Spionaggio e potere: il Mossad ed Echelon
- Percorso di approfondimento pluridisciplinare -
Motivazione
La cosa che mi affascina di più al mondo è la segretezza, intesa come il passaggio d’informazioni tra due soggetti, indipendentemente che siano organismi nazionali o persone singole; ciò che ancor più mi attrae è in realtà il carpire, attraverso l’interpretazione delle diverse situazioni, le tecniche utilizzate e quant’altro, le nuove informazioni, delle quali quasi nessuno è a conoscenza. Questa è proprio la motivazione per la quale ho deciso di predisporre come “focal point” e punto di contatto tra le varie discipline un istituto di Intelligence.
La seconda motivazione per la quale, invece, ho scelto in modo particolare un istituto israeliano, ovvero l’Istituto per l’Intelligence e i Servizi Speciali – Mossad –, è quella di essere in primo luogo completamente affascinata dalla storia del popolo ebraico, ma soprattutto è la voglia di far emergere l’ammirazione e la determinazione nei confronti di questo popolo (con conseguenti aspetti positivi ma anche negativi che lo caratterizzano), verso il quale si è sempre nutrito un sentimento di pena per gli accaduti della Seconda Guerra Mondiale o un atteggiamento metodico di superiorità. Il mio obbiettivo, nel portare questo argomento, è quello di esporre ciò che il popolo ebraico è, e non ciò che è dettato dall’opinione comune nei confronti dello stesso, ponendo la rilevanza in particolare su alcuni avvenimenti.
La terza motivazione per la quale ho orientato il mio percorso di approfondimento pluridisciplinare in questa direzione è lo stupore nel conoscere quanto l’umanità sia, in un certo senso, schiava dei nuovi mezzi di comunicazione, che spiano imperterriti ogni movimento e ogni situazione, dimenticandosi ormai del concetto di privacy e libertà dell’individuo singolo in nome della sicurezza internazionale.
Materie coinvolte
- Storia: Sionismo (1880) – Cattura Adolf Heichmann
- Geografia economica: Sistema Echelon – Rivoluzione delle comunicazioni (fenomeno della globalizzazione)
- English: “Anti-Utopian society”, George Orwell, 1984 – The concept of “The Big Brother is whatching you”
- Diritto: Violazione diritto di Quarta Generazione - La privacy – e di diritti di generazioni antecedenti alla Quarta; i diritti umani
Bibliografia
- “Mossad. Le guerre segrete di Israele” di Benny Morris e Ian Black, BUR editore
- “La storia di Israele”, di Martin Gilbert, Cartlon
Sitografia
- https://www.mossad.gov.il/Eng/AboutUs.aspx
- https://www.fas.org/irp/world/israel/mossad/
- http://it.wikipedia.org/wiki/Adolf_Eichmann
- http://csiam.over-blog.com/article-cosa-e-il-mossad-45323460.html
- http://en.wikipedia.org/wiki/Mossad
- https://www.youtube.com/watch?v=AL-BqsKx9As
- http://www.lastampa.it/2013/07/31/esteri/datagate-lultimo-scoop-del-guardian-i-software-dellnsa-spiano-tutto-e-tutti-AJpUerwAkz0yULHGSS8q0I/pagina.html
- http://www.tuning-store.net/echelon/il-caso-echelon.php
- http://www.tmcrew.org/privacy/caq/sorvegli.htm
- http://www.disinformazione.it/controllo%20elettronico.htm
- http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/eichman.htm
- http://www.raistoria.rai.it/articoli/il-processo-eichmann/24288/default.aspx
- http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_universale_dei_diritti_umani
- http://www.amnesty.it/dichiarazione-universale-diritti-umani-uomo.html
- http://www.online-literature.com/orwell/1984
- http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-08/mossad-grandi-missioni-servizio111156.shtml?uuid=AbrpyGAH
Indice
Il Mossad, fratello gemello dello Stato di Israele
Introduzione
- Il movimento sionista
- Durante la Prima Guerra Mondiale
- Palestina sotto mandato britannico
- Durante la Seconda Guerra Mondiale
- La nascita d’Israele
- Approfondimento: Adolf Eichmann
Lo spionaggio, figlio della globalizzazione
Introduzione
- Le origini dello spionaggio
- Nascita del “sistema spie” moderno
- I tipi di spionaggio
- La spia
- L’Intelligence
- Classificazione dati acquisiti dall’Intelligence
- Come si svolge l’attività di Intelligence
- Approfondimento: il sistema Echelon
“Big Brother is whatching you”
Introduction
- Biography of George Orwell
- “1984”, an Anti-Utopian novel
- Summary
- Themes
Istituti d’Intelligence, “leading players” della violazione dei diritti umani
Introduzione
- La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo
- Introduzione
- Il cammino dei diritti umani
- I contenuti della Dichiarazione
Conclusione
[...] questa inarrestabile pubblicizzazione degli spazi privati, questa continua esposizione a sguardi ignoti e indesiderati, incide sui comportamenti individuali e sociali. Sapersi scrutati riduce la spontaneità e la libertà. Riducendosi gli spazi liberi dal controllo, si è spinti a chiudersi in casa, e a difendere sempre più ferocemente quest’ultimo spazio privato, peraltro sempre meno al riparo da tecniche di sorveglianza sempre più sofisticate. Ma se libertà e spontaneità saranno confinate nei nostri spazi rigorosamente privati, saremo portati a considerare lontano e ostile tutto quel che sta nel mondo esterno. Qui può essere il germe di nuovi conflitti, e dunque di una permanente e più radicale insicurezza, che contraddice il più forte argomento addotto per legittimare la sorveglianza, appunto la sua vocazione a produrre sicurezza. Stefano Rodotà
Dalla relazione 2002 del Garante; citato in Rodotà: il corpo umano è una password, Punto informatico, 21 maggio 2003.
