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Phantasia

φ α ν τ α σ ί α

Le fiabe come specchio di vita

Ad opera di Michel Manetti

Indice

Prefazione ………………………………………………………………………………………………………. 1

Charles Perrault …………………………………………………………………………………………………. 3

Perrault: le fiabe ……………………………………………………………………………………………………. 5

Muse ispiratrici ……………………………………………………………………………………………….. 7

Lo studio delle fiabe ……………………………………………………………………………………… 11

Fiabe italiane ………………………………………………………………………………………………… 26

Perrault vs Andersen …………………………………………………………………………………….… 31

Conclusione …………………………………………………………………………………………………... 34

Bibliografia …………………………………………………………………………………………………. 35

Sitografia …………………………………………………………………………………………………….. 36

Prefazione

Per definizione con il termine “fiaba” si intende un racconto fantastico in prosa di origine popolare1, generalmente di lunghezza media-breve.

In principio le fiabe venivano tramandate oralmente e solo in un secondo momento ebbe luogo una loro trasposizione scritta.

In ogni caso il genere fiabesco, nonostante si distingua in varie forme particolari come tutti i generi letterari, è identificabile sulla base di alcuni punti fondamentali.

  • I. L’indeterminatezza di personaggi, epoche e luoghi che raramente vengono descritti nel dettaglio o puntualizzati. Riguardo al tempo possiamo affermare inoltre che, oltre ad essere astorico (ossia a non essere posizionato specificatamente in un periodo storico), presenta una successione degli eventi irregolare, non assimilabile quindi al tempo scandito dalla lancetta di un orologio.
  • II. L’inverosimiglianza, in quanto i fatti che coinvolgono i personaggi sono inesistenti nella quotidianità e mediati da elementi fantastici, in primo luogo la magia.
  • III. Un dualismo morale che vede contrapporsi forze benigne e forze maligne, senza sfumature intermedie. Di conseguenza di solito i personaggi sono statici, nel senso che non cambiano durante la narrazione (chi è buono rimane buono e viceversa), e si assiste così alla stereotipizzazione di certe figure.
  • IV. La ripetizione di alcuni motivi che addirittura si ritrovano in più fiabe.
  • V. L’apoteosi finale con cui i personaggi buoni vedono i loro sogni coronati e quelli cattivi vengono sconfitti una volta per tutte.
  • VI. Lo scopo didattico che, in maniera più o meno esplicita, mira a impartire una lezione etica e morale sul comportamento da condurre in una società.

Capita poi di confondere la fiaba con la favola, ma in realtà sono due generi particolarmente diversi: infatti la favola, rispetto alla fiaba, è decisamente più breve, ha per protagonisti animali dai tratti antropomorfi e si basa su canoni realistici, eliminando la presenza di elementi fantastici.

Enciclopedia universale Garzanti

1 In, pag. 542. 1

Oggigiorno, quando pensiamo alla fiaba, ci viene spontaneo pensare al mondo dell’infanzia, quando i nostri genitori cercavano di farci addormentare raccontandoci di come Cenerentola riuscì a conquistare il suo principe o il Gatto con gli Stivali sconfisse l’orco cattivo.

È un collegamento, quello tra fiaba e infanzia, del tutto naturale, ma allo stesso tempo errato. In pochi sanno che la maggior parte delle fiabe che conosciamo sono in realtà nate per tutt’altre ragioni che intrattenere dei bambini.

In molti si stupirebbero nel pensare che sono numerose le fiabe che sono state scritte come strumento di analisi e critica della società.

L’esempio calzante, e che a parer mio si può considerare uno dei maggiori esponenti del genere fiabesco, è indubbiamente il francese Charles Perrault (1628-1704), che si dedica alla stesura di una raccolta di fiabe proprio con l’obbiettivo di rappresentare la Francia di Luigi XIV, noto anche come Re Sole. Ovviamente, affinché il pubblico di lettori sia il più vasto possibile, Perrault decide di trattare l’argomento inserendo nella narrazione elementi fantastici: in questo modo la lettura risulta innanzitutto piacevole e il lettore viene comunque messo a parte della realtà in cui vive, pregi e difetti inclusi.

2

Charles Perrault

Charles Perrault nasce a Parigi nel 1628, ultimo di sette fratelli. La sua famiglia è di mercanti, ma il padre Pierre riveste anche il ruolo di alto magistrato: quindi l’ambiente in cui nasce è benestante dal punto di vista economico.

Fin dalla giovinezza si dedica a studi di carattere umanistico e nella sua biografia, Memorie della Mia Vita, afferma proprio che ogni giorno, la mattina dalle otto alle undici, e il pomeriggio dalle tre alle cinque, assieme a un suo compagno di scuola, Beaurain, spaziava un po’ tutti i campi della letteratura (Tacito2, la Bibbia, testi storici vari, ecc.) ed effettuava addirittura delle traduzioni burlesche di alcune opere, dunque traduzioni che sbeffeggiassero le opere originali: esemplare è quella del sesto libro dell’Eneide3, incentrato sulla discesa nell’Ade dell’eroe Enea, che i due amici intitolano Enéide burlesque4.

Successivamente Perrault si iscrive alla facoltà di giurisprudenza e si laurea seguendo le orme del padre, ma poi decide di abbandonare l’attività da avvocato per inserirsi nel mondo della politica. Difatti già il fratello Pierre, con l’aiuto dei genitori, ha acquistato la carica di ricevitore generale delle imposte di Parigi e Perrault si ripropone di affiancarlo nella sua scelta.

È grazie a Pierre che Perrault fa la conoscenza di Nicolas Foucquet, il sovrintendente delle Finanze, convertendosi in uno dei suoi consiglieri più fidati. In questo modo riesce a inserirsi nella corte di Luigi XIV ed entrare a stretto contatto con il ministro delle Finanze dell’epoca, Jean-Baptiste Colbert. Colbert rivestirà un ruolo fondamentale nell’affermazione dell’egemonia del sovrano e la politica economica improntata sul mercantilismo da lui intrapresa verrà denominata colbertismo.

Entrato alla corte francese, Perrault diventa uno dei consiglieri più fidati non solo di Colbert, ma anche dello stesso Luigi XIV, tanto da essere definito come l’architetto del suo assolutismo: oramai funzionario del re, ha infatti il compito di diffondere in tutta la Francia le idee e la monarchia personale del sovrano.

2 Publio Cornelio Tacito (56 d. C.-120 d.C.) è uno degli storici più importanti della classicità romana: con i suoi Annales Historiae illustra la storia di Roma dalla morte di Augusto all’imperatore Tito.

3 L’Eneide è il monumento letterario che l’autore romano Publio Virgilio Marone (70 a. C.-19 a. C.) scrive per esaltare il principato di Augusto. Insieme a Iliade e Odissea di epoca greca, costituisce il grande trittico di poemi epici della classicità.

4 In Fiabe (Perrault), pag. X. 3

Nel 1663, periodo in cui Perrault inizia ufficialmente la sua carriera politica a fianco di Colbert, quest’ultimo inaugura l’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, accademia di letterati in cui l’autore viene accolto come segretario. Nel 1667, invece, partecipa insieme al fratello Claude alla progettazione della facciata del Louvre.

Nel 1672 Perrault viene nominato cancelliere dell’Académie e in via del tutto eccezionale tale incarico gli verrà riconfermato l’anno seguente. Inoltre l’1 maggio, all’età di quarantaquattro anni, si sposa con Marie Guichon, facoltosa fanciulla di diciannove anni. Avrà quattro figli, l’ultimo dei quali provocherà la morte della moglie, ponendolo nelle condizioni di doversi curare della famiglia da solo.

Nel 1683 Colbert muore, ma già in precedenza i suoi rapporti con Perrault si erano incrinati. In ogni caso il nome dell’autore viene cancellato dalla lista degli stipendiati dello Stato, nonostante venga retribuito parzialmente di alcuni anni di attività a corte.

Abbandonata una volta per tutte la carriera politica, adesso è libero di concentrarsi sull’educazione dei propri bambini.

Nel 1687 inaugura con il poema Il Secolo di Luigi il Grande la cosiddetta querelle des anciens et des modernes, disputa che mette a confronto autori della classicità e autori moderni. In particolare Perrault prende una posizione anticlassicista, sottolineando la superiorità dei Moderni, e per ciò verrà aspramente criticato.

È al 1694 che risale la sua prima fiaba, Pelle d’Asino, ed è proprio grazie ai suoi racconti che Perrault verrà riaccolto sotto l’ala di Luigi XIV. Nel 1697 arriva alla pubblicazione della sua raccolta, Storie o Racconti del tempo che fu, firmata con il nome del figlio minore, Pierre Darmancour (pseudonimo per Pierre Perrault), e dedicata a Mademoiselle, ossia Élisabeth-Charlotte d’Orléans, nipote del sovrano.

Le motivazioni della firma e della dedica sono le seguenti. Pierre aveva partecipato a una rissa durante la quale aveva ucciso un giovane coetaneo; Perrault sperava dunque di poter riabilitare la figura del figlio dedicandola a un membro della famiglia reale. Ma pure lo stesso pseudonimo scelto potrebbe essere un modo per “ripulirlo” dalla pesante condanna penale che gravava su di lui. Dal punto di vista fonetico, infatti, darmancour potrebbe essere letto come d’armes en cour, cioè uomo d’arme alla corte, alludendo simbolicamente a qualcuno schierato a difesa della corona5.

Perrault muore nel 1703 nella sua abitazione parigina.

5 In Fiabe (Perrault), pag. 123. 4

Perrault: le fiabe

Storie o Racconti del tempo che fu (più nota in seguito come Racconti di Mamma Oca) è la raccolta di fiabe che Perrault pubblica nel 1697, firmata a nome del figlio Pierre Darmancour e dedicata a Mademoiselle.

Le varie fiabe, ciascuna delle quali corredata di una morale, rielaborano con genialità un antico repertorio fiabesco, ma la loro peculiarità è che non sono state scritte con lo scopo di essere lette da dei bambini, bensì per rappresentare e criticare la società dell’epoca, motivo per cui di fatto alla fine Perrault diventerà famoso.

I riferimenti alla società francese a cavallo tra Seicento e Settecento sono sparsi in tutti i racconti, cosicché risulta complicato coglierli per chi non è esperto della materia o ha approfondito l’argomento nel dettaglio. Ragione per cui ne riporterò alcuni io stesso.

Sia in Barbablù che in Cenerentola o La Scarpetta di Vetro, sono presenti delle allusioni al colbertismo, la politica economica intrapresa da Colbert. Infatti, da una parte la moglie di Barbablù, dall’altra le sorellastre di Cenerentola si specchiano in degli specchi che le ritraggono per intero: questi specchi non esistevano in Francia, ma era stato proprio Colbert a importarli da Venezia, dove l’idea era stata coniata6.

Sempre in Barbablù, molto probabilmente Barbablù è il nome fittizio di un facoltoso gentiluomo della Bretagna, Gilles de Rais, vissuto circa due secoli prima della stesura del racconto, tra il Quattrocento e il Cinquecento. Gilles de Rais è conosciuto, oltre che per la sua carriera militare, come un pedofilo dell’epoca, un seviziatore di bambini7. Inoltre i fratelli della moglie sono uno moschettiere, l’altro dragone. Ciò si riferisce alle due categorie di combattenti esistenti all’epoca, ossia moschettieri (neri o grigi a seconda del colore della gualdrappa che ricopriva i loro cavalli) e dragoni, che si distinguevano dai primi per un particolare berretto di pelliccia la cui coda ricadeva sull’orecchio8.

In Cenerentola, poi, grazie alle sorellastre che si preparano per partecipare al ballo viene descritta la moda parigina tipica di quel periodo. Era una moda di ispirazione italiana, fatta di nei finti e pezzettini di stoffa o velluto nero che le dame erano solite mettersi sul viso come semplice ornamento o per far risaltare il loro incarnato9.

Ancora più lampante è l’esempio di Cappuccetto Rosso, specialmente la scena finale, caratterizzata da una forte ambiguità. In effetti si dice che quando la fanciulla giunge a casa della nonna per farle visita si spoglia ed entra nel suo letto, ma l’azione dello spogliarsi non è specificata. Per di più viene descritta la posizione del lupo su di lei poco prima di divorarla e ovviamente tutto ciò richiama in modo molto chiaro alla sfera sessuale. È la morale poi a far luce sul significato metaforico della fiaba poiché mette in allerta le ragazze francesi da pedofili e stupratori di quel tempo.

Questi sono solo alcuni degli svariati esempi che possiamo rintracciare con occhio acuto nelle fiabe di Perrault, ma sono sufficienti per comprendere come questi racconti, oggi associati erroneamente al mondo dell’infanzia, siano in realtà frutto di un progetto ben più complesso: quello, cioè, di costruire a parole degli specchi di vita, dei ritratti che raffigurino una società tanto luminosa quanto immersa nell’oscurità.

6 In Fiabe (Perrault), pag. 128.

7 In Fiabe (Perrault), pag. 127-128.

8 In Fiabe (Perrault), pag. 129. 5

9 In Fiabe (Perrault), pag. 132. 6

Muse ispiratrici

La popolarità delle fiabe di Perrault è stata tale che esse hanno funto da muse ispiratrici per molte opere letterarie dei secoli successivi.

In particolare farò riferimento alla letteratura del Novecento e, per dimostrare il successo che questi racconti fantastici hanno ottenuto a livello mondiale, analizzerò le opere di due autori stranieri: l’irlandese George Bernard Shaw (1856-1950) e l’argentina Silvina Ocampo (1906-1993).

George Bernard Shaw is born in Dublin, Ireland, in 1856. He has a difficult childhood due to his father’s problems with alcohol and he rejects most of the schools he is supposed to attend: then he moves to London in order to live with his mother and sister. He tries unsuccessfully to become a writer and joins the socialist cause by founding the Fabian Society, a socialist organization. He gets close to theatre in 1892, influenced by the Norwegian dramatist Henrik Ibsen10, and he marries a heiress, Charlotte Payne-Townsend, despite all his extramarital relationships. In 1925 he wins the Nobel Prize for Literature but he refuses it. He dies very old, at the age of 94, in 1950.

Shaw is a typical Victorian though he harshly criticizes his society focusing especially on domestic problems and women, which makes him a feminist. As he thinks that discriminations ruin any communities he tries to include humble people in his works.

Besides he gives a great importance to the language which he considers one of the most important means to evolve: everyone should have the right to learn English, then he simplifies it and creates a grammar where too difficult expressions are erased.

Shaw’s theatre is known as a theatre of ideas since he puts the concept above the form. Theatre is now a vehicle for communicating ideas and moral teachings, for attacking Victorian institutions and prejudices through a satirical style.

Shaw’s masterpiece is undoubtedly Pygmalion (1913), a play dealing with different themes such as class distinction, middle-class morality and differences between men and women. In its preface the author points out the difficulties of English pronunciation and how good or bad pronunciation reveals whether a person belongs to a high social class.

10 Henrik Ibsen (1828-1906), Norwegian playwright considered one of the founders of Modernism in theatre. 7

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Sintesi

Introduzione Fiabe come specchio di vita, tesina

Per definizione con il termine “fiaba” si intende un racconto fantastico in prosa di origine popolare, generalmente di lunghezza media-breve. In principio nella tesina mostro come le fiabe venivano tramandate oralmente e solo in un secondo momento ebbe luogo una loro trasposizione scritta. In ogni caso il genere fiabesco, nonostante si distingua in varie forme particolari come tutti i generi letterari, è identificabile sulla base di alcuni punti fondamentali.

  • I. L’indeterminatezza di personaggi, epoche e luoghi che raramente vengono descritti nel dettaglio o puntualizzati. Riguardo al tempo possiamo affermare inoltre che, oltre ad essere astorico (ossia a non essere posizionato specificatamente in un periodo storico), presenta una successione degli eventi irregolare, non assimilabile quindi al tempo scandito dalla lancetta di un orologio.
  • II. L’inverosimiglianza, in quanto i fatti che coinvolgono i personaggi sono inesistenti nella quotidianità e mediati da elementi fantastici, in primo luogo la magia.
  • III. Un dualismo morale che vede contrapporsi forze benigne e forze maligne, senza sfumature intermedie. Di conseguenza di solito i personaggi sono statici, nel senso che non cambiano durante la narrazione (chi è buono rimane buono e viceversa), e si assiste così alla stereotipizzazione di certe figure.
  • IV. La ripetizione di alcuni motivi che addirittura si ritrovano in più fiabe.
  • V. L’apoteosi finale con cui i personaggi buoni vedono i loro sogni coronati e quelli cattivi vengono sconfitti una volta per tutte.
  • VI. Lo scopo didattico che, in maniera più o meno esplicita, mira a impartire una lezione etica e morale sul comportamento da condurre in una società. Capita poi di confondere la fiaba con la favola, ma in realtà sono due generi particolarmente diversi: infatti la favola, rispetto alla fiaba, è decisamente più breve, ha per protagonisti animali dai tratti antropomorfi e si basa su canoni realistici, eliminando la presenza di elementi fantastici.

Oggigiorno, quando pensiamo alla fiaba, ci viene spontaneo pensare al mondo dell’infanzia, quando i nostri genitori cercavano di farci addormentare raccontandoci di come Cenerentola riuscì a conquistare il suo principe o il Gatto con gli Stivali sconfisse l’orco cattivo. È un collegamento effettuato nella tesina di maturità, quello tra fiaba e infanzia, del tutto naturale, ma allo stesso tempo errato. In pochi sanno che la maggior parte delle fiabe che conosciamo sono in realtà nate per tutt’altre ragioni che intrattenere dei bambini. In molti si stupirebbero nel pensare che sono numerose le fiabe che sono state scritte come strumento di analisi e critica della società. L’esempio calzante, e che a parer mio si può considerare uno dei maggiori esponenti del genere fiabesco, è indubbiamente il francese Charles Perrault (1628-1704), che si dedica alla stesura di una raccolta di fiabe proprio con l’obiettivo di rappresentare la Francia di Luigi XIV, noto anche come Re Sole. Ovviamente, affinché il pubblico di lettori sia il più vasto possibile, Perrault decide di trattare l’argomento inserendo nella narrazione elementi fantastici: in questo modo la lettura risulta innanzitutto piacevole e il lettore viene comunque messo a parte della realtà in cui vive, pregi e difetti inclusi.

Collegamenti

Fiabe come specchio di vita, tesina

  • Letteratura inglese - George Bernard Shaw.
  • Letteratura spagnola - Silvina Ocampo.
  • Filosofia - Sigmund Freud.
  • Letteratura italiana - Italo Calvino.
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