Introduzione
Quando si parla di integrazione si intende fare riferimento a quel complesso insieme di processi sociali che permettono all'individuo di diventare parte e di sentirsi parte di una società. L'integrazione presuppone dunque la conoscenza ed il rispetto di regole comuni e socialmente accettate e legittimate, il riconoscimento di usi, costumi, usanze e tradizioni che si identificano come importanti radici di un popolo, capaci di evocarne la storia, il sentirsi appartenenti ad un gruppo di persone che riconosce i propri membri, nella loro diversità e li considera parte integrante e importante di sé.
Nel XXI secolo, il concetto di integrazione è strettamente correlato al concetto di intercultura, considerata non soltanto come il prodotto di rapporti e di scambi culturali tra paesi diversi, bensì come un fenomeno che porta l'individuo ad essere un potenziale cittadino del mondo. (O cosmopolitismo, cioè che l'uomo non è solo cittadino nello Stato in cui vive, ma è anche cittadino di altri Stati.)
Per quanto oggigiorno sembrino irrigidirsi i confini che separano i singoli Stati, irrigidimenti che sono il frutto di guerre e di rapporti tra le differenti aree del mondo sempre più precari e fragili, gli individui sperimentano più che in qualsiasi altro tempo il cambiamento delineato dalla partenza e dallo spostamento in un luogo altro, magari differente dalla propria "nazione natia", in un luogo che diventerà la propria casa, la propria patria, o semplicemente un luogo di passaggio, una tappa che preparerà ad un'altra partenza.
1.1 La fratellanza umana spiegata dai poeti (Italiano)
Sono numerosi gli scrittori, i poeti, i letterati che hanno parlato d'integrazione, un'integrazione che univa tutti gli uomini all'interno di un unico grande popolo; uomini diversi per genere, razza, costumi, uomini tutti uguali in quanto sottoposti alla stessa fragilità e precarietà, allo stesso dolore e alle medesime aspre prove della vita.
Un chiaro esempio è quello che ci viene offerto da Umberto Saba nella sua poesia La capra:
Ho parlato a una capra. Era sola sul prato, era legata. Sazia d'erba, bagnata dalla pioggia, belava.
Quell'uguale belato era fraterno al mio dolore. Ed io risposi, prima per celia, poi perché il dolore è eterno, ha una voce e non varia. Questa voce sentiva
Gemere in una capra solitaria. In una capra dal viso semita sentiva querelarsi ogni altro male, ogni altra vita.
Egli parla infatti di una capra sola, legata, bagnata dalla pioggia che bela per manifestare il suo dolore e la sua solitudine. In quel belato e in quel dolore il poeta riconosce il suo stesso dolore e il dolore dell'umanità, perché il dolore è eterno, ha una voce e non varia. Si tratta di una condizione non legata alla privazione o alla sofferenza fisica, ma dovuta ad un profondo e dilaniante disagio interiore.
L'elemento di unione e di appartenenza a tutti gli uomini ad un unico grande popolo viene riproposto e ribadito da Giuseppe Ungaretti in tutte le sue poesie riguardanti la guerra. All'interno della poesia Fratelli.
Di che reggimento siete, fratelli? Parola tremante nella notte
Foglia appena nata
Nell'aria spasimante involontaria rivolta dell'uomo presente alla sua fragilità
Fratelli.
Egli ribadisce che anche sul campo di battaglia, gli uomini sono tutti fratelli, fratelli nella fragilità, in una sofferenza che diventa universale, in una debolezza che accomuna tutti.
Anche Giacomo Leopardi nella sua poesia La ginestra paragona l'umanità ad una ginestra costretta dalla natura a vivere, a nutrirsi e a fiorire sulle rocce, in un luogo difficile ed impervio.
Di fronte a questa immagine egli fa appello alla fraternità fra tutti gli esseri umani, incitandoli a cooperare in una lotta comune, allontanando inutili conflitti, per sfuggire ad un nemico comune.
L'uomo è un minuscolo essere gettato nell'immensità della vita universale, sottoposto ai capricci e agli atti di forza di una natura dura ed insensibile; esso deve essere solidale con gli altri uomini, deve istituire con essi una convivenza fondata sul sentimento della fraternità, che nasce dalla consapevolezza della sua fragilità.
1.1.1 Approfondimento autori e poesie
Umberto Saba
La sua vita
Egli nacque a Trieste nel 1888 da madre ebrea e padre cattolico. Egli conoscerà il padre vent'anni dopo la sua nascita. I suoi genitori erano separati, e Saba venne messo a balia, da cui fu tolto all'età di tre anni; fu per lui un trauma terribile, di cui subì le conseguenze per tutta la vita, visto che la madre non gli seppe dare affetto.
- 1909: sposò Lina, da cui ebbe una figlia
- 1911: pubblicò "Poesie" e "Trieste e la sua donna"
- 1921: pubblicò il "Canzoniere" (ispirandosi a Petrarca)
- 1943: dovette fuggire in quanto ebreo e si rifugiò da Eugenio Montale
- 1957: morì
Opere
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Percorso interdisciplinare
Italiano
La fratellanza umana spiegata dai poeti: "La Capra" di Saba, "La ginestra" di Leopardi e "Fratelli" di Ungaretti.
Attualità
Il non rispetto degli ideali di fratellanza: la guerra.
Francese
La guerra in Libia e Les droits de l'homme.
Storia dell'arte
La guerra rappresentata da Picasso con la Guernica.
Musica
Canti di guerra.
Geografia
L'Africa, Libia.
Scienze
Inquinamento.
Tecnica
Petrolio.
Ed. fisica
Il calcio in Libia.
Storia
La colonizzazione italiana in Libia.
Civica
Terrorismo libico e islamico.
Inglese
L'attentato alle Torri Gemelle.
Approfondimento
Otto obiettivi del millennio (ONU).