Il Novecento:
Un secolo importante per le donne
La storia della donna è cambiata molto soprattutto nel novecento, con il
diritto di voto e il femminismo. In questa ricerca ho cercato di spiegare
com’era la situazione della donna nel secolo scorso.
Il diritto di voto e le “suffragette”
Il suffragio (glossario) femminile fu interpretato dalla totalità della politica di
tutte le nazioni occidentali come una minaccia per i fondamenti dell’ordine
sociale. Le donne statunitensi dovettero aspettare il 1846, data del convegno
di Seneca Falls in cui fu avanzata la richiesta di voto per la prima volta, e
finalmente nel 1920 lo ottennero a tutti gli effetti.
In Inghilterra la battaglia per il voto fu particolarmente combattiva e violenta
ad opera delle suffragette (glossario). Le donne il diritto di voto lo aspettarono
dal 1867 (data della fondazione della Società nazionale per il voto femminile)
fino al 1918 quando terminò la prima guerra mondiale.
Invece in Francia passarono circa 75 anni, dal 1870 quando fu fondata
l’Associazione per il diritto delle donne fino alla concessione del voto nel
1945.
Il voto in Italia
In Italia, le donne poterono votare solo nel 1946, dopo l’istituzione della
Repubblica avvenuta nel 1945.
Nel primo ventennio del XX secolo, le donne avviarono molte
manifestazioni politiche e sindacali per rendere migliore la situazione delle
lavoratrici. La prima guerra mondiale e in seguito il fascismo misero a termine
tutti i tentativi di emancipazione femminile (glossario).
La proposta di estensione al voto alle donne, tra il 1871 e il 1922, fu
proposta molte volte, ma non vi fu alcun successo, solo con il fascismo venne
resa possibile. 1
I totalitarismi e la donna
Lo stalinismo e la donna
A prima vista, il regime di Stalin sembrò rivalutare il ruolo delle donne nella
società. Il comunismo (glossario), difendendo l’uguaglianza dei cittadini al
servizio del bene comune, negando i valori della famiglia e della religione,
affermando la necessità di uno sforzo collettivo di tutti i cittadini nelle attività
produttive dello stato, sembrò abbattere gli antichi pregiudizi che volevano le
donne “segregate” al ruolo di moglie-madre.
Le “compagne lavoratrici”, dopo aver dato il loro contributo alla rivoluzione,
vennero introdotte nel lavoro extradomestico, che consentiva l’acquisizione di
una grande indipendenza personale.
In realtà, le donne finirono vittime del doppio lavoro di mogli-madri e di
lavoratrici, rimanendo sempre ai margini della vita sociale e produttiva,
escluse dal potere politico, sfruttate nelle fabbriche e nel kolchoz (glossario).