Istituto tecnico per geometri Galilei-Vetrone
Esame di Stato 2015
Alunno: Antonio Inserra
Classe V, sez. A
Anno scolastico 2014-2015
EXPO 2015
Materie coinvolte
- Italiano
- Storia
- Inglese
- Estimo
- Topografia
- Progettazione, costruzione e impianti
- Gestione e sicurezza del cantiere
Indice
- 1. Introduzione
- 2. Expo 2015
- Carta di Milano
- Mascotte Expo 2015
- 3. Giovanni Verga
- Vita e opere
- 4. Seconda guerra mondiale
- 5. Progetto Padiglione Italia
- 6. Le strade
- 7. Macchine da cantiere con i relativi DPI
- 8. Espropri
- 9. Victorian Age
Introduzione
Il mio percorso multidisciplinare si basa sul tema dell’EXPO 2015.
Ho scelto questo tema sì perché mi ha particolarmente interessato, e sia perché mi è venuto naturale collegare questa tematica attuale con le discipline sia tecniche che non.
Per quanto riguarda la letteratura, dato che il tema dell’EXPO 2015 è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, Giovanni Verga, nelle sue opere del periodo verista, descrive la condizione di vita delle persone in un momento in cui in Italia la povertà era una vera e propria piaga sociale.
Per quanto riguarda la storia, il quartiere E.U.R., un complesso urbanistico e architettonico di Roma identificato come il 32esimo quartiere di Roma oggi denominato Europa, è stato voluto da Mussolini in previsione dell’EXPO che si sarebbe dovuto svolgere tra il 1941 e il 1942 a Roma, ma la manifestazione non ebbe luogo per via del secondo conflitto mondiale.
Per quanto riguarda la progettazione, Expo 2015 presenta un ampio uso di costruzioni a strutture leggere, le quali rappresentano i padiglioni.
Per quanto riguarda la topografia, l’EXPO 2015 presenta un vastissimo uso di opere stradali.
Per quanto riguarda la gestione e sicurezza del cantiere, l’EXPO 2015, in fase di realizzazione, era ricco di cantieri e di macchine di cantiere.
Per quanto riguarda l’estimo, per far sì che la costruzione dei padiglioni e di altre strutture inerenti all’EXPO 2015 fosse possibile, sono stati espropriati, per pubblica utilità, numerosi terreni.
As for the English, the first universal exhibition held in London in 1851 during the Victorian age.
Expo 2015
L’EXPO 2015, ufficialmente Esposizione Universale Milano 2015, è l’esposizione mondiale in svolgimento a Milano dal 1° maggio al 31 ottobre. Il tema selezionato dall’Italia per l’EXPO 2015 è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, un vero e proprio invito a riflettere sulle strade percorribili per garantire a tutta la popolazione mondiale cibo sano e sicuro, riuscendo a rispettare gli equilibri del nostro Pianeta.
L’intenzione è quella di avviare una vera e propria collaborazione tra i popoli per quel che riguarda l’agricoltura, lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la fame per il benessere comune; si parlerà quindi di innovazioni, risparmio energetico e, in particolare, del rispetto dell’ambiente.
Più di 140 Paesi e Organizzazioni Internazionali quali ONU, Commissione Europea, Comunità Caraibica e Forum delle isole del Pacifico hanno risposto a questo appello insieme a molte aziende. Tutti sono pronti a mettere le loro risorse a disposizione dei visitatori che si avventureranno nella gigantesca area espositiva che conta 1,1 milioni di m2.
Uno spazio progettato da famosi architetti e pensato come una vera e propria esposizione-giardino su cui aggirarsi tra padiglioni, alberi e giochi d’acqua.
L’EXPO di Milano si articola su due grandi viali principali, il Cardo e il Decumano, attraverso cui è possibile accedere alle grandi tematiche per sviluppare al meglio il tema centrale.
EXPO Milano 2015 si articola su cinque percorsi:
- Storia dell’uomo, storia di cibo: un’area ideata per riflettere nell’evoluzione delle arti, dei mestieri e delle tecniche di insediamento, e su come tutto questo abbia influito sia in maniera positiva che negativa sul cibo e sull’alimentazione delle persone;
- Abbondanza e privazione, il paradosso del contemporaneo: un percorso ideato per far riflettere sul paradosso tipico dell’epoca in cui viviamo, che vede da una parte del mondo la mancanza di acqua e di cibo, e dall’altra lo spreco e un approccio sbagliato all’alimentazione dovuto soprattutto all’abbondanza dei generi alimentari;
- Futuro del cibo: un vero e proprio itinerario per tentare di immaginare cosa ci sarà un domani sulle nostre tavole, le future tecnologie, scoperte scientifiche e ricerche, e in che modo tutte queste scoperte influenzeranno la nostra alimentazione;
- Cibo sostenibile = mondo equo: quest’area è stata ideata come una vera e propria piattaforma di discussione in cui cercare un equilibrio tra risorse e sfruttamento senza dover sacrificare biodiversità e tradizioni;
- Il gusto è conoscenza: probabilmente è il percorso preferito dagli amanti del buon cibo, che qui potranno scoprire tradizioni, sapori e odori delle cucine di tutto il mondo andando alla scoperta non solo di nuovi gusti, ma anche di nuove culture e di un approccio all’alimentazione molto diverso dal nostro.
Con l’EXPO Milano 2015 l’Italia si inserisce in una lunga tradizione nata a Londra nel 1851. Da quel primo evento, organizzato all’interno del Crystal Palace, fino ai giorni nostri, sono molte le riflessioni, le scoperte e le iniziative che le varie Esposizioni hanno accolto e che hanno inciso nei modi più disparati sull’epoca a cui sono appartenute.
Si tratta di un’eredità più o meno concreta che va dalla Tour Eiffel, eretta a Parigi nel 1889, all’Atomium di Bruxelles, passando per le migliorie apportate alle città, fino al meno tangibile, ma non per questo meno importante, ovvero il rafforzamento dei rapporti internazionali.
Tra i suoi obbiettivi EXPO Milano 2015 punta molto sulla ricerca e sul progresso scientifico e tecnologico, e intende diffondere le conoscenze e le innovazioni al fine di educare e di insegnare i suoi visitatori, tutto ciò sempre facendo riferimento al tema riguardante l’alimentazione e la produzione di cibo in modo ecosostenibile.
(Planimetria sito dell’EXPO 2015)
La Carta di Milano
La Carta di Milano rappresenta l’eredità culturale dell’EXPO Milano 2015. Per la prima volta nella storia delle Esposizioni Universali, il grande evento è stato preceduto da un ampio dibattito nel mondo scientifico, nella società civile e nelle istituzioni, riguardante il tema dell’EXPO 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Questo intenso e profondo processo ha portato, per volontà del Governo italiano, alla definizione della Carta di Milano; un documento che richiama ogni cittadino, associazione, impresa o istituzione ad assumersi le proprie responsabilità per garantire alle generazioni future di poter godere del diritto del cibo.
Attraverso un percorso, i maggiori esperti italiani e internazionali hanno contribuito ad identificare le principali questioni riguardanti l’utilizzo sostenibile delle risorse del pianeta.
In particolare, i grandi temi affrontati dalla Carta di Milano sono quattro, tutti inseriti all’interno della cornice del diritto al cibo:
- Quali modelli economici e produttivi possono garantire uno sviluppo sostenibile in ambito economico e sociale;
- Quali tra i diversi tipi di agricoltura esistenti riusciranno a produrre una quantità sufficiente di cibo senza danneggiare le risorse idriche e le biodiversità;
- Quali sono le migliori pratiche e tecnologie per ridurre le disuguaglianze all’interno della città, dove si sta concentrando la maggior parte della popolazione;
- Come riuscire a considerare il cibo non solo come fonte di nutrizione ma anche come identità socio-culturale.
I singoli cittadini, le associazioni e le imprese, sottoscrivendo la Carta di Milano, si assumono responsabilità precise rispetto alle proprie abitudini, agli obbiettivi di azione e sensibilizzazione e chiedono con forza ai governi e alle istituzioni internazionali di adottare regole e politiche a livello nazionale e globale per garantire al Pianeta un futuro più equo e sostenibile.
Mascotte Expo 2015
La mascotte racchiude i temi fondamentali della manifestazione, proponendoli in una chiave positiva, originale e simpatica.
Foody, il nome della mascotte, è sincero, saggio, rispettoso e amante della sana e buona cucina. Rappresenta la comunità, la diversità e il cibo inteso nella sua accezione più estesa, fonte di vita ed energia.
Per questo è costituito da una famiglia di undici elementi, ognuno con caratteristiche e personalità diverse, che agiscono come veri e propri personaggi. Riuniti in un Volto Unico, essi rappresentano l’ideale sinergia tra i Paesi del mondo chiamati a rispondere con energia e positività alle sfide del nostro Pianeta sull’alimentazione, presentandosi come una vera famiglia, unica, simpatica e dinamica.
I frutti che compongono la Mascotte sono: l’aglio, l’arancia, la banana, l’anguria, la mela, il mais blu, il mango, la pera, i rapanelli, la melagrana.
Giovanni Verga
Giovanni Verga fu fra i massimi esponenti del Verismo italiano. Nacque a Catania nel 1840 e vi rimane fino al 1865, quando si trasferisce prima a Firenze e poi a Milano, tornando spesso a Catania per brevi periodi.
Collaborando con delle riviste letterarie, scrive e pubblica romanzi nel solco della tradizione del romanzo popolare, pieni di sentimentalismo e di luoghi comuni.
Negli eleganti ambienti milanesi conosce altri intellettuali e letterati, attraverso i quali conosce le nuove opere della letteratura europea.
Comincia così una nuova fase anche nell’opera di Verga, che scrive con stile e con contenuti molto diversi dalla sua precedente produzione.
Verga rivolge il suo interesse alla precisa descrizione della società siciliana, descrivendone il mondo vero della vita quotidiana difficile e sofferta.
Le sue opere vengono pubblicate, ma Verga vuole di più: farle conoscere anche all’estero. È questo il motivo che lo spinge a viaggiare fra Parigi e Londra.
Il suo romanzo più conosciuto “I Malavoglia” non ebbe però grande successo al momento della pubblicazione, mentre ebbero grande fortuna le sue novelle rappresentate in teatro e musicate in opera.
Dal 1893 ritorna a vivere in Sicilia e smette quasi del tutto di scrivere. Muore a Catania nel 1922.
Il pensiero
La concezione tragica e dolorosa della vita porta Verga a pensare che tutti gli uomini sono sottoposti a un destino impietoso e crudele, che li condanna non solo all’infelicità e al dolore, ma anche ad una condizione di immobilismo nell’ambiente familiare, sociale ed economico.
Per il poeta gli unici conforti che gli uomini possono avere nella vita risultano essere:
- Il primo, il sentimento della grandezza e dell’eroismo umano;
- Il secondo, la fede in alcuni valori che sfuggono alle leggi del destino e sono gli affetti familiari, la dedizione al lavoro, la fedeltà della parola data ecc.;
- Il terzo, la saggezza che ci viene dalla coscienza dei nostri limiti e ci aiuta a sopportare le delusioni.
L’attività letteraria di Verga la si può suddividere in tre periodi:
- Il primo è quello dei romanzi giovanili;
- Il secondo è quello dei romanzi romantico-passionali;
- Il terzo è quello dell’adesione al verismo al quale appartengono i romanzi “I Malavoglia”, “Mastro Don Gesualdo” e le novelle.
Naturalismo e Verismo
Il Naturalismo, come movimento letterario, nasce in Francia alla fine dell’Ottocento. Esso, riflettendo in letteratura l’influenza del pensiero scientifico, basa la conoscenza sull’osservazione, sulla sperimentazione e sulla verifica.
I principali esponenti francesi del Naturalismo furono Émile Zola e i fratelli Goncourt. Essi, scegliendo il romanzo come forma espressiva, rappresentano in modo oggettivo i problemi del ceto proletario.
In Italia il Verismo si ispira agli stessi criteri e vede in Verga il suo massimo esponente.
Il verista sceglie come argomento principale le miserie e i drammi dei ceti umili. L’autore rappresenta le vicende in modo oggettivo e impersonale, riportando i fatti in modo naturale.
Il verista descrive luoghi e personaggi in modo minuzioso e oggettivo, con stile realistico e attraverso forme popolari e gergali; adotta la forma del romanzo popolare, narrando vicende svolte nel presente per mettere in evidenza problemi reali.
Le opere
“I Malavoglia”
Il romanzo, scritto nel 1881, fa parte della raccolta “Il ciclo dei vinti” e narra le vicende della famiglia Toscano, detta i Malavoglia, che abita il piccolo paese di Acitrezza da diverse generazioni.
Il nucleo familiare, di tipo patriarcale, è composto dal nonno, Padron ’Ntoni, dal figlio Bastianazzo e dalla moglie Maruzza, ed infine dai nipoti: ’Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia.
La famiglia ha come uniche ricchezze la “casa del nespolo”, da loro abitata, e la barca chiamata “Provvidenza”, unica fonte di reddito.
Le difficoltà per i Malavoglia cominciano con la partenza alle armi di ’Ntoni e quindi con la mancanza di due forti braccia per il lavoro sulla “Provvidenza”.
Per colmare le difficoltà economiche, Padron ’Ntoni si convince ad acquistare a credito un carico di lupini che, mediante la Provvidenza, deve far giungere a Riposto.
Ma, a causa di una violenta tempesta, la Provvidenza naufraga, va perduto il carico di lupini e con esso anche la vita di Bastianazzo.
La famiglia Malavoglia è sconvolta dal dolore, ma non si rassegna e, per far fronte al debito dei lupini, decide di lavorare per Padron Cipolla.
Dopo il rientro di ’Ntoni, questa volta è Luca a intraprendere il servizio di leva, ma con risvolti tragici, poiché morirà nella battaglia di Lissa.
La famiglia è di nuovo in ginocchio, anche perché le viene sottratta a causa dei debiti la casa del nespolo e, per porre rimedio alle precarie condizioni economiche, è costretta a vendere la barca, da poco pronta per il mare.
Nonostante il dolore enorme di Padron ’Ntoni, è ’Ntoni ad incrementarlo ancora di più. Egli, infatti, mira a ben altra vita da quella che per lui, invece, riserva la tradizione di famiglia.
Ma le sue ambizioni vengono presto vanificate, poiché, frequentando cattive compagnie, si dà al contrabbando e finisce in galera e, in più, sua madre muore di colera.
Ma le disgrazie dei Malavoglia non sono ancora giunte al termine: infatti Lia, travolta da uno scandalo, fugge di casa e finisce col diventare una prostituta.
Anche Mena, a causa delle vicende familiari, è costretta a rinunciare al matrimonio con l’amato “compare” Alfio.
Infine l’agonia della famiglia termina con la morte per malattia di Padron ’Ntoni. Sarà Alessi a riscattare la casa del nespolo, gesto che non servirà a nulla poiché la famiglia Malavoglia è ormai distrutta.
Nel romanzo si scontrano due concezioni della vita:
- La concezione di chi, come Padron ’Ntoni, si sente legato alla tradizione e riconosce la saggezza dei valori antichi, quali il culto della famiglia, il senso dell’onore, la dedizione al lavoro, la rassegnazione al proprio stato;
- La concezione di chi, come il giovane ’Ntoni, si ribella all’immobilismo dell’ambiente in cui vive, ne rifiuta i valori e aspira ad uscirne con il miraggio di una vita diversa.
Il titolo “I Malavoglia”, soprannome della famiglia protagonista del romanzo, rappresenta l’esatto contrario dello spirito di questa famiglia: infatti i Malavoglia erano dei grandi lavoratori, sin dai loro più antichi discendenti.
Il soprannome è antifrastico, come spesso avviene nell’uso popolare: indica cioè il difetto opposto alla qualità posseduta.
Nel romanzo Verga riuscì a creare una prosa parlata e popolare incentrata sul dialetto e sui modi espressivi popolari.
“Mastro Don Gesualdo”
Il romanzo, scritto tra il 1881-1882 e pubblicato nel 1889, narra la vicenda di un uomo, Mastro Don Gesualdo, che da muratore, con fatica, costanza e sacrificio, riesce ad accumulare terre e ricchezze fino a diventare un ricco proprietario terriero.
Il suo grande desiderio era di mescolarsi tra i ricchi e i potenti, che però lo vedranno sempre come “mastro” e non come “don” per le sue umili origini.
Tenta il salto di qualità sposando una giovane decaduta, Bianca Trao, la quale in questo modo copre con le nozze la sua illegittima gravidanza, avuta dalla relazione con un cugino.
Nascerà Isabella. Ma il matrimonio si rivelerà un fallimento soprattutto dal punto di vista affettivo; infatti l’ormai “don Gesualdo” rinnega la sua figlia illegittima, costringendola solo successivamente a sposare il duca di Leyra, che oltre a rendere molto infelice Isabella, distrugge anche tutto ciò che faticosamente Mastro Don Gesualdo aveva accumulato.
Alla fine il duca morirà a causa del cancro nel palazzo della figlia.
Questo romanzo ha tutte le caratteristiche del Verismo ovvero:
- L’impersonalità, il poeta lascia il commento ai personaggi o a un narratore esterno;
- La focalizzazione interna e il discorso diretto libero;
- L’uso del linguaggio prettamente italiano ma che sa lasciare il posto al dialetto siciliano, che dà colore e idea ad un romanzo che sembra essere scritto da sé;
- Il messaggio che si ricava dal brano e che compensa il pensiero del Verga è il desolante tentativo di uscire dalla condizione sociale ed economica nella quale il destino ci pone, e che comporta sofferenze maggiori.
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Materie e argomenti
- Italiano - Giovanni Verga
- Storia - Seconda guerra mondiale
- Progettazione - Progetto Padiglione Italia
- Topografia - Le strade
- Gestione e sicurezza del cantiere - Macchine da cantiere
- Estimo - Esproprio per pubblica utilità
- Inglese - Victorian Age