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INDICE

INTRODUZIONE……………………………………………………………………

……….p. 2

POETICA DECADENTE……………………………………………….

………………...p. 3

ESTETISMO…………………………………………………………………………

…….….p. 3

GABRIELE D’ANNUNZIO……………………………………….....................p.

5

NIETZSCHE…………………………………………………………………………

…….….p. 7

D’ANNUNZIO – NIETZSCHE……………………………………..……………..

….p. 8

OSCAR WILDE AND THE AESTHETIC MOVEMENT…..……………....p. 10

PETRONIO: IL PRIMO ESTETA LATINO………………………..……….…..p.

12

SCHELLING E L’IDEALISMO ESTETICO………………………………………

p. 13

SCHELLING – FRIEDRICH…………………………………………….……….

…..p. 13

BIBLIOGRAFIA………………………………………………………………………

…….p. 18 INTRODUZIONE

Lo scopo che mi sono prefissa con lo sviluppo di questa tesina è mettere in

evidenza, un particolare modo di "fare arte" e di concepire l’esistenza che si

diffuse all’interno del Decadentismo europeo. Mi è sembrato interessante

scoprire come vi fosse una sostanziale osmosi (influenza reciproca), tra gli

esponenti delle culture dei vari paesi europei; non solo essi attingevano

all’opera altrui rielaborando idee comuni, trasferivano esperienze all’interno

della propria vicenda umana, prendevano a modello e declamavano la

produzione e lo spirito di una personalità che ritenevano originale, ma

intraprendevano anche delle relazioni di amicizia, di collaborazione e di più

semplice confronto. Ho inoltre ritenuto affascinante approfondire il rapporto tra

culto del bello, raffinatezza e il senso di decadenza e morte insito nell'animo

dell’esteta, figura emblematica del malessere psicologico e spirituale, che

tuttavia rifiuta di ammettere la crisi del proprio "io”. Concentrarsi

esclusivamente sull’esteriorità dell’essere è un segno di un profondo tormento

interiore, e proclamare sfacciatamente la superiorità della forma rispetto al

contenuto, lascia supporre un enorme vuoto della persona. La certezza di

essere giunto all’apice delle proprie capacità e di aver dato il meglio di sé

produce nell’uomo, oltre che un’indescrivibile felicità, anche il presagio che

tutto ciò che ci sarà nel suo futuro non potrà essere che peggiore. Il disagio

provato dall’uomo decadente deriva in parte anche dal dilagare delle idee

democratiche, che, nella sua ottica innegabilmente egocentrica, che risente

dell'influsso del "Superuomo" di Nietzsche, gli appaiono un meschino tentativo

di abbattere l’individualità del singolo a favore di un principio di egualitarismo a

topos (tema

lui incomprensibile. La ricerca del piacere sensuale è un altro

peculiare) ricorrente nell’arte di questo periodo, ed è un’altra spia della

superficialità, molto spesso ben nascosta, dell'esteta. Tutto ciò che accade in

questo periodo è decisamente innovativo. Il messaggio trasmesso al pubblico

non pretende di essere educativo, né mira ad essere condiviso. Il lettore, o lo

spettatore, deve provare emozione di fronte all’opera d’arte, e a tal fine è

fondamentale la ricerca stilistica, che assurge a componente principale.

DECADENTISMO

Il decadentismo (Francia nel 1884– inizi XX secolo) è espressione di una

profonda crisi europea causata dallo sviluppo industriale e dalla politica

fortemente nazionalista dell’epoca che spinge gli intellettuali verso il rifiuto

della ragione positivista e verso individualismo e irrazionalismo. Viene

radicalmente rifiutata la visione positivista che costituisce l’opinione borghese,

in altre parole la convinzione che la realtà sia un complesso di fenomeni

materiali, regolati da leggi ferree, meccaniche e determinate, e che la scienza,

una volta individuate tali leggi, possa garantire una conoscenza oggettiva e

totale della realtà.

Il decadente ritiene invece che la ragione e la scienza non possano dare la vera

conoscenza del reale, perché esso è misterioso ed enigmatico.

L’arte decadente nasce dalla mancata integrazione dell’artista nei meccanismi

della società industrializzata e di massa, vista sempre con disprezzo

aristocratico. Sul piano politico prevalsero posizioni estremiste, con ideologie

imperialistiche, accanto a posizioni di critica e rifiuto dei valori ottocenteschi

(liberalismo, democrazia). ESTETISMO

Uno dei temi della cultura decadente, più discusso nella seconda metà

dell’ 800 è l'estetismo, atteggiamento che assegna la superiorità ai valori

estetici, arrivando a negare tutti gli altri. Si individua negli ideali della bellezza

e della raffinatezza l’unico mezzo di distinzione dalle masse, l’artista cerca in

ogni modo di distinguersi, fino allo scandalo, attraverso la cura maniacale

dell’abbigliamento, dei gusti e dei comportamenti.

A causa di un senso diffuso d’insoddisfazione, stanchezza e sfiducia

nell’agire dell’uomo, l’artista finisce col sentirsi sradicato dalla società in cui

vive e dai valori che la reggono (profitto e guadagno) e cerca di superare il

mondo borghese sentito come ristretto e mediocre. Nasce così la fuga verso un

mondo raffinato ed insolito, prezioso e un po’ malato (rispetto ai canoni

borghesi). La tendenza ad evadere dalla quotidianità della vita si radicalizza e

l’estetismo vuol diventare un modello comportamentale oltre che artistico in

cui arte e vita si fondano. L’esteta cerca la raffinatezza, l’eroismo, la gloria, un

ideale supremo di bellezza. La figura dell'esteta nasce dal rifiuto della visione

utilitaristica del mondo tipica della borghesia del tempo, e della sua stessa

morale, che viene vista sotto occhio critico e abbandonata per essere sostituita

dalla volontà, assolutamente amorale, dell'individuo.

L’eroe” decadente tende a vivere la propria esistenza come “Opera d’arte”,

perennemente alla ricerca della bellezza, di sensazioni rare e squisite, si

circonda degli oggetti più preziosi, egli rigetta ogni considerazione morale,

qualsiasi dovere imposto dalla società umana, lasciandosi guidare più dai

propri istinti che dalla razionalità.

L'artista, che si è liberato da qualunque imperativo etico, si pone quindi

l'obiettivo di ricercare e conseguire il bello, il sublime, in qualunque modo egli

voglia e possa esprimersi a cominciare dalla sua stessa vita; se impegnato in

questa missione edonistica si trova a dover agire immoralmente, lo fa senza

curarsene perché, si è detto, egli trascende i concetti di bene e di male. Il

piacere diviene il fine ultimo e la giovinezza,

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Sintesi
tesina di maturità sull'estetismo
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