Introduzione
Ho scelto di parlare di donne perché credo che sia fondamentale dare valore alle lunghe lotte che le donne hanno affrontato nel corso della storia e che stanno affrontando ancora oggi.
Ancora c’è molta strada da fare, perché, nel mondo, la condizione della donna non è omogenea, anzi esiste una grande differenza della condizione della donna da oriente a occidente.
Inoltre in Italia, anche se nel corso della storia la condizione della donna è notevolmente migliorata, sentiamo spesso parlare di femminicidio.
Credo che in primo luogo il mondo ha bisogno di un cambiamento di cultura e di mentalità perché, a mio parere, sono gli stereotipi la causa della discriminazione contro le donne.
Eugenio Montale
In molte delle sue opere, Eugenio Montale si ispira alle donne che ha conosciuto e fa di loro le sue muse letterarie.
Montale nacque a Genova il 12 ottobre 1896, studiò ragioneria e si dedicò alla sua passione per la musica.
Nel 1917 prestò il servizio di leva.
Ossi di Seppia (1925)
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Montale infatti sceglie elementi della realtà comune.
Il titolo Ossi di Seppia ha carattere le cinque terre allusivo. un frastagliato tratto di costa aspro della riviera ligure, addolcito dalla costruzione di fasce per la coltura, che cala verso il
Spesso il male di vivere ho incontrato.
Il poeta esprime la propria negativa visione della vita.
Il mal di vivere nella prima strofa prende forma attraverso le tre immagini del “rivo”, della “foglia” e del “cavallo”.
L’unica via di scampo va ricercata nella divina Indifferenza.
Limoni
Il significato del testo consiste nel rifiuto del poeta di utilizzare un linguaggio aulico.
Ad essa Montale contrappone una realtà comune, costituita da un paesaggio povero e scabro.
Sente la pace in quel giardino. Ma presto l’illusione sparisce e si ritorna in città, disturbata dai rumori della guerra.
Ma quando attraverso un portone socchiuso (il varco) vediamo apparire in un cortile il giallo squillante dei limoni, ci sentiamo riempire di gioia e la speranza si riaccende nel cuore e lo riempie di nuove illusioni.
Le figure femminili
Le figure femminili determinano gli stati d’animo del poeta.
Secondo il concetto di “Correlativo Oggettivo” esse sono simboli in grado di ispirare il poeta e rappresentano anche un “varco” per accedere all’essenza delle cose.
Anna degli Uberti
(nelle sue opere Arletta)
Il poeta la frequentò in gioventù, poi non la vide più e a quel punto Arletta entrò nei suoi pensieri e nella sua poesia.
Occasioni (1939)
Il poeta, raggiunto l’apice del suo pessimismo, ne vuole uscire fuori cercando le occasioni, il che lo aiuterebbe ad uscire fuori da questo pessimismo.
La casa dei doganieri.
L’ispiratrice di questa poesia è appunto Anna degli Uberti (Arletta).
Il poeta si ricorda della casa dei doganieri e dei momenti che lì trascorse con Annetta e le manda con questi versi una cartolina d’amore, tenera e desolata.
La casa dei doganieri sulla balza rocciosa a picco sul mare è l’occasione.
Egli evoca qui un attimo di felicità della sua giovinezza, la nostalgia d’un ricordo d’amore lontano.
Ma questo ricordo, anziché gioia, suscita un senso di smarrimento.
Trasferitosi a Firenze conobbe Drusilla Tanzi, la “Mosca” di molte sue poesie.
Lei è la donna che Montale sposerà.
La bufera e altro
Nel 1956 uscì la sua raccolta.
In questa fase poetica Montale rievoca il dramma della guerra e la morte della madre, ma per il poeta gli eventi non sono che occasioni per un’analisi della propria tragica condizione esistenziale.
Irma Brandeis
A Firenze il poeta conosce Brandeis, una giovane studentessa di cui il poeta s’innamora.
Clizia è il suo pseudonimo.
La scelta di tale nome è riconducibile alla mitologia greca, nel mito della ninfa Clizia.
Dante.
Il poeta si reca a Firenze per studiare.
Infatti Clizia assume anche la figura donna-angelo, equiparata alla figura dantesca di Beatrice.
Maria Luisa Spaziani
Un’altra donna di cui Montale si innamora, la poetessa Spaziani, che il poeta chiama “Volpe” nelle sue opere.
Lei è l’antagonista di Clizia e rappresenta l’anti-Beatrice.
La Volpe è infatti la creatura terrestre portatrice di eros.
Massificazione
Profondo critico della cultura della massificazione, non aderisce al fascismo e vede crollare tutte le proprie certezze in seguito al boom economico degli anni ’50-’60.
Massificazione, la dice, impedisce all’arte di sussistere.
Silenzio poetico.
Da qui il, dal 1954 al 1964: “È ancora possibile la poesia?”
E il discorso “E’
Satura (1971)
La morte della moglie spinge il poeta a tornare a scrivere versi.
O sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale.
La donna nella poesia viene paragonata ad una mosca, poiché, nonostante i suoi problemi di vista, sapeva muoversi a suo agio nella vita.
Mosca.
La manca tanto al poeta perché fra i due era proprio lei, miope com’era, la sola in grado di vedere nel viaggio della vita ed era lei la guida del poeta e il suo punto di riferimento.
Nella sua poetica Montale non perde mai il contatto con l’uomo.
Montale sente proprio il compito di ricercare una via di salvezza che la ritrova nelle donne che ha amato.
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La seconda guerra mondiale
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