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Noemi Tafaro

Implantologia

Dentale

VA Odonto, anno 2013/2014

Gnatologia

Anatomia del dente

Il dente è un piccolo organo duro, adibito alla masticazione. È diviso in tre tipi di tessuto:

  • Lo smalto, che riveste la zona visibile del dente, ovvero la corona.
  • La dentina, strato sottostante allo smalto e al cemento.
  • La polpa, si trova al centro del dente e si estende dalla corona alla radice e comunica con il parodonto tramite un foro apicale.

Nei bambini i denti sono 20 e sono detti “denti decidui”, all’età di 6-12 anni si forma la dentatura mista dove i “denti definitivi” prendono il posto di quelli da latte.

Negli adulti sono presenti 32 denti compresi quelli del giudizio.

Parodonto

Il parodonto è costituito dal cemento, dal tessuto osseo alveolare, dal legamento periodontale e dalla gengiva, questo permette al dente di rimanere stabile nell’arcata alveolare.

Implantologia dentale: 2

Gli impianti sono piccoli apparecchi chirurgici che il dentista inserisce nell’osso alveolare per creare una radice artificiale, e su di essa costruire la corona protesica.

Gli impianti si distinguono in:

  • Biologici, sono impianti di natura biologica come il trapianto stesso del dente del paziente o di un donatore sano, o innesti ossei nel caso di scarsa quantità ossea nella zona mascellare o mandibolare per l’inserimento dell’impianto.
  • Alloplastici, sono impianti di natura inorganica, con materiali biocompatibili come il titanio e lo zirconio.

In base al tipo di impianti, essi si dividono in:

  • Monofasici, sono costituiti da un solo pezzo diviso in fixture e abutment 3.
  • Bifasici, sono costituiti da più parti: fixture, abutment e vite di chiusura e guarigione.

A seconda del tipo di integrazione gli impianti si suddividono in:

  • Impianti fibrointegranti, sono stati i primi tipi di impianti e consistono in un fenomeno di inclusione difensiva dell’organismo che ingloba il corpo estraneo in una capsula fibrosa, che talvolta genera problemi di stabilità.
  • Impianti osteointegranti, sono caratterizzati da un legame tra il corpo spugnoso e corticale dell’osso che si realizza gradualmente in un periodo da 3 a 6 mesi dopo l’intervento.

Per implantologia dentale si intende quell’insieme di tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente un paziente affetto da edentulismo totale o parziale mediante l’utilizzo di impianti dentali, ovvero elementi metallici inseriti 4 chirurgicamente nell’osso mascellare o mandibolare per il ripristino della funzione estetica, fonetica e masticatoria.

Grazie all’ausilio degli impianti dentali, i pazienti edentuli possono migliorare in modo significativo la qualità della loro salute e della loro vita in generale.

La perdita degli elementi dentali non comporta solo problemi estetici, ma portano a problemi di tipo funzionale, a carico dell’apparato masticatorio, ma anche a danno della fonazione e dell’attività respiratoria.

Con l’implantoprotesi è possibile riabilitare casi in cui si ha:

  • Un’edentulia totale, in pazienti che non possono portare protesi mobili totali a causa di condizioni anatomiche o a causa di fattori psicologici.
  • Selle edentule molto estese.
  • Mancanza di un solo elemento dentale, senza dover protesizzare necessariamente gli elementi prossimali.

È tuttavia sconsigliato l’utilizzo di impianti dentali nei casi in cui:

  • Pazienti che necessitano di terapie radianti ad alto dosaggio, esse riducono la capacità di guarigione dei tessuti, influendo sull’osteointegrazione.
  • In presenza di pazienti con scarsa igiene orale.
  • Pazienti con precarie condizioni di salute.
  • Pazienti con età inferiore a 16 anni.

Il clinico deve sempre stabilire se nel paziente esistono i requisiti necessari per la riuscita del buon intervento, tra cui:

  • Informazioni sulla morfologia ossea, contribuiscono a pianificare il trattamento chirurgico, prevenendo eventuali difficoltà operatorie.
  • Lo spessore della corticale, è un elemento importante per fornire stabilità all’impianto.
  • Densità dell’osso, un osso di tipo D3-D4 cioè spugnoso (osso mascellare) è meno adatto a fornire stabilità all’impianto, rispetto a un D1-D2 cioè un osso compatto (osso mandibolare).

Altri esami da effettuare sul paziente sono: 5

  • Esami endo ed extraorali, che il clinico attua con strumenti meccanici (scanner).
  • Esami radiologici, eseguiti o dal clinico, o da laboratori di radiologia opportunamente attrezzati.

Gli impianti hanno una vita pressoché illimitata se vengono effettuati controlli periodici, per la buona riuscita dell’intervento si deve tener conto di alcuni criteri fondamentali:

  1. La presenza di una certa quantità di osso per la stabilità primaria degli impianti;
  2. Un buon supporto parodontale;
  3. L’assenza di gravi malocclusioni;

Nell’immediato post-intervento può avvenire la peri-implantite, ossia un’infiammazione e un’infezione delle strutture attorno all’impianto che non permettono l’osteointegrazione. Anche il fumo e il diabete possono compromettere l’osteointegrazione dell’impianto.

1. Assenza di stabilità primaria dell’impianto

Le cause di questa evenienza possono essere principalmente due: presenza di osso di scarsa densità oppure imprecisa preparazione ossea; qualora non fosse possibile ottenere una buona stabilità primaria, converrà effettuare un innesto osseo con successivo posizionamento di una membrana ed aspettare 3-4 mesi per l’intervento.

2. Supporto parodontale

Il punto debole delle protesi su impianti è la gengiva. Essa con il suo solco gengivale che circonda la radice o l’impianto, è la porta di ingresso al parodonto. Se la gengiva che delimita il solco gengivale non è pulita accuratamente tutti i giorni, la placca batterica può infiltrarsi in profondità e causare infiammazione: dapprima gengivite, poi parodontite quando interessa l’osso.

Le gengiviti sono infiammazioni dei tessuti gengivali caratterizzate da gonfiore, arrossamento, calore e sanguinamento causati dall’accumulo di placca batterica. Se si risolve in tempo il problema dell’accumulo della placca batterica si può evitare che il processo infiammatorio si evolva in parodontite.

Le parodontiti sono un gruppo di patologie caratterizzate dalla distruzione dell’apparato di supporto dei denti. Clinicamente si manifestano con perdita di osso, formazione di tasche gengivali, mobilità dentali. La distruzione dei tessuti di sostegno dei denti è irreversibile.

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Sintesi

Sintesi Implantologia dentale, tesina

La seguente tesina maturità per indirizzo odontotecnico tratta l'implantologia dentale con rischi e vantaggi sull'intervento. Per implantologia dentale si intende quell'insieme di tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente un paziente affetto da edentulismo totale o parziale mediante l’utilizzo di impianti dentali, ovvero elementi metallici inseriti chirurgicamente nell’osso mascellare o mandibolare per il ripristino della funzione estetica, fonetica e masticatoria.

Collegamenti Implantologia dentale, tesina

GNATOLOGIA: ANATOMIA DEL DENTE INGLESE: IMPLANTS, TITANIUM AND PORCELAIN IMPLANTS DIRITTO: L’ODONTOTECNICO, IMPRESA ARTIGIANA SCIENZE: MASCELLA E MANDIBOLA
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