Il Mossad, fratello gemello dello Stato di Israele
Il “Ha-Mossad le-Modi'in ule-Tafkidim Meyuchadim”, o semplicemente Mossad, è l’istituto di Intelligence nonché servizio segreto dello stato di Israele. Le sue origini corrispondono alle origini dello Stato di Israele: i due, infatti, hanno contribuito reciprocamente alle loro nascite in quanto la mancanza di uno avrebbe molto probabilmente segnato la “non-nascita” dell’altro. Si può dire, quindi, che i movimenti sionisti del XX secolo e le origini del Mossad siano collegati l’un l’altro dallo stesso percorso.
La comunità dell’intelligence israeliana ha fatto passi da gigante dalle sue origini dilettantesche e improvvisate di raccolta d’informazioni, iniziata da un pugno di volontari che lavoravano per la milizia dell’Haganah [1] nella Palestina sotto governo britannico degli anni Trenta. Oggi il Mossad impiega migliaia di persone e milioni di dollari ogni anno per difendere Israele dai suoi nemici, per scoprire i loro segreti e per infiltrarsi nelle loro file. E non vengono risparmiati nemmeno gli amici.
Ezra Danin, primo “raccoglitore” [2] di informazioni dall’Haganah, disse: “Noi non stiamo affrontando gli arabi, ma un arabo ben preciso. Noi dobbiamo sapere chi è. Un ragazzo spara appostato dalla cima della collina o in fondo a una vallata e tutti noi ci mettiamo a gridare e saltiamo in preda al panico nelle trincee, mentre in realtà tutto ciò di cui stiamo parlando non è che un Alì o un Mohammed qualunque. Noi dobbiamo essere in grado di identificarlo ed agire contro di lui”.
Danin affermò anche che ogni fatto o situazione doveva essere analizzato minuziosamente senza accontentarsi delle impressioni superficiali e proprio grazie a lui furono poste le basi dello spionaggio in Medio Oriente nel 1936. Successivamente le reti dei “raccoglitori” cominciarono ad assumere sempre più l’aspetto di un’organizzazione di professionisti dello spionaggio; questa organizzazione chiamata “sherut biyun” (ovvero “servizi di spionaggio”) aveva come obbiettivo principale la protezione degli ebrei in Palestina e successivamente la realizzazione del sogno di Theodor Herzl, quello della “National Home”, realizzatosi nel 1948.
Il Mossad vero e proprio nacque nel 1949, quando venne inaugurata la sede principale dell’istituto di Intelligence a Tel Aviv, l’attuale polo economico israeliano che si trova sulla costa del Mediterraneo. Qualche anno più tardi furono costituiti dei centri indipendenti in tutta Europa collegati con la sede principale tramite via telematica: queste “stazioni” avevano il compito di informare Israele in merito agli acquisti di armi da parte araba, attività araba all’estero in generale, relazioni economiche tra stati arabi e Europa e così via.
Il Mossad venne in seguito riorganizzato da Ben Gurion, allora fondatore e successivamente primo ministro di Israele, nel 1951; inizialmente l’obbiettivo del Mossad, ovviamente secondo solo alla lotta contro gli arabi, era quello di dedicarsi alla caccia dei criminali nazisti.
