Test di Turing:
immaginiamo di mettere in
una stanza una persona e una
macchina ‘presunta
intelligente’ e in un’altra
stanza una persona che
interroga le prime due. Se
l’interrogante, non è in grado
di capire quale tra i suoi
interlocutori sia un uomo e
quale una macchina, allora
John Searle nel 1980 ha ideato il
possiamo asserire che la
cosiddetto test della stanza
macchina è intelligente.
cinese. Tale esperimento prevede
che un individuo, ignaro della
lingua cinese, chiuso in un stanza
dove sono presenti manuali e
tabelle nella sua lingua, ricevuti
ideogrammi cinesi attraverso una
finestra di ingresso, riesca a
elaborarli correttamente e a
L’elaborazione del linguaggio naturale
Secondo molti studiosi,
dobbiamo proprio alla
comparsa del linguaggio,
avvenuta tra 100 e 200
mila anni fa, quell’enorme
salto evolutivo che ha
differenziato l’homo
sapiens, la nostra specie,
da tutte le altre specie di
Linguaggio e intelligenza, infatti, sono fenomeni strettamente
ominidi.
interconnessi. Lo stesso test di Turing assume che un eventuale
computer intelligente deve sapere comunicare mediante il linguaggio
naturale, come facciamo noi esseri umani.
La competenza linguistica, a sua volta, si suddivide in tre componenti:
- Competenza fonologica: capacità di un parlante, di produrre e capire i suoni della lingua parlata;
- Competenza sintattica: capacità di produrre o riconoscere frasi grammaticalmente corrette;
- Competenza semantica: capacità di assegnare o di estrarre significato dalle frasi.
Il ragionamento e la soluzione dei problemi
L’ulteriore campo di indagine dell’Intelligenza
Artificiale consiste nella ricerca di una serie di
procedimenti generali per la risoluzione
di problemi formalmente definibili.
In quest’ambito dell’intelligenza artificiale si
possono catalogare le seguenti aree di
ricerca:
- Soluzione di problemi (problem solving),
- Dimostrazione automatica,
- Ricerca selettiva.
Un procedimento di ricerca della soluzione
di un problema, può facilmente essere
rappresentato mediante un cosiddetto
Grafo ad Albero.
La ricerca di una soluzione corrisponde alla
esplorazione dei percorsi che legano i nodi
dell’albero, finché non si raggiunge un nodo
foglia che rappresenta lo stato finale o
obiettivo della ricerca.
Computer che giocano a scacchi
Il gioco degli scacchi, nella percezione
comune, è considerato il gioco
intelligente per eccellenza.
Si tratta di un gioco in cui ci sono un
insieme limitato di elementi distinti (i
pezzi) e delle regole molto precise che
specificano quali mosse si possono
fare. Progettare un programma che
sappia giocare a scacchi, dunque, a
Il programma sarebbe in grado di calcolare per ogni mossa tutte le
prima vista non è così complicato.
possibili contromosse dell’avversario e per ognuna di esse tutte le sue
possibili contromosse, e così via.
Se il programma potesse veramente operare in questo modo
riuscirebbe senza dubbio a trovare la mossa giusta per ogni
turno di gioco!
Ma quante sono le possibili mosse di un partita
di scacchi?
Per prevedere tutte le mosse di una partita bisognerebbe valutare un
numero di possibilità pari c.a. 10120.
Esplosione combinatoria
Un fenomeno di crescita come questo viene chiamato
combinatoria.
Anche il computer più veloce impiegherebbe miliardi di
miliardi di anni per analizzare tutte le possibilità! Il nostro
Computer che giocano a scacchi
È evidente che programmare un computer in modo
che analizzi l’intero albero delle possibili mosse non
avrebbe senso.
I ricercatori si sono resi conto che bisognava fornire
Strategie di Gioco
al computer delle che gli
permettessero di limitare il numero di mosse e
contromosse da esplorare.
Queste strategie non garantiscono la certezza
assoluta della vittoria: esse indicano solo le
strade ragionevolmente più interessanti da
percorrere per trovare la mossa giusta.
Euristiche
Sono dunque delle per l’esplorazione
Il ragionamento euristico ha dimostrato di avere una portata
dello sterminato albero che rappresenta tutte le
molto più vasta. possibili mosse di una partita.
E questa è la ragione per cui gli scacchi hanno destato tanto
interesse.
La capacità di giocare bene a scacchi può essere vista come
esempio di una capacità ben più generale:
Affrontare e risolvere problemi complessi, scegliendo di volta
in volta le soluzioni migliori senza la necessità di esplorare
tutte le possibili alternative.
I sistemi esperti problem solving
Le ricerche nell’ambito del
problem solving
, insieme a quelle sulla
rappresentazione delle conoscenze,
sono alla base della creazione dei
sistemi esperti. I sistemi esperti
rappresentano la più importante (e forse
la sola vera) applicazione
dell’intelligenza artificiale che ha avuto
una ricaduta pratica (anche e
In estrema sintesi, con il termine ‘sistema esperto’ si intende
soprattutto a livello commerciale).
un programma che è in grado di risolvere problemi complessi
particolare dominio,
che rientrano in un con una efficienza
paragonabile a quella di uno specialista umano di quel
settore.
Esempi:
- DENDRAL, (1965) è in grado di analizzare la struttura chimica delle molecole organiche.
- MYCIN (1972) è un sistema specializzato nella diagnosi di malattie infettive
- CASNET sistema esperto per la diagnosi del glaucoma;
- PUFF sistema esperto per le malattie polmonari;
- CADUCEUS; PROSPECTOR sistema esperto in grado di individuare
Un sistema esperto, pur essendo molto abile nel suo campo, non
la posizione di possibili giacimenti minerari sulla base di dati
sarebbe mai in grado di applicare la sua abilità ad altri domini: il
geologici.
suo è una specie di micromondo.
Un nuovo paradigma: le reti neurali e il connessionismo
Il nostro cervello è costituito da una
enorme quantità di cellule, i neuroni,
collegate fra loro a formare una specie
di rete tridimensionale lungo la quale si
scambiano incessantemente segnali.
Una rete talmente intricata che
probabilmente non riusciremo mai a
sapere quante possibili connessioni
possa avere. Molti studiosi sono convinti
che una macchina, per essere
intelligente, dovrebbe simulare proprio
questo incessante brulichio mediante
connessionismo
Questa nuova impostazione si chiama. Il
reti neurali artificiali
delle.
fondamento teorico del connessionismo, che rovescia
completamente le tesi della IA classica, in estrema sintesi è il
seguente:
Per spiegare e/o riprodurre l’intelligenza e tutte le
facoltà cognitive di un essere umano è necessario
emulare le proprietà e la fisiologia del cervello, ovvero
il funzionamento delle sue cellule.
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Introduzione intelligenza artificiale, tesina
Nella seguente tesina vengono trattati argomenti come quello dell'intelligenza artificiale in modo interdisciplinare.
Collegamenti
- Filosofia/scienza: Intelligenza artificiale
- Matematica: Problema di ricerca di minimo di una funzione e metodo del gradiente.
- Fisica: PET ad emissione di positroni.
- Educazione fisica e fisiologia: Progetto My-HAND: Trasformare il pensiero in movimento e restituire sensazioni tattili.
- Storia: La “bomba” contro Enigma
- Biologia: Potenziale di riposo, potenziale d’azione e sua trasmissione.
- Italiano: Dino Buzzati, racconto: “Il gran ritratto”
- Inglese: Aldous Huxley (1894-1963): Brave New World