"Cicli" Antonella Iurilli Duhamel
Donne importanti nel 900
Manghi Giulia
5C Rist. I.P.S.E.O.A. Istituto Alberghiero
G. Magnaghi 2011/2012
Prefazione
Ho scelto di presentare questo argomento perché mi sta molto a cuore, cercando di collegare nel modo più opportuno e coerente possibile alcune donne divenute importanti nel corso del '900. Chi per politica o per la cucina, chi per l'attivismo femminista o per la scrittura, tutte unite tra loro da un filo conduttore: forza, determinazione e coraggio, doti che hanno sempre contraddistinto la donna.
Il lavoro che ho scelto di fare nella vita, nonché la mia più grande passione, cucinare, non è propriamente adatto a una donna, ma questo mi stimola ancora di più a raggiungere i miei obiettivi e a realizzare i miei sogni.
Se tutte le donne nel corso della storia si fossero arrese davanti alle difficoltà, non saremmo mai arrivate ad acquisire dei diritti, alle pari opportunità e a far sentire la nostra voce.
Indice
- Storia del femminismo.......................................................... Pag. 1
- L'evoluzione nella storia
- Il fascismo e le donne
- Ecofemminismo
- Donne da ricordare
- L'evoluzione nella storia
- Leonilde Iotti ................................................................. Pag. 7
- Virginia Wolf ................................................................. Pag. 12
- Julia Child .................................................................. Pag. 20
- Gli acidi grassi ............................................................... Pag. 39
- I lipidi....................................................................... Pag. 40
- Aspetti generali
- Classificazione dei lipidi
- Burro......................................................................... Pag. 41
- Composizione
- Classificazione dei lipidi
- La burrificazione
Storia del femminismo
L'evoluzione nella storia
La donna, nella storia della civiltà occidentale, è sempre stata subordinata all'uomo: le differenze tra i due sessi hanno portato il maschio a prevalere e ad occupare un posto privilegiato nella società. La donna, fin dall'antichità, è sempre stata considerata un essere inferiore e si è evoluta in una società sostanzialmente misogina, oppressa dalle convenzioni sociali. Molte credenze, molti pregiudizi, che sussistono ancora oggi nell'immaginario collettivo, hanno origine molto lontana.
Nel Medioevo la vita e l'immagine della donna fu invece fortemente influenzata e determinata dalla presenza della Chiesa.
Nei secoli successivi il ruolo della donna ha continuato ad essere sottovalutato rispetto a quello degli uomini, benché la sua figura cominciasse a crescere d'importanza nel campo letterario. La "donna" era rappresentata come un essere angelico, provvidenziale, bellissimo e candido e il mondo in cui stava era molto differente dalla situazione in cui realmente vivevano le donne allora. La figura femminile nella letteratura ha in ogni modo avuto sempre un ruolo di principale importanza, ma a parte questo alle donne non è mai stato permesso di esprimersi liberamente nel campo dell'arte e della cultura. Solamente all'inizio del '900 la condizione della donna comincia a cambiare e si può parlare, di donne "in movimento": incominciano a nascere organizzazioni e associazioni di donne che si univano per combattere assieme contro tutte le discriminazioni della società misogina che da secoli le opprimeva.
Nel 1914, con l'inizio della guerra, le femministe sospendono le proprie rivendicazioni per compiere il proprio dovere di donne, mettendosi così alla prova. Con la fine della guerra, le donne vanno alla ribalta, la produzione culturale cresce di molto, ma i movimenti per l'emancipazione femminile d'inizio secolo vengono sommersi dalla nuova immagine di donna moderna "American style".
We Can Do It!
Questo avviene soprattutto in America: la donna viene liberata da molti lavori onerosi grazie al miglioramento delle tecnologie e può, finalmente sentirsi autonoma e libera lavorando o andando a scuola. Con la crisi del '29, però la situazione cambia anche in America e la condizione delle donne regredisce ancora di molto. In Italia nel frattempo è salito al potere Mussolini, la cui politica di crescita demografica portò alla creazione di un nuovo nucleo famigliare tipo.
Pag. 1
Il fascismo e le donne
L'ideologia fascista inquadrava le donne in una visione gerarchica del rapporto fra i sessi, dovuta all'enfatizzato culto della virilità, proprio della mentalità fascista.
Il regime promosse nuove misure concernenti i rapporti fra i sessi e i rapporti generazionali: è così cambiata l'intera struttura dei rapporti familiari. La famiglia era incoraggiata ad essere prolifica e ad essere collegata organicamente allo stato.
Incubo di quegli anni era la figura della donna spendacciona, irresponsabile o magari sterile. La mentalità fascista, dunque, non innovò quei vecchi topos culturali, tipici del mondo contadino, per questo la donna bella e "a rischio" poiché fragile e inadatta sia al lavoro sia alla riproduzione, ma anzi la usò per porre le basi ad un modello di famiglia che continuò ben oltre il fascismo stesso.
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