Die Welle - L’onda: ideologia, consenso e aggressività
Percorso interdisciplinare per l’esame di Stato
Di Federica Focanti
Mappa concettuale
Indice
- Introduzione dell’argomento trattato
- Film L’onda (trama)
- Aggressività e psicologia sociale
- L’effetto Lucifero (cattivi si diventa?)
- Differenze pedagogia direttiva e non direttiva
- Il ruolo pedagogico nella formazione di una nuova ideologia (Makarenko e Gentile)
- La «proposta» di Hessen (la filosofia dei valori di Windelbrand)
- La banalità del Male
- Nineteen-Eightyfour (introduzione e trama)
- The important role of the psychological manipulation in 1984
- Manipolazione ideologica e consenso nelle dittature del Novecento
- Primavera Hitleriana
Perché questo argomento?
Introduzione dell’argomento trattato
Nel percorso didattico svolto, uno degli argomenti trattati, che più mi ha affascinata è stato il totalitarismo e le diverse tematiche ad esso correlate come l’aggressività, l’influenza dei mass media, il consenso popolare ecc.
È stato, tuttavia, determinante nella scelta di questa tematica, lo studio, in Metodologia, dell’esperimento di Zimbardo, che ha stimolato il mio interesse per la visione di un film di cui avevo sentito spesso parlare: “L’Onda” (titolo originale Die Welle) di Denis Gansel. Questo film ripropone un esperimento realmente avvenuto e messo in atto da un professore americano, Ron Jones, alla Cubberly High School di Palo Alto nel 1967. Nel film, così come anche nell’opera L’effetto Lucifero: cattivi si diventa? di Philip Zimbardo, viene messo in luce come la massa, e quindi anche il singolo individuo, possano essere facilmente influenzati dalla società, che li porta talvolta ad assumere atteggiamenti violenti.
L’ambiente sociale nel quale viviamo e con il quale interagiamo quotidianamente, infatti, è un status sociali, ovvero luogo fatto di regole e di ruoli sociali che ricopriamo e che determinano il nostro modo di vestire, il nostro linguaggio, i nostri modi di fare. Nel corso della storia e in particolar modo il Novecento e la nascita dei totalitarismi sono una testimonianza concreta di come qualsiasi uomo possa essere influenzato e possa portare avanti comportamenti violenti in nome di un’ideologia e di un ruolo sociale all’interno della società.
Come sostiene la filosofa Hannah Arendt, il male non è facilmente classificabile, ma non è infatti difficile assumere atteggiamenti aggressivi in determinate circostanze (es: la tortura, come vedremo in 1984 o, nel caso di Eichmann, il suo adempimento al lavoro di burocrate; infatti egli non si riteneva colpevole dei crimini a lui attribuiti, in quanto si limitava ad assolvere i suoi compiti).
Trama del film «L’Onda»
Durante la settimana a tema, un insegnante di una scuola superiore tedesca, Rainer Wenger, si trova a dover affrontare il tema dell’autocrazia. Gli studenti, inizialmente annoiati dall’argomento, non credono possibile che una nuova dittatura possa essere instaurata nella moderna Germania, poiché la popolazione tedesca ha imparato dagli errori del passato. L’insegnante decide allora di organizzare un esperimento, in modo tale da dimostrare agli allievi come le masse possano essere facilmente manipolate.
L’esperimento coinvolge la classe stessa e ha inizio con la scelta di un leader, il quale viene individuato nell’insegnante, e l’imposizione di alcune regole basilari. Wenger per far sì che la classe cominci ad essere più unita, cambia la disposizione dei banchi, in modo tale che i gruppetti di amici vengano stravolti e gli studenti meno bravi possano trovarsi vicino a quelli più preparati, insegnandosi l’un l’altro e migliorando nel complesso i risultati della classe. Infine, quando gli studenti vogliono dire qualcosa ad alta voce, devono alzarsi in piedi e dare risposte brevi e concise. Wenger mostra inoltre ai suoi studenti come l’effetto di marciare all’unisono possa farli sentire un’unica entità.
Il passo successivo all’identificazione del gruppo, è quello di dargli un nome, scelto tra varie proposte degli studenti e selezionato tramite votazione. Viene scelto “L’onda” (“Die Welle”). Viene ideato anche un apposito logo. Ogni studente dovrà poi indossare una sorta di divisa, costituita da camicia bianca e jeans, in modo tale da rimuovere le distinzioni individuali e di classe. Inoltre viene inventato un saluto, ovvero la simulazione, fatta con il braccio destro, di un’onda. Due ragazze, Karo e Mona, non accettano le decisioni del gruppo e abbandonano l’esperimento, disgustate da come la classe abbia abbracciato in modo acritico gli ideali dell’Onda.
I ragazzi del gruppo iniziano a diffondere nell’intera città il logo dell’Onda per mezzo di adesivi e bombolette spray, verniciando addirittura le impalcature che nascondono il municipio. Iniziano, inoltre, a tenere feste in cui solo i membri del movimento sono autorizzati a partecipare, osteggiando e discriminando tutti gli altri. Un giovane in particolare, Tim, un ragazzo che sin dall’inizio del film si capisce essere insicuro, sottomesso al più forte e anche psicolabile, inizia a identificarsi in modo ossessivo col gruppo, visto che soltanto al suo interno riesce a sentirsi finalmente accettato. Egli si propone perfino di diventare la guardia del corpo di Wenger.
La forza dell’Onda è sempre più dirompente e ben presto il progetto sembra sfuggire di mano al suo stesso ideatore, il quale non riesce a porvi fine (Wenger, infatti, soffrendo di un complesso di inferiorità rispetto agli altri professori, si sentirà estremamente coinvolto dal gruppo, rendendosi “cieco” a quello che il gruppo sta in realtà diventando) prima che esso conduca a tragiche conseguenze. Alla fine, quando il professore deciderà di sciogliere il movimento, Tim, vedendo distrutta l’unica cosa in cui credeva, prima spara ad un membro dell’Onda, poi si uccide. L’iniziale convinzione degli studenti sull’impossibilità della nascita di una nuova dittatura in Germania risulta così clamorosamente e dolorosamente smentita dai fatti. Wenger, responsabile dell’accaduto, viene arrestato dalla polizia.
Aggressività e psicologia sociale
L’aggressività viene definita nel 1974 da Hinde, professore di zoologia all’Università di Cambridge, come «qualsiasi comportamento di un individuo diretto a provocare danno ad un altro individuo. È un comportamento umano intenzionale. Il danno può essere sia fisico che psicologico».
Ancora oggi vi sono due diverse scuole di pensiero riguardo l’aggressività: da una parte vi sono gli innatisti, coloro che sostengono che l’aggressività sia un fattore innato, quindi nasciamo già predisposti ad un comportamento aggressivo; dall’altra parte vi sono gli ambientalisti, coloro i quali sostengono, invece, che l’aggressività si apprende nel momento in cui l’individuo entra in contatto con la società. Nella corrente degli ambientalisti rientra anche la psicologia sociale, quel ramo della psicologia che studia in che modo la mente umana venga influenzata dalla società. Secondo questi psicologi, l’uomo è aggressivo per cause esterne, cioè vi sono determinate situazioni che possono portare l’uomo a produrre comportamenti aggressivi:
- Subire un’ingiustizia: in questo caso è come se si perdesse un equilibrio nostro interno. Si crea una situazione di disagio, per ristabilire l’equilibrio egli usa la violenza;
- Aggressività in rispetto dell’autorità: a volte nel rispetto dell’autorità si possono produrre comportamenti violenti, oppure vi è un abuso del proprio potere;
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Introduzione Film L'onda, tesina
Nella tesina di maturità svolta, uno degli argomenti trattati, che più mi ha affascinata è stato il totalitarismo e le diverse tematiche ad esso correlate come l’aggressività, l’influenza dei mass media, il consenso popolare ecc. È stato, tuttavia, determinante nella scelta di questa tematica, lo studio, in Metodologia, dell’esperimento di Zimbardo, che ha stimolato il mio interesse per la visione di un film di cui avevo sentito spesso parlare “L’Onda” (titolo originale Die Welle) di Denis Gansel. Questo film ripropone un esperimento realmente avvenuto e messo in atto da un professore americano, Ron Jones, alla Cubberly High School di Palo Alto nel 1967. Nel film, così come anche nell’opera L’effetto Lucifero: cattivi si diventa? di Philip Zimbardo, viene messo in luce come la massa, e quindi anche il singolo individuo, possano essere facilmente influenzati dalla società, che li porta talvolta ad assumere atteggiamenti violenti.
L’ambiente sociale nel quale viviamo e con il quale interagiamo quotidianamente, infatti, è un luogo fatto di regole e di status sociali, ovvero di ruoli sociali che ricopriamo e che determinano il nostro modo di vestire, il nostro linguaggio, i nostri modi di fare. Nel corso della storia e in particolar modo il Novecento e la nascita dei totalitarismi sono una testimonianza concreta di come qualsiasi uomo possa essere influenzato e possa portare avanti comportamenti violenti in nome di un’ideologia e di un ruolo sociale all’interno della società.
Come sostiene la filosofa Hannah Arendt, il male non è facilmente classificabile, ma banale: non è infatti difficile assumere atteggiamenti aggressivi in determinate circostanze (es: la tortura, come vedremo in 1984 o, nel caso di Eichmann, il suo adempimento al lavoro di burocrate; infatti egli non si riteneva colpevole dei crimini a lui attribuiti, in quanto si limitava ad assolvere i suoi compiti).
In questa tesina, quindi, iniziando dall’analisi del film L’Onda affronterò diverse tematiche partendo da alcuni interrogativi che gli stessi protagonisti si pongono all’inizio della pellicola: «Come si è sviluppato il consenso al nazismo? Cosa spinge la massa ad aderire a qualsiasi forma dittatoriale? È possibile quindi, che un’ideologia possa portare a compiere azioni violente e terribili? Come è possibile che avvenga tutto ciò?»
Collegamenti
L'onda, tesina
- Pedagogia: La pedagogia direttiva (Hessen, Makarenko e Gentile).
- Metodologia: L'aggressività e l'esperimento di Zimbardo.
- Filosofia: Hannah Arendt - La banalità del Male.
- Inglese: 1984.
- Storia: Ideologia e consenso nelle dittature del Novecento.
- Italiano: Primavera Hitleriana (Eugenio Montale).