Estratto del documento

I.T.A.S. “F. Selmi”

Modena

Filosofia e letteratura a confronto:

L'influenza delle nuove teorie filosofiche

sulle opere letterarie tra il XIX e XX secolo

Ottani Erika

a

Classe 5 H

Esame di Stato

Anno scolastico 2013-2014

Premessa

Nel corso di questi anni di studio ho potuto più volte constatare come vi sia uno stretto contatto tra filosofia e letteratura. Inizialmente esse erano per me solo due “discipline” facenti parte del programma di studi che avrei dovuto affrontare, poi nel corso del triennio sono risultate essere due campi di studio: entrambi interessanti, sicuramente diversi, ma spesso in relazione tra loro.

Giunta ormai al termine del quinto anno mi sono quindi concentrata su un quesito che, senza mai poterlo approfondire accuratamente, mi ero già posta più volte. Si tratta di un quesito complesso, a cui probabilmente non ho saputo dare una risposta completa ed esaustiva; essa, anzi, potrebbe rivelarsi inesatta, nonostante sia frutto di numerosi e consapevoli approfondimenti e ricerche.

Introduzione

Il nucleo centrale della mia riflessione si basa, dunque, sul rapporto che si è sviluppato nel corso dei secoli tra filosofia e letteratura. In particolare, il mio studio si propone di capire se (e in che modo) la filosofia abbia influenzato la letteratura nel corso del più ristretto periodo di tempo che comprende il XIX e il XX secolo.

Per fare questo ho innanzitutto effettuato una ricerca al fine di comprendere le opinioni di figure che possono vantare una elevata conoscenza della materia in esame. Mi sono soffermata in particolare su due di esse: Umberto Curi, filosofo e professore ordinario di Storia della Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Studi di Padova e Sergio Givone, filosofo e professore ordinario di Estetica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze.

Del primo ho conosciuto il pensiero in merito alla questione “filosofia e letteratura” tramite il video del confronto con lo scrittore Stefano Benni, tenutosi il 2 marzo 2012 in occasione del festival di “Popsophia”, a Civitanova Marche.

Del secondo, invece, ho seguito (ancora una volta tramite video) una lezione su “scrittura, filosofia e letteratura” distribuita da Bulgarini Editore, risalente a marzo 2013.

Il filosofo Umberto Curi parte dal presupposto che attualmente sembri “un'assunzione banale e scontata che letteratura e filosofia siano nettamente distinte e per certi aspetti persino antitetiche”, per spiegare poi come, con uno studio più approfondito, sia possibile verificare che questo rapporto apparentemente banale nasconde una realtà più profonda.

Vi sono infatti numerosi filosofi i cui testi hanno anche un'intrinseca qualità letteraria - come i dialoghi di Platone e gli scritti di Kierkegaard - e opere considerate rilevanti solo dal punto di vista letterario, che hanno invece un intrinseco carattere filosofico, come la Divina Commedia di Dante o le produzioni di Kafka.

Il professore Sergio Givone compie un ulteriore passo, un passaggio che porta la letteratura allo stesso livello della filosofia. Egli ritiene infatti che la “scrittura letteraria”, non sia un'arte minore, ma un sapere vero e proprio, distinto dalla filosofia, ma utilizzato allo stesso modo per parlare della verità. La “verità del cuore umano”, infatti, viene da sempre cercata dai filosofi nella letteratura; alcuni di essi si sono dedicati alla scrittura di romanzi, forse perché ritenevano che “il romanzo fosse il proseguimento della filosofia con altri mezzi necessari, perché certe cose solo così si possono dire”.

Argomentazione

A partire da queste riflessioni, ho scelto di sviluppare la problematica seguendo tre linee principali, che si susseguono dal punto di vista cronologico. Per ciascuna di esse ho posto in relazione un pensiero filosofico, sviluppatosi nel periodo trattato, con uno scrittore dell'epoca, le cui opere portano il segno evidente di queste nuove teorie:

  1. Innanzitutto ho inteso presentare i caratteri fondamentali della filosofia positivista, che si sviluppa nella prima metà del XIX secolo e vede come capofila il filosofo Auguste Comte.

    L'influenza di questa filosofia si riscontra nelle opere dello scrittore francese Émile Zola, in particolare nel saggio “Le roman expérimental” (1880).

  2. Successivamente, ho approfondito la nuova concezione del tempo, espressamente anti-positivistica, esposta dal filosofo francese Henri Bergson nei primi anni del XX secolo.

    La concezione di “durée” del filosofo ha ispirato scrittori del modernismo inglese, come Virginia Woolf nel suo romanzo “Mrs Dalloway” (1925).