[1] Esercito clandestino prima della nascita dello Stato di Israele
[2] Le prime spie israeliane erano contadini, macellai, commercianti. Venivano definiti raccoglitori in quanto “raccoglievano” informazioni nei villaggi praticando le loro attività
Il colpo più famoso fu il ritrovamento e la condanna a morte di Adolf Heichmann, uno dei maggiori responsabili del genocidio avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il ruolo del Mossad si rivelò di fondamentale importanza anche in occasione della “guerra dei 6 giorni” (1967), quando le informazioni circostanziate fornite ai comandi militari consentirono di distruggere a terra tutta l’aviazione egiziana. Attualmente, tutti gli organismi segreti operanti in Israele, ovvero i servizi di sicurezza interna (Shin Bet) e militare (Aman) fanno capo al Mossad; l’istituto opera nel campo della lotta al terrorismo (non solo di matrice islamica) e nell’ambito delle operazioni aventi come scopo la raccolta di informazioni segrete di interesse statale.
Secondo alcuni osservatori il Mossad agisce anche sotto copertura (le operazioni includono azioni paramilitari e omicidi). L’agenzia intraprende inoltre missioni di spionaggio, principalmente nei confronti delle nazioni e delle organizzazioni arabe presenti sul pianeta.
Un punto controverso concerne l’utilizzo di modalità operative che pare permettano - sia pure come extrema ratio - la commissione di gravi reati, come il sequestro di persona e l’omicidio.
Il movimento sionista
Theodor Herzl, giornalista ungherese di religione ebraica, si trovava a Vienna quando nel 1894 l’esercito francese accusò un ufficiale ebreo, il Capitano Alfred Dreyfus, di essere una spia tedesca; Dreyfus fu giudicato colpevole di alto tradimento sulla base di documenti che, in seguito, si rivelarono essere dei falsi. Herzl seguì da vicino il processo a Dreyfus e rimase colpito dall’intensità del sentimento anti-ebraico dimostrato dal popolo francese.
Giunse così alla conclusione che il popolo ebraico non avrebbe mai potuto raggiungere un benessere e un’integrazione perfetta permanente nelle nazioni in cui era presente come minoranza. Tornato a Vienna, Herzl propose una risposta alle ingiustizie dell’antisemitismo, che consisteva nel movimento chiamato Sionismo [3].
Secondo questa ideologia, solo vivendo in un territorio a nazionalità ebraica gli ebrei possono essere completamente al sicuro dall’antisemitismo; infatti, l’odio nei loro confronti si è più volte manifestato nella storia, sin dal Medioevo, e il suo ritorno in un’epoca in cui era ormai data per scontata la loro totale integrazione (dopo l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese) era la prova evidente che mai senza uno Stato sarebbero stati in grado di vivere in piena sicurezza.
L’idea era quella di riconquistare quel territorio che corrispondeva all’antico Regno di Israele, la Palestina, regione all’epoca appartenente all’Impero Ottomano e gestita dal Sultano turco. Herzl viaggiò a lungo in cerca di supporto, nel 1896 pubblicò Der Judenstaat (“Lo Stato ebraico”) con cui teorizzava le modalità della nascita di uno Stato per gli ebrei, e nel 1897 tenne una conferenza a Basilea, in Svizzera.
Delegati arrivarono da tutto il mondo, la maggior parte di essi giunsero dalla Russia, altri dal Canada, dagli USA, dall’Inghilterra e da altri paesi dell’Europa Occidentale. Il primo Congresso Sionista pubblicò un documento chiamato “il Programma di Basilea” destinato sia agli ebrei dispersi a causa della Diaspora sia alle nazioni nelle quali essi vivevano.
Gli obiettivi che si proponeva erano quanto mai ambiziosi: la frase di apertura dichiarava “l’obiettivo finale del Sionismo consiste nell’assicurare agli ebrei residenti in Palestina un proprio territorio nazionale sicuro e riconosciuto internazionalmente”.
[3] Deriva da “Sion”, il nome del monte su cui si erge Gerusalemme; il Sionismo in realtà nasce prima di Herzl, nel 1880, da un gruppo di nazionalisti ebraici chiamati “gli Amanti di Sion”
Il ritorno alla Terra Promessa di Israele, che per duemila anni era stato solo una aspirazione spirituale e sentimentale, trovò una forma pratica: il Sionismo, il ritorno a Sion. Il congresso sionista di Basilea stabilì quattro punti fondamentali da mettere in pratica per raggiungere l’obiettivo:
- L’insediamento crescente e persistente di agricoltori ebrei nella Palestina turca;
- L’organizzazione e l’unione degli ebrei di tutto il mondo attraverso la creazione di gruppi che diffondessero gli obiettivi del Sionismo: questi non dovevano esistere in clandestinità, ma in conformità delle leggi locali degli Stati in cui essi si trovavano;
- La promozione di una coscienza nazionale negli ebrei della Diaspora, coinvolgendoli direttamente nel tentativo di raggiungere gli obiettivi che il Sionismo si proponeva;
- L’organizzazione di un appoggio politico per ottenere il supporto di vari governi del mondo per la causa Sionista.
All’epoca del primo Congresso Sionista di Basilea nel 1897, circa 20 mila ebrei già vivevano in Palestina: questi erano in maggioranza agricoltori. I Congressi Sionisti si riunivano ogni anno per proseguire l’opera di stabilizzazione di una “National Home” in Palestina.
Nel 1901, quattro anni dopo il primo Congresso, un fondo speciale denominato Jewish National Fund (JNF) fu istituito per acquistare terre nella regione, sulle quali gli ebrei avrebbero potuto insediarsi e lavorare. I soldi del fondo provenivano da tutto il mondo, donati dagli ebrei che erano rimasti affascinati dagli ideali sionisti.
Si iniziò lentamente. Solo tre anni dopo l’istituzione del JNF, tempo necessario per avere il denaro sufficiente, si poté procedere con il primo acquisto: il Kfar Hittim (il Villaggio del Grano) in Galilea.
Per proteggersi dagli attacchi, gli immigrati ebrei misero a punto una propria organizzazione di autodifesa.
Ebrei e arabi vivevano gli uni accanto agli altri nelle città della regione palestinese. Solo a Gerusalemme gli ebrei costituivano la maggioranza sin dai primi anni del 1800. Il movimento sionista volle costruire una città interamente ebraica. Fu scelto un luogo sulle dune di sabbia della costa mediterranea, nei pressi del sovraffollato porto di Giaffa. Chiamarono la città Tel Aviv (che significa “Collina della Primavera”); era il 1909.
Durante la Prima Guerra Mondiale
Con l’avvento della Prima Guerra Mondiale nel 1914, l’Inghilterra attaccò l’Impero Ottomano su tre fronti: Mesopotamia (oggi Iraq), Gallipoli e deserto del Sinai.
Considerando che gli ebrei della Palestina confidavano nel fatto che una sconfitta turca avrebbe permesso loro di fondare il loro Stato, le autorità ottomane si insospettirono e ne espulsero molti dalla regione attraverso il Sinai verso la zona dell’Egitto controllata dagli inglesi. Quelli che raggiunsero l’Egitto furono disposti a collaborare con l’Inghilterra, sperando di condurre i turchi fuori dalla Palestina per contribuire alla costruzione del futuro Stato.
Dietro le linee turche, un gruppo di ebrei palestinesi conosciuto come Nili Group (dall’acronimo ebraico della frase tratta dal libro di Samuel “Netzah Yisrael lo yeshakker”: la forza di Israele non mentirà) forniva agli inglesi informazioni importantissime di intelligence sulla posizione delle forze nemiche nonché sul modo migliore di avanzare nel deserto del Sinai verso la Palestina.
Come riconoscenza per l’aiuto dato all’esercito inglese dal Nili Group e sperando di spingere gli ebrei di Russia e Stati Uniti a stimolare i loro governi nel supportare la guerra contro la Germania, il segretario agli affari esteri Arthur James Balfour il 2 novembre 1917 inviò una lettera a Lord Rothschild, il leader dell’ebraismo inglese, promettendo la nascita di un focolare ebraico (“National Home”) in Palestina in caso di sconfitta dei Turchi.
L’Inghilterra, prometteva la Dichiarazione di Balfour, avrebbe “fatto tutto il possibile” (“their best endeavours”) per far sì che questa National Home diventasse realtà. La Prima Guerra Mondiale in Europa era ancora in corso quando nell’aprile 1917 gli Stati Uniti vi entrarono.
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Materie e argomenti
- Storia: sionismo (1880) – cattura Adolf Eichmann.
- Geografia economica: sistema ECHELON – rivoluzione delle comunicazioni (fenomeno della globalizzazione).
- English: “Anti-Utopian society” George Orwell, 1984 – the concept of “The Big Brother Is Watching You”.
- Diritto: violazione diritto di quarta generazione - la privacy – e di diritti di generazioni antecedenti alla quarta; i diritti umani.