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Istituto tecnico economico

“Valentino De Fazio”

Il mostro non dorme sotto il letto.

Il mostro può dormire accanto a te.

Il femminicidio

Francesca Mirabelli

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Indice

Introduzione

1. Femminicidio

2. I movimenti femministi

3. Diritti fondamentali e le donne

4. Amnesty International

5. Welfare delle donne

6. ONLUS

7. Il cyberstalking

8. La statistica

Conclusioni 2

La violenza sulle donne non ha confini…

e spesso ha le chiavi di casa.

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Introduzione

Ho scelto di intraprendere come argomento della mia tesina il tema del femminicidio in quanto è un problema molto diffuso nella nostra società. Spesso accade che le donne siano “oggetto” di vendetta da parte di fidanzati, mariti, compagni o addirittura da ex fidanzati, ma anche da persone conosciute occasionalmente tramite siti web e/o social network. È importante che i media e l’opinione pubblica si interessino e attirino l’attenzione su questo fenomeno che si sta diffondendo sempre di più, in modo che anche lo Stato e le istituzioni diano giusta rilevanza per punire questi atti e dare sostegno alle vittime. 4

Femminicidio

Il termine femminicidio si riferisce a tutti quei casi di omicidio in cui una donna viene uccisa da un uomo. Molto spesso questo genere di violenza è compiuta da persone che hanno legami sentimentali con la vittima, come mariti o fidanzati, ma a volte vengono compiuti anche da padri verso figlie o addirittura da figli verso madri. Il fenomeno della violenza maschile sulla donna è un argomento molto importante e delicato, erroneamente considerato, soprattutto dalle popolazioni occidentali, come qualcosa di lontano che ormai non ci riguarda più. Basta prendere in considerazione la nostra terra: in Italia, infatti, fino a non molti anni fa, l’uomo che uccideva la moglie o la fidanzata “per gelosia” poteva contare su un’attenuante giuridica: il movente “d’onore”, grazie al quale se la cavava con pochi anni di prigione.

Di questo fenomeno si sono interessati anche scrittori e giornalisti. Serena Dandini ha scritto un libro dal titolo "Ferite a morte", in cui si raccontano storie di donne vittime di femminicidio. La prima parte di questo libro ‘Ferite a morte’ è composta da una serie di racconti narrati in prima persona da donne che sono morte ammazzate e, in un caso, da una donna che non c’è mai stata, vittima della selezione pre-parto. Sono racconti esemplificativi di drammi collettivi riguardanti singole società attuali, come ad esempio gli infanticidi femminili praticati in alcuni paesi asiatici, oppure violenze individuali frutto comunque di una cultura che oggettifica la donna e la riduce al silenzio della ‘cosa’, svuotandola di umanità, di spessore umano.

Tra le tante storie presenti nel libro:

  • La bambina di Dakka costretta ad assumere le cow pills (‘pillole per mucche’) ricche di ormoni che stimolano la crescita dei seni e di curve sinuose adatte alla prostituzione.
  • La famosa attrice uccisa dal marito in un albergo qualunque di un paese dell’est, abbandonata per terra accanto al letto come una calza smessa.
  • L’emigrata nepalese che lucida scale a Dubai.
  • La badante ucraina che fa servizietti a Napoli.

La seconda parte del libro ‘Ferite a morte’ analizza alcuni fenomeni del femminicidio secondo la diabolica e specifica forma che assumono alle varie latitudini del mondo. Al caldo, al freddo, in montagna, in città, sul mare, in zone umide. Dove tira il vento e dove non c’è un filo d’aria neanche a pagarla.

Ovunque nel mondo le donne vengono uccise.

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I movimenti femministi

In Italia i primi movimenti femministi si manifestarono in ritardo, sia a causa della situazione politica arretrata, sia a causa del ruolo predominante della Chiesa Cattolica, che sosteneva l’inferiorità della donna nei confronti dell’uomo. Nonostante ciò, nel 1881 nacque per opera di Anna Maria Mozzoni un primo movimento a difesa dei diritti femminili. Ambigua era la posizione dei socialisti, che da un lato avevano accolto donne nel partito e appoggiavano le loro battaglie, dall’altro le relegavano ancora all’ideale di moglie e madre. Fu Anna Kuliscioff che ottenne più attenzioni nel partito e lottò tenacemente per il diritto di voto, ma le Italiane dovettero aspettare il 1946 per poter votare. Il regime fascista infatti ostacolava il lavoro femminile e si oppose alla loro emancipazione.

Tuttavia anche le donne avevano le loro organizzazioni: i Fasci Femminili, le Piccole Italiane e le Giovani Italiane, le Massaie Rurali, ma le funzioni di questi gruppi erano la valorizzazione della vita domestica e la focalizzazione dell’attenzione sul ruolo di madre e moglie fedele. Questa ottica maschilista dovette ridimensionarsi durante il secondo conflitto mondiale, quando le donne ricoprirono ruoli maschili nella vita pubblica, e di conseguenza ci fu la svolta del 1946 nel referendum tra monarchia e repubblica. Furono elette ventuno donne nell’Assemblea costituente e quattro ebbero l’incarico di redigere la Costituzione, la quale ribadiva l’uguaglianza tra i sessi nella famiglia e nella società.

Bisognava modificare però il Codice civile, che affermava il potere supremo del capo famiglia, ma questo avvenne nel 1975. Tra le altre riforme possiamo annoverare la tutela delle madri lavoratrici del 1971, la legge sul divorzio del 1974, la parità sul lavoro del 1977 e la legge sull’aborto del 1978. Ci volle molto tempo perché i cambiamenti nella mentalità generale avvenissero.

Negli anni Cinquanta molte donne erano relegate in casa, gravate da faticose mansioni non riconosciute. Le giovani donne però si inserirono nelle varie scuole e università, potevano avere contatti con coetanei dell’altro sesso senza essere controllate, potevano realizzare i loro progetti di vita.

Oggi la vita delle donne, soprattutto in Occidente, è molto migliorata, ma nel resto del mondo vi sono Paesi in cui la lotta per il rispetto dei diritti femminili non è ancora finita. Le donne stanno facendo passi avanti in Sudafrica e in Estremo Oriente e cercano di mantenere le loro conquiste in Russia e in Europa orientale.

In alcune nazioni come il Marocco e la Malesia, l’emancipazione femminile, cioè il processo che porta all’uguaglianza in termini di diritti tra uomini e donne, riguarda solo la fascia di popolazione più ricca e istruita e determina così un’ulteriore discriminazione.

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Sintesi

Introduzione femminicidio, tesina

La mia tesina rispecchia direttamente la nostra realtà di ogni giorno perché ha come tema centrale il femminicidio.

Collegamenti

  • Italiano – libro "Ferite a morte" di Serena Dandini
  • Inglese – Amnesty International
  • Diritto – diritti delle donne
  • Ec. politica – welfare delle donne
  • Storia – movimenti femministi
  • Matematica – la statistica dei femminicidi
  • Ec. aziendale – le ONLUS
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