  3. Infine ho scelto di trattare dello sviluppo, avvenuto anch'esso all'inizio del 1900 per opera di Sigmund Freud, di una nuova scienza filosofica: la psicoanalisi.

    Egli ha esercitato una profonda influenza sul celebre autore triestino Italo Svevo ed in particolare sulla stesura della sua opera “La coscienza di Zeno” (1923).

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Le positivisme: Auguste Comte

e

Le XIX siècle est traversé par de nombreuses révolutions politiques, scientifiques et techniques qui bouleversent les fondements de la société traditionnelle longtemps considérés comme immuables et absolus. En effet, dans ce monde de plus en plus industrialisé, les découvertes révolutionnaires se succèdent à une vitesse folle (électricité, téléphone, chemin de fer…) et provoquent l’émergence d’un nouvel esprit philosophique: le positivisme. Cette doctrine, développée par Auguste Comte (1798-1857), disciple et secrétaire de Saint-Simon, dans son Cours de philosophie positive (1830-1842), est devenue le culte de toute une époque qui souhaite désormais découvrir les lois de l’univers au moyen de la seule observation de la Nature.

Qualifié de «scientisme» par ses adversaires, le positivisme privilégie l'expérience scientifique et le raisonnement comme fondement du savoir et comme source fondamentale du progrès de l'humanité.

Pour Comte, les hommes, au cours de leur histoire, avaient eu recours à trois modes de pensée:

  • Ils avaient d’abord interprété le monde visible en termes d’intervention divine, en attribuant les causes premières et les fins dernières de la création aux forces surnaturelles.
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Sintesi

Sintesi Filosofia e letteratura tra il XIX e il XX secolo, tesina

Il nucleo centrale della mia tesina di maturità si basa, dunque, sul rapporto che si è sviluppato nel corso dei secoli tra filosofia e letteratura. In particolare, il mio studio si propone di capire se (e in che modo) la filosofia abbia influenzato la letteratura nel corso del più ristretto periodo di tempo che comprende il XIX e il XX secolo. Per fare questo ho innanzitutto effettuato una ricerca, da inserire nella tesina, al fine di comprendere le opinioni di figure che possono vantare una elevata conoscenza della materia in esame. Mi sono soffermata in particolare su due di esse: Umberto Curi, filosofo e professore ordinario di Storia della Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Studi di Padova e Sergio Givone, filosofo e professore ordinario di Estetica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze.

Del primo ho conosciuto il pensiero in merito alla questione “filosofia e letteratura” tramite il video del confronto con lo scrittore Stefano Benni, tenutosi il 2 marzo 2012 in occasione del festival di “Popsophia”, a Civitanova Marche. Del secondo, invece, ho seguito (ancora una volta tramite video) una lezione su “scrittura, filosofia e letteratura” distribuita da Bulgarini Editore, risalente a marzo 2013. Il filosofo Umberto Curi parte dal presupposto che attualmente sembri “un'assunzione banale e scontata che letteratura e filosofia siano nettamente distinte e per certi aspetti persino antitetiche”, per spiegare poi come, con uno studio più approfondito, sia possibile verificare che questo rapporto apparentemente banale nasconde una realtà più profonda.

Vi sono, infatti, numerosi filosofi i cui testi hanno anche un’intrinseca qualità letteraria - come i dialoghi di Platone e gli scritti di Kierkegaard - e opere considerate rilevanti solo dal punto di vista letterario, che hanno invece un intrinseco carattere filosofico, come la Divina Commedia di Dante Alighieri o le produzioni di Kafka. Il professore Sergio Givone compie un ulteriore passo, un passaggio che porta la letteratura allo stesso livello della filosofia. Egli ritiene infatti che la “scrittura letteraria”, non sia un'arte minore, ma un sapere vero e proprio, distinto dalla filosofia, ma utilizzato allo stesso modo per parlare della verità. La “verità del cuore umano”, infatti, viene da sempre cercata dai filosofi nella letteratura; alcuni di essi si sono dedicati alla scrittura di romanzi, forse perché ritenevano che “il romanzo fosse il proseguimento della filosofia con altri mezzi necessari, perché certe cose solo così si possono dire”

Collegamenti

Filosofia e letteratura tra il XIX e il XX secolo, tesina

  • Filosofia - Il Positivismo e Auguste Comte; Henri-Louis Bergson e la concezione del tempo; Freud e la psicanalisi.
  • Francese - Emile Zola e "Le roman expérimental".
  • Inglese - Virginia Woolf e "Mrs Dalloway".
  • Italiano - Italo Svevo e "La coscienza di Zeno".